s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero Europa
Energia e bilancio, è scontro tra i leader Ue
Oggi 16-10-26, 12:44
Doveva essere il vertice che avvicinava l’intesa sulla strategia per calmierare i prezzi dell’energia e sul bilancio Ue 2028-2034: le regole su quanto ogni Paese deve versare e quanto ha diritto di ottenere. Le partite più importanti, insomma. C’è ancora la giornata di oggi, ma quello che si è visto ieri a Bruxelles è stato la fotografia di quanto i ventisette siano lontani. Riguardo all’energia, i leader concordano sulla necessità di varare misure a breve termine contro i picchi dei prezzi di gas e petrolio, legati alle tensioni in Medio Oriente e all’arrivo dell’inverno. Nella bozza di documento finale sotto esame ieri sera si chiede alla Commissione di prorogare gli aiuti temporanei di Stato per i settori industriali più esposti. LA PARTITA DELL’ETS C’è grande distanza, però, sulle sorti del mercato europeo delle quote di CO2 (Ets). Nella bozza è presente un paragrafo che lo difende e i Paesi nordici guidano il fronte di chi non vuole fare passi indietro. Fonti italiane fanno sapere che Giorgia Meloni, insieme ai leader della Grecia e dei Paesi del “blocco di Visegrad” (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria), ha lavorato per cambiare quel paragrafo, fedele alla linea che mercoledì aveva illustrato in parlamento: «La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione». In Senato, la presidente del Consiglio aveva rivendicato anche la volontà di rinviare ancora l’Ets2, il nuovo mercato della CO2 che dal 2028 farà pagare ai fornitori il carbonio di carburanti e riscaldamento: un sistema che «scaricherebbe nuovi costi su famiglie e imprese». E ieri infatti, insieme alla Repubblica Ceca, l’Italia ha chiesto di inserire nelle conclusioni un passaggio che affidi alla Commissione Ue un’analisi dell’impatto sociale ed economico dell’Ets2. Germania, Svezia, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Spagna hanno proposto un testo di compromesso, sul quale ieri sera non c’era ancora intesa. In parallelo, Meloni ha rilanciato la richiesta di maggiore flessibilità sui conti pubblici, già contenuta nella lettera inviata il primo ottobre a Ursula von der Leyen. Secondo la posizione italiana, in una situazione di emergenza, quando un fattore esterno come i rincari energetici fa lievitare inflazione e costi, le regole del Patto di stabilità permetterebbero alla Commissione di concedere più margine. Per questo, in Senato, Meloni aveva annunciato di voler chiedere che «lo shock energetico e inflazionistico venga adeguatamente considerato nel calcolo della spesa consentita dalle regole europee». A Bruxelles, la sua richiesta è stata appoggiata dal greco Kyriakos Mitsotakis. Von der Leyen si è limitata a chiedere cautela sui conti pubblici e ha indicato nella proroga degli aiuti di Stato l’unica misura possibile «nel brevissimo periodo». Quanto al bilancio pluriennale della Ue, il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha ribadito l’intenzione di chiudere la pratica entro fine anno, ma pure su questo non c’è accordo. I cosiddetti «frugali» (i Paesi ricchi contributori netti che vogliono un bilancio Ue più piccolo, tra cui Germania, Austria e Paesi Bassi) hanno bocciato la bozza della presidenza irlandese, che per i sette anni prevedeva un budget di 1.622 miliardi di euro (140 miliardi in meno rispetto alla proposta della Commissione). Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha detto che occorre tagliare molto di più. GLI “AMICI DELLA COESIONE” Per Meloni rispettare la scadenza di fine anno non è una priorità. «Noi firmeremo un accordo solo quando sarà un accordo giusto per l’Italia», aveva fatto sapere prima di partire per Bruxelles. Per questo, insieme al presidente rumeno Nicusor Dan, prima dell’inizio del summit ha radunato gli «Amici della Coesione». Sono i leader di diciassette Paesi, tra cui Spagna e Polonia, che sul tema la pensano in modo simile e hanno «deciso di restare uniti nel negoziato sul prossimo bilancio Ue» attorno a quattro punti: «Risorse sufficienti per affrontare tutte le priorità comuni»; «salvaguardare coesione e agricoltura sia sul piano delle risorse sia su quello delle regole di finanziamento»; «contribuzioni eque da parte degli Stati membri»; «no agli sconti sui contributi nazionali». È arrivato a Bruxelles anche Volodymyr Zelensky, e oggi prenderà parola al tavolo del Consiglio. Lo scenario ucraino è complicato dalla decisione di Donald Trump di sospendere le sanzioni sul gasolio russo, che Meloni ha definito «molto rischiosa». Ieri, con una dichiarazione a Repubblica, le ha replicato un portavoce della Casa Bianca: «Il presidente Trump ha negoziato con successo un altro grande accordo per fornire al mercato globale enormi quantità di diesel e abbassare i prezzi».
CONTINUA A LEGGERE
3
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
Il programma dei 5 Stelle: spinelli liberi e adozioni gay
Il Sole 24 Ore
Prezzo dell’elettricità, vicino l’accordo Ue-Italia
Libero Quotidiano
15:49
Cina: come la tecnologia sta trasformando il settore del vino nel Ningxia
Libero Quotidiano
15:40
Frulli "Luv appuntamento strategico per l'uva da tavola e la Puglia"
Libero Quotidiano
15:01
E.ON Italia, nuova sede nel cuore di Milano Innovation District
Libero Quotidiano
14:07
America Week - Episodio 84
Libero Quotidiano
14:04
Edilizia, Sironi (Assogesso) "Sistemi a secco sostenibili e riciclabili al 100%"
Libero Quotidiano
13:36
