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Il ministro dei droni consulente per l’Italia
Oggi 29-08-26, 09:20
L’ex ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, sarà consigliere del ministero della Difesa italiano per l’innovazione tecnologica, i droni e la difesa aerea. Lo ha annunciato il ministro Guido Crosetto a seguito del loro incontro a Roma: «Oggi non basta la semplice conoscenza delle nuove tecnologie, è essenziale adeguare i processi organizzativi e trasformare la sperimentazione in soluzioni operative su larga scala», ha dichiarato Crosetto, sottolineando la necessità di unire l’eccellenza tecnologica alla capacità industriale di risposta rapida. Politico trentacinquenne di “Servitore del Popolo”, il partito del presidente Volodymyr Zelensky, Fedorov ha guidato la Trasformazione Digitale ucraina dal 2019 al 2026 ed è stato brevemente ministro della Difesa fino allo scorso luglio, quando venne rimosso nell'ambito di un rimpasto di governo e a seguito settimane di proteste in suo favore e scontri con Zelensky attraverso la richiesta di nuove elezioni. «Aiuterò l’Italia ad adattarsi alle tecnologie belliche moderne, a rafforzare il suo settore della Difesa e ad adattarsi alle nascenti sfide alla sicurezza globale», ha detto Fedorov. La novità si inserisce in un quadro di rapide evoluzioni e alleanze regionai. A Chisinau, Moldavia, Ucraina e Romania hanno stretto un'intesa operativa su sicurezza, energia e snodi portuali danubiani. Durante il vertice, segnato da sconfinamenti di droni russi e dal sospetto affondamento del mercantile “Progress IV” al largo della Romania, la presidente moldava Sandu ha chiesto un deciso rafforzamento della difesa aerea, mentre Bucarest avvia il piano autostradale Safe verso il confine ucraino. Nel contempo, il viaggio del capo della Cia John Ratcliffe, giunto nelle scorse ore a Mosca su un C17A militare dopo l’esercitazione Nato “Baltic Thunder” viene sempre più spesso interpretato come un avvertimento diretto contro possibili minacce di Mosca ai Paesi Baltici o al corridoio di Suwalki, concepite dal Cremlino per spaventare gli alleati e bloccare gli aiuti a Kiev. La pressione di Mosca, tuttavia, continua ad allargarsi: «Ci troviamo in una guerra ibrida che non è più così ibrida», ha evidenziato l’ex vicesegretario Nato Camille Grand, citando attacchi cyber, droni e sabotaggi ad impianti bellici europei, registrati di recente anche in Germania e in Italia a Colleferro. Incursioni a cui si sommano le avanzate truppe russe nel Donbass verso le roccaforti di Slovyansk e Kramatorsk. L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della Nato, ha assicurato ieri che l’Alleanza è pronta a rispondere a qualunque mossa di Mosca. Di fronte all’escalation, Vladimir Putin cerca sponde a Oriente: il 31 agosto, a margine del vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai in Kirgizistan, incontrerà il presidente cinese Xi Jinping e presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
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