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Luca De Biase: "I prìncipi dell’Ai evocano l’apocalisse per occupare il futuro. Ma nulla è già scritto"
28-09-2026, 05:00
Luca De Biase è giornalista del Sole 24 Ore e saggista. Da anni osserva come la tecnologia trasforma la società, l’economia e gli equilibri di potere. In Fondazione (Apogeo), da pochi giorni in libreria, parte da una domanda: chi sta decidendo il nostro futuro? Secondo De Biase, le Big Tech hanno conquistato uno spazio decisivo nel nostro immaginario, raccontando l’Ai come una rivoluzione inevitabile: promettono prosperità e una nuova civiltà e, allo stesso tempo, evocano scenari apocalittici dai quali si presentano come le uniche in grado di proteggerci. È una narrazione dietro cui si gioca una battaglia che passa anche dall’alleanza con Trump e dal tentativo di tenere la politica lontana dall’innovazione. Ma la strada indicata dalla Silicon Valley non è obbligata: i modelli aperti, la Cina e le scelte delle imprese mostrano che esistono alternative. Ho intervistato De Biase e questo numero del Trono di Silicio è dedicato al suo libro. Perché, mentre Musk, Altman, Amodei e gli altri TechBro dell’Ai brandiscono l’Apocalisse e ci spiegano che soltanto loro potranno salvarci, vale la pena ascoltare le idee di chi sostiene che nulla sia già scritto.
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