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Guerriglia da Torino a Milano: "Chi hanno visto in piazza", la verità sulla rivolta
Oggi 18-10-26, 12:29
Un "popolo sconosciuto", giovani e giovanissimi, lontani però dai "black bloc" e dai centri sociali ben noti, assicura Beppe Sala. Il sindaco Milano, all'indomani della guerriglia che ha devastato la città a cominciare da piazza Duomo, punta il dito anche sul Viminale: "Ieri in piazza troppo pochi agenti, è stato sottovalutato il momento. Questo è solo l'inizio, l'escalation è molto pericolosa". "Sono rimasto collegato per alcune ore attraverso un link che mi passa la polizia locale e che permette di seguire in diretta le manifestazioni. E che cosa ho visto? Innanzitutto, chi non c'era. Ieri non era una questione di Black Bloc, di anarchici, insomma, di quelle frange più violente a cui siamo abituati. Era un'altra cosa. In quella manifestazione si sono sovrapposte una componente pacifica, come tutti hanno capito, composta da studenti e persone che protestavano anche legittimamente, e una frangia estremamente violenta. E' quello che stiamo vedendo in parecchie città del mondo. In Francia hanno incendiato dei municipi. Sono molto preoccupato, perché è un fenomeno nuovo, che trae origine anche da uno scenario internazionale e quindi si autoalimenta. Sono spazi di protesta che non sono decifrabili". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49394306]] In realtà, ci sono dei sospetti sulle menti dietro alle violenze che hanno coinvolto anche Bologna e Torino. Non è stata una mobilitazione spontanea, ma un appello sottotraccia sui social e per questo forse ancora più inquietante e per certi versi imprevedibile. L'intelligence e la Digos è al lavoro da tempo per individuare quel microcosmo violento. Cosa c'è dietro l'appello "Tutti in piazza" su Instagram, Telegram e Tik Tok, e quel volantino sulla "manifestazione nazionale" che ha iniziato a girare sottobanco? [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49397754]] "Venite a far parte del gruppo Telegram ufficiale", è l'invito social che secondo un retroscena de La Stampa raggiunge tutte le frange più insofferenti della Rete, dentro e fuori Internet: "I collettivi, i ragazzi di seconda generazione, i No Vax. Chi è contro a prescindere, chi è sdegnato per svariati motivi". Una bomba di rabbia fatta esplodere consapevolmente in piazza, proprio come in Francia nei giorni precedenti e in quelle stesse ore. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49398004]] A Torino, certo, c'erano anche quelli di Askatasuna, il centro sociale sgomberato qualche mese fa ma ancora potentissimo e attivissimo. Una rivolta a cui i maranza hanno aderito immediatamente, a suon di bastonate e sassi contro i nemici di sempre, i poliziotti. Stesse scene a Bologna, a Firenze, a Brescia. Il governo, la scuola, il caro-vita: tutte parole d'ordine buone a incanalare la protesta in ambiti quasi "rassicuranti". Ma poi, una volta in strada, gli argini spariscono e resta solo un disegno allarmante. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49398387]]
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