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L’AUTUNNO TRENTINO È UNA FESTA DI SAPORI
Oggi 19-10-26, 16:52
Formaggi, mele croccanti, salumi artigianali, vini, grappe, noci, castagne e olio nuovo: l’autunno è la stagione ideale per conoscere i prodotti del Trentino, proprio nel momento in cui arrivano a maturazione o completano le prime fasi della loro lavorazione. Mentre vigneti, frutteti e boschi cambiano colore, l’aria frizzante e carica di profumi invita a percorrere il territorio con lentezza. È il momento delle raccolte e della vendemmia, delle castagne arrostite, delle vinacce che diventano grappa e delle olive appena spremute. Nei paesi e nei borghi si aprono cantine, corti, vòlt e antiche case contadine. Le feste dedicate ai prodotti locali diventano occasioni per incontrare agricoltori, vignaioli, casari, artigiani e mastri distillatori, ascoltarne le storie e conoscere saperi tramandati di generazione in generazione. Tra passeggiate nei castagneti, degustazioni, laboratori, visite ai frantoi e menu dedicati, ogni appuntamento permette di leggere il paesaggio attraverso i suoi sapori. Un viaggio che, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, attraversa il Garda Trentino, le Giudicarie Esteriori e la Valle dei Laghi. Il Marone di Drena apre il calendario Maroni in Festa 24 e 25 ottobre 2026 | Drena Il primo appuntamento conduce a Drena, dove il 24 e 25 ottobre le vie del paese si animano per la 55ª edizione di Maroni in Festa, manifestazione dedicata al frutto simbolo del territorio. Più dolce della castagna comune e caratterizzato da una polpa compatta, il Marone di Drena viene coltivato con metodi naturali e raccolto a mano, secondo una tradizione profondamente legata al paesaggio che circonda il borgo. Durante il fine settimana, passeggiate nei castagneti, laboratori di cucina, show cooking, musica e degustazioni accompagnano alla scoperta di questo prodotto e delle persone che continuano a coltivarlo. La festa diventa così un’occasione per conoscere il legame tra la comunità e i castagneti secolari che disegnano il paesaggio di Drena. Maroni in Festa fa parte del Mese del Gusto, il calendario autunnale dedicato alle eccellenze enogastronomiche del Garda Trentino. Una serie di appuntamenti che raccontano la passione dei produttori, il valore della stagionalità e l’identità di un territorio attraverso i suoi prodotti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49410545]] A San Lorenzo in Banale la Ciuìga celebra la sua storia più buona Sagra della Ciuìga Dal 30 ottobre al 1° novembre 2026 | San Lorenzo in Banale Il viaggio prosegue a San Lorenzo in Banale, nel Comune di San Lorenzo Dorsino, borgo raccolto ai piedi delle Dolomiti di Brenta e riconosciuto tra i Borghi più belli d’Italia. Dal 30 ottobre al 1° novembre, le sue case in pietra, le cantine, le soffitte e gli antichi vòlt tornano ad aprirsi in occasione della Sagra della Ciuìga, appuntamento dedicato al caratteristico insaccato con le rape bianche, Presidio Slow Food. L’edizione 2026 assume un significato particolare perché celebra il venticinquesimo appuntamento con la manifestazione. Un traguardo che racconta il lungo e felice legame tra San Lorenzo in Banale, la sua comunità e il prodotto che più di ogni altro ne rappresenta la storia contadina. Per tre giorni il borgo si trasforma in un percorso tra profumi, sapori e atmosfere d’autunno. Le locande gastronomiche propongono piatti e menu dedicati alla Ciuìga, mentre botteghe, bancarelle e punti di degustazione permettono di conoscere i prodotti del territorio. Il programma comprende inoltre passeggiate nel foliage, musica tra le vie, spettacoli e attività pensate per i bambini e le famiglie. Da San Lorenzo al Salone del Gusto La storia della Sagra comincia nei primi anni Duemila, quando la Ciuìga iniziò a farsi conoscere anche al di fuori delle Giudicarie Esteriori. Nel 2000 l’insaccato entrò a far