Il Giornale (dalla fondazione sino al 1983 il Giornale nuovo) è un quotidiano nazionale italiano fondato a Milano nel 1974 da Indro Montanelli, il quale lo diresse ininterrottamente fino al 1994. Dal 1979 è proprietà della famiglia Berlusconi (dal 1992, di Paolo Berlusconi). È il decimo quotidiano italiano per diffusione (l'ottavo escludendo i quotidiani sportivi).
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L'Onu: "Lula può partecipare alle elezioni, i suoi processi sono in corso"
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Oggi 18-08-18, 13:23

L'Onu: "Lula può partecipare alle elezioni, i suoi processi sono in corso"

Il comitato dell"Onu per i diritti umani ha esortato il Brasile di lasciare partecipare l"ex presidente Luiz Inacio 'Lula' da Silva alle prossime elezioni di ottobre.Il comitato dell"Onu, che sovrintende all'adesione dei paesi al Patto internazionale sui diritti civili e politici, chiede di "non impedirgli di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2018, fino a quando i suoi ricorsi dinanzi ai tribunali non saranno stati portati a termine in un giusto procedimento giudiziario".Il Partito dei lavoratori brasiliani aveva nominato Lula come candidato all'inizio di questo mese di agosto, nonostante stia scontando una pena detentiva per corruzione.L'ex presidente conduce tutti i sondaggi con un ampio margine perché i suoi elettori ritengono le accuse a lui rivolte come "politicamente motivate".Secondo la legge brasiliana, i candidati con una condanna confermata non possono rimanere in carica per otto anni ma una condanna non impedisce loro di condurre una campagna elettorale.Il Tribunale Supremo Elettorale, che ha tempo fino al 17 settembre per valutare la candidatura di Lula, sembra intenzionato ad escludere il settantaduenne Lula dalla corsa presidenziale, una decisione che, se arriverà, sarà contestata presso la Corte Suprema brasiliana.Lula, che ha governato il Brasile per due mandati (dal 2003 al 2011), nel luglio 2017 è stato condannato in primo grado a nove anni e sei mesi di carcere per corruzione e riciclaggio nell'ambito di un"indagine tentacolare denominata Lava Jato.Dopo la conferma in seconda istanza della sentenza, che ha addirittura aumentato la pena a dodici anni e un mese di prigione, Lula è stato imprigionato lo scorso mese di aprile, subito dopo che il Tribunale federale supremo del paese gli aveva negato la richiesta di rimanere fuori dalla prigione finché non avesse esaurito tutti gli appelli contro la sua condanna.Gli elettori brasiliani si recheranno alle urne il 7 ottobre per scegliere sia il loro prossimo presidente che i loro rappresentanti locali e nazionali e i governatori statali.Se nessuno dei 13 candidati alla carica presidenziale si assicurerà più del 50% dei voti, il 28 ottobre si terrà il ballottaggio tra i primi due contendenti.I sondaggi di opinione suggeriscono che oltre il 30% degli elettori è indeciso o potrà astenersi, il che riflette una generale insoddisfazione nei confronti della classe politica, sia per la disoccupazione che è ai massimi livelli, sia per la crescita della povertà estrema, in aumento dopo anni."Lotteremo per la candidatura di Lula fino alla fine", ha detto il leader del Partito dei lavoratori Gleisi Hoffman. Migliaia di suoi sostenitori hanno marciato la scorsa settimana verso la capitale Brasilia chiedendo che Lula fosse rilasciato dalla prigione e autorizzato a correre per le presidenziali.Se la corte elettorale sbarrerà la strada presidenziale di Lula il prossimo settembre sembra che possa subentrargli nella candidatura l'ex sindaco di Sao Paulo, Fernando Haddad, che, con il supporto dell'ex presidente, si prevede riuscirà ad arrivare al secondo turno.L"avversario più temibile sembra essere il candidato di estrema destra Jair Bolsonaro, il Trump del Brasile, secondo nei sondaggi, un politico noto per le proteste contro la pratica omosessuale e gli attacchi verbali alle minoranze, che cresce nei consensi a causa della disillusione verso la politica tradizionale che vivono i brasiliani.Bolsonaro vuole semplificare l"iter per ottenere il porto d"armi e l"acquisto delle stesse armi, sostiene la castrazione chimica per gli stupratori e il potere della polizia di potere uccidere i sospetti.Indipendentemente da chi vincerà, il prossimo presidente del Brasile dovrà governare con un congresso frammentato tra più di 30 partiti, che vedrà il 40% degli eletti sotto indagine per corruzione o altri crimini.
Mannheimer: "Il consenso verso Salvini è lievitato tra i cattolici"
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Oggi 18-08-18, 13:08

