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Avviso ai "tendini": non esiste il diritto a vivere in centro
Oggi 15-10-26, 11:16
La protesta degli studenti universitari con le tende davanti Montecitorio - e che riaffiora dopo essere esplosa nel 2023 è genuina o artificiale? È lecito chiederselo visto che ci sono tre situazioni concomitanti che possono indurre a pensare che il fenomeno sia tutt’altro che naturale. (1) Le sommosse degli studenti in Francia - che a dire il vero non prendono minimamente in considerazione l’idea di piantare delle tende in segno di protesta visto che mettono a ferro e fuoco le scuole stesse - sembrano essere l’esempio da seguire. (2) La protesta contro il caro casa in Spagna ha poi dato la stura alle dimissioni del governo Sanchez. (3) Infine, il martellamento di firme prestigiose - come ad esempio Concita De Gregorio o Beppe Severgnini - che si dolgono del fatto che i nostri giovani non scendano in piazza per manifestare la loro rabbia da bravi rivoluzionari. Va detto che ogni protesta fa storia a sé. In Francia siamo in presenza di una crisi economica e di bilancio che dovrà spingere il governo a fare scelte drastiche: o una ricetta a base di austerità che i transalpini non sono minimamente intenzionati a sopportare oppure abbandonare l’architettura della moneta unica. Il problema difficilmente sarà risolto dalla Banca Centrale Europea con politiche monetarie espansive (il “whatever it takes” di Draghi per intendersi) visti gli alti livelli di inflazione. È insomma una protesta contro il Governo Macron. L’aspettativa dell’establishment transalpino era che questo bubbone scoppiasse nel 2027 con un altro inquilino all’Eliseo; magari di destra. Ma l’ordigno è scoppiato prima. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49362494]] In Spagna invece la protesta di fatto supporta il governo Sanchez. Quest’ultimo è responsabile di una crisi abitativa dovuta al combinato disposto del boom dell’immigrazione che negli ultimi dieci anni ha visto aumentare la popolazione residente di 3,5 milioni di persone a fronte di una normale rigidità nell’aumento dell’offerta di abitazioni. Ma il governo ha demagogicamente preferito bloccare gli sfratti, di fatto ulteriormente riducendo l’offerta di abitazioni in affitto. Chi è sceso in piazza lo fa applaudendo Sanchez che ritiene quindi di avere il vento in poppa in vista delle elezioni anticipate. La protesta degli studenti italiani si inserisce pertanto in questo quadro. L’esponente di Avs Elisabetta Piccolotti plaude alla rivolta, perché «dobbiamo guardare alla Francia e alla Spagna» come esempi. Ecco quindi l’emergere della narrazione del diritto alla casa. Il disagio sarebbe alimentato dagli speculatori brutti e cattivi che non danno la casa in affitto agli studenti. Costretti a vivere a 50 km di distanza dall’Università e non nelle immediate vicinanze. A questo si unisce la retorica di chi sostiene che le nostre città stiano perdendo identità a causa degli affitti brevi. Il racconto però non regge alla prova del buon senso. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49364241]] Sarà antipatico a dirsi ma non esiste il diritto a vivere in centro o nelle immediate vicinanze dell’ateneo. Per il banale motivo che non esisteranno mai case a sufficienza per soddisfare una domanda potenzialmente infinita. Chi non vorrebbe vivere in Via dei Condotti a Roma? Giusto è - sia chiaro - far sentire la propria voce se i servizi pubblici di trasporto sono inefficienti. Ma in questo caso è con le amministrazioni locali che bisogna soprattutto arrabbiarsi. Ma essendo che tutte le principali città (Milano, Roma, Torino, Bologna, Genova, Napoli, Firenze) sono in mano alla sinistra, diventa imbarazzante fare questa battaglia. Senza considerare che spesso e volentieri nelle città universitarie sono spesso gli affitti agli studenti ad essere ritenuti un’alternativa valida quasi quanto gli affitti brevi. Facendo arrabbiare gli altri potenziali inquilini. Se si vogliono prezzi più bassi occorrono più case e soprattutto incentivare gli affitti rendendo più semplici gli sfratti. In caso contrario le case rimarranno sfitte o locate ai turisti. Almeno gli studenti che frequentano le università di economia questa banale constatazione dovrebbero essere in grado di farla. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49332090]]
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