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Economia e Finanza
Sull’IA è in gioco il modello sociale dell’Occidente
Oggi 09-09-26, 11:16
Il clima meteorologico resta bollente, non da meno lo è quello geo politico. I mercati finanziari regolamentati oscillano tra il mantenere la barra dritta, essenzialmente per i titoli tradizionali, o finire in ottovolante, i tecnologici. Ciò detto, in assenza di novità concrete sul fronte bellico, essenzialmente iraniano-statunitense, si rischia un default emotivo che parte dal costo dell’energia e si riflette sugli investitori, cosa che peraltro nel passato, di fronte all’incertezza, avveniva con intensità e velocità ben superiore a quelle manifestate in questi ultimi 6 mesi. Un conflitto che nelle attese di Trump avrebbe dovuto iniziare e finire in poche settimane, si è tradotto in una vera e propria pestilenza per l’intero globo industrializzato e in particolare per quella parte che non ha indipendenza energetica, ovvero Italia e diversi altri Paesi dell’aerea Euro. Insieme al problema energetico è emerso, in tutta la sua difficolta, quello della deindustrializzazione potenziale in Eurolandia. A scatenarla sono sati in primis degli errori politici, ma anche industriali. Il caso Volkswagen è emblematico, sia perché stiamo parlando di uno dei primi tre produttori automobilistici del globo, sia perché la massa occupazionale nel breve periodo è previsto si assottigli di oltre 100 mila lavoratori, di ogni livello e posizione. Ahimè, l’orizzonte occupazione tende inoltre a rabbuiarsi a causa dell’entrata in campo dirompente dell’IA, un possibile sfrattatore di capitale umano, sia in uscita dal lavoro che in entrata, con il blocco della scala sociale.A inizio secolo vagheggiava l’idea che, dopo anni di purgatorio, l’intelligenza artificiale potesse entrare in campo per affiancare in tutte le posizioni lavorative, sia intellettuali che manuali, il capitale umano, rendendo più veloce e brillante il lavoro e forse anche meno soggetto ad errori. Poi i soliti giganti di internet hanno cominciato a stimolare i produttori della componentistica dell’IA, Nvidia in testa, ed è partita la corsa agli investimenti che nel biennio in corso potrebbero superare il trilione di dollari, tutti a debito e quindi a rischio crisi di liquidità e di ritorni ritardati e inadeguati al valore degli investimenti. Ultimamente si sono accodati, per andarsi a collocare al Nasdaq, i tre maggiori giganti dell’ipertecnologico che avanza, Space X, OpenAI e Antropic, seppur con obiettivi diversi, ma con un fine unico, che è quello di impossessarsi ulteriormente del controllo dello sviluppo, pur se a fronte di ulteriori debiti pluri miliardari. Il dado è tratto. E in assenza di un’azione dei governi del globo, Cina e Usa in testa, si sta rischiando una caduta libera degli occupati e di riflesso dei consumi, con crisi sociali mastodontiche soprattutto in Europa, che mettono in pericolo i servizi forniti alla collettività per la salute, la previdenza, i trasporti. Non è più una questione di chi fa prima e meglio, ma di come si salvaguardi il ruolo del capitale umano. Una sfida determinate per evitare un tracollo socioeconomico dovuto all’arretramento della qualità della vita.
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