s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Quando Galli Della Loggia avvertiva contro i rischi del multiculturalismo acritico
09-09-2026, 10:17
Ci sono notizie che sembrano anticipare il destino di una nazione. Alla scuola “Giulio Cesare” di Mestre sono rimasti tre cognomi italiani. Non è un dettaglio statistico e neppure una curiosità di provincia. È un campanello che suona dentro un edificio dal quale, nel frattempo, stanno scappando quasi tutti, professori e bidelli compresi. Ma sarebbe un errore fermarsi alla contrapposizione, ormai consunta, tra «italiani» e «stranieri». La questione vera è un’altra: che cosa deve essere una scuola italiana quando la maggioranza dei suoi studenti proviene da famiglie che hanno un’altra storia, un’altra lingua e, in alcuni casi, un’altra cultura di riferimento? È la domanda che, alla fine di luglio aveva posto Ernesto Galli della Loggia, in un editoriale sul Corriere della Sera “Parlare (davvero) di scuola”. Aveva immaginato aule composte per il 70 o l’80% da ragazzi provenienti da famiglie estranee alla cultura italiana, spesso islamiche e fortemente osservanti, domandandosi che cosa sarebbe accaduto quando la storia, la letteratura, i valori civili e perfino le relazioni tra i sessi insegnati dalla scuola fossero entrati in contrasto con il retroterra familiare degli allievi. Poco più di un mese dopo, Mestre ha risposto. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49077015]] Lo storico italiano ha usato una formula destinata a far discutere: l’Italia dovrebbe diventare una società «multietnica ma non multiculturale». Non un Paese diviso in universi paralleli, ciascuno con le proprie regole, bensì una comunità composta da origini diverse e tuttavia capace di riconoscersi in una lingua, in una memoria storica e nei valori della Costituzione. È precisamente ciò che la politica italiana continua a non voler affrontare. Ci si divide sullo ius soli, sullo ius scholae, sulle moschee e sui menu delle mense. Ma si evita accuratamente la domanda principale: quali italiani vogliamo formare? Perché nella scuola della Repubblica non si apprendono solo grammatica e matematica. È il luogo in cui una società trasmette se stessa. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49038092]] Integrare chi porta il velo, ha l’obbligo del digiuno durante il Ramadan e non ammette la parità dei sessi è problematico, e dall’altra parte noi non possiamo e non dobbiamo cancellare le nostre tradizioni. Come si possono far convivere realtà così lontane. Più che l’incontro di culture sarebbe uno scontro, a cui gli stessi insegnanti sono totalmente impreparati. Eppure da tale scontro, scrive Della Loggia, dipende in misura significativa l’avvenire dell’Italia. E di conseguenza una società che deve riconoscersi in un retaggio culturale comune e in valori di base individuali e collettivi comuni, quelli indicati nella nostra Costituzion. L’editorialista del Corriere chiedeva che fosse il Parlamento - e una forte e alta discussione politica nella quale ognuno si assume le proprie responsabilità (e non soltanto un ministro) - a stabilire quale indirizzo debba seguire la scuola di fronte a una trasformazione tanto profonda. Servono mediatori culturali, insegnamento intensivo dell’italiano, distribuzione equilibrata degli alunni, sostegno agli insegnanti e regole nazionali chiare. Ma prima ancora serve il coraggio di affermare che la scuola italiana ha il diritto e il dovere di trasmettere la cultura italiana. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49021339]]
CONTINUA A LEGGERE
1
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
Europei, è boom di medaglie azzurre senza lo ius soli caro al Pd
Libero Quotidiano
Quella battaglia liberale per abolire il valore legale
Libero Quotidiano
15:50
Aperta la camera ardente di Emma Bonino, l'arrivo del feretro in Campidoglio
Libero Quotidiano
15:49
Si barrica su tetto abitazione per ore a Bergamo, arrestato dopo negoziazione
Libero Quotidiano
13:17
Emma Bonino, l'arrivo del feretro in Campidoglio per la Camera ardente
Libero Quotidiano
13:12
Bergamo, nigeriano sul tetto: 8 ore di guerriglia contro la polizia, come lo fregano
Libero Quotidiano
13:09
Yemen, gli Houthi diffondono un video delle operazioni militari
Libero Quotidiano
12:49
