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Economia e Finanza
Addio alla tessera elettorale cartacea, ora sarà solo sullo smartphone
Oggi 25-09-26, 15:46
AGI - Gli italiani diranno presto addio alla tessera elettorale cartacea in favore di quella digitale sullo smartphone. Lo ha annunciato il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, nel pomeriggio venerdì 25 settembre a margine di un convegno di Genova sull'innovazione della pubblica amministrazione. La nuova misura è stata introdotta a inizio anno con il Dl Pnrr. Zangrillo: "Ora possiamo andare a votare tranquillamente con lo smartphone" "Abbiamo realizzato una semplificazione molto importante, sulla quale stiamo lavorando dal punto di vista tecnico affinché sia operativa, che è la disponibilità della tessera elettorale digitale", ha spiegato Zangrillo. Attualmente, ha sottolineato, "spesso poi non la trovi, sei costretto ad andare in Comune a chiedere una copia, con la tessera elettorale digitale basta che ci ricordiamo di portarci dietro il nostro smartphone e possiamo andare a votare tranquillamente". + Europa: "Un ostacolo per fare fuori avversari politici" "La tessera elettorale digitale sì, la raccolta firme online tramite Spid per le liste che vogliono presentarsi alle elezioni no. Il ministro della Pubblica Amministrazione Zangrillo, vantandosi di questa innovazione, rende oggi palese la grande ipocrisia del governo sulla legge elettorale, usata come una clava antidemocratica contro le forze di opposizione e in generale contro un allargamento della partecipazione dei cittadini alle elezioni. Zangrillo, Piantedosi e Meloni dicano perché la tessera elettorale digitale per votare va bene, ma al contempo stanno vietando ai cittadini di usare la firma digitale con certificazione attraverso Spid per firmare e consentire a una lista di presentarsi alle elezioni, alzando al contempo il numero di firme da raccogliere e rendendo impossibile per chiunque, tranne per chi è già nel Palazzo, di partecipare alla competizione elettorale. La risposta in termini giuridici o amministrativi non c'è, tant'è che la firma digitale è già usata per sottoscrivere le richieste di referendum. La risposta è politica: usano questo ostacolo del tutto irragionevole per fare fuori avversari politici". Lo ha affermato il segretario di + Europa, Riccardo Magi.
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