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Enrico Mentana, il vero motivo dell'addio a La7: una bomba politica
Oggi 25-10-26, 13:29
L’ultimo Tg condotto da Enrico Mentana su La7 ha una data ufficiale: il 23 dicembre prossimo. Che tradotto nel linguaggio contrattuale vuol dire una cosa soltanto: dal 1 gennaio 2027 il telegiornale de La7 avrà una nuova firma a dirigere la testata che per 16 anni è stata la vedetta del maratoneta dell’informazione televisiva. A dare la notizia è stato lo stesso Mentana che ha scelto come città nella quale dare l’annuncio proprio Alessandria, praticamente casa dell’editore Urbano Cairo, originario di Abazia, frazione del comune di Masio, piccolo centro dell’alessandrino. Una terra, quella mandrogna, che però pochi sanno è cara allo stesso Mentana, indispensabile per la sua nascita visto che lì si conobbero i suoi genitori per iniziativa del cugino della mamma di Enrico, che sarebbe a sua volta diventato direttore di Paese Sera. Insomma, la Passionaccia per il giornalismo, come recita il titolo di un libro di Chicco, era di famiglia e non si spegnerà certo cambiando canale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49327183]] Quindi, nell’Aula Magna dell’università piemontese, ricevendo il prestigioso premio “Franco Marchiaro Testimone dell’informazione”, Mentana ha spiazzato i presenti. «Voglio darvi una notizia: lascio il tg di La7, voglio passare il Natale in famiglia», ha detto. In realtà, per gli addetti ai lavori, non è stato un fulmine a ciel sereno. Più volte negli ultimi tempi “Mitraglietta” aveva mostrato insoddisfazione per la piega che ha preso la programmazione della tv di Cairo, ma di sicuro la notizia è succosa dopo mesi di dico/non dico, tra mille voci, tam tam sui social e mai una smentita. Ieri c’è stata la più autorevole delle conferme: quella del diretto interessato. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49383273]] Nessuna anticipazione, invece, sul suo futuro professionale. Voci insistenti hanno riferito di offerte importanti giunte a Mentana da parte della Rai ma soprattutto da Mediaset dove il giornalista milanese ha fondato, nel lontano 1992, il Tg5 e poi anche l’approfondimento, con Matrix, da cui si consumò il rumoroso divorzio nel 2009 dopo dissidi editoriali sul peso effettivo dell’informazione nella rete. Un confronto-scontro a tutto tondo in parte simile a quello avuto con i vertici de La7 da cui, negli ultimi mesi, Mentana ha più volte preso le distanze, non disdegnando accenni sarcastici fino e a volte quasi oltre il limite della polemica. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49446461]] Negli ultimi giorni sono tornate a farsi sentire anche sirene politiche che vorrebbero “Mitraglietta” pronto a prendere il testimone del Tg1, ora in mano a Gianmarco Chiocci. Mentre mistero fitto sulle sorti di eventuali trattative con l’editore greco di Repubblica che qualche mese fa pareva intenzionato ad affiancare anche un progetto televisivo all news alla fresca acquisizione del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Il capitolo più recente di questa saga di indiscrezioni porta la firma di Dagospia, che proprio due giorni fa rilanciava l’ipotesi di un incontro decisivo tra Mentana e Cairo fissato per il 9 novembre. Un appuntamento che, alla luce delle parole pronunciate ieri dal direttore, evidentemente non c’era e, a quanto pare, non ha motivo di esserci. La scadenza contrattuale è nota, il giorno dell’ultima conduzione pure. Il resto, per ora, appartiene alle trattative e alle strategie che difficilmente vengono messe in piazza prima del tempo. Più avanti si capirà quale direzione prenderà la carriera del telegiornalista più apprezzato d’Italia che lo scorso anno ha compiuto 70 anni ma davvero non sembra proprio voglia pensare a un buen retiro, sebbene lui scherzi: «Potrei anche fare il nonno». Enrico certo non rimarrà zitto nel bel mezzo della stagione che condurrà il Paese a elezioni delicate e giornalisticamente avvincenti ma forse ostiche da vivere in una tv come La7 che pare aver fatto dell’antimelonismo militante la sua scelta di campo. Detto ciò, l’editore Cairo mai ha fatto venire meno la propria fiducia nei confronti di un professionista come Mentana che, in 16 anni, ha contribuito in modo decisivo a definire l’identità del canale. Non si tratterebbe, infatti, solo di dover sostituire un direttore-conduttore ma giustificare, di fronte ai telespettatori, la perdita di un patrimonio di credibilità costruito attraverso anni di dirette, breaking news e appuntamenti straordinari.
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