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Violenze a Milano, Luca Ricolfi smaschera la sinistra: "È un dato di fatto"
Oggi 22-10-26, 01:03
“Le devastazioni di Milano non sono una questione di disagio giovanile, ma il risultato di anni di rinuncia educativa e di un sistema penale che non riesce a fermare i criminali di professione”. Luca Ricolfi, sociologo e analista della società italiana, nell'intervista concessa a Il Giorno boccia tanto la sinistra, accusata di giustificare le proteste, quanto la destra, incapace di garantire risposte efficaci sulla sicurezza. "Nessun governo è in grado di limitare il dilagare dell'impunità, che – ben più della paura – è la vera fonte dell'inquietudine dei cittadini". Per Ricolfi, parlare di disagio significa ricorrere a una spiegazione comoda. "È più di mezzo secolo che i miei colleghi sociologi la applicano a qualsiasi cosa si muova nel mondo giovanile, ma è solo un modo per dare un'etichetta pseudoscientifica a quel che non si riesce a spiegare". Il problema, sostiene, parte dagli adulti: "Ai giovani mancano innanzitutto gli adulti, che nella famiglia, nella scuola — e pure nei media — hanno rinunciato alle loro funzioni educative”. Poi l’affondo sulla sinistra: “Rischia? No, non è un rischio, è un dato di fatto" che soffia sul fuoco delle proteste. "La sinistra invita a ‘capire’, ma non spiega che cosa ha capito, al di là delle solite formule vuote su periferie, degrado, disagio, emarginazione". E il sostegno alle proteste, secondo il sociologo, finisce per favorire il governo: "Le devastazioni sono un formidabile spot elettorale a favore del governo". Neppure la destra, però, supera l'esame: "Le sue risposte sono drammaticamente insufficienti". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49421871]] Ricolfi chiama in causa la riforma Cartabia, le sospensioni della pena, la mancanza di posti in carcere e le difficoltà complessive del sistema penale. Per cambiare le cose, avverte, "ci vorranno almeno dieci anni". La violenza di oggi, spiega Ricolfi, è diversa da quella degli anni Settanta: "La violenza degli anni ’70 aveva un contenuto politico ed era sorretta da un’ideologia, quella di oggi è alimentata da consumismo e invidia sociale". La soluzione passa anche da nuove norme: associazione a delinquere per le violenze collettive, più reati perseguibili d'ufficio, nuove carceri e definanziamento dei centri sociali coinvolti negli scontri. Ma soprattutto Ricolfi propone una manifestazione nazionale politicamente ecumenica: "Una manifestazione che ricordi a tutti che, in democrazia, la violenza non è mai giustificata". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49421394]]
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