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Vicini e conoscenti: "Per Luca e Valentina quella bimba era come l'oro"
Oggi 01-09-26, 08:55
Le scarpe grigie lasciate davanti alla porta, l'armadio colorato con sopra i croccantini e il guinzaglio del cane, ancora al loro posto. Sulla parete in legno bianco, tante targhe americane accostate con cura e l'insegna blu di una vecchia tabaccheria trasformata in elemento d'arredo. È questo l'ingresso della villetta dove Luca Ambasciano e Valentina Pambianco vivevano insieme alla piccola Bianca, appena cinque anni. Tra quelle stesse pareti, ieri, la famiglia si sarebbe tolta la vita. Piccoli dettagli di quotidianità, una casa curata, vissuta, piena dei segni di un'esistenza che sembrava scorrere come tante altre. Ed è proprio questo contrasto, tra la normalità apparente e l'epilogo tragico, a lasciare il quartiere ancora senza parole. «Ci ha chiamato una vicina per dirci cosa era accaduto. Conoscevo Luca e Valentina, per loro la piccola Bianca era oro. Li incontravo spesso in strada mentre passeggiavano con la bambina»: a raccontarlo è una donna che ha vissuto per cinque anni in via dell'Antracite prima di trasferirsi altrove. Come lei, l'intero vicinato fatica ancora a capacitarsi di quanto accaduto. Per chi li conosceva, si trattava di «una famiglia splendida», con Bianca «molto affezionata al cane Teo». Nei dintorni c'è chi, alla vista delle telecamere dei telegiornali, cambia strada: sono molti quelli che preferiscono rifugiarsi nel silenzio, quasi per non dover trovare parole a un dolore che non ne ha. Massimiliano Umberti, presidente del Municipio IV, parla senza mezzi termini di «una strage della solitudine», ricordando che la coppia era seguita dai servizi sociali. «Noi c'eravamo, ma sembra che non basti mai. Erano persone per bene, che lottavano da anni. Non conosciamo ancora la dinamica di quanto accaduto, ma tengo a precisare che non si trattava di una situazione di marginalità: nonostante fossero in carico alla nostra amministrazione, seguiti anche dal punto di vista economico, non è bastato. Oggi c'è tanto rammarico e, soprattutto, disperazione, perché di fronte a certe fragilità non abbiamo una soluzione». Chi conosceva bene la famiglia racconta che «le avevano provate tutte per riuscire a curare la piccola». Tra i bar e le vie del quartiere, c'è chi ancora non riesce a realizzare l'accaduto: «Conoscevo Luca, proprio pochi giorni fa ci eravamo incrociati portando a spasso i cani. Quando ho letto la notizia, non riuscivo a crederci». Nel frattempo, davanti alla villetta, i fiori lasciati da qualche vicino si posano accanto a quelle scarpe grigie mai più calzate. Pietralata, per un giorno, si ferma a guardare in silenzio.
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Il Tempo
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