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Politica
La Lega cerca la pace sul pratone di Pontida
Ieri 20-09-26, 10:39
«Che Pontida sarà? Sarà una Pontida bella e di popolo». Parole e musica di Matteo Salvini, che dal palco dedicato ai giovani della Lega, evita discorsi spinosi e sceglie di rivolgersi solo ai ragazzi che lo acclamano tra cori «re-mi-grazione, re-mi-gra-zione» e altri «se-ce s-s i o-n e, se-ces-sio-ne», per terminare con «Bos-si, Bos-si, Bos-si». Il segretario fa solo un accenno a quanto successo nelle ultime settimane: «La forza della Lega non sono i simboli, i dirigenti, i segretari, ma la forza del popolo di Pontida». Salvini, in realtà, quello che doveva dire l’aveva detto nel primo pomeriggio ai governatori che cercavano una quadra prima di Pontida. Per loro però è arrivata una doccia fredda, fatta di «no» su tutta la linea. Dalla divisione federale del partito in tre Leghe all’Associazione del Nord. E coi governatori a incassare, ma non a sventolare bandiera bianca. Così la disputa rischia di spostarsi sul prato di Pontida, al raduno di questa mattina. Chi li ha sentiti racconta di governatori delusi, ma non sorpresi dalla linea scelta dal segretario. Determinati comunque a lanciare l’Associazione del Nord, con l’annuncio che dovrebbe arrivare - salvo colpi di scena subito dopo il raduno. LA LINEA La linea per oggi la dà ovviamente Salvini: «Si comincia alle 10 in punto e lo si farà ricordando chi tutto ha cominciato: un visionario coraggioso che ha ridato dignità e orgoglio a un popolo». E ancora: «Umberto Bossi, Roberto Maroni che ha preso il testimone in un momento difficile e con umiltà in questi anni Matteo Salvini, negli anni futuri qualcun altro». Il segretario, però, non ha voluto anticipare nulla sul discorso che pronuncerà oggi dal palco: «Sono settimane che prendo appunti e leggo libri - spiega - ma come sempre è la notte del sabato a Pontida che mi ispirerà su quanto dire». Perché questa «è una festa di popolo a differenza di altre feste di fighetti radical chic. Sarà una Pontida di popolo: meno banchieri e più operai, studenti, agricoltori. Vedrete decine di trattori e auto che qualche imbecille di Bruxelles vorrebbe mettere fuori strada». Infine un pensiero e una raccomandazione per i giovani della Lega: «Fatevi dire che siete il movimento giovanile politico più tosto di tutta Italia, più forte, più libero, più coraggioso, più indipendente e siete la Lega del futuro». Poi la raccomandazione: «Armatevi di pazienza, perché uno a vent’anni vuol fare la rivoluzione, ma alcuni risultati di cui avete sentito i parlare oggi, faccio l’esempio dell’Autonomia, e del federalismo fiscale, sono realtà dopo 36 anni e dopo 36 Pontida...». Fonti Lega anticipano che «non mancheranno le sorprese». A partire dal video saluto dello spagnolo Abascal e dalla presenza del Collettivo Nemesis. Salvini, poi, dopo il già citato ricordo di Bossi, parlerà del governo, del partito e lancerà le sfide leghiste per il 2027. ROMEO CI SARÀ Ad ogni modo questa mattina a Pontida ci saranno tutti e tutti parleranno. Compreso Massimiliano Romeo, il segretario lombardo “ribelle”, la cui presenza sul palco era stata messa in dubbio. «Ci saranno contestazioni? Spero di no, spero si mantenga un clima di serenità e di festa. Poi chiaramente - prosegue Romeo le questioni di fondo restano sul tavolo. Ognuno è libero di pensarla come vuole e, giustamente, io sono libero di continuare a fare proposte senza paura, andando avanti per la mia strada». Il ministro Calderoli prova a stemperare ricordando che: «I partiti e la politica hanno degli alti e dei bassi. Non è che bisogna farsela addosso tutte le volte. Ci sono dei cicli. Quando vai giù poi torni su. Salvini? È stato eletto da un congresso. Da noi funziona così». La giornata di ieri è stata anche quella della messa in suffragio di Umberto Bossi: un centinaio i partecipanti. Poco prima Giuseppe Leoni (il primo deputato assieme a Bossi nelL’87) e Calderoli avevano piantato un ulivo che è stato annaffiato con l’acqua del Po che il ministro ha raccolto pochi giorni fa a Pian del Re. E di sottofondo risuonavano le note del Va Pensiero. Le stesse che inonderanno oggi il prato di Pontida nel ricordare “il Capo”.
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