Mannheimer: "Il consenso verso Salvini è lievitato tra i cattolici"

I cattolici sono sempre più favorevoli alla 'linea dura' promossa da Matteo Salvini in materia di gestione dei fenomeni migratori e sicurezza.Il noto sociologo e sondaggista Renato Mannheimer, attraverso un'intervista rilasciata a La Fede Quotidiana, ha segnalato, tra i vari aspetti toccati, come stia crescendo la fiducia che le persone di fede cattolica ripongono verso il leader della formazione leghista. Un fenomeno dato così in ascesa che starebbe lievitando."L'Italia - ha affermato lo studioso - non è un paese razzista, ma il cinquanta percento degli intervistati dice no all'immigrazione". L'atteggiamento di chiusura espresso da parte dei cittadini del belpaese, poi, non deriverebbe da motivazioni razziali. Piuttosto sarebbero le posizioni politiche espresse da alcuni esponenti a orientare le opinioni. Poi la precisazione: "Aumenta - ha dichiarato il sondaggista - il numero di quelli che non sono più disposti ad accogliere migranti per motivi di sicurezza e non di razza". Una tendenza che andrebbe interpretata tenendo presente anche le convinzioni di chi inizierebbe a vedere nel cittadino d'origine straniera un possibile concorrente per il posto di lavoro. "Questo forte rifiuto - ha specificato Mannheimer - è consistente e in crescita anche tra chi si definisce cattolico".La copertina di Famiglia Cristiana, quella ritraente Matteo Salvini accostato al versetto biblico 'Vade Retro', potrebbe aver addirittura avvicinato gli elettori cattolici al ministro dell'Interno: "Tutto ruota sul consenso attorno a Salvini, che è in ulteriore aumento...". Quella copertina, insomma, "non è stata ben accolta dalla maggioranza degli italiani". E ancora: "Il consenso verso il leader della Lega e dunque il no a quella copertina è lievitato tra i cattolici". Mannheimer ha sottolineato come, agli intervistati, il leader leghista piaccia soprattutto per il "tono deciso" e per il "parlare chiaro"."Allo stato - ha concluso il sondaggista - l"atteggiamento dei cattolici su Salvini, in relazione col tema sicurezza - migranti, è questo: molti lo difendono, altri lo attaccano, perché i cattolici ormai sono presenti in modo trasversale nel nostro panorama politico". C'è sì fiducia, quindi, ma anche contrarietà.
Eboli in balìa di migranti violenti: risse nei Cie e violenze in strada
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Oggi 18-08-18, 13:01

Eboli in balìa di migranti violenti: risse nei Cie e violenze in strada

Due distinti e gravi episodi di violenza, con protagonisti immigrati africani, si sono verificati nelle scorse ore ad Eboli, comune in provincia di Salerno.Il primo caso è accaduto ieri pomeriggio quando i carabinieri sono intervenuti in un centro di accoglienza nella periferia della città per calmare alcuni stranieri che si stavano scontrando per un futile motivo: un pacchetto di sigarette. Quella che era partita come una banale lite è, però, presto degenerata tanto che i mediatori culturali, preoccupati dalla brutta piega che stava prendendo la contesa tra i nigeriani, hanno chiesto l'intervento dei militari.All'arrivo degli uomini in divisa, gli africani si sono calmati, forse perché consapevoli dei potenziali rischi a cui andavano incontro. Nonostante il rasserenarsi del clima nella struttura, le indagini per individuare i responsabili della rissa continuano. I colpevoli rischiano di essere segnalati in prefettura e di perdere il diritto all'asilo politico.Pochi giorni fa, in un altro centro di accoglienza, durante un momento di preghiera si era verificata una rissa tra immigrati durante la quale uno straniero era stato ricoverato in ospedale a causa di diverse ferite alla testa.Il secondo episodio di violenza è accaduto nella serata di ieri in via Dalla Chiesa ad Eboli, proprio a pochi metri dalla caserma dei carabinieri. Due immigrati africani, infatti, sono stati ritrovati in strada feriti e sanguinanti. I sanitari del 118 hanno prestato i primi soccorsi alle vittime direttamente sul posto e poi, constatata la situazione, hanno deciso per il loro trasferimento in ospedale.Uno straniero, le cui condizioni sono apparse subito più gravi, è stato colpito alla schiena, al volto e a un braccio. I medici dell"ospedale di Eboli hanno ricucito le lesioni con decine di punti di sutura. L"altro immigrato, invece, ha riportato ferite più lievi ed è già stato dichiarato fuori pericolo.Sull"episodio indagano i carabinieri che, per individuare i responsabili, stanno vagliando le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.
"Postava foto hot sui social dopo la strage di Genova". Ed è bufera sulla deputata dem
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Oggi 18-08-18, 12:48

