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ProPal e filorussi: la super "Nova" di Conte passa da Albanese e Sachs
Oggi 16-09-26, 10:00
Il testimonial è una persona che presta il proprio nome e la propria immagine per promuovere un prodotto, un servizio o, nel caso politico, una causa. Ecco perché i volti di “Nova”, gli ospiti scelti da Conte per la reunion pentastellata che si svolgerà il 19 e 20 settembre a Milano, rappresentano, nei fatti, la direzione o, meglio, la strada che l'attuale leadership a 5 Stelle vuole percorrere. Se il fondatore Grillo intende spodestare il vertice del Movimento con innovazione e modelli alternativi di welfare, la ricetta di Giuseppi per tenersi il partito e tornare a Chigi si basa principalmente su due parole: ProPal e Russia. Basta, d'altronde, sfogliare la locandina dei panel della rassegna lombarda per notare due personalità che incarnano tali battaglie. Per quanto riguarda la condanna a Israele e Netanyahu, l'ospite individuato ha un nome e un cognome: Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu distintasi per invettive e accuse contro Gerusalemme. Per le sue denunce su Gaza, sin da subito, è piaciuta all'universo pentastellato. Parliamo, infatti, del volto della Flotilla, di chi ha sempre tacciato la maggioranza di complicità. Ecco perché l'irpina è più di un semplice megafono per chi vuole attaccare Meloni e compagni. Tant'è che è circolata più di una voce rispetto a una sua eventuale candidatura tra le file di Avs. Il tavolo sulla Palestina occupata, dunque, non solo è sinonimo di una “linea”, ma potrebbe addirittura scatenare una “querelle” fra chi ha bisogno di trovare subito figure credibili per riempire le liste. Più di qualcuno, tra gli ex grillini, vorrebbe l'attivista campana come frontwoman per una campagna sul rispetto dei diritti o meglio come prossima deputata M5S. Altra figura a scatenare più di un semplice dibattito, nella kermesse voluta dall'“avvocato del popolo”, è Jeffrey Sachs, economista americano noto per aver contestato la Casa Bianca sul conflitto in Ucraina. Non a caso, ci riferiamo a chi, da anni, consiglia le riforme applicate nella Russia degli anni Novanta. Per dirla in breve, più di un semplice studioso ed estimatore del Cremlino. Ragioni per cui gli analisti che parlano di «invito telecomandato», o meglio «chiarificatore», rispetto a quello che dovrebbe essere il posizionamento del campo largo a trazione Conte, non commetterebbero un errore così grossolano. Una cosa è certa, tale decisione imbarazza, e non poco, quel Pd che non ha mai messo in discussione il sostegno alle ragioni di Kiev. Il terzo ospite a scatenare un dibattito è Nancy Okail. Seppure sia stata protagonista di diverse iniziative umanitarie, la donna è più di un semplice opinion leader per quanto concerne il rapporto precario e capriccioso tra Maghreb e Usa. Per chi non conosce il personaggio, nel 2011, finì addirittura in carcere per sostenere certe posizioni nella rivoluzione del Cairo. Tuttora è più di una semplice voce critica rispetto all'influenza occidentale in Africa. Ragione per cui tale invito, anche se non in modo implicito, potrebbe significare un endorsement verso modelli visti tuttora con "scetticismo" da determinati Paesi amici. Tra questi ci sarebbero anche diversi interlocutori del cosiddetto modello Meloni. La sua presenza, dunque, non passerà inosservata. Il fine settimana della svolta a 5 Stelle, sebbene non sia ancora iniziato, non mancherà, pertanto, di scatenare più di una semplice discussione.
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