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Estero
Corsa contro il tempo a Bruxelles per il rinnovo delle sanzioni alla Russia
Oggi 22-09-26, 15:35
AGI - C'è tempo fino a mezzanotte per trovare un accordo sul rinnovo delle sanzioni alla Russia. Il lavoro degli ambasciatori dei 27 Stati membri prosegue senza sosta per limare un testo che consenta di raggiungere l'unanimità e superare un'impasse che dura da settimane. Le sanzioni sono scadute il 15 settembre e, in assenza di un'intesa, i diplomatici hanno dovuto prorogare il regime di una settimana, durante la quale gli incontri sono proseguiti incessantemente. Il nodo delisting: le richieste di Parigi e Lussemburgo A bloccare il via libera sono, come spesso accade, le richieste di alcuni Stati e le opposizioni di altri. Al centro della contesa c'è la proposta di rimuovere dalla lista dei sanzionati gli oligarchi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, considerati vicini al regime del presidente russo Vladimir Putin. A chiedere il delisting di Usmanov è la Francia, che - secondo quanto riferito - punta a sfruttare la sua influenza in Asia centrale per ottenere assistenza nella liberazione di due cittadini francesi detenuti in Azerbaijan. Il Lussemburgo, invece, avrebbe chiesto l'eliminazione dalla lista dei circa 3.000 soggetti sanzionati di Mikhail Fridman, cofondatore di Alfa Bank, la principale banca non statale russa. Le opposizioni e il ruolo della diplomazia UE Secondo fonti diplomatiche UE, a opporsi alla rimozione degli oligarchi sarebbe la Lettonia, che respinge qualsiasi ipotesi di delisting, bloccando una decisione che - per le regole europee - richiede l'unanimità. Anche l'Alto Rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, la lettone Kaja Kallas, da New York segue i lavori della diplomazia UE e ha affermato: "si spera di rinnovare rapidamente tutte le sanzioni". Per diversi Paesi, la credibilità dell'Europa nel sostegno all'Ucraina si gioca anche su questa decisione che creerebbe un precedente importante. Il pressing di Zelensky e l'attesa per l'intesa Alla vigilia di un altro round di trattative fissato alle 16:00, arriva dai social il pressing del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. In un post scrive: "Poiché la Russia sta intensificando l'uccisione di civili la pressione su Mosca deve essere rafforzata. In particolare, contro i facilitatori della guerra di Putin. Contro coloro che traggono beneficio dall'aggressione. Ogni crimine contro gli ucraini pacifici ha un nome. E finché questa guerra continuerà, questi nomi devono figurare nelle liste delle sanzioni". "Il mondo ha bisogno non di una depenalizzazione politica, ma di un rinnovo tempestivo e incondizionato delle sanzioni individuali, finché Mosca non avvierà negoziati di pace seri e adotterà passi concreti per porre fine alla sua guerra" ha esortato Zelensky. Intanto, a Bruxelles le trattative continuano, ma l'accordo tarda ad arrivare.
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