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Reggio Emilia e gli ebrei, sindaco smentito da tutti
Oggi 14-10-26, 10:56
Riceve una smentita al giorno la tesi del sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, secondo cui «dal punto di vista ufficiale, come Comune e sistema di Reggio Children, una presa di distanza formale non è stata chiesta» agli insegnanti delle scuole ebraiche che avevano programmato il viaggio nella città emiliana. A contraddire queste parole arriva ora la pubblicazione della mail diffusa dal Paradigm Project, la rete statunitense per insegnanti della prima infanzia delle scuole ebraiche che avrebbe dovuto portare 71 docenti a Reggio Emilia, a studiare il modello di educazione locale. In quella mail, resa nota ieri dalla testata Reggio Sera, il network comunica che «con scarso preavviso», cioè a ridosso della partenza, «gli organizzatori di Reggio Emilia hanno chiesto, tra altre circostanze preoccupanti, che i membri del nostro viaggio di studio sottoscrivessero un impegno politico relativo a Israele e alla guerra a Gaza, e noi non abbiamo ritenuto appropriato portare il nostro gruppo sotto queste condizioni». Concludono facendo sapere di essere ancora «in dialogo con Reggio Children», nella speranza che «si possa trovare una strada per ricostruire la fiducia che è stata danneggiata». La richiesta che il sindaco nega, dunque, è stata fatta eccome. E prima che diventasse motivo di scandalo, se ne facevano vanto gli stessi vertici di Reggio Children, la società controllata dal Comune che promuove il «Reggio Emilia Approach» all’educazione. Sono loro che organizzano, nel centro intestato al pedagogista Loris Malaguzzi, le giornate di studio alle quali avrebbe dovuto partecipare un centinaio di insegnanti di scuole ebraiche, e dove, dopo la rinuncia degli americani, si sono presentate solo le 22 educatrici provenienti da Israele (la cui presenza è stata poi contestata dai pro-Pal). La presidente di Reggio Children, Maddalena Tedeschi, parlando a genitori e docenti reggiani nell’assemblea del 6 ottobre, era stata chiarissima, come rivela un audio registrato in quell’occasione e reso noto lunedì dal Tg regionale e da altre testate. «Abbiamo mandato uno statement, abbiamo fatto delle ulteriori richieste», spiegava, «dove si chiede individualmente, a ogni persona, di prendere le distanze dalle politiche di Netanyahu, dalle politiche governative, dall’occupazione di territori, dal genocidio». Lei stessa domandava: «Arriveranno? Prima abbiamo la necessità di recuperare queste dichiarazioni firmate». Quindi, tra gli applausi, concludeva che «le persone che non sottoscriveranno questo, non verranno». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49348789]] Posizione confermata il giorno dopo da una dichiarazione trasmessa dall’agenzia Ansa, con cui Reggio Children annunciava che «al gruppo di insegnanti ed educatori di scuole ebraiche atteso a Reggio Emilia dal 12 al 16 ottobre, che partecipa a titolo personale, è stata chiesta, in risposta alle preoccupazioni emerse in città, un’ulteriore presa di distanza, esplicita, dalle politiche del governo Netanyahu». E questo collima con quanto ha scritto la testata Jewish Insider, che l’8 ottobre ha riportato parte della dichiarazione che avrebbero dovuto sottoscrivere quegli educatori: «Prendo le distanze dall’occupazione di Gaza e dalla violazione dei diritti dei bambini e degli esseri umani nei territori occupati». La versione del sindaco è stata smontata così sia dagli insegnanti ebrei che dai responsabili di Reggio Children: chi non condannava Israele non avrebbe potuto partecipare. Carlo Nordio, ministro della Giustizia, ha commentato dicendosi «d’accordo al 101%» con i responsabili della comunità ebraica, tra cui c’è il milanese Walker Meghnagi, che aveva equiparato il comportamento delle autorità di Reggio Emilia ai metodi di Goebbels. In consiglio comunale, i partiti del centrodestra hanno chiesto le dimissioni della giunta e di Tedeschi, respinte ieri dalla maggioranza di sinistra. Non finisce qui, però. Fdi vuole portare in audizione Tedeschi, per metterla davanti alle sue dichiarazioni. Se ne parlerà anche in consiglio regionale e probabilmente in parlamento, dove il capogruppo di Fdi in Senato, Lucio Malan, avverte che «un episodio di questo tipo non può finire con qualche generica dichiarazione e tanto meno con gli attacchi del presidente della Regione Michele de Pascale a Walker Meghnagi, colpevole di aver espresso il suo sdegno». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49352312]]
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