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I bus a Roma sono un caos però Gualtieri vuole provare quelli senza conducente
Oggi 30-08-26, 09:16
Sì, però forse sarebbe il caso di sistemare prima quelli che ci sono e (se avanza tempo) magari rendere efficiente il servizio, ché non puoi star lì, mezz’ore alla volta, ad aspettare un bus che quando arriva è stracolmo e non c’entra nemmeno uno spillo, che è sempre in ritardo, sotto il sole, con la pioggia, che ha saltato una corsa oppure la tua fermata perché è obbligato a fare la gimcana tra il traffico e deve deviare sui cantieri stradali. Poi, per carità, il futuro è adesso, come si dice quando si vuol tagliare tronco un discorso: però Roma non è San Francisco e via del corso non è la Cina dei robot taxi a guida automatica. Sor Gualtieri, si fermi un attimo. COME FUNZIONANO Il Campidoglio romano sta pensando ai minibus che si guidando da soli. Quei super-shuttle iper tecnologici che prenoti tramite un app sul cellulare, ti scorrazzano dove ti serve, ma a bordo non c’è nessuno se non un cervellone computerizzato perfettamente integrato con quel che lo circonda e addestrato dall’intelligenza artificiale a rilevare pedoni, limiti di velocità e sensi unici. Sicurissimi, non è questo il punto (dove già circolano, negli Stati Uniti e a Pechino appunto, funzionano che è una meraviglia): il fatto è che tra il Colosseo e piazza Navona i problemi, pure quelli della mobilità, probabilmente sono altri. Sono che, giusto quest’estate, gli autobus cittadini finiti (letteralmente) in deposito per colpa del caldo sono stati tantissimi, oltre la cinquantina, tutti elettrici e con guasti dovuti al surriscaldamento dell’aria condizionata che, accesa, non faceva arrivare la corsa a fine turno: non è successo solo a Roma, vero, e quella che sta terminando è una stagione da record per quanto riguarda l’afa e la calura; ma prima di pensare ai mini-van automatizzati non sarà il caso di risolvere questioncine come questa sulla flotta cittadina, vecchia per giunta fino a un certo punto, che già c’è? Chiediamo, più per buonsenso che per senso della polemica: d’altronde l’urbe è grande, ha quasi tre milioni di abitanti, è invasa ogni giorno da vagonate di turisti (per fortuna che arrivano), far quadrare l’intera circolazione mica è uno scherzo, pur col beneficio delle attenuanti, non sarà correre un po’ troppo? Considerando, tra l’altro, che di correre qui spesso manco c’è verso (per percorrere dieci chilometri, secondo l’indice di rilevazione di TomTom, a Roma occorrono in media 30 minuti e 46 secondi, la velocità nell’ora di punta è di 16,7 chilometri all’ora: che sia una navicella senza autista o un mezzo tradizionale, quasi conviene andare a piedi). Pace, come pace per quella cosuccia dei tre milioni di euro che, l’anno scorso, l’Atac si è impegnata a versare ai propri utenti a mo’ di indennizzo, davanti l’Agcm, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, per aver (si legge nel testo a scanso di qualsiasi dubbio) «sistematicamente disatteso, tra il 2021 e il 2023, gli obblighi di qualità e quantità del servizio di trasporto pubblico»: che poi vuol dire che l’Atac, ossia l’Azienda per il trasporto pubblico capitolino che è una partecipata al 100% di Roma Capitale, avrebbe accumulato ritardi e corse cancellate senza aver nemmeno rimborsato adeguatamente chi è stato colpito dai disagi. BANDI EUROPEI Però tutto apposto, va bene così. Il sindaco Roberto Gualtieri (Pd) e il suo assessore alla Mobilità Eugenio Patanè (pure) guardano in avanti.Magari un po’ troppo (quando sarebbe il caso di soffermarsi su quel che si ha davanti agli occhi oggi), ma che ci vuoi fare? Sì, non è che i minibus a guida automatica si materializzeranno in uno schiocco di dita (tra parentesi: tanto per cominciare serve un’infrastruttura a 5G lungo tutta la città e non è una cosa che la si ottiene in un attimo, e poi occorre anche una mappatura digitale delle strade, della segnaletica, dei semafori, dei marciapiedi), i più ottimisti ipotizzano due o tre anni: ma la sinistra del Campidoglio è lanciatissima su un «avviso che servirà a partecipare ai bandi europei che inizieranno a scadere a fine ottobre e con cui potrà essere finanziato parte del progetto» (Patanè). Nel frattempo si vedrà.
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