"Postava foto hot sui social dopo la strage di Genova". Ed è bufera sulla deputata dem

La fotografia, in controluce, ricorda lo spogliarello di Kim Basinger nel film Nove settimane e mezzo. La protagonista, però, non è un'attrice ma Patrizia Prestipino, deputata del Partito democratico. Lo scatto, giudicato dagli utenti "molto sensuale" e al tempo stesso "decisamente fuoriluogo", è stato postato su Instagram ha scatenato violente reazioni al Nazareno dove molti dem si sono infuriati perché il post risale a Ferragosto, mentre a Genova i soccorritori scavavano sotto le macerie di Ponte Morandi per estrarre i cadaveri dalle auto schiacciate dal cemento."Abbiamo criticato Salvini perché nel giorno della tragedia di Genova gozzovigliava sorridendo divertito a una iniziativa della Lega a Messina - ha detto al Messaggero Lucrezia Colmayer, assessore alle pari opportunità del II municipio - ma dovremmo guardare in casa nostra, visto che in contemporanea una deputata Pd pensava fosse normale pubblicare una foto sexy vedo non vedo". La Colmayer ha spiegato che in casa dem l'imbarazzo nasce soprattutto dal fatto che la Prestipino è una deputata: "Il Partito democratico fa della morale pubblica e del rispetto istituzionale un punto identitario e irrinunciabile". "Postando quelle foto - ha quindi concluso - ci ha imbarazzato e creato un senso di vergogna". Ad attaccare la deputata piddì sono stati anche diversi utenti. Tanto che, nel giro di poco tempo, il post è sparito dalla pagina Instagram della Prestipino.Ieri, poi, un nuovo post (guarda qui). Con la stessa fotografia incriminata e una lunga replica alla Colmayer. "La foto che lei cita come esempio di violazione di chissà quale codice etico e politico, è uno scatto fatto nella camera di mia mamma che ero andata a trovare - si legge su Instagram - e sempre mia mamma mi ha fatto lo scatto perché, appassionata di foto come è (io sono il suo soggetto preferito) le piaceva l"effetto 'ombre cinesi' che si era creato nel momento in cui mi ero avvicinata alla finestra per alzare le serrande. Non so lei, ma io con mia mamma ho questo rapporto di affetto e confidenza". Quindi, la stoccata finale contro la collega di partito: "Gli abiti 'succinti' di cui parla lei sono nell"ordine: un bermuda maschile che amo molto e una tee shirt blu della north sails". Cara Lucrezia, La ringrazio molto per l"attenzione che ha pensato di riservarmi, nel suo ruolo pubblico, in questo particolare momento, che forse meriterebbe altro genere di esternazioni. Ma siccome ha ritenuto utile sollevare questa sterile polemica,le risponderó qui con altrettanta franchezza,se non altro per evitare che circolino sulla rete note come le sue, che ondeggiano tra una fake new stile "5 stars" e un "rigorismo" intellettuale stile anni 50. Quindi procedo ordinatamente, punto per punto, a smontare le sue bizzarre argomentazioni. Premesso che sui social ho scelto da sempre un profilo spontaneo che mi ritrae come sono nella vita privata, perché non ritengo ci sia nulla da occultare, (anche e soprattutto se uno esercita un ruolo pubblico), la foto che lei cita come esempio di violazione di chissà quale codice etico e politico, è uno scatto fatto nella camera di mia mamma che ero andata a trovare. E sempre mia mamma mi ha fatto lo scatto perché, appassionata di foto come è (io sono il suo soggetto preferito) le piaceva l"effetto "ombre cinesi" che si era creato nel momento in cui mi ero avvicinata alla finestra per alzare le serrande. Non so lei, ma io con mia mamma ho questo rapporto di affetto e confidenza. Ultimo, ma non da ultimo, gli abiti "succinti" di cui parla lei sono nell"ordine: un bermuda maschile che amo molto e una tee shirt blu della north sails (le mando la foto illuminata così che possa ammirare meglio le "oscenità" da lei così "acutamente" individuate) Ah, dimenticavo. Se proprio vuole parlare di Genova, vada a vedere piuttosto il post che ho scritto in merito, appena saputo della tragedia (notizia che ho appreso tardi) o l"interrogazione che ho annunciato sulla sicurezza del viadotto della magliana. E magari si renderà conto che io il mio ruolo di deputato (eletto sull"uninominale senza paracadute) lo esercito. Lei quello di assessore alle pari opportunità un po" meno. Se l"obiettivo principale che si prefigge è quello di attaccare una collega donna con una sua storia politica ben precisa, e non difenderla quando per esempio è stata oggetto di attacchi sessisti. Così, per dire. #fotoincriminateUn post condiviso da patprest (@patprest) in data: Ago 17, 2018 at 2:55 PDT
Fobie estive: quali sono e come superarle
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Oggi 18-08-18, 12:20