parte dei Presìdi Slow Food e arrivò al Salone del Gusto di Torino. L’anno successivo fece tappa al Cibus Tour di Parma. La Ciuìga, fino ad allora conosciuta soprattutto entro i confini del territorio, iniziò così a viaggiare e a conquistare nuovi estimatori. Al ritorno da quelle prime esperienze nacque in paese una domanda semplice, destinata però a lasciare il segno: se la Ciuìga piace così tanto fuori casa, perché non dedicarle una festa? La risposta arrivò nel novembre del 2002, quando San Lorenzo in Banale ospitò la prima edizione della Sagra della Ciuìga. Fu una festa accompagnata dalla pioggia, ma fortunata nel destino. Da quel momento la manifestazione non si è più fermata ed è diventata uno degli appuntamenti autunnali più attesi del territorio. Un prodotto nato dalla cultura contadina La storia della Ciuìga, però, viene da molto più lontano. Questo particolare insaccato nasce dalla necessità delle famiglie contadine di utilizzare al meglio le poche risorse disponibili. Alla carne di maiale venivano aggiunte le rape bianche coltivate negli orti locali, raccolte in autunno, cotte e successivamente strizzate. Il nome deriva dal termine dialettale utilizzato per indicare la pigna, alla quale il salume assomiglia per forma e dimensioni. Oggi la ricetta prevede carni suine selezionate e rape bianche, con l’aggiunta di sale, pepe e aglio. La lavorazione si completa con l’affumicatura, che dona alla Ciuìga il suo profumo inconfondibile. Nata come alimento povero, la Ciuìga è diventata nel tempo una delle espressioni più caratteristiche della cultura gastronomica delle Giudicarie Esteriori. Il riconoscimento come Presidio Slow Food e la nascita della Sagra hanno contribuito a farla conoscere, mantenendo intatto il rapporto con il luogo d’origine e con le persone che continuano a custodirne la tradizione. Una festa costruita da tutta la comunità Nei giorni che precedono la manifestazione, San Lorenzo in Banale cambia volto. I volontari preparano gli allestimenti, decorano le strade e riaprono le vecchie cantine delle case contadine. Le associazioni locali si organizzano per accogliere il pubblico nei punti gastronomici, portando in tavola ricette tradizionali e nuove interpretazioni della Ciuìga. Quando la festa comincia, le vie del borgo si riempiono dei profumi delle cucine, dei colori delle bancarelle e delle note delle bande e dei cori di montagna. Nei vòlti, le associazioni incontrano i visitatori e propongono piatti preparati con ingredienti del territorio, mentre artigiani e produttori espongono il frutto del proprio lavoro. La Sagra della Ciuìga diventa così molto più di un appuntamento enogastronomico. È il racconto corale di una comunità che lavora insieme, coinvolgendo generazioni diverse, per condividere con gli ospiti la propria identità. Ed è proprio il borgo a rendere speciale questa esperienza. Inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, San Lorenzo in Banale conserva un nucleo storico scandito da case in pietra, corti, stretti passaggi e antichi vòlti. Durante la Sagra questi spazi tornano a vivere, offrendo al pubblico la possibilità di entrare nel cuore del paese e di scoprirlo attraverso il suo prodotto più rappresentativo. Venticinque edizioni sono dunque un traguardo importante, una sorta di nozze d’argento tra San Lorenzo e la Ciuìga. Un’unione nata da una domanda quasi formulata per caso e diventata, anno dopo anno, la “storia più buona” del borgo. A Santa Massenza, l’autunno entra nelle distillerie Alchimie d’autunno 7 novembre 2026 | Santa Massenza, Valle dei Laghi Conclusa la vendemmia e terminata la distillazione delle vinacce, a Santa Massenza la grappa appena nata comincia un nuovo viaggio. Con il tempo trascorso nelle botti acquista colore, profumi e carattere. Allo stesso tempo, erbe officinali, radici, spezie e frutti diventano gli ingredienti di liquori e infusioni legati alla tradizione locale. Il 7 