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“TI GUARISCO IO", MA IL TUMORE NON C'ERA. FINTO MEDICO CONDANNATO PER OMICIDIO PRETERINTENZIONALE A 11 ANNI E 10 MESI DI RECLUSIONE PER LA MORTE DI ANGELA RUSSO
Oggi 17-09-26, 10:37
Quattro anni di maxi processo, venti udienze ed una tenace battaglia legale per far emergere una verità agghiacciante. Si è chiuso così, davanti all'Ill.ma Corte d’Assise di Benevento, il giudizio di primo grado per la tragica morte di Angela Russo, la donna di 54 anni la cui vita è stata spezzata dall'inganno di un finto medico. La Corte ha condannato A.G., difeso dal prof. avv. Carlo Taormina, alla pena di 11 anni e 10 mesi di reclusione (unificati i reati con il vincolo della continuazione). Per l'imputato è scattata anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, l'interdizione legale per tutta la durata dell'espiazione della pena e la condanna ad una provvisionale immediatamente esecutiva di 10.000,00€ per ogni parte civile costituita (l’Avv. Capone ne ha difese 6), il risarcimento dei danni in sede civile e il pagamento delle spese processuali. A pesare come un macigno è l'accusa di omicidio preterintenzionale. La vicenda ha contorni drammatici. A.G., presentandosi come medico professionista, aveva convinto Angela di essere affetta da un tumore al seno. "Ti guarisco io", le scriveva in un messaggio che oggi fa rabbrividire, estorcendole denaro in cambio di false speranze. Le somministrava autoemotrasfusioni ozonizzate, ossia terapie endovenose infiltranti, invasive e, alla fine, letali. Eppure, come illustrato senza ombra di dubbio dalla perizia della Procura, Angela Russo era perfettamente sana e quel tumore non è mai esistito. Nel corso del processo, è emersa una realtà ancora più amara: il sedicente medico aveva, in realtà, il solo titolo di massaggiatore capo bagnino. A dare voce ad Angela, in aula, rappresentando l’intera famiglia costituitasi parte civile, è stata l' Avvocato Cinzia Capone. In un commosso commento a margine della lettura del dispositivo, arrivata non a caso nella settimana del suo compleanno, l'Avv. Capone ha definito questa sentenza "il mio regalo più importante". "Ci ho creduto, ho riposto in questo processo quasi tutte le mie energie: notti insonni e attacchi di mal di pancia per costruire e dimostrare la strategia più giusta" ha dichiarato la penalista, che non nasconde le lacrime per l'emozione. "Oggi abbiamo raggiunto la verità! Giustizia è fatta davvero!". Il pensiero dell'Avvocato Capone va subito a chi resta, a chi in questi quattro anni non ha mai saltato un'udienza: "Lo dovevo all’anziana madre vestita di nero, che ha dovuto subire il dolore innaturale di sopravvivere alla propria figlia; una madre che è stata sempre presente in aula con me, con addosso e nel cuore il colore del dolore. E lo dovevo ai due teneri figli di una giovane madre deceduta troppo presto”. Una sentenza di primo grado che non potrà restituire Angela ai suoi affetti, ma che traccia un confine netto tra l'impunità e la giustizia, restituendo dignità ad una vita tranciata in modo violento ed ingiusto. Per non dimenticare Angela
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