Fobie estive: quali sono e come superarle

L"Estate è la stagione per eccellenza delle fobie che rischiano di rovinarci inevitabilmente le vacanze e il periodo che potremmo dedicare al relax. Le fobie sono delle paure eccessive e irrazionali. Sono scatenate dalla minaccia della propria incolumità. danno vita a dei timori infondati, crisi di ansia che possono sfociare nei casi più gravi in veri e propri attacchi di panico.Se non tenute a bada queste fobie estive rischiano di condizionare la propria esistenza e quella di chi ci vive a fianco.Ecco la lista delle principali fobie estive:- Rupofobia o paura della sporco: le vittime di questa fobia temono di contrarre malattie e non riescono a stare nei luoghi all"aperto come i campeggi e gli agriturismi. Non riescono a perdere il controllo della pulizia e si lavano continuamente le mani;- Fotofobia o fobia legata alla luce e al sole: tipica di quei soggetti sensibili all"esposizione al sole. Non tollerano nemmeno la maggiore intensità della luce artificiale;- Agorafobia o paura di trovarsi in spazi aperti: è accompagnata da veri e propri attacchi di panico e colpisce solo in Italia ben 700 mila persone;- Mottefobia o paura delle falene o farfalle notturne: questa fobia è legata alla paura di perdere il controllo di tutto ciò che è misterioso e si cela nelle tenebre;- Gimnofobia o paura di essere nudi: paura legata alla sessualità e va dall"imbarazzo di spogliarsi in pubblico fino alla non tolleranza della nudità altrui;- Ofidiofobia e scolecifobia o paura dei serpenti e dei vermi: cela paura di non essere capaci di accettare i propri difetti o la negatività dell"ambiente circostante;- Fobia del mare: tipica di chi ha paura dell"ignoto e si sente minacciato da tutto ciò che lo rappresenta;- Aerofobia o paura dell"altezza e di volare: è percepita da chi soffre di vertigini. E" un problema se si deve raggiungere un luogo con l"aereo o se si decide di salire su una montagna;- Aracnofobia o paura dei ragni: le persone affette da questa fobia non riescono a godersi le vacanze in campeggio o semplicemente un pic nic in mezzo alla natura;- Sudofobia o paura di sudare: consiste nel controllare continuamenente il proprio odore per paura di rilasciare deglo odori sgradevoli a causa del sudore. Alcune persone affette da questa fobia arrivano a farsi ripetute docce durante la giornata, a usare smoderatamente profumi e deodoranti. Arrivano ad evitare di viaggiare nei mezzi pubblici e in casi gravi si barricano in casa;- Paura di non essere considerati dai social: chiamata anche "bulimia digitale" è tipica di chi non riesce a non controllare i propri profili social e le mail. E" tipica di quei soggetti che non riescono a disconnettersi e trascorrono parecchio tempo davanti a pc, tablet e smarthphone persino in vacanza.Da questo tipo di fobie si può guarire. Il primo passo è quello di accettare il problema e non reprimerlo. Molto efficace è la tecnica della graduale esposizione allo stimolo. Lo scopo di questo metodo cognitivo- comportamentale consiste nel sconfiggere le fobie facendo familiarizzare il soggetto con l"oggetto o situazione che gli provoca timore in maniera graduale. Ciò comporta un"acquisizione di coraggio, controllo dell"ansia e del timore e gestione stessa della fobia fino ad esaurirsi nel tempo. A volte queste fobie nascondono traumi seri legati all"infanzia da non sottovalutare. Se queste fobie diventano ingestibili tanto da condizionarci l"esistenza allora occorre chiedere aiuto ad uno specialista col quel cominciare un utile percorso di terapia di tipo cognitivo- comportamentale.
Benetton, super festa a Cortina il giorno dopo la tragedia
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Oggi 18-08-18, 12:08

