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Afghanistan, talebani 'bloccano' tre scacchisti reduci dalle Olimpiadi
Oggi 30-09-26, 13:14
AGI - Tre componenti della delegazione afghana che ha partecipato alle recenti Olimpiadi di scacchi di Samarcanda sono stati fermati al rientro nel Paese e si trovano ora agli arresti domiciliari a Kabul. A raccontare la vicenda è Leontxo García, giornalista e storico corrispondente di scacchi di El País, che scrive di aver avuto contatti diretti con due dei tre giocatori al momento del fermo e di aver avuto accesso agli ordini ufficiali emessi dalle autorità talebane. I tre sono Khaibar Farazi, Habibullah Amini e Habibullah Guldoost. Farazi e Amini facevano parte della squadra Open dell'Afghanistan, mentre Guldoost era il capitano della nazionale femminile. Secondo la ricostruzione di García, sono stati bloccati lunedì alla frontiera di Hairatan, tra Uzbekistan e Afghanistan, al ritorno dalla 46esima Olimpiade, conclusa domenica a Samarcanda. Il racconto dei giocatori afghani “Ci hanno confiscato i passaporti e isolato tutti e tre in stanze separate”, hanno raccontato Farazi e Guldoost a El País dalla frontiera. Nelle ore successive i tre sono stati trasferiti a Kabul, dove, secondo il quotidiano spagnolo, sono stati posti agli arresti domiciliari. Un quarto componente della delegazione rientrato in Afghanistan, Mirzaad Sayed Wahabuddin, avrebbe invece attraversato la frontiera senza conseguenze. La vicenda era cominciata già prima dell'Olimpiade. Il 21 settembre lo stesso García aveva raccontato su El País che quattro membri della delegazione avevano lasciato l'Afghanistan nonostante il timore di possibili conseguenze al loro ritorno. Secondo il giornale, dopo la loro partenza sarebbe stato diramato ai posti di frontiera un ordine per fermarli qualora fossero rientrati nel Paese. Gli scacchi sono sospesi in Afghanistan Gli scacchi sono sospesi in Afghanistan dal maggio del 2025. In una nota ufficiale, la Federazione internazionale degli scacchi (FIDE) aveva spiegato che la decisione delle autorità afghane era legata a “preoccupazioni sul gioco d'azzardo”. La FIDE aveva espresso il proprio rammarico e annunciato consultazioni con il Comitato olimpico internazionale, la Federazione asiatica e altri organismi sportivi per cercare di ottenere il ripristino dell'attività nel Paese. Resta incerto che cosa possa accadere ora ai tre giocatori. Zaheer Asefi, capitano della squadra Open afghana e residente nei Paesi Bassi, ha espresso a El País il timore che possano essere sottoposti a sanzioni severe. Il riferimento a possibili punizioni corporali, compresa nei casi estremi l'amputazione delle mani, è però una valutazione dello stesso Asefi riportata dal quotidiano e non una pena formalmente annunciata dalle autorità afghane. Secondo il giornale spagnolo, anche la FIDE si sta muovendo sul piano diplomatico. Timur Turlov, appena eletto presidente della Federazione internazionale, ha assicurato al quotidiano che l'organizzazione lavorerà sul caso, mentre altri dirigenti FIDE avrebbero confermato l'avvio di contatti diplomatici. Il gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo starebbe inoltre cercando di portare la vicenda all'attenzione dell'Eurocamera su iniziativa dell'eurodeputato spagnolo Ignacio Sánchez Amor.
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