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Milano sotto assedio: questa non è manifestazione, è violenza che va punita con la galera
Oggi 18-10-26, 08:18
Oggi, in piazza Duomo, nel cuore di Milano, abbiamo assistito a scene che fanno venire i brividi e che suscitano profonda indignazione. Le immagini della devastazione, degli scontri e delle aggressioni contro le forze dell’ordine sono inaccettabili. Ancora più sconcertante è quanto accaduto a un’auto dei Carabinieri, presa d’assalto da alcuni facinorosi extracomunitari che sono saliti persino sul tetto, devastandola e rompendo i finestrini a calci e pugni. Questa non è libertà di manifestare: è violenza, è vandalismo, è disprezzo per le istituzioni e per la legalità! Manifestare pacificamente è un diritto fondamentale, ma nessun diritto può diventare un pretesto per aggredire le forze dell’ordine, distruggere beni pubblici e privati e trasformare le strade di una città in un teatro di guerriglia urbana. Chi si rende responsabile di questi atti deve essere identificato e chiamato a risponderne davanti alla giustizia. Servono indagini rigorose, responsabilità individuali accertate e, quando ne ricorrono i presupposti di legge, misure cautelari adeguate. Chi commette reati non può pensare di restare impunito. È intollerabile che cittadini onesti, commercianti, residenti e lavoratori debbano subire le conseguenze della violenza di gruppi di facinorosi extracomunitari e dei centri sociali. È inaccettabile che donne e uomini in divisa, che svolgono il proprio servizio per garantire la sicurezza di tutti, diventino bersagli di aggressioni e umiliazioni. Centri sociali radicali, gruppi anarchici o qualsiasi altra realtà politica non possono essere al di sopra della legge. Le responsabilità devono essere accertate senza generalizzazioni: chi devasta, aggredisce e distrugge deve risponderne personalmente. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49397998]] Milano merita rispetto. Lo Stato deve far rispettare la legge. La violenza non può essere tollerata né giustificata! Occorrono certezza della pena, sanzioni proporzionate alla gravità dei reati e un’applicazione rigorosa delle norme, affinché episodi del genere non si ripetano. La libertà di manifestare è sacrosanta. Ma la libertà non è violenza, la protesta non è devastazione e il dissenso non autorizza nessuno a trasformarsi in un criminale. La legalità non si negozia. La sicurezza dei cittadini e la dignità delle forze dell’ordine devono essere difese senza esitazioni. Questa gentaglia che vuole trasformare le manifestazioni in luoghi di violenza deve essere chiamata con il proprio nome: criminali. Siamo stanchi che questa gentaglia dei centri sociali radicali politicizzati, gli extracomunitari illegali sul suolo italiano e non e altri facinorosi distruggano le nostre città, usino violenza contro le forze dell’ordine, incendino cassonetti, spacchino monumenti e distruggano i mezzi delle forze dell’ordine. Per questa gentaglia il governo dovrebbe inasprire le pene, inserendo il reato di associazione criminale durante le manifestazioni, con pene minime da 4 a 20 anni di reclusione, con l’arresto immediato sia in flagranza che non. Solo così si potrebbe dare alle forze dell’ordine e alla magistratura uno strumento concreto per sbattere questa gente in galera. Inoltre, una volta entrata in vigore, una misura come questa sarebbe un deterrente credo molto valido per questa gentaglia che pensa di poter mettere a ferro e fuoco le città del nostro Paese e passarla liscia. Un sincero ringraziamento va a tutte le forze dell’ordine che anche oggi a Milano hanno dimostrato la loro grande professionalità e il loro senso dello Stato. Un sentimento di vicinanza e di profondo rispetto va alla prefettura di Milano per e al Prefetto Claudio Sgaraglia per la loro grande professionalità nel gestire sempre egregiamente queste manifestazioni molto delicate.
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