Benetton, super festa a Cortina il giorno dopo la tragedia

A Genova si scava tra le macerie e si recuperano corpi martoriati. A Cortina si beve champagne e si festeggia. È questo che hanno fatto i Benetton il giorno dopo la tragedia che ad oggi conta 42 vittime accertate. Per la famiglia la mega grigliata ferragostana è una tradizione che va avanti da oltre 20 anni e anche quest'anno, a quanto pare, non poteva proprio mancare.Nessun ripensamento, quindi, di fronte alle persone precipitate e poi ammassate sotto i resti del ponte Morandi. Loro, i Benetton hanno deciso di trascorrere il 15 agosto con gli amici - la Verità parla di una novantina di invitati- nella villa di Giuliana Benetton.Certo, la festa esclusiva era stata organizzata da tempo e non c'è da escludere che la famiglia abbia fatto qualche riconsiderazione dell'ultimo minuto (si spera). Alla fine, però, i Benetton - quelli che, ricordiamo, con il loro marchio vogliono dare lezioni di umanità facendo propaganda immigrazionista - hanno deciso di non rimandare il loro party impeccabile con tanto di catering.Autostrade per l'Italia, comunque, ha diffuso solo giovedì - quindi ben due giorni dopo il crollo ( e dopo varie costine, salsicce e calici di vino)- il comunicato che esprime il dolore per quanto accaduto "a nome dei suoi azionisti e del suo management".
Morto il premio Nobel Kofi Annan, aveva ottant'anni
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Oggi 18-08-18, 12:05

Morto il premio Nobel Kofi Annan, aveva ottant'anni

Kofi Annan è morto. L'ex segretario generale dell'Onu, dopo una malattia di breve durata, è scomparso in Svizzera nel corso della mattinata di oggi. A renderlo noto, prima ancora della conferma ufficiale arrivata dalla stessa organizzazione intergovernativa di cui è stato a capo, sono stati alcuni media internazionali, tra cui la Cnn.Il politico e diplomatico ghanese era stato insignito del premio Nobel per la Pace nel 2001. In quella circostanza, a ricevere quel riconoscimento furono anche le stesse Nazioni Unite. Tra le sue posizioni, i lettori ricorderanno la diffida mossa nei confronti di Stati Uniti e Gran Bretagna relativa all'ipotesi d'invasione dell'Iraq senza previo consenso dell'Onu.Kofi Annan, in ordine cronologico, era stato il settimo uomo a essere eletto al vertice delle Nazioni Unite. Un mandato, quello del successore di Boutros - Ghali, iniziato nel 1997 e poi scaduto il 31 dicembre del 2006. E sempre sull'Iraq aveva deciso di soffermarsi nel 2015, quando aveva ribadito la sua contrarietà all'intervento: "Ero contrario all'invasione - aveva detto - e le mie paure erano fondate. La rottura delle forze irachene ha riversato nelle strade centinaia, se non migliaia, di soldati e agenti di polizia scontenti". Il premio Nobel gli venne consegnato per via del suo impegno alla realizzazione di un mondo "meglio organizzato e con più pace"."Oggi piangiamo la perdita di un grande uomo, di un leader, di un visionario", ha twittato poco fa l'Organizzazione mondiale per le migrazioni. L'ex segretario generale dell'Onu era nato in Ghana nel 1938, per poi laurearsi presso un'Università del Minnesota e continuare gli studi in un istituto di Ginevra e in Massachussets. Una vita segnata dalla carriera diplomatica, culminata con il doppio mandato consecutivo al vertice delle Nazioni Unite.La Fondazione a lui intitolata ha comunicato la notizia attraverso una breve nota: "È con immensa tristezza che la famiglia Annan e la Kofi Annan Foundation annunciano che Kofi Annan, ex segretario generale delle Nazioni unite e premio Nobel per la Pace, è morto serenamente sabato 18 agosto dopo una breve malattia".Tra gli ultimi suoi sforzi, anche quello profuso come ambasciatore Onu per la Siria. Kofi Annan, dal 2012, si era mobilitato affinché venisse trovata una modalità di risoluzione pacifica del conflitto siriano.
Il Dipartimento Usa contro Fb: "Pratiche di discriminazione"
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Oggi 18-08-18, 11:49

Il Dipartimento Usa contro Fb: "Pratiche di discriminazione"

Il Dipartimento Usa per la casa e lo sviluppo urbano ha accusato Facebook di consentire pratiche discriminatorie sulla propria piattaforma. "Facebook - ha denunciato il Dipartimento in una nota - consente agli inserzionisti di ottenere il controllo dei propri annunci immobiliari, indirizzandoli a utenti selezionati in base a razza, colore, religione, sesso, stato civile, nazionalità, disabilità e codice postale". Questo, secondo la denuncia del Dipartimento Usa, permette agli inserzionisti di indirizzare affittuari o potenziali acquirenti di case o appartamenti in base al colore della pelle o alla loro estrazione sociale. La pratica, se accertata, violerebbe l'US Fair Housing Act, che mira a eliminare la discriminazione in tutte le attività legate agli alloggi. "Non c'è posto per la discriminazione su Facebook; è vietata nei nostri regolamenti interni", ha risposto il gruppo fondato da Mark Zuckerberg. "Nell'ultimo anno abbiamo rafforzato i nostri sistemi per proteggerli da eventuali abusi," ha aggiunto Facebook, assicurando che collaborerà "direttamente" con il dipartimento per la Casa e lo Sviluppo urbano per eliminare ogni preoccupazione.
Genova si ferma per i funerali di Stato
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Oggi 18-08-18, 11:31

Genova si ferma per i funerali di Stato

È stato accompagnato da un lungo applauso l'ingresso dei rappresentanti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco che hanno portato il loro saluto ai feretri delle 19 vittime all'interno del padiglione B della Fiera di Genova dove alle 11.30 inizieranno i funerali di Stato.Tutta Genova oggi si ferma per stringersi alle famiglie delle vittime del disastro di Ponte Morandi: sono circa 5mila le persone attese alla Fiera. Alle esequie che saranno celebrate dal cardinale Angelo Bagnasco alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella, ci saranno anche Giovanni Castellucci, Amministratore Delegato di Autostrade per l'Italia e il presidente Fabio Cerchiai.Le squadre di calcio al completo di Genoa e Sampdoria sono arrivate insieme alla fiera di Genova. Ci sono i presidenti Ferrero e Preziosi e gli allenatori Ballardini e Giampaolo. Le partite Sampdoria-Fiorentina e Milan-Genoa sono state rinviate per lutto."Oggi a Genova è il giorno del dolore, del raccoglimento, della riflessione, della vicinanza ai familiari delle vittime e dei dispersi, ai feriti, agli sfollati. Qui ci sono solo 18 bare, molti hanno scelto cerimonie in forma privata. Ma questa città è il simbolo di una sofferenza che percorre tutto il Paese. Sofferenza che ha sete di risposte. Di verità. Di giustizia". Lo ha scritto su Facebook il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.
​"Aver subito furti non ti dà diritto al porto d'armi". Così ​i giudici gelano l'imprenditore
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Oggi 18-08-18, 11:27

​"Aver subito furti non ti dà diritto al porto d'armi". Così ​i giudici gelano l'imprenditore

"Aver subìto dei furti in azienda ed essere titolare di un'impresa non danno diritto al porto d'armi". Nel pieno del dibattito sulla legge che dovrebbe estendere il diritto alla legittima difesa, il Consiglio di Stato ha messo un paletto bloccando la richiesta di un imprenditore bresciano che, dopo essere stato più volte derubato, ha chiesto di poter avere una pistola per difesa personale. Richiesta che è stata respinta nonostante il richiedente fosse seriamente preoccupato dall'escalation dei furti.l'imprenditore bresciano è il titolare di un'azienda con cento addetti a Piancamuno. È specializzato nel montaggio e manutenzione di impianti industriali e nel corso della sua carriera è stato più volte vittima dei ladri. Un'escalation di violenze e furti che lo ha spinto, nel 2008, a chiedere il porto d'armi per avere una pistola per difesa personale. La domanda è stata, però, respinta dal prefetto che aveva ritenuto "insussistenti" gli elementi che giustificassero l'effettivo bisogno dell'imprenditore di andare in giro armato. Nel 2012, tuttavia, il Tar aveva accolto il ricorso "imponendo" una nuova istruttoria e il rilascio del porto d'armi. Il pronunciamento è stato, quindi, impugnato dal ministero dell'Interno davanti al Consiglio di Stato che ha stabilito che l'imprenditore non ha diritto al permesso di girare con la pistola.Come si legge nella sentenza pubblicata in questi giorni, la più alta istanza della giustizia amministrativa ha ritenuto come l'appartenenza a una "categoria" professionale, ad eccezione delle forze dell'ordine, non è di per sé tale da giustificare il rilascio delle licenze di porto d'armi. "Anche commercianti di preziosi, avvocati, notai, operatori del settore assicurativo o bancario, investigatori privati - ha fatto notare il Consiglio di Stato - sono sottoposti a un'istruttoria". Neppure i furti subiti, richiamati nella memoria dei legali dell'imprenditore, sono per i giudici la prova di "un dimostrato bisogno di una pistola". "Nelle valutazioni per il rilascio di porto di pistola - si legge ancora - deve prevalere la salvaguardia dell'ordine e della sicurezza pubblica generale". L'imprenditore è stato condannato a rifondere al Viminale le spese di giudizio che sono di 1.500 euro.
"Ant-Man & the Wasp": torna la freschezza in casa Marvel
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Oggi 18-08-18, 11:12

"Ant-Man & the Wasp": torna la freschezza in casa Marvel

E' nelle sale "Ant-Man and The Wasp", un'uscita che è un piccolo evento estivo per gli appassionati dell'universo cinematografico Marvel.Il film, sequel del grande successo del 2015 e collocato tra gli eventi di "Captain America: Civil War" e l'avvento di Thanos, costituisce una boccata d"aria fresca, essendo assai più ludico di titoli recenti nonché emotivamente pesanti come "Black Panther" e "Infinity War".Miscuglio di azione fracassona e dramma familiare, "Ant-Man and The Wasp" fa un sapiente uso della comicità, amalgamandola con grande equilibrio all'intreccio della storia. La regia è dinamica e la realizzazione tecnica inappuntabile, proprio come ci si aspetta da un'opera Marvel.Il film inizia con Scott Lang (Paul Rudd), alias Ant-Man, agli arresti domiciliari per aver preso parte alla guerra civile tra supereroi. Sono ormai passati due anni e ha quasi finito di scontare la pena, quando rimane coinvolto nuovamente nelle vite di Hank (Michael Douglas) e Hope (Evangeline Lilly), alla ricerca della loro perduta moglie e madre, Janet (Michelle Pfeiffer). I due hanno bisogno di Ant-Man per localizzarla nell'universo quantico in cui è dispersa da trent'anni. Sarà una corsa contro il tempo piena di ostacoli."Ant-Man the Wasp" presenta effetti speciali all'altezza, combattimenti dalle coreografie curatissime e inseguimenti mozzafiato costellati da repentini ingrandimenti e rimpicciolimenti. In mezzo a personaggi amabili e battute efficaci lasciano invece a desiderare i colpi di scena, piuttosto prevedibili, e gli aspetti scientifici dell'adrenalinica avventura. L'aggettivo quantico è ripetuto come un mantra ma non ne viene mai fornita la benché minima definizione: si snocciolano concetti come mondo subatomico, stato della materia e dimensione alternativa mischiandoli tra loro con superficialità. L'attenzione, del resto, è tutta sui rapporti familiari, vero motore degli eventi in un film in cui non c'è nessuna minaccia all"esistenza dell"umanità, fulcro invece degli ultimi due capitoli della time-line Marvel.Il salvataggio di Janet è la missione primaria dei nostri eroi, per i quali i cattivi di turno rappresentano solo intralci in itinere. L'assenza di antagonisti carismatici e dalla perfidia congenita è evidente: degno di nota perché drammaturgicamente interessante è solo il personaggio di Ghost (Hannah John-Kamen), la cui spietatezza ha un fondamento che rende la figura più vicina all'antieroe che al villain.I due protagonisti si controbilanciano a dovere poiché tanto Scott/Ant-Man è un adulto bambinone con la propensione a fare disastri, quanto Hope/Wasp è seria e ineccepibile.Siamo in un film dal ritmo scorrevole che, pur non brillando per creatività o originalità, intrattiene con computer-grafