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GCAP, Gen. Arpino: "Leonardo? Leader tre volte. Bene Germania e Francia fuori dal progetto"
Oggi 28-09-26, 15:54
Non è un aereo, anche se lo è. Ma sarebbe riduttivo chiamarlo semplicemente così. Il GCAP, Global Combat Air Programme, è molto più di un nuovo velivolo da combattimento: è un vero e proprio “sistema dei sistemi”, concepito per operare nei cinque domini ( aria, terra, mare, spazio e cyber ) e mettere in comunicazione una piattaforma centrale con una costellazione di sistemi, guidati e non guidati. Il pilota c'è, ma può anche non esserci. Il nuovo fighter infatti sarà in capace di coordinare droni, missili e altri velivoli, integrando sensori, sistemi d'arma, comunicazioni e capacità di comando e controllo per costruire una sorta di scudo multi-dominio contro le minacce del futuro. Se ci consentite un richiamo alla cultura pop, uno “Skynet” buono: non quello della fantascienza che si ribella all'uomo, bensì elemento fondamentale per la difesa, con il suo cuore tecnologico diviso tra Italia, Regno Unito e Giappone. Ed è proprio qui che il programma assume un significato particolarmente interessante. Il GCAP nasce infatti dalla collaborazione fra Roma, Londra e Tokyo con l'obiettivo di lanciare entro il 2035 una capacità aerea di nuova generazione. Leonardo è partner strategico insieme alla britannica BAE Systems e alla giapponese Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. Ltd. Una scelta industriale e strategica che lascia fuori due grandi protagonisti europei della difesa: Francia e Germania. “L'assenza di Francia e Germania dal progetto è un bene – spiega il Generale Mario Arpino, già Capo di Stato Maggiore della Difesa e Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare – poiché i francesi, dal punto di vista della difesa e della produzione difensiva, sono da sempre autoreferenziali. Quanto ai tedeschi, ricordo il tempo e le risorse che Italia e UK persero a causa dei loro continui ripensamenti sui requisiti di costruzione ed implementazione del caccia Eurofighter. Avanti, dunque, con la realizzazione del sistema, il GCAP, in cui la nostra Leonardo è leader tre volte”. Perché tre volte? “GCAP è sviluppato da una collaborazione fra BAE Systems, Japan Aircraft Industrial Enhancement e Leonardo che, nel programma, si occupa sia dell'avionica del velivolo sia dell'intero sistema elettronico, cioè il cuore della piattaforma difensiva. Inoltre, Leonardo guida la componente italiana del GCAP mentre la sua divisione britannica, Leonardo UK, è stata co-fondatrice con gli inglesi del Team Tempest, embrione progettuale dell'attuale Global Combat Air Programme”. E qui il discorso si fa particolarmente interessante. Perché nel frattempo il programma ha compiuto un ulteriore, importante passo avanti. Nel giugno 2025 è stata infatti costituita Edgewing, la joint venture che riunisce BAE Systems, Leonardo e JAIEC, con quote paritetiche del 33,3%. La società è responsabile della progettazione e dello sviluppo del velivolo da combattimento di nuova generazione e manterrà il ruolo di design authority per l'intero ciclo di vita del prodotto. Mail Generale va oltre poiché, nel GCAP vede anche una piattaforma geopolitica. “La collaborazione con il Giappone è ottima anche per il suolo valore nell’area indo-pacifica da sempre importante per gli equilibri globali e che, negli ultimi decenni, ha assunto un ulteriore rilievo strategico”. Il riferimento va forse alla Cina e alla sua ambizione di nazione leader del continente asiatico e all’India, che sviluppa programmi difensivi in completa autonomia avviando, ad esempio, intense collaborazioni bilaterali con la Russia e con la Francia. Per l’Italia il GCAP è quindi un modo per affacciarsi e per giocare un ruolo da protagonista in un teatro complesso e delicato, dove si muove anche la maggiore potenza mondiale, gli USA. Generale Arpino, vuole dirci che gli States mancano di un “loro” GCAP? “No. Washington ha avviato diversi programmi assimilabili al GCAP, la differenza sta nel fatto che l’America è concentrata sulla sua difesa mentre il GCAP è frutto di una partnership internazionale”.Il GCAP, dunque, non è soltanto il progetto di un nuovo caccia. È la costruzione di un'architettura tecnologica destinata a durare per decenni, nella quale il velivolo costituisce la “core platform”, collegata agli altri sistemi attraverso una rete digitale capace di condividere enormi quantità di dati. Leonardo parla esplicitamente di intelligenza artificiale, super calcolo, combat cloud e datalink cyber-resilienti e auto-adattabili. Un progetto nel quale l'industria italiana occupa una posizione di primo piano: Leonardo è al centro della componente industriale nazionale e partecipa direttamente alla nuova struttura internazionale Edgewing. C’è da considerare poi che, attorno al progetto, c’è un’intera filiera produttiva che gioverà dei lavori di realizzazione e di implementazione dell’architettura difensiva, con importante ricaduta più che positiva in termini di indotto. Resta una domanda, forse la più curiosa: quale sarà l’atteggiamento di Francia, Germania e degli altri membri NATO europei di fronte al programma? “Dovranno acquistare il programma ed implementarlo. Certo, il loro ruolo non sarà di padri del GCAP semmai di cuginetti, se mi concede un bon mot”.
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