novembre, Alchimie d’autunno apre le porte delle distillerie del paese e invita a conoscere il lavoro dei mastri distillatori. Visite guidate, incontri con gli esperti, percorsi sensoriali e degustazioni comparative conducono alla scoperta dei metodi di affinamento e invecchiamento e delle differenti espressioni della grappa. Le proposte gastronomiche completano l’esperienza creando un dialogo tra i sapori della cucina autunnale e le grappe, i liquori e le infusioni di Santa Massenza. Anche Alchimie d’autunno rientra nel programma del Mese del Gusto, accompagnando il pubblico alla scoperta di una produzione che unisce esperienza artigianale, conoscenza delle materie prime e capacità di interpretare il territorio. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49410543]] Nel Garda Trentino è il momento dell’olio nuovo Frantoi Aperti 7 e 8 novembre 2026 | Riva del Garda Il 7 e 8 novembre, Frantoi Aperti invita a entrare nel mondo dell’olivicoltura del Garda Trentino, dove il paesaggio mediterraneo incontra le montagne. È un’occasione per camminare tra gli ulivi, osservare le olive appena raccolte e imparare a riconoscere colori, profumi e caratteristiche dell’olio extravergine di oliva prodotto sul territorio. Visite guidate, degustazioni e percorsi sensoriali accompagnano alla scoperta dei frantoi e delle diverse fasi della lavorazione, dalla raccolta delle olive alla spremitura, fino alla nascita dell’olio nuovo. Il programma si arricchisce di incontri, esperienze e proposte gastronomiche pensate per conoscere più da vicino il prodotto, distinguerne le sfumature e scoprirne gli abbinamenti. La visita al frantoio permette anche di comprendere il lavoro necessario per ottenere un olio di qualità e il rapporto che lega l’olivicoltura all’identità del Garda Trentino. A Cavrasto si aprono gli antichi vòlti Festa della Noce 7 e 8 novembre 2026 | Cavrasto, Bleggio Superiore Nello stesso fine settimana, gli antichi vòlti delle case contadine di Cavrasto si trasformano in piccole botteghe per la Festa della Noce. Il percorso si sviluppa tra assaggi, laboratori, passeggiate e prodotti del territorio. Protagonista è la Noce del Bleggio, riconoscibile per la forma allungata, il guscio sottile e il sapore dolce, aromatico e leggermente speziato. Può essere gustata al naturale oppure trasformata in torte, pane e nocino. Tra le preparazioni più caratteristiche non manca il salame alle noci, una specialità che mette insieme gusto e creatività gastronomica. La Festa della Noce racconta il profondo legame tra la comunità e il paesaggio rurale del Bleggio. Gli alberi di noce, gli orti, i campi e le case contadine diventano parte di un unico racconto, nel quale il prodotto non è soltanto qualcosa da assaggiare, ma una chiave per conoscere la storia del territorio. Anche questo appuntamento fa parte del Mese del Gusto, il calendario dedicato ai prodotti, agli artigiani e ai sapori dell’autunno nel Garda Trentino. Conoscere il territorio attraverso ciò che produce Le feste d’autunno celebrano la stagionalità, la filiera corta e il lavoro di chi custodisce e rinnova ogni giorno le produzioni locali. Partecipare significa non soltanto assaggiare un prodotto, ma scoprirne l’origine, conoscere chi lo produce e comprendere il paesaggio dal quale nasce. Gli appuntamenti del Mese del Gusto promuovono inoltre un approccio più consapevole al cibo e al territorio. Gli Eventi Attenti adottano accorgimenti per ridurre il consumo di energia e la produzione di rifiuti, favorire il riciclo e incentivare, dove possibile, forme di mobilità alternativa. Dai castagneti di Drena alle case in pietra di San Lorenzo in Banale, dalle distillerie di Santa Massenza agli oliveti dell’Alto Garda, fino agli antichi vòlt di Cavrasto, ogni festa è un invito a entrare nel territorio, incontrarne le comunità e scegliere con gusto e consapevolezza.
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