s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
"Quando torni?": la videochiamata tra la bimba e il papà al fronte in Ucraina
Oggi 27-09-26, 08:18
«Quando torni?», ha chiesto la piccola Snizhana, di soli due anni, al padre Yevheniy Borysenko, soldato della 43ª Brigata autonoma di artiglieria impegnato nel Donetsk. Ma prima che l'uomo potesse risponderle dallo schermo del suo smartphone, tre forti esplosioni lo hanno costretto a interrompere bruscamente la chiamata con un rapido «Ti chiamo più tardi, coniglietta!». La storia di Yevheniy e di sua moglie Alina — conosciutisi nel 2023 e sposatisi poco prima della nascita della bambina — è quella di centinaia di migliaia di famiglie ucraine separate dal conflitto. Per i soldati al fronte le licenze sono rare, improvvise e brevissime, lasciando alle famiglie solo poche ore insieme prima dell'ennesima chiamata a rientrare in servizio, un'incertezza costante che logora chi rimane a casa a Boryspil, a sud-est di Kiev, dove Alina cresce le sue due figlie. La preoccupazione è però reciproca, poiché l'escalation della guerra aerea con missili e droni a reazione Shahed ha reso altamente pericolose anche le città lontane dalla linea di combattimento, come dimostra un condominio vicino alla casa dei Borysenko gravemente danneggiato all'inizio del mese. Per proteggere le bambine dal terrore dei boati notturni, che la madre cerca di addolcire raccontando che si tratta solo di un "temporale", Yevheniy ha chiesto alla famiglia di rifugiarsi temporaneamente nel villaggio della nonna. Nonostante i rischi crescenti e la tensione costante, Alina non ha alcuna intenzione di allontanarsi a lungo dalla propria terra: vuole rimanere dove sono nate le sue figlie e dove si trovano suo marito e la sua famiglia, decisa a non abbandonare la propria vita.
CONTINUA A LEGGERE
3
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
Firenze, rinchiude 18enne in rosticceria: l'orrore di una pakistano
Libero Quotidiano
