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Cortei. Mattarella: "Violenza inaccettabile da soggetti inediti". Trump: "Scontri legati a...
Ieri 19-10-26, 22:25
AGI - "Ogni violenza è inaccettabile". Parole quelle del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che arrivano all'indomani degli scontri nei cortei in diverse città, italiane ed europee, esplosi "in modo inatteso" per l'azione di "soggetti inediti". Davanti a queste violenze, il Capo dello Stato chiede "un'analisi intelligente e approfondita" e che sia "elaborata un'attenta vigilanza". Un messaggio che arriva da Imperia, assemblea dell'Unione delle Province d'Italia, mentre a Roma ci si prepara al Consiglio dei Ministri che martedì esaminerà un nuovo decreto contenente misure sull'ordine pubblico. La riunione è stata convocata proprio in seguito ai disordini e dopo un primo vertice di governo tenutosi a Palazzo Chigi. Cortei, "soggetti inediti" È in particolare a quei "soggetti inediti", per lo più ragazzi giovani e giovanissimi, che il Presidente della Repubblica invita a soffermarsi in quanto si tratta di "una condizione che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili". Anche sotto l'aspetto della sicurezza, le Province e gli enti locali svolgono un servizio decisivo per Mattarella: "Un servizio che passa dalla garanzia di condizioni di sicurezza che assicurano il pacifico dispiegarsi della vita delle nostre comunità, nelle città e nei borghi, dove ogni violenza è inaccettabile". Il pensiero del Capo dello Stato va, quindi, agli agenti feriti: "Alle forze dell'ordine, in particolare ai quasi 200 loro feriti nei giorni scorsi, va la piena solidarietà della nazione", aggiunge Mattarella fra gli applausi". Una istituzione, quella delle province, da fare uscire dal limbo in cui sono state relegate da circa un decennio. Trump: "Anche in Italia scontri legati all'immigrazione" Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha attribuito all'immigrazione la responsabilità degli scontri nelle città francesi e italiane. "Francia e Italia sono Paesi peggiori di quello che erano. Se l'Europa non chiude i confini è finita", ha detto parlando con i giornalisti. "Come in Francia, anche in Italia le proteste hanno a che fare con l'immigrazione", ha affermato. Le Province fuori dal limbo "Le Province hanno vissuto nel decennio passato un travaglio. È stato avviato un percorso che doveva portare a un modello nuovo, in cui regioni e comuni fossero istituzioni maggiori del governo locale e della rappresentanza territoriale, facendo declinare le province verso ruoli e responsabilità residuali", ricorda. "Il processo è stato interrotto da un giudizio sfavorevole del corpo elettorale, ma non si è data poi un'attuazione coerente a quella decisione. L'inerzia del legislatore ha lasciato la Provincia nel guado". Una condizione che impatta sui territori "che circondano i centri urbani capoluogo", così come sulle "aree interne e montane che sono più lontane dalle grandi infrastrutture e dai trasporti". E ancora, sui "comuni medi e piccoli che hanno bisogno di supporto e di coordinamento per assolvere appieno i loro compiti". Per il capo dello Stato è, quindi, necessario "mettere fine alla transizione incompiuta, occorre far uscire questa istituzione, ripeto, dal limbo". La Provincia, infatti, "a lungo è stata, e per molti aspetti lo è piamente tuttora, una dimensione di riferimento. Lo è per la stessa collocazione organizzativa in articolazione sul territorio dei servizi dello Stato, oltre che per la pianificazione territoriale. Il vuoto prodotto rischia di assumere un rilievo sempre crescente, intaccando potenzialità presenti in tanti territori e recidendo gli stessi diritti dei cittadini che li abitano". Su questo, Mattarella richiama il dettato Costituzionale di cui è attento custode "La pari dignità sottolineata dalla Costituzione con i comuni, le città metropolitane, le regioni e lo Stato si riflette sulla necessità del carattere democratico degli organi di governo delle province. Questo tema non può più essere rimandato o accantonato", avverte ancora il Capo dello Stato. "La storia delle province e nel loro servizio del paese, seppur in un quadro di precarietà è tuttavia proseguita, dimostrando, non solo di svolgere funzioni di grande utilità, ma di essere destinatarie di specifiche domande dei cittadini". Lo dimostra il lavoro da esse svolto nella 'messa a terra' dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. "Importante è stato il contributo che le province hanno fornito nell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Di grande valore per il paese sono stati indubbiamente gli interventi di edilizia scolastica finalizzati a migliorare i luoghi della formazione dei nostri bambini e ragazzi. E a porre in sicurezza strutture a loro dedicate. Siamo naturalmente ben consapevoli che il piano di ammodernare le nostre scuole e renderle sempre più accoglienti e sicure dovrà proseguire oltre il Piano nazionale di ripresa resilienza".
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