s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Don Coluccia, il coraggio di non voltarsi dall’altra parte: solidarietà a chi combatte droga, degrado e illegalità
Oggi 05-10-26, 10:52
Ci sono persone che, davanti al degrado, scelgono il silenzio. E poi ci sono quelle che decidono di esporsi, di metterci la faccia e di assumersi il peso delle proprie battaglie, anche quando questo significa attirarsi critiche, intimidazioni e minacce. Don Coluccia appartiene a questa seconda categoria. Alla luce delle intimidazioni e delle offese denunciate nei suoi confronti, comprese quelle che sarebbero state rivolte in lingua araba, sentiamo il dovere di esprimere a Don Coluccia la nostra più convinta e sincera solidarietà. Perché una cosa deve essere chiara: le minacce non possono diventare il prezzo da pagare per chi difende la legalità. Da anni Don Coluccia ha scelto di schierarsi in prima persona contro lo spaccio di droga, contro il degrado e contro quella progressiva perdita di dignità che rischia di trasformare alcuni luoghi in territori nei quali le regole sembrano non valere più. È una scelta tutt’altro che comoda. Significa esporsi, denunciare, parlare, intervenire e continuare a farlo anche quando sarebbe molto più semplice voltarsi dall’altra parte. Ed è proprio questo il valore della sua azione. Chi combatte lo spaccio combatte lo spaccio, non le persone. Chi combatte il degrado difende le persone che hanno diritto a vivere in luoghi dignitosi, sicuri e rispettosi della legge. Per questo non possiamo accettare che criminalità, intimidazioni o insulti diventino strumenti per mettere a tacere Don Coluccia o chiunque scelga di stare dalla parte della legalità. Se saranno accertate responsabilità per spaccio, minacce o intimidazioni, dovranno essere le autorità competenti a intervenire. Ma sul piano civile e morale il messaggio deve essere altrettanto netto: chi sceglie la legalità merita sostegno, non isolamento. E sulle presunte offese in arabo è necessario mantenere altrettanta fermezza, senza però cadere nella generalizzazione. Non è una lingua, una nazionalità o una fede religiosa a determinare la colpevolezza di una persona. Sono i comportamenti individuali a dover essere giudicati. Se qualcuno utilizza l’intimidazione, il fanatismo o il disprezzo delle regole, deve risponderne indipendentemente dalla propria origine o appartenenza. Il problema, dunque, non è l’Islam in quanto tale, né una comunità nel suo complesso. Il problema sono l’estremismo, l’intolleranza, la criminalità e il rifiuto delle regole comuni, quando assumono forme concrete e minacciose. E contro questi fenomeni lo Stato e la società devono essere inflessibili. È proprio questa la lezione che Don Coluccia porta avanti da anni: non arrendersi all’idea che lo spaccio e il degrado siano una normalità inevitabile. La sua battaglia è anche una battaglia per i ragazzi, per le famiglie, per gli anziani, per chi lavora e per tutti coloro che vogliono poter vivere il proprio quartiere senza paura. A Don Coluccia va dunque il nostro più grande ringraziamento. Grazie per il coraggio dimostrato negli anni. Grazie per aver scelto di metterci la faccia. Grazie per essersi schierato personalmente contro lo spaccio di droga e contro il degrado. Grazie per aver ricordato che restituire dignità a un territorio significa innanzitutto restituire dignità alle persone che lo abitano. E proprio per questo, davanti alle intimidazioni, la risposta non può essere il silenzio. Noi siamo con Don Coluccia. Lo stimiamo, lo sosteniamo e gli siamo vicini. Perché gli spacciatori, i delinquenti, gli intimidatori e chiunque pensi di poter sostituire la legge con la paura devono sapere che la sete di giustizia, di sicurezza, di dignità e di rispetto delle regole non si spegne con un insulto né con una minaccia. Anzi. Di fronte alla paura, una comunità sana deve rispondere con ancora più coraggio. E il coraggio di Don Coluccia, oggi più che mai, merita di essere riconosciuto e sostenuto.
CONTINUA A LEGGERE
2
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
14:04
Di Paola “Cavallo eccezionale mediatore e terapeuta”
Libero Quotidiano
12:06
Nobel per la Medicina 2026 a Deisseroth, Hegemann e Nagel per l’optogenetica
Libero Quotidiano
12:00
Depressione stagionale: di cosa si tratta e come si cura
Libero Quotidiano
11:45
Garlasco, De Giuseppe choc: "Arriva una telefonata e compare il Dna che incastra Stasi"
Libero Quotidiano
11:44
La prevenzione secondo la Gen Z: un cortometraggio e un evento per parlare di tumore al seno
Libero Quotidiano
11:32
