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Estero Europa
Così l'Ue sugli affitti brevi minaccia la proprietà privata
Oggi 23-09-26, 12:14
La bozza di regolamento Ue che consente ai sindaci di mettere le mani sulle nostre case soprattutto se destinate ai cosiddetti affitti brevi è già pubblica ed è disponibile in tutte le lingue degli stati membri. E per chi ha a cuore la libertà e la proprietà privata è già un problema. Un grosso problema. Basta che un regolamento sia già pubblicato in bozza e siamo praticamente fottuti. Non cullatevi nella speranza che quel documento non è ancora in vigore almeno finché non sarà approvato nella stessa identica versione anche dal Parlamento di Strasburgo e dal Consiglio Ue. Da non confondere - quest’ultimo - con il Consiglio Europeo dove risiedono i capi di governo degli stati membri. Il Consiglio Ue è composto dai ministri degli stati membri competenti a seconda della materia trattata. E ciò che è peggio è che questo organo delibera a maggioranza qualificata. Se ad almeno 15 stati su 27 - che rappresentano una popolazione pari ad almeno il 65% del totale - quel regolamento piace, può entrare in vigore e dispiegare i suoi effetti anche in casa di chi non è d’accordo. Quando il regolamento è in bozza su quello si discute. Come insegnano gli avvocati d’affari che si occupano di M&A (Fusioni ed acquisizioni) la stesura di una prima bozza del contratto conferisce un vantaggio negoziale rilevantissimo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49085000]] MODIFICHE Si disegna praticamente il campo di gioco su cui la controparte dovrà muoversi. Da quel momento si potrà discutere tutto, ma saranno comunque modifiche ad un impianto già predisposto. Nel caso della bozza di regolamento si discuterà di proroghe, deroghe, esenzioni parziali, raccomandazioni, tempistiche e virgole. Ma il regolamento verrà approvato in un modo o nell’altro. Anche perché l’architettura europea non prevede di fatto che un regolamento possa essere bocciato. In pratica costringe i tre soggetti coinvolti nell’approvazione della norma (Commissione Ue, Consiglio Ue e Parlamento Ue) a trovare un accordo, in caso di disaccordo, attraverso il cosiddetto trilogo. Un mercato delle vacche dove la nefandezza troverà concepimento. Quindi questo schifo è come se fosse già mezzo approvato. Ma di preciso questo obbrobrio in salsa sovietica cosa prevede? All’articolo 5 viene assegnata all’«autorità competente» (vale a dire in Italia il sindaco con la giunta) la facoltà di «adottare qualsiasi misura» fra quelle previste purché «siano giustificate dalla necessità di salvaguardare la disponibilità di alloggi e la loro accessibilità economica». E quali sono le misure previste? Ad esempio «quelle che limitano l’accesso a, o la prestazione di, servizi di locazione di alloggi a breve termine in immobili residenziali diversi dalla residenza principale del locatore». In pratica il Gualtieri di turno produce un documento di qualche centinaio di pagine zeppo di dati incomprensibili, cartine illeggibili, grafici inguardabili con cui ti dimostra che quel dato quartiere (o quei dati quartieri) sono caratterizzati da una «crisi abitativa», che quindi va curata con la loro «politica abitativa» per regolamentare l’«offerta abitativa». In pratica funziona così: tu paghi l’Imu, tu paghi la Tari, tu paghi tutto quello che c’è da scucire ma decidono loro se puoi affittarlo o meno ai turisti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49061054]] IUS PRIMAE NOCTIS Fra le misure che la Salis (Silvia anche se il provvedimento avrebbe potuto scriverlo Ilaria) di turno può adottare ci sono anche quelle che «limitano l’acquisizione o l’uso di terreni e immobili residenziali che non sono acquistati o usati ai fini di residenza principale, siano essi occupati al proprietario o da altri». Non vorrei vi fosse sfuggito il concetto e quindi cerco di essere più esplicito. Al punto (a) dell’articolo 5 comma 1 viene assegnato al sovrano il potere di impedirti di affittare il tuo immobile come ritieni opportuno. Al punto (b) del medesimo articolo viene invece assegnato al sindaco imperatore il potere di impedirti di venderlo o comprarlo. Ho cercato se nella bozza di regolamento vi fosse anche una sorta di “ius primae noctis” sulla figlia del proprietario. Non mi sembra ci sia. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48259256]]
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