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Estero
Alluvione in Nepal: 750 morti e oltre 3000 dispersi. "La ricostruzione costerà miliardi di dollari"
Oggi 30-08-26, 10:21
AGI - Le devastanti alluvioni e frane nella regione di confine tra Nepal e Tibet hanno causato almeno 750 morti: secondo le autorità nepalesi, le vittime sono 734 e i dispersi 2.498. Sul versante cinese, i media statali riferiscono di 16 morti e 546 dispersi. Il bilancio complessivo del disastro è quindi di 750 vittime e 3.044 persone ancora disperse. "La situazione è quella che è. Non abbiamo ancora loro notizie. Abbiamo inviato una equipe della nostra unità di crisi del ministero degli Esteri. È arrivata a Katmandu e in più anche dall'ambasciata di Nuova Delhi è arrivato anche il console e un alto funzionario. Siamo lì per cercare di dare risposte alle famiglie. Purtroppo la situazione è drammatica. Si rischia un'altra alluvione. Speriamo che si possano ritrovare", ha detto, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della visita allo stadio del nuoto dei Giochi del Mediterraneo. Centinaia di operai intrappolati in una galleria I soccorritori nepalesi stanno tentando di liberare oltre cento operai intrappolati in un tunnel nel cantiere della diga idroelettrica di Trishuli, nel distretto di Rasuwa, colpito dalla devastante piena del fiume Bhotekoshi. "Due elicotteri sono stati inviati sul posto, ma individuare gli ingressi della galleria rimane molto difficile", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, Raja Ram Basnet, aggiungendo che 350 operai e residenti locali sono già stati evacuati "in condizioni molto rischiose, rese difficili dal maltempo e dalle inondazioni". Bimba di 6 anni salvata dopo tre giorni Una bambina di sei anni è stata estratta viva dal fango e dalle macerie tre giorni dopo le devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il Nepal. L'eccezionale salvataggio è avvenuto a Timure, nel distretto settentrionale di Rasuwa, una delle aree maggiormente colpite dal disastro. La bambina è stata individuata e liberata da una squadra della Polizia nepalese. Dopo essere stata portata in salvo, è stata affidata ai medici e sta ricevendo le cure necessarie. Il Nepal rifiuta le squadre di soccorso straniere Il Nepal ha bisogno di aiuto internazionale in aree tecniche e specializzate in cui non ha competenze in seguito alla devastante alluvione che ha colpito il confine himalayano con la Cina, ma non nelle operazioni di ricerca e soccorso. Lo ha affermato il ministro degli Esteri nepalese Shisir Khanal a Reuters, spiegando che il Nepal ha chiesto aiuto per il salvataggio delle persone intrappolate nelle gallerie, il ripristino di infrastrutture e vie di comunicazione nelle zone in cui i ponti sono stati distrutti, l'identificazione dei cadaveri, i test del Dna e la conservazione delle salme per periodi prolungati. "Abbiamo già presentato richieste per tali servizi specializzati e assistenza tecnica in aree in cui non disponiamo di sufficiente competenza e know-how tecnico", ha dichiarato Khanal. Governo, ricostruzione costerà miliardi di dollari Il costo della ricostruzione delle regioni e delle infrastrutture devastate dalle catastrofiche inondazioni lampo in Nepal potrebbe ammontare a "diversi miliardi di dollari", ha stimato il ministro degli Esteri nepalese, Shisir Khanal. "La ricostruzione potrebbero costare miliardi di dollari", ha dichiarato Shisir ai giornalisti tre giorni dopo il disastro che ha causato oltre 600 morti e quasi 2.500 dispersi nel Paese. Una nuova frana preoccupa la Cina Intanto una nuova frana individuata a valle della diga naturale formatasi dopo la devastante alluvione al confine tra Nepal e Cina sta provocando un ulteriore accumulo di acqua. Le autorità hanno ordinato il trasferimento in una zona sicura delle squadre di soccorso impegnate nei pressi del valico di Gyirong. Il ministero cinese per la Gestione delle emergenze ha riferito che i droni di sorveglianza hanno individuato nella notte una frana su un pendio situato circa 2,8 chilometri a valle della precedente diga naturale. Secondo la televisione statale Cctv, i detriti hanno parzialmente bloccato il corso del fiume, formando una nuova barriera dietro la quale l'acqua ha cominciato ad accumularsi. Esperti al lavoro e allontanamento soccorritori Il ministero ha convocato un gruppo di esperti per valutare l'evoluzione della nuova diga e ha disposto l'allontanamento del personale impegnato nelle operazioni di soccorso vicino al valico di Gyirong, tra il Nepal e la regione cinese del Tibet, completamente devastato dall'alluvione. Monitoraggio con droni e situazione della prima diga Le autorità mantengono in volo i droni per controllare sia il nuovo accumulo sia la diga naturale formatasi precedentemente più a monte. Quest'ultima aveva costretto venerdì a sospendere temporaneamente parte delle ricerche per il timore di un cedimento improvviso. Ieri il ministero cinese delle Risorse idriche aveva comunicato che la prima diga si era "praticamente svuotata" e che il fiume aveva recuperato un flusso naturale "normale". Origini dell'alluvione al confine L'alluvione è stata provocata mercoledì dal collasso di una grande massa di ghiaccio in un ghiacciaio situato in Nepal, secondo le indagini preliminari, e ha travolto località e infrastrutture su entrambi i lati del confine.
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