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Dalla Sardegna all'Alta Val Pusteria, prosegue il riposo di Jannik Sinner
Oggi 27-07-26, 09:58
AGI - Dopo la Sardegna, ecco le amate montagne dell'Alto Adige. Jannik Sinner, che oggi inizia l'82esima settimana da numero 1 al mondo, è in Alta Val Pusteria per concedersi un periodo di relax in famiglia a Sesto. Allenamento a San Candido Jannik, che ha annunciato di rinunciare a partecipare al Masters 1000 di Montreal, ieri si è allenato dove aveva iniziato la sua carriera da tennista, alla Tennisanlage di San Candido. Il giorno prima era stato intercettato in una pizzeria della vallata e ha concesso autografi e selfie ad alcuni tifosi. All'allenamento di ieri hanno assistito diversi spettatori. Relax in Sardegna con Laila Hasanovic Nei giorni scorsi, dopo il trionfo a Wimbledon (il secondo consecutivo sull'erba di Londra), Jannik e la fidanzata, la modella danese Laila Hasanovic, si erano concessi un periodo di assoluto riposo in Sardegna, precisamente nella zona di Palau in Costa Smeralda. Vagnozzi, "è un lavoratore pauroso" Intanto, dalle colonne del "Corriere della Sera", ha parlato il suo coach, Simone Vagnozzi: "Jannik è un lavoratore pauroso. Forse in cinque anni avrò dovuto motivarlo due o tre volte. Lui è sempre il primo che vuole sacrificarsi per migliorare ed è molto bravo ad ascoltare. Non lo abita la presunzione che avrebbe il diritto di avere. Anche se lo prendi a muso duro dopo una partita, lui il giorno dopo ci pensa, reagisce e accetta quello che gli hai detto. La sua più grande qualità è volere al fianco persone che gli dicano quello che lui non vuole sentirsi dire - ha detto Vagnozzi -. Ha doti innate. Non si diventa puledri se si è ronzini. Ora si nota che lui sa fare ace nei momenti importanti, ma perché questo accada ti devi sentire sicuro del tuo colpo perché ci hai lavorato ore e ore in allenamento", ha aggiunto il coach del numero uno del mondo. "In cosa è migliorato in questi anni? Certamente nel servizio - la replica di Vagnozzi -. Ma soprattutto la tattica, la sensibilità con la quale legge ogni colpo, seleziona le scelte in una gamma di possibilità che si è ampliata. Sa che può rispondere alla battuta dell'avversario più o meno lontano dalla riga a seconda del punteggio, di come si sente, della natura del competitor. Tutto è studiato, tutto è pianificato e il cervello di Jannik riesce a individuare, gestendo questi fattori, la cosa giusta da fare", ha proseguito Vagnozzi. "Alla base dei malesseri non penso che ci sia una sola causa: sono tante piccole cose che messe insieme possono determinare questi piccoli crolli, ma ricordiamoci che sono stati quattro negli ultimi cinque anni. Questi ragazzi non sono automi. Il caldo, la stanchezza, la tensione possono combinarsi. A Parigi c'era una temperatura proibitiva e lui era arrivato lì con un significativo stress fisico e mentale. Insomma, non c'è un singolo fattore, in quel caso sarebbe più facile per noi correggerlo. Dobbiamo convivere con questi episodi, lavorando per evitarli", ha concluso il coach del tennista azzurro.
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