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Barabotti contro la Schlein: "Ministra della Cultura, così...", si scatena il caos a Montecitorio
Oggi 08-10-26, 12:36
In un ipotetico governo del centrosinistra troverebbero posto "Giuseppe Conte agli Esteri a sventolare la sua pochette bianca, Elly Schlein alla Cultura così facciamo dal gay pride una festa nazionale e portiamo nelle scuole a fare qualche lezione Vladimir Luxuria, all'Ambiente Angelo Bonelli magari non impedisce lo scioglimento dei ghiacciai ma quello dei ghiaccioli". E in aula a Montecitorio si scatena il caos. Il deputato leghista Andrea Barabotti prende la parola alla Camera durante ledichiarazione di voto sulla legge elettoralee le sue parole sferzanti e satiriche sull'opposizione vengono accolte da pesanti rumoreggiamenti e buu dai banchi del centrosinistra. "Ma per governare - ha attaccato - servirebbe un'idea una guida stabile e lo capirebbe anche un bambino che per voi sarebbe una sciagura: già quando si parla di antisemitismo o di guerre il campo largo è un camposanto". "Questa - ha concluso Barabotti - è una legge bilanciata e adeguata alle sfide del futuro, noi diversamente dalla sinistra, non guardiamo alle prossime elezioni noi guardiamo agli elettori". "La Lega voterà convintamente questa legge elettorale avviandosi a testa alta davanti al giudizio degli elettori e davanti al giudizio della storia", ha quindi concluso l'onorevole. "Con questa legge renderemo la nostra democrazia più trasparente. La coalizione che prende un voto in più dell'altra e il 42% avrà un premio di governabilità che gli consente di portare avanti un programma, un impegno con una coalizione e con un presidente del Consiglio che è stato presentato agli italiani prima del voto, non dopo come piace a voi, non attraverso i giochi di palazzo, ma attraverso le urne", ha aggiunto. "Questa riforma nel rispetto della costituzione e delle prerogative del capo dello Stato porta anche a livello nazionale su una logica che assomiglia a quella dei comuni e delle regioni perché con questa legge finalmente gli italiani potranno dire e potranno scegliere il primo cittadino d'Italia", ha osservato. "Sono regole, questo non vi piacerà, che spostano il potere nelle mani dei cittadini. Sono regole di cui non si può più fare a meno se vogliamo rinsaldare questo rapporto con i cittadini. La nostra libertà è garantita da milioni di cittadini che ogni giorno in Italia riconoscono autorevolezza alla divisa, a un parlamentare, a un tribunale, a un governo".
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