Il Giornale (dalla fondazione sino al 1983 il Giornale nuovo) è un quotidiano nazionale italiano fondato a Milano nel 1974 da Indro Montanelli, il quale lo diresse ininterrottamente fino al 1994. Dal 1979 è proprietà della famiglia Berlusconi (dal 1992, di Paolo Berlusconi). È il decimo quotidiano italiano per diffusione (l'ottavo escludendo i quotidiani sportivi).
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Ora Harvard boccia lItalia: "Così i politici hanno sottovalutato il virus"
Estero
Oggi 30-03-20, 20:26

Ora Harvard boccia lItalia: "Così i politici hanno sottovalutato il virus"

Alessandra Benignetti LHarvard Business Review, la rivista scientifica del celebre ateneo americano, boccia il "modello Italia". Dalla sottovalutazione del rischio, alle misure graduali e frammentate: ecco tutti gli errori del governo Conte Altro che “modello Italia”. Ora la Harvard Business Review, la rivista scientifica dell’omonimo ateneo statunitense, mette in guardia i politici europei ed americani e gli chiede di guardare al nostro Paese per capire quali sono gli errori da non commettere nell’affrontare l’emergenza coronavirus. Ed eccole le pecche del sistema italiano: sottovalutazione del rischio, frammentazione delle misure e delle risposte alla crisi. "Sfortuna" a parte, gli analisti di Harvard rimproverano al governo italiano di aver preso inizialmente sottogamba l’epidemia che sarebbe esplosa di lì a poco investendo il Paese come uno tsunami. Nonostante ci fosse l’esperienza cinese ad indicare la strada da percorrere, sottolineano gli esperti, c’è stato un "fallimento sistematico di assorbire ed agire sulla base delle informazioni esistenti in modo rapido ed efficace". I rischi sottovalutati Il meccanismo psicologico che è scattato lo scorso febbraio, secondo gli analisti, è stato quello di cogliere soltanto le informazioni "che confermano il nostro modo di vedere le cose o le nostre ipotesi iniziali". Insomma, le campagne pubbliche per dire no al razzismo, gli aperitivi, "Milano non si ferma", per Harvard sono state iniziative inopportune e non hanno fatto altro che spianare la strada al virus. Gli studiosi denunciano "lo scetticismo" sia da parte delle persone, sia da parte dei politici, "nonostante diversi scienziati continuavano a mettere in guardia sulla potenziale catastrofe". "A fine febbraio I politici italiani si stringevano le mani a Milano per sottolineare che non c’erano rischi e che l’economia non doveva fermarsi per via del virus, una settimana dopo uno di loro era positivo al Covid-19", si legge nell’articolo. Nel caso di una minaccia di questo tipo, al contrario, il tempismo "nell’interpretare rapidamente cosa sta accadendo" è fondamentale. Le misure graduali La seconda lezione che insegna la reazione italiana alla pandemia è "l’importanza di avere un approccio sistematico ed evitare soluzioni parziali". Secondo gli esperti i decreti del premier Giuseppe Conte, che hanno imposto una serie di progressive restrizioni, settimana per settimana, sono arrivati in ritardo rispetto alla crescita esponenziale del virus. Per dirla con le parole dei professori del celebre ateneo americano: "L’Italia ha seguito la diffusione del virus, piuttosto che prevenirla". Inoltre, l’approccio graduale di Palazzo Chigi, notano ad Harvard, avrebbe"inavvertitamente facilitato la diffusione". L’iniziale chiusura delle province del Nord, infatti, ha provocato la fuga di massa nel resto d’Italia, dicono gli esperti. Al contrario, scrivono, "una risposta efficace ha bisogno di essere sviluppata con un sistema di azioni coerenti adottate simultaneamente", come è successo in Cina ed in Corea del Sud. La frammentazione delle risposte Non solo, ad Harvard sottolineano come il governo abbia ignorato anche gli esempi virtuosi che aveva in casa. Il caso di studio è quello dell’approccio differente in Lombardia e Veneto. Nella regione del Nord Est è stato adottato "un approccio molto più proattivo al contenimento del virus", con una strategia più ampia che ha portato ad una riduzione del numero dei contagi. È il caso, ad esempio dell’estensione dei test anche agli asintomatici. Per gli analisti di Harvard il governo avrebbe dovuto tenere conto di queste intuizioni per aggiornare la strategia nelle altre regioni e a livello centrale. Ma questo, sottolineano, è stato fatto soltanto pochi giorni fa. E infine il problema della raccolta dei dati, altro punto debole della strategia italiana. All’inizio ci sono state poche informazioni, e ora sono poco precise. Insomma la lezione che secondo Harvard bisogna imparare dall’Italia è che "non c’è tempo da perdere, dato l’avanzamento esponenziale del virus". E la seconda è che per vincere la battaglia contro il Covid-19 serve "una mobilitazione da guerra sia in termini di risorse umane che di risorse economiche". Tag:  Covid-19 harvard Speciale:  Coronavirus focus
Pomeriggio5, il veterinario chiarisce luso della candeggina: "Ok due cucchiaini in un litro di acqua"
Cultura e Spettacolo
Oggi 30-03-20, 20:21

Pomeriggio5, il veterinario chiarisce luso della candeggina: "Ok due cucchiaini in un litro di acqua"

Paola Francioni Dopo le polemiche sullutilizzo della candeggina per la disinfezione delle zampe dei cani, a Pomeriggio5 il dottor Marco Melosi ha chiarito tutto e specificato che non è nociva se usata in concentrazione allo 0,05%, come lAmuchina Dopo un weekend in cui gli italiani si sono riscoperti (anche) veterinari, a Pomeriggio5 è intervenuto Marco Melosi, presidente dellAssociazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani - ANMVI. Il medico, uno dei massimi esperti in medicina veterinaria del nostro Paese, ha voluto chiarire il discorso fatto dal suo collega Enrico Zibellini lo scorso venerdì, che aveva innescato una pioggia di polemiche sullutilizzo della candeggina come disinfettante per le zampe dei cani. Barbara dUrso ha dato la parola a Melosi, che non ha rettificato il discorso fatto in precedenza ma ha ha aggiunto alcuni dettagli. La polemica è stata incentrata sulla sconvenienza e, secondo alcuni, pericolosità, di utilizzare la candeggina per la disinfezione delle zampe dei cani: "Il collega faceva riferimento a una diluizione della candeggina. Il messaggio che voleva portare ai proprietari degli animali è che il cloro è molto attivo nei confronti del virus", ha spiegato il medico, appoggiando la tesi dei disinfettanti a base di cloro. "Ovviamente, il cloro è una sostanza irritante e deve essere utilizzata a particolari diluizioni. Ad esempio, sui polpastrelli dei cani si possono impiegare prodotti come Amuchina spray, che ha una concentrazione dello 0,05%. Questo vorrebbe dire che due cucchiaini di candeggina in un litro di acqua danno la stessa concentrazione di cloro presente nellAmuchina", ha spiegato il dottor Marco Melosi. E le polemiche delle scorse ore? A quanto pare inutili. Il dottor Enrico Zibellini ha commesso la leggerezza di non specificare il grado di diluizione della candeggina durante il collegamento a Pomeriggio5 ma non ha commesso un errore nel consigliarne lutilizzo per igienizzare le zampe dei cani. Lo stesso Zibellini, ieri, ha pubblicato un post su Facebook nel quale ha chiarito la sua posizione: "Riconosco che ciò che è stato detto in trasmissione è un messaggio fraintendibile e potenzialmente pericoloso. [...] Ciò che intendo comunicare è che in altre circostanze non ci saremmo preoccupati di lavare con attenzione i nostri animali dopo una passeggiata. Ora lunica cosa che possiamo fare è usare il buon senso e applicare le norme igieniche comuni", ha scritto il medico prima di entrare nello specifico della sua affermazione fatta a Pomeriggio5. "Il suggerimento di utilizzare disinfettanti molto potenti, come clorexidina o candeggina, nasce dalla situazione di emergenza attuale e dalla quarantena che tutti noi stiamo vivendo [...] è stato incauto da parte mia suggerire in modo sbrigativo una formulazione a base di candeggina senza specificarne le dosi", ha quindi chiarito il dottor Melosi. Il dottor Marco Melosi, in collegamento con Barbara dUrso, ha quindi avvallato lutilizzo della candeggina ma con una concentrazione molto bassa in soluzione acquosa: "Il collega ha detto una cosa giusta, si è solo dimenticato di dire la diluizione." La conduttrice ne ha approfittato per ricordare che finora non sono ancora mai stati riscontrati casi di contagio tramite loro, unendosi allappello di chi in queste settimane sensibilizza contro labbandono. Tag:  Pomeriggio 5 coronavirus Speciale:  Coronavirus focus Persone:  Barbara DUrso
Harry e Meghan dicono addio ai social, chiuso il profilo Instagram
Cultura e Spettacolo
Oggi 30-03-20, 20:15

Harry e Meghan dicono addio ai social, chiuso il profilo Instagram

Novella Toloni I Sussex Royal dicono addio ai social network e da domani il loro profilo Instagram sarà inattivo. Harry e Meghan hanno salutato i loro sostenitori con un messaggio Il 31 marzo segna l’addio ufficiale ai doveri reali del principe Harry e Meghan Markle. Da domani i duchi di Sussex perderanno il diritto a utilizzare i loro titoli nobiliari e non rappresenteranno più la corona e i vari enti benefici a cui facevano capo. Questo in base all’accordo sancito un mese fa con la regina Elisabetta II dopo la loro richiesta di poter fare un passo indietro dai doveri reali. L’ultimo mossa verso la definitiva uscita di scena, dopo il trasferimento a Los Angeles, è arrivata poche ore fa ed è rappresentata dalla chiusura di tutti gli account social della coppia. Con un lungo messaggio affidato al web, Harry e Meghan hanno detto addio ai loro sostenitori e fan, pubblicando l’ultimo post su Instagram. Nonostante il mondo in questo momento "sia straordinariamente fragile", i Sussex si sono detti "fiduciosi che ogni essere umano abbia il potenziale e l’opportunità di fare la differenza nelle famiglie, nelle comunità e in prima linea". Harry e Meghan hanno rivolto ai loro follower parole di speranza in momento tanto difficile, auspicando un miglioramento personale e globale della qualità della vita: "La cosa più importante in questo momento è la salute e il benessere di tutti in tutto il mondo e la ricerca di soluzioni per i numerosi problemi che si sono presentati a seguito di questa pandemia. Tutti dobbiamo trovare un ruolo in questo cambiamento globale e delle abitudini, concentriamoci su questo nuovo capitolo per capire come possiamo contribuire al meglio". I duchi di Sussex hanno poi detto addio ai social, spiegando: "Anche se non ci vedrete qui, il nostro lavoro continua. Grazie a questa comunità, per il supporto, lispirazione e limpegno condiviso per il bene nel mondo. Non vediamo lora di riconnetterti presto. Fino ad allora, abbi cura di te e dellaltro". Il profilo, che sino a oggi era stato gestito dal loro staff delle pubbliche relazioni, rimarrà inattivo per i prossimi dodici mesi, tempo di valutazione che la regina e la coppia si sono dati affrontando la questione nella Megxit. Harry e Meghan cercheranno un nuovo nome che potrà essere utilizzato come brand per la loro nuova vita da indipendenti ma a partire da domani, 31 marzo, Buckingham Palace non parlerà più o rappresenterà la coppia. Visualizza questo post su Instagram As we can all feel, the world at this moment seems extraordinarily fragile. Yet we are confident that every human being has the potential and opportunity to make a difference—as seen now across the globe, in our families, our communities and those on the front line—together we can lift each other up to realise the fullness of that promise. What’s most important right now is the health and wellbeing of everyone across the globe and finding solutions for the many issues that have presented themselves as a result of this pandemic. As we all find the part we are to play in this global shift and changing of habits, we are focusing this new chapter to understand how we can best contribute. While you may not see us here, the work continues. Thank you to this community - for the support, the inspiration and the shared commitment to the good in the world. We look forward to reconnecting with you soon. You’ve been great! Until then, please take good care of yourselves, and of one another. Harry and Meghan Un post condiviso da The Duke and Duchess of Sussex (@sussexroyal) in data: 30 Mar 2020 alle ore 9:17 PDT Persone:  Principe Harry Meghan Markle
La strategia per battere il virus: "Segnalate anche se avete solo febbre"
Cronaca
Oggi 30-03-20, 20:12

La strategia per battere il virus: "Segnalate anche se avete solo febbre"

Francesca Bernasconi Il virologo dellUniversità di Milano, Fabrizio Pregliasco: "Al Nord, i sintomi di febbre sono attribuibili al nuovo coronavirus". Il medico del SantOrsola di Bologna: "Cerchiamo i pazienti con febbre per trattarli precocemente" I sintomi dellinfluenza e del nuovo coronavirus sono molto simili. Per questo, distinguere le due malattie non è per niente immediato. Ma ora, al Nord Italia e in particolare in Lombardia, la febbre è diventata una spia del Covid-19. A rivelarlo ad AdnKronos Salute è stato il virologo dellUniversità di Milano, Fabrizio Pregliasco, anche direttore sanitario dellIrccs Istituto ortopedico Galeazzi di Milano. "I sintomi di febbre al Nord ormai sono attribuibili al nuovo coronavirus", ha detto Pregliasco, raccontando: "Lo vediamo ogni giorno anche nel nostro istituto: vengono pazienti con una frattura e un po di febbre, facciamo il tampone e sono positivi. Questo naturalmente comporta un impegno diverso al momento dellintervento". Diversa, invece, la situazione al Centro-Sud, dove "cè ancora una coda di influenza e altri virus, ma al Nord ormai la febbre è una spia del nuovo coronavirus". La febbre diventa, così, la princiale spia che indica linfezione da nuovo coronavirus. Tanto che Bologna ha deciso di cambiare strategia: "Il messaggio state a casa e aspettate aveva un senso allinizio, adesso non più", ha spiegato ad Agi il direttore delle Malattie infettive del policlinico SantOrsola, Pierluigi Viale. La nuova strategia ora si basa su un nuovo messaggio: "Se avete febbre aspettateci. Nel senso che andiamo a cercare attivamente i pazienti con sintomi nellottica di trattarli precocemente". Lidea si basa sui numeri di accessi al pronto soccorso: "Abbiamo visto - spiega il primario - che cè una riduzione del numero di accessi al pronto soccorso, però non abbiamo visto ridursi i casi gravi che continuano ad essere molto significativi. Adesso abbiamo unepidemiologia caratterizzata da meno casi, ma che colpiscono soggetti più giovani e sono più gravi". Per questo si è deciso di attuare la nuova strategia, intercettando "tutti i pazienti allinizio della sintomatologia. Questo perchè abbiamo visto che un supporto respiratorio precoce nei pazienti che hanno già la polmonite migliora la prognosi e poi perchè abbiamo a disposizione alcuni farmaci che, se usati precocemente in particolare la clorochina, possono cambiare la storia naturale della malattia". Si tratta di un "progetto di terapia di massa": "Abbiamo tanta idrossiclorochina quindi - spiega Viale-possiamo supportare moltissime terapie. Lidea è che, nel dubbio, somministriamo clorochina per cinque giorni. È una misura di guerra, ovviamente, però siamo in guerra e bisogna prendere misure molto drastiche". Questa strategia potrebbe aiutare, perché, spiega il primario, "trattare precocemente i pazienti ha un obiettivo sia di salute personale, che di salute pubblica, perchè ci sono dati che dicono che la somministrazione precoce di clorochina riduce il tempo di infettività del paziente, quindi, agirebbe anche come sistema di controllo sulla trasmissione dellepidemia". Tag:  febbre Speciale:  Coronavirus focus Persone:  Fabrizio Pregliasco
Coronavirus, Gallera: "Dovremo abituarci a indossare le mascherine"
Cronaca
Oggi 30-03-20, 20:07

Coronavirus, Gallera: "Dovremo abituarci a indossare le mascherine"

Giorgia Baroncini Lassessore lombardo ha spiegato che nei prossimi mesi le mascherine dovranno essere una costante: "Dobbiamo abituarci a proteggerci e proteggere gli altri" "Nei prossimi mesi le mascherine dovranno essere una costante". Lo ha affermato lassessore lombardo al Welfare Giulio Gallera facendo il punto sullemergenza coronavirus in regione. "Dovremo abituarci ad usarla tutti, da qui in poi, per proteggere gli altri da noi e noi essere protetti da tutti gli altri", ha aggiunto. Lassessore ha aperto la consueta conferenza stampa citando lo "straordinario gesto" di una signora milanese di 80 anni che ha fatto recapitare in Regione Lombardia, per lui e per il governatore Attilio Fontana, una busta contenente delle mascherine fatte a mano. "Ci scrive: Sono un80enne di Milano che ama la vita, quello che auguro a tutti. Forza che ce la faremo. Ha commosso tutti noi per il tipo di gesto", ha raccontato Gallera mostrando il regalo ricevuto. Poi ha aggiunto: "La mascherina dovremo abituarci a usarla tutti, da qui in poi". Negli ultimi giorni, lassessore aveva più volte ribadito che dovremo cambiare le nostre abitudini e ora ha spiegato che i dispositivi di protezione dovranno diventare "una costante". Lassessore lombardo ha poi parlato di una serie di aziende italiane "che hanno iniziato a far testare dal Politecnico di Milano le loro mascherine e alcune sono già state autorizzate. Sono tre tipi considerate idonee con filtraggio all80 per cento, si stanno producendo. Una prima azienda ne sta producendo 900mila al giorno". Dallinizio dellemergenza sono numerose le aziende che hanno riconvertito la loro produzione per dare un aiuto. Inoltre, migliaia di mascherine sono state distribuite dalla Protezione civile e altre donate da imprenditori o Paesi esteri. E ora che i dispositivi vengono prodotti in regione, arriveranno in maniera "più strutturata e abbondante". "La Regione Lombardia cercherà di metterle a disposizione di tutti i lombardi - ha assicurato Gallera -. Dobbiamo abituarci a proteggerci e proteggere gli altri, quindi qualsiasi cosa possa essere usato per fare da filtro è assolutamente importante". Intanto, in Lombardia rallenta la crescita dei contagi. "Ad oggi, le persone positive sono 42.161 (1.154 in più rispetto a ieri, quando erano stati registrati 1.592 contagiati)", ha dichiarato Gallera. Ad aumentare invece è il numero delle vittime. "Sono 458 i nuovi deceduti per un totale di 6.818 morti (ieri invece si erano registrati 416 deceduti). Lo avevamo detto, questo sarà lultimo dato a migliorare: prima migliorano gli accessi al pronto soccorso, poi le persone ricoverate in ospedale e poi purtroppo quello dei morti", ha spiegato lassessore. Tag:  mascherine Speciale:  Coronavirus focus Persone:  Giulio Gallera
Coronavirus, Chiara Biasi spiega perché sta con Gilda: "Ho una forte gastrite e calcoli biliari"
Oggi 30-03-20, 19:54

Coronavirus, Chiara Biasi spiega perché sta con Gilda: "Ho una forte gastrite e calcoli biliari"

Gli italiani, chi più e chi meno, sono in quarantena. Lo sono anche i vip, che in queste settimane si mostrano particolarmente attivi sui loro profili social, non senza essere spesso oggetto di polemiche e di contestazioni da parte di altri utenti. Instagram ha avuto una crescita esponenziale di uilizzo negli ultimi giorni, anche grazie alle dirette dei tanti artisti, che hanno deciso di allietare la quarantena dei connazionali con concerti domestici live, serate disco e quant'altro. Ovviamente, tra i volti noti ci sono anche gli influencer e tra loro c'è Chiara Biasi, molto attiva e molto criticata da quando è iniziata l'emergenza coronavirus.Alcune sue esternazioni non sono piaciute particolarmente alla rete nelle settimane precedenti e un altro motivo di attacco per l'influencer è il fatto che nelle sue storie si mostra spesso in compagnia di Gilda Ambrosio, un'altra influencer nota in rete. Perché le due ragazze sono insieme in casa? Stanno forse violando la quarantena? Dopo lunghi giorni di silenzio in merito è stata la stessa Chiara Biasi a spiegare come stanno realmente le cose, svelando anche un retroscena sconosciuto sulla sua salute. L'occasione per intervenire sulla questione è l'opzione di domanda/risposta messa a disposizione da Instagram, molto amata dagli utenti per interagire con i loro beniamini."Dal 24 febbraio sono chiusa in quarantena. Sono stata sola col mio cane chiusa in casa fino a 10 giorni fa. Dopo di che, nel palazzo di Gilda, si era rotto un tubo in piena serata e sarebbero stati per tre giorni senza acqua calda", ha raccontato Chiara Biasi, giustificando così la presenza della sua amica nella sua abitazione in tempi di quarantena. Ma è a questo punto che rivelaun dettagli della sua vita che solo pochissimi intimi, finora, conoscevano: "Da ottobre faccio ogni settimana le flebo di gastroprotettori e antidolorifici per due giorni consecutivi in clinica, oltre che visite/ecografie/gastroscopie/esami in ospedale, perché ho una forte gastrite e calcoli biliari."Quello di Chiara Biasi appare come un quadro clinico poco adatto a una persona che deve vivere a lungo, da sola, in un momento di quarantena. Infatti, L'influencer ha dichiarato che se non fosse stato per il provvidenziale arrivo di Gilda Ambrosio, sarebbe dovuta tornare a casa di sua madre a Padova e non avrebbe voluto fare un passo simile in questo momento. "Gilda sta da me perché quando sto male io non posso più andare in clinica o ospedale vista la situazione critica, e quindi mentre prendo a testate il muro dai dolori lei mi sta accanto ", spiega Chiara Biasi, che mette così a tacere le tante critiche nei suoi confronti.
Coronavirus, il team Raiola scende in campo con una donazione
Oggi 30-03-20, 19:45

Coronavirus, il team Raiola scende in campo con una donazione

In questo momento difficile per via della pandemia da coronavirus che ha travolto il mondo intero diversi sportivi hanno dato dimostrazione di avere un cuore grande: i due fuoriclassi del tennist Novak Djokovic e Roger Federer, ad esempio, hanno donato un milioni di euro e un milione di franchi ai rispettivi paesi, Cristiano Ronaldo ha donato letti per la terapia intensiva in Portogallo, Romelu Lukaku ha fatto una donazione per l'ospedale San Raffaele di Milano, Gennaro Gattuso ha regalato un'ambulanza per il suo paese, Corigliano Calabro e tanti altri si sono spesi in prima linea in questa battaglia per aiutare ospedali e staff sanitario in Italia e in Europa.In questa fase è necessario l'aiuto di tutti e anche l'entourage di Mino Raiola è sceso in campo contro il coronavirus e con un video postato su Instagram, dal titolo "We are one against Covid-19", ha annunciato l'iniziativa del suo team. Nel video si vedono tanti assistiti del team Raiola da Gigio Donnarumma, Giacomo Bonaventura, Alessio Romagnoli del Milan, Matthijs de Ligt della Juventus, Stefan de Vrij della Juventus, Moise Kean, Ignazio Abate, ora senza squadra, Wesley, Justin Kluivert ed Henrix Mkhytarian della Roma e Mario Balotelli del Brescia hanno svelato: "Uniti vinciamo questa partita. Ne siamo convinti. Ed è per questo che insieme abbiamo voluto dare il nostro contributo donando respiratori e mascherine ad alcune delle principali strutture ospedaliere delle zone piu' colpite dal Covid-19. Forza Italia. Anche tu puoi far parte di questa iniziativa per aiutare l'Italia e anche altri Paesi. Possiamo vincere questa partita da squadra! Per partecipare donations@one.mc". Il team Raiola ha però tenuto a precisare che si tratta di una donazione e non di una raccolta fondi Visualizza questo post su Instagram Anche tu puoi far parte di questa iniziativa per aiutare l'Italia e anche altri Paesi. Possiamo vincere questa partita da squadra! ⠀ Per partecipare donations@one.mc⠀ ⠀ ⠀ You can also be a part of this initiative to help Italy and other countries. We can win this game as a team! To donate, contact donations@one.mc⠀ ⠀ @gigiodonna99 @justinkluivert @mdeligt_ @moise_kean @lucapellegrini3 @jackbonaventura @alessio.romagnoli @andreapinamonti @armandoizzoreal @wesleyy.00 @ignazioabate @stefandevrij @micki_taryan @mb459Un post condiviso da Mino Raiola (@minoraiola) in data: 30 Mar 2020 alle ore 5:19 PDT Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?
Milano, l'hotel Michelangelo riapre per la quarantena
Oggi 30-03-20, 19:42

Milano, l'hotel Michelangelo riapre per la quarantena

Nel pomeriggio di oggi, lunedì 30 marzo, sono arrivati i primi ospiti che trascorreranno la quarantena all'Hotel Michelangelo di Milano, albergo a 4 stelle sito in piazza Luigi di Savoia, vicino alla Stazione Centrale. Una trentina gli ingressi previsti oggi. La struttura alberghiera può arrivare ad accogliere 290 persone. Si tratta di persone autosufficienti, asintomatiche o paucisintomatiche, senza patologie gravi e per le quali non è quindi necessaria l'assistenza medica continuativa.I primi ospiti all'Hotel Michelangelo di MilanoPer esempio potranno essere accolti i familiari degli operatori sanitari positivi al Covid-19, le forze dell'ordine che vivono nelle caserme, i senza fissa dimora, o anche coloro che non hanno una casa adatta dove trascorrere la quarantena senza mettere a rischio parenti o amici con cui vivono insieme. Le camere si trovano in due edifici, uno di 4 piani, mentre l'altro di diciassette. Le stanze sono state messe a disposizione dal gruppo Finleonardo, in modo gratuito, grazie a una intesa con Comune di Milano, Ats Milano Metropolitana, Asst Milano Nord e prefettura.Oltre al Michelangelo, il Comune sta cercando altre strutture da poter utilizzare per accoglienze collettive. Per esempio il Centro sportivo Saini, gli appartamenti di via Carbonia 14, le strutture allo Scalo Romana e all'Ostello Rotta al QT8. Il vicesindaco Anna Scavuzzo, e gli assessori Pierfrancesco Maran e Gabriele Rabaiotti, rispettivamente alle Infrastrutture il primo, e alle Politiche Sociali e Abitative il secondo, hanno spiegato che "Il Comune di Milano sta lavorando senza sosta e talvolta al di là del proprio ambito di competenza per dare risposte concrete all'emergenza sanitaria in corso, perché prima di tutto viene la salute delle persone. Con estrema rapidità e spirito di collaborazione abbiamo concordato con la prefettura e le autorità sanitarie la possibilità di studiare un progetto da sottoporre alla Protezione Civile. Ringraziamo la proprietà che ha tempestivamente e generosamente messo a disposizione la struttura" . [[gallery 1847880]]Garantita anche la sicurezzaAll'ingresso dell'albergo vi sarà anche una pattuglia di "Strade sicure" per garantire la sicurezza. Naturalmente gli ospiti non potranno uscire per tutto il periodo della quarantena. All'interno delle stanze, oltre ai pasti, a una dotazione minima per l'igiene personale e a un cambio di lenzuola una volta a settimana, verranno offerti un telefono a uso interno per emergenze, il WiFi, la televisione e anche un supporto psicologico telefonico. Compito delle autorità sanitarie regionali quello di eseguire i tamponi e/o gli esami necessari per accertare la negativizzazione dei soggetti ospitati e dichiarare la fine della quarantena, e poter quindi autorizzare il rientro al proprio domicilio.Segui già la pagina di Milano de ilGiornale.it?
Virus, il sindaco smaschera Conte: "4,3 miliardi? Ecco perché è falso"
Oggi 30-03-20, 19:34

Virus, il sindaco smaschera Conte: "4,3 miliardi? Ecco perché è falso"

Non si placano le polemiche tra governo ed enti locali. Questa volta a far infuriare le regioni del Nord e molti sindaci è stato l'annuncio di Giuseppe Conte sull'elargizione di 4,3 miliardi di euro in favore dei sindaci e di 400 milioni per aiutare i cittadini meno abbienti a fare la spesa.Nel fine settimana si era già sollevato un coro di "non basta", "troppo poco" e altre prese di posizione contrarie. Ma stamattina, ad inizio settimana, il sindaco di Sesto San Giovanni ha provato sulla sua pelle gli effetti della conferenza stampa del premier. "Questa mattina - racconta Roberto Di Stefano - mi sono trovato la fila di cittadini in Comune e un sacco di telefonate di persone che mi chiedevano quanti soldi avrebbero preso". Peccato che non solo è un po' presto per riuscire a incassarli (la burocrazia non perdona), ma secondo il primo cittadino non ci sono neppure le risorse suffcienti per soddisfare le promesse governative. "Quello che ha detto Conte - attacca Di Stefano - è una grandissima cazzata! Il governo ha solo anticipato di qualche settimana i soldi del Fondo di Solidarietà comunale, soldi che già spettavano ai Comuni! A Sesto arriveranno 5 euro a persona: ci stanno facendo l'elemosina! Se noi usassimo queste risorse per affrontare l'emergenza coronavirus le toglieremmo a servizi per cui abbiamo giù impegnato fondi e non potremmo più garantire sostegno alle disabilità, ai minori che ci vengono assegnati dai tribunali, agli anziani non più autosufficienti".Secondo il primo cittadino, la mossa di Conte e Gualtieri potrebbe rivelarsi "un gioco delle tre carte". "A noi servono fondi per erogare i servizi necessari, non per chiuderli", dice polemico. In fondo non è l'unico a storcere il naso per la misura messa in campo da Palazzo Chigi. Se da una parte Antonio Decaro, presidente dell'Anci, Dario Nardella, Virginia Raggi e Luigi De Magistris hanno applaudito alle scelte del "loro" governo, dall'altra i sindaci leghisti e di centrodestra sono sul piede di guerra. Lo stesso dicasi per Luca Zaia in Veneto ("non bastano, ma aiutano") e Giovanni Toti in Liguria ("ben vengano, ma sono spiccioli)". Anche Stefano Bonaccini, esponente dello stesso Pd che appoggia Conte, è convinto che "servirà ben altro" anche se "qualcosa è meglio di niente".C'è poi un'altra questione. I 4,3 miliardi sono un "anticipo" del Fondo di solidarietà comunale, che erano quindi già destinati ai sindaci. In molti casi si tratta di soldi già impegnati dalle amministrazioni e quindi messi a bilancio. "È una follia - attacca Di Stafano - non stanno risolvendo un problema, stanno solo creando disservizi. Quelli sono fondi già impegnati. Con una mano ci fanno credere di darci qualcosa e con l'altra ce la tolgono".Sulla stessa linea anche Pierluigi Biondi, sindaco di L'Aquila. "Di fronte a un'emergenza sanitaria mondiale e a un complesso quadro economico nazionale - afferma - il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha scaricato demagogicamente ogni responsabilità sugli enti locali, fornendo l'impressione distorta che questi saranno coperti d'oro". Peraltro, quei 4,3 miliardi non sono soldi "in più" che lo Stato versa agli enti locali visto che il fondo è alimentato dagli stessi Comuni. Senza contare che anche l'anno scorso, senza emergenza sanitaria, il governo aveva deciso lo sblocco anticipato della liquidità. Insomma: nessuna grande novità. "Nel caso specifico del Comune dell'Aquila - spiega Bondi - la quota spettante dei 4,3 miliardi rappresenta una mera anticipazione di cassa che non influisce in alcun modo sui nostri conti, visto che abbiamo approvato il bilancio di previsione entro il 2019, nei tempi di legge e senza proroghe. Si tratta di somme già iscritte nella contabilizzazione dell'ente. Quanto ai 400 milioni, sembra che per i Comuni come L'Aquila ci sarà uno stanziamento di 368mila euro euro ma non è affatto chiaro quale dovrà essere la platea di beneficiari e le modalità con cui sarà erogato il contributo una tantum. Una cifra utile, ma che rappresenta una goccia nel mare". Insomma, una "somma inadeguata", un "provvedimento insufficiente" che non solo "si abbatterà sui Comuni sommersi di responsabilità", ma potrebbe pure provocare "la delusione" dei cittadini "per un'aspettativa mancata".
Coronavirus in Lombardia, rallenta la crescita dei contagi
Cronaca
Oggi 30-03-20, 19:11

Coronavirus in Lombardia, rallenta la crescita dei contagi

Giorgia Baroncini Continua a rallentare la crescita dei contagi in regione, ma aumenta il numero dei deceduti (+458, per un totale di 6.818) In Lombardia rallenta la crescita dei contagi. Lo aveva annunciato poche ore fa il presidente della Regione, Attilio Fontana, e ora i dati lo confermano. "Ad oggi, le persone positive sono 42.161 (1.154 in più rispetto a ieri, quando erano stati registrati 1.592 contagiati)", ha dichiarato lassessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, nel corso dellaggiornamento quotidiano su Facebook sullemergenza coronavirus. "I ricoverati sono 11.815 (+202, in diminuzione rispetto ai 416 di ieri) - ha continuato lassessore -,mentre sono solo due i nuovi ricoveri in terapia intensiva". Ad aumentare invece è il numero delle vittime. "Sono 458 i nuovi deceduti per un totale di 6.818 morti (ieri invece si erano registrati 416 deceduti). Lo avevamo detto, questo sarà lultimo dato a migliorare: prima migliorano gli accessi al pronto soccorso, poi le persone ricoverate in ospedale e poi purtroppo quello dei morti" ha spiegato Gallera. Il dato complessivo dei morti però "non fotografa lintera situazione, lo sappiamo, perché molte persone decedono al proprio domicilio e in altre realtà" come le Rsa "senza essere state tamponate. Questo - ha concluso Gallera - è un dramma che sta segnando in maniera profonda la nostra terra e lo ricorderemo". "I numeri provinciali ci portano un conforto significativo", ha poi continuato lassessore. A Bergamo i casi di coronavirus sono arrivati a quota 8.664 (137, mentre ieri erano stati +178). Nella provincia di Brescia, invece si sono accertati 200 nuovi casi e il totale è arrivato a 8.213 (ieri +335). Nelle ultime 24 ore a Codogno, ex prima zona rossa, si è registrato solo un nuovo caso di positività da coronavirus mentre. Nella provincia di Milano ci sono 8.676 positivi, più 347 casi rispetto a ieri. In generale, il Comune più colpito è quello di Milano dove però i numeri dei nuovi contagiati stanno calando rispetto a domenica: i casi sono passati da 3.406 a 3.560 (+154: ieri laumento era stato di +247). "Stiamo mantenendo quella linea che non è più in salita e non è ancora in discesa, ma non stiamo andando avanti nella progressione" del contagio, aveva affermato il presidente Fontana. "Non si deve però abbassare la guardia". "I dati, fortunatamente, confermano quello che abbiamo visto ieri e cioè che in quasi tutta la Regione cè una riduzione dei contagi e degli accessi significativa nei pronto soccorso. Ma il nostro lavoro continua incessante. La nostra battaglia continuiamo a combatterla", ha concluso Gallera. Speciale:  Coronavirus focus Persone:  Giulio Gallera Luoghi:  Lombardia
Cronaca
Oggi 30-03-20, 19:04

Il virus giorno per giorno: ecco la curva dei contagi

Ecco come si è sviluppato il contagio giorno per giorno, con i casi positivi e la crescita quotidiana Agenzia Vista coronavirus  Luoghi:  Italia
"I numeri ufficiali sottostimati: almeno 11 milioni i contagiati"
Cronaca
Oggi 30-03-20, 18:49

"I numeri ufficiali sottostimati: almeno 11 milioni i contagiati"

Valentina Dardari Foresti: “I numeri ufficiali sono sottostimati”. Più contagiati vuol dire anche più guariti ormai immuni Il coronavirus potrebbe aver provocato in Italia un numero di contagiati superiore agli 11 milioni. I numeri sarebbero di molto sottostimati. Se questa cifra fosse vera, più contagiati vorrebbe anche dire più guariti che ormai sono immuni al virus. Che i numeri ufficiali, che dipendono dai tamponi fatti, fossero non esatti, si sospetta già da qualche giorno. Ma quanto siano lontani dalla realtà è ancora un mistero. Coronavirus: oltre 11 milioni i contagiati reali Come riportato da il Corriere, nei giorni scorsi Luca Foresti, ad del Centro Medico Santagostino, e Claudio Cancelli, primo cittadino di Nembro, comune nella Bergamasca, avevano dimostrato che i decessi da coronavirus erano almeno quattro volte quelli ufficiali. Adesso però è arrivato un dato allarmante, e cioè quello riferito ai contagi che sarebbero addirittura oltre gli 11 milioni. Foresti ha spiegato che secondo i suoi calcoli “gli italiani che hanno contratto il virus al 27 marzo sono almeno 11 milioni e 200 mila. Visto che i casi accertati alla stessa data con i tamponi sono 86.498, significa che stiamo vedendo lo 0,7% dei contagiati reali. E questo succede perché oggi, soprattutto in Lombardia, facciamo i tamponi solo ai sintomatici sufficientemente gravi. Mentre non li facciamo ai sintomatici che stanno a casa, ai medici poco-sintomatici che continuano a lavorare e agli asintomatici”. Per arrivare a questa stima è partito dalla letalità del coronavirus, circa l’1%. Anche se nel nostro Paese sembrerebbe più alta. “Ci sono due gold standard che lo mostrano: il caso della nave da crociera Diamond Princess, dove è stato possibile testare tutta la popolazione, e quello della Corea del Sud, che ha fatto un numero enorme di test. In Corea la letalità è risultata più bassa che sulla nave perché i coreani sono giovani e questo virus è pericoloso soprattutto per le persone anziane: se lo applichiamo all’Italia, con le fasce di età dei suoi abitanti, risulta un tasso di letalità leggermente più alto, intorno all’1,2%” ha spiegato. Moltissimi gli asintomatici E qui entrano in gioco il comune di Nembro e il suo sindaco. Il paese è uno tra quelli maggiormente colpiti dal Covid-19. I decessi reali sarebbero 120, come riportato dai calcoli del primo cittadino e di Foresti, ben 4 volte superiori ai dati ufficiali. Il perché è presto detto: chi è morto nella sua abitazione o in casa di riposo non è stato sottoposto al tampone per accertarne la positività al virus. E quindi non è rientrato nella statistica ufficiale. Se questi sono l’1,1% dei contagiati, vuol dire che le persone infettate sono 11mila. Probabilmente senza neanche essersene accorte perché asintomatiche. Il numero corrisponde agli abitanti del comune della Val Seriana. Lo stesso calcolo è stato poi riferito a tutto lo Stivale. Il 27 marzo le statistiche ufficiali parlavo di 9.134 decessi. Moltiplicandoli per quattro si arriva a 36.536 morti. Se anche qui prendiamo in considerazione che il numero di decessi corrisponde all’1% dei contagiati, si arriva a 3.653.600 soggetti contagiati. Perché quindi più di 11 milioni? Foresti fortunatamente spiega anche questo: “Perché sappiamo che il tempo medio che passa tra quando una persona viene contagiata e quando muore sono 23 giorni. Nel frattempo però le infezioni continuano a diffondersi. Quindi 3.653.600 è il numero di contagiati di 23 giorni prima. Stimando un aumento medio dei contagi del 5% al giorno, si arriva a 11.222.119”. L’aumento medio del 5% è stato ottenuto tenendo conto delle norme adottate per contenere la diffusione del coronavirus. Negli ultimi giorni i morti ufficiali hanno avuto una crescita di circa il 10% al giorno, ciò significa che 23 giorni prima anche i contagi aumentavano del 10% al giorno. Il giusto calcolo potrebbe essere confermato “testando la popolazione o campioni rappresentativi della popolazione con le analisi sierologiche, ma il calcolo è solido. I numeri di decessi e positivi che vediamo ufficialmente sono solo la punta dell’iceberg rispetto a quelli reali”. Per Forensi sono solo due le vie da seguire. La prima è quella di trovare tutti i positivi e isolarli. Allo stesso tempo individuare anche chi è già guarito dal virus ed è adesso immune, pur non sapendolo. L’altra è iniziare a far uscire dalle proprie abitazioni i soggetti meno a rischio. Mantenendo ancora in casa le persone a rischio e quelle sopra i 65 anni. Molti quindi avrebbero contratto il Covid-19 e ne sarebbero guariti senza neanche accorgersene. Perchè più pericoloso di Sars e asiatica Proprio questo lo rende così pericoloso e mortale, molto più rispetto ad altre epidemie del passato. “La Sars era più letale e meno virale e quindi permetteva di individuare meglio chi era malato e isolarlo. La stessa cosa è successa con l’asiatica che è arrivata in Italia negli anni 60: chi ne era contagiato si ritrovava subito con la febbre a 40, quindi rimaneva a casa e non diffondeva l’epidemia. Il Covid-19 è poco letale per una parte della popolazione che spesso lo porta in giro senza saperlo. Ma è troppo letale per un’altra parte della popolazione e quindi causa un alto numero di morti e un grandissimo problema sanitario” ha infine spiegato Foresti. Tag:  contagio epidemia superiori Speciale:  Coronavirus focus
Armato di spray urticante,  magrebino rapina 49enne
Cronaca
Oggi 30-03-20, 18:45

Armato di spray urticante, magrebino rapina 49enne

Federico Garau A dare lallarme i residenti, che hanno udito le urla della vittima. Rintracciato in breve tempo, il marocchino, un senza fissa dimora, è stato arrestato per rapina aggravata e ora si trova dietro le sbarre del carcere Lemergenza Coronavirus non ferma i fenomeni di criminalità per le strade: stavolta la notizia dellennesimo episodio di aggressione con rapina arriva da Vicenza, dove un 49enne del posto è stato assalito da un cittadino straniero che non ha esitato ad utilizzare lo spray urticante su di lui per sottrargli il telefono cellulare. La vicenda, secondo quanto riferito dai quotidiani locali che hanno riportato la notizia, si è verificata durante la tarda serata di ieri, domenica 29 marzo, allinterno di unarea verde. La vittima stava camminando nel parco di Campo Marzo quando è stata avvicinata dallextracomunitario, intenzionato ad impossessarsi di tutti gli oggetti di valore di cui era in possesso. Dopo aver bloccato il 49enne, il malvivente ha dunque estratto una bomboletta di spray al peperoncino per utilizzarla contro luomo e neutralizzarlo. Messo fuori combattimento il vicentino, lo straniero ha quindi potuto strappargli lo smartphone e fuggire rapidamente dal luogo. Con la vista offuscata ed in preda ai dolori a causa della sostanza irritante, il 49enne ha cominciato ad urlare per richiamare lattenzione dei residenti, i quali hanno fortunatamente udito la richiesta daiuto della vittima. Compresa la situazione, alcuni abitanti della zona di contra Mure Pallamaio hanno quindi provveduto a contattare le forze dellordine locali per segnalare quanto stava accadendo. [[video 1847864]] Sul posto i carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Vicenza, che hanno rintracciato il 49enne ed ascoltato il suo racconto. Soccorso dai militari, luomo ha spiegato di essere stato aggredito da un nordafricano che, dopo avergli spruzzato sul volto dello spray urticante era riuscito ad allontanarsi col suo cellulare. Da qui le operazioni di ricerca, conclusesi in breve tempo con il fermo del responsabile. Individuato mentre ancora si aggirava nei pressi del luogo dellaggressione, lo straniero è stato immobilizzato e caricato su una “gazzella”. Tradotto negli uffici del comando provinciale di Vicenza per le pratiche di identificazione, il soggetto è risultato essere un 38enne di nazionalità marocchina, tale Youssef Fahmi, senza fissa dimora in Italia. Trovato in possesso del telefono cellulare, successivamente restituito al legittimo proprietario, e della bomboletta di spray anti-aggressione, il magrebino è stato quindi dichiarato in arresto per rapina impropria ed accompagnato alla tenenza carabinieri di Montecchio Maggiore (Vicenza), dove ha passato la notte allinterno di una cella di sicurezza. Questa mattina Fahmi ha raggiunto il carcere di San Pio X, dove resterà a disposizione dellautorità giudiziaria, come disposto dal pubblico ministero di turno. Nessuna grave conseguenza, invece, per la vittima della rapina. Tag:  spray anti-aggressione rapina aggravata marocchino Luoghi:  Vicenza
Cronaca
Oggi 30-03-20, 18:40

Paura a Vicenza: armato di spray urticante, magrebino rapina un 49enne del posto

A dare lallarme i residenti, che hanno udito le urla della vittima. Rintracciato in breve tempo, il marocchino, un senza fissa dimora, è stato arrestato per rapina aggravata e ora si trova dietro le sbarre del carcere Federico Garau  Luoghi:  Vicenza
Cultura e Spettacolo
Oggi 30-03-20, 18:37

Usa, la maratona concerto benefico delle star

Tenuti idealmente per mano da Elton John, alcune delle stelle della musica anglo americana hanno partecipato al concerto “iHeart Living Room”, una maratona di più di un ora andata in onda in streaming social e in diretta sul canale Fox. Da Alicia Keys ai Backstreet Boys, Da Billie Eilish a Camila Cabelo e poi Mariah Carey, Billie Joe Armstrong, fino a Demi Lovato e Lady Gaga. Dalle proprie case, le varie star hanno dato vita a performance unplugged, una iniziativa dedicata alla raccolta fondi per le vittime del coronavirus. Durante la lunga performance artistica gli utenti e gli spettatori sono stati chiamati a fare donazioni a 2 organizzazioni. (Lapresse) Redazione 
L'urlo degli infermieri in trincea: "Ecco i nostri volti tumefatti"
Oggi 30-03-20, 18:36

L'urlo degli infermieri in trincea: "Ecco i nostri volti tumefatti"

I segni profondi scavano il viso e i lividi tracciano il contorno degli occhi, lì dove la mascherina stringe di più. Sono i volti degli infermieri, che combattono in prima linea contro il virus. E dopo una giornata di lavoro, con turni da 10 ore, passate indossando i dispositivi di protezione, si ritrobano con segni e lividi.Le immagini, tra selfie e fotografie di colleghi, molte diventate virali sui social, parlano da sole e raccontano la fatica di chi sta affrontando l'emergenza coronavirus dagli ospedali in trincea da oltre un mese. "Si tratta di tutti quegli infermieri senza voce che rappresentano la forza vitale del nostro servizio sanitario e che si stanno ammazzando di lavoro in prima linea dal primo minuto", denuncia il sindacato Nursing Up, secondo quanto riferisce AdnKronos. Ma non tutti li vedono, "mentre lasciano l'ospedale con i volti tumefatti per l'uso dei dispositivi di sicurezza, o con mani e piedi gonfi dopo 10 ore di lavoro continuativo". Alcuni di loro, spiega il sindacato, "hanno difficoltà anche a respirare nelle loro tute di protezione".Dopo aver sottolineato le condizioni di lavoro degli infermieri, il sindacato lancia un appello, perché "è arrivato il momento di pensare proprio a loro". E Nursing Up chiede che il governo, dopo i bonus da 200 euro al giorno, previsti per il personale che ha risposto ai recenti bandi della protezione civile, "preveda risorse e indennizzi anche per i colleghi che da più di un mese lavorano nei reparti Covid-19 e non hanno ricevuto bonus di alcun tipo. Per coloro che non hanno avuto accesso ai rimborsi per l'alloggio e che sono stati costretti ad affittare stanze vicino agli ospedali perché temono di contagiare i familiari".Infatti, secondo il sindacato, il bando indetto dalla protezione civile, per reclutare 500 infermieri, per fornire un aiito alle strutture sanitarie, rappresenta "una goccia nel mare. È poca cosa rispetto ai 4.700 infermieri che già mancavano in Lombardia prima dell'emergenza sanitaria, oppure ai 3.700 mancanti in Piemonte". E aggiunge: "Apprezziamo il pari trattamento riservato dai bandi della Protezione civile tra medici ed infermieri riguardo al bonus previsto di 200 euro al giorno". Ma ora si chiede di più: il riconoscimento di un bonus anche a coloro che lavorano in prima linea dall'inizio dell'emergenza. "Occorre tutelare i colleghi che, prima di ogni altra cosa, hanno messo a repentaglio le loro stesse vite - spiega Nursing Up - partecipando da attori principali in un contesto emergenziale disorganizzato, senza dispositivi di protezione e lavorando nel disagio assoluto".Il sindacato degli infermieri italiani chiede, così, la "valorizzazione degli enormi sacrifici affrontati" dagli operatori che da subito hanno aiutato per fronteggiare la pandemia da coronavirus. E ribadisce infine: "Si pensi a loro, anche individuando forme di riconoscimento e di risarcimento economico".
Coronavirus, guarito Piero Chiambretti: "Ho due tamponi negativi"
Oggi 30-03-20, 18:26

Coronavirus, guarito Piero Chiambretti: "Ho due tamponi negativi"

Piero Chiambretti è guarito. Il popolare conduttore è stato dimesso poche ore da dall'ospedale Ospedale Mauriziano di Torino, dove era stato ricoverato due settimane fa per il coronavirus. A renderlo noto è Mediaset, che con una nota stampa ha voluto dare la buona notizia a tutti quelli che, in queste settimane, si sono preoccupati per le condizioni di salute del padrone di casa di CR4-La Repubblica delle donne.Piero Chiambretti è stato ricoverato il 16 marzo scorso, un giorno dopo rispetto alla madre, purtroppo deceduta a causa del Covid-19. "Ringrazio con tutto il cuore il personale sanitario del Pronto Soccorso dell'ospedale Mauriziano di Torino che mi ha assistito e curato con abnegazione, passione e grande umanità in questi lunghi giorni di malattia e di sconforto psicologico. Sono guarito, ho due tamponi negativi. Un messaggio di speranza che voglio condividere e trasmettere a tutti", si legge nel comunicato trasmesso dall'azienda, che fino a questo momento ha voluto mantenere il massimo riserbo attorno alle condizioni del suo conduttore. Piero Chiambretti si trova ora nella sua abitazione ma dovrà seguire un periodo di convalescenza a seguito del virus.In un primo momento, il tampone del conduttore non aveva dato esito certamente positivo ed era stato necessario ripetere il tampone una seconda volta. Nel frattempo, le condizioni di salute del conduttore avevano subito una variazione, con la comparsa di una evidente difficoltà respiratoria. Il nuovo quadro clinico aveva reso necessaria la permanenza di Piero Chiambretti in ospedale per essere tenuto sotto osservanza medica, ma i medici, solo qualche giorno fa, avevano rassicurato il pubblico del conduttore, riferendo di un non aggravamento significativo del suo quadro clinico.A causa del coronavirus, Piero Chiambretti 10 giorni fa ha perso sua madre Felicita. La donna era arrivata all'Ospedale Mauriziano in condizioni di salute non preoccupanti ma la sua situazione si era rapidamente aggravata dopo pochi giorni di ricovero, fino al decesso. Il dolore più forte per Piero Chiambretti è stato proprio quello di aver perso sua madre e di non averle potuto dare l'ultimo saluto, a causa della situazione attuale del Paese e della sua salute. CR4-La Repubblica delle donne era già stato sospeso dall'azienda qualche settimana fa, non per casi interni alla produzione ma per una decisione aziendale, volta a concentrare le energie Mediaset sull'informazione in merito al coronavirus. L'attesa, adesso, è per rivedere Piero Chiambretti nel suo salotto il prima possibile.
Coronavirus, raggiunti i 100mila casi
Oggi 30-03-20, 18:23

Coronavirus, raggiunti i 100mila casi

Nelle ultime 24 ore sono morte 812 persone, un numero superiore rispetto a quello di ieri (756) che fa salire il totale delle vittime a 11.591. Ad oggi, sono 75.528 i malati: 1.648 in più in sole 24 ore mentre ieri si erano registrati 3.851 nuovi casi. Sono 14.620 i guariti (+1.590 rispetto a ieri, il numero più alto dall'inizio dell'emergenza). Dall'inizio della diffusione del coronavirus in Italia, 101.739 persone hanno contratto il Covid-19 (4.050 persone in più rispetto a ieri, contando anche morti e guariti).Sono questi i dati riferiti dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa quotidiana sull'emergenza coronavirus nel Paese.Lombardia"Ad oggi, in Lombardia, le persone positive sono 42.161 (1.154 in più rispetto a ieri, quando i casi positivi segnalati erano 41.007). I ricoverati sono 11.815 (+202, in diminuzione rispetto ai 416 di ieri). Crescono notevolmente i dimessi sono 10.337 (+1.082). Aumenta ancora il numero delle vittime: 458 i nuovi deceduti per un totale di 6.818 morti. Questo sarà l'ultimo dato a migliorare, lo avevamo detto". Lo ha dichiarato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, nel corso dell'aggiornamento quotidiano su Facebook sull'emergenza coronavirus."I numeri provinciali ci portano un conforto significativo", ha affermato Gallera. A Bergamo i casi di coronavirus sono arrivati a quota 8.664 (137, mentre ieri erano stati +178). Nella provincia di Brescia, invece si sono accertati 200 nuovi casi e il totale è arrivato a 8.213 (ieri +335). Nella provincia di Milano ci sono 8.676 positivi, più 347 casi rispetto a ieri. Il Comune più colpito è quello di Milano: i casi sono passati da 3.406 a 3.560 (+154: ieri l'aumento era stato di +247).Lazio"Oggi registriamo un dato di 208 casi di positività e un trend in decrescita per la prima volta al di sotto del 8%. Si conferma l'incidenza dei cluster delle case di riposo, con particolare evidenza per la situazione di Rieti ed è in frenata il trend su Roma città". Lo ha dichiarato l'assessore alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato. L'assessore ha poi annunciato che "è record nel numero dei guariti che sale di 59 unità arrivando a 267 totali. Sono usciti dalla sorveglianza domiciliare in 6.317 e i decessi nelle ultime 24 ore sono stati 14"."Nella Regione Lazio - ha precisato poi D'Amato -, dei casi Covid finora confermati, il 39% è ricoverato in una struttura sanitaria, il 42% è in isolamento domiciliare e il 5% è in terapia intensiva. I guariti sono l'8%. L'età mediana dei casi positivi è 58 anni. Il 54% è di sesso maschile e il 46% di sesso femminile".
Piacenza, la follia al supermercato: trans ubriaco aggredisce agenti
Cronaca
Oggi 30-03-20, 18:17

Piacenza, la follia al supermercato: trans ubriaco aggredisce agenti

Federico Garau Lo straniero ha iniziato a molestare pesantemente i clienti in coda, poi si è scagliato contro laddetto alla sicurezza ed ha preso a sputi, pugni e calci gli agenti sopraggiunti. Anche in questura sono proseguiti i disordini: solo pochi giorni prima un altro episodio di violenza ai danni di poliziotti e saniteri del 118 Ha creato scompiglio allinterno di un supermercato di Piacenza, prima non rispettando le distanze di sicurezza previste dalle norme anti Coronavirus, quindi saltando la fila dei clienti che attendevano ordinatamente il proprio turno, infine scagliandosi contro laddetto alla sicurezza e gli agenti della polizia di Stato intervenuti sul posto e costretti ad utilizzare lo spray urticante per bloccarlo. Protagonista in negativo della giornata di follia, andata in scena allinterno del supermercato Aldi di Piacenza un transessuale di 35 anni di nazionalità brasiliana, che in quegli attimi concitati si trovava in compagnia del compagno 60enne piacentino. Per il fatto di essere andati in coppia a fare la spesa, nonostante le previste restrizioni anti contagio, i due già si trovavano in violazione delle normative emanate dal governo. Questa non è stata, tuttavia, che la prima e più lieve violazione commessa allinterno del punto vendita di via Stradiotti. In evidenti condizione di alterazione psico fisica, conseguenza di un abuso di alcolici, la coppia ha iniziato a creare i primi scompigli rifiutandosi di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro. Ripresi per questo motivo da alcuni dei clienti in coda, invece di adeguarsi al regolamento ed attendere il proprio turno come gli altri, i due hanno addirittura cercato di passare avanti a tutti per poter accorciare i tempi di permanenza. [[video 1847856]] Dopo le rimostranze dei presenti, la guardia giurata di servizio allAldi si è vista costretta ad intervenire allo scopo di tutelare lordine e riportare la situazione alla calma. Tutto inutile, dato che il trans brasiliano ha iniziato a dare in escandescenze ed a insultare laddetto alla sicurezza, costringendolo a contattare le forze dellordine per evitare che la situazione potesse degenerare ulteriormente. Al loro arrivo, gli agenti della questura di Piacenza sono stati investiti di minacce ed insulti da parte dello straniero il quale, in preda ad una totale follia, è salito sul tettuccio di unauto ferma in sosta. Completamente ubriaco, il brasiliano ha quindi perso lequilibrio e si è schiantato a terra, ma neppure questo è servito a placare la sua furia. Quando gli agenti, infatti, si sono avvicinati a lui con lintenzione di farlo salire a bordo dellauto di servizio, sono stati aggrediti con pugni, calci e sputi. Impossibile cercare di farlo ragionare o placare la grande rabbia, tanto che i poliziotti si sono visti costretti ad utilizzare lo spray al peperoncino per fermarlo. Non è andata meglio dopo larrivo in questura, dove sono proseguite le sue intemperanze. Entrambi sono stati sanzionati per aver violato le norme anti Coronavirus, mentre il brasiliano ha ricevuto una denuncia a piede libero per ubriachezza molesta, danneggiamento, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Una volta uscito dalla questura, tra laltro, si è addirittura denudato ed ha iniziato ad insultare e minacciare ogni passante ed automobilista che aveva la sventura di incrociare il suo cammino. Stando alla stampa locale, solo qualche giorno fa aveva contattato il 118 per far arrivare unambulanza a casa con la scusa di sentirsi male ed aveva invece poi aggredito sia i sanitari che i membri delle forze dellordine intervenuti sul posto. Tag:  supermercato aggressione a poliziotti straniero Luoghi:  Piacenza
Cronaca
Oggi 30-03-20, 18:09

Caos al supermercato: trans sputa contro agenti e li aggredisce, poi si spoglia in questura

Lo straniero ha iniziato a molestare pesantemente i clienti in coda, poi si è scagliato contro laddetto alla sicurezza ed ha preso a sputi, pugni e calci gli agenti sopraggiunti. Anche in questura sono proseguiti i disordini: solo pochi giorni prima un altro episodio di violenza ai danni di poliziotti e saniteri del 118 Federico Garau  Luoghi:  Piacenza
Cronaca
Oggi 30-03-20, 18:09

La challenge di Asi Nazionale per la raccolta fondi allospedale di Bergamo

Anche la compagnia di danza del coreografo Mvula Sungani partecipa alla challenge di solidarietà dellAsi Nazionale Agenzia Vista coronavirus challenge Persone:  mvula sungani  Luoghi:  Roma
Cronaca
Oggi 30-03-20, 18:07

Gorky Park a Mosca deserto dopo la chiusura a causa del Coronavirus

Chiusura anche per Mosca a causa dellemergenza Coronavirus, ecco le immagini di Gorky Park deserto Agenzia Vista coronavirus  Luoghi:  Mosca
Cronaca
Oggi 30-03-20, 18:06

Il sindaco di Sesto San Giovanni: "Dal Governo arriverà elemosina di 5 Euro a persona"

Il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano su Facebook: "Mi sono trovato la fila di cittadini in Comune che mi chiedevano quanti soldi avrebbero preso, dopo gli annunci del premier Conte che ha promesso lo stanziamento di 4,3 miliardi di euro ai Comuni. Il governo ha solo anticipato di qualche settimana i soldi del Fondo di Solidarietà comunale, soldi che già spettavano ai Comuni!" Agenzia Vista coronavirus  Luoghi:  Sesto San Giovanni
Cronaca
Oggi 30-03-20, 18:04

Ecco come è andato il contagio in Italia giorno per giorno

Ecco come si è sviluppato il contagio giorno per giorno, con i casi positivi e la crescita quotidiana Agenzia Vista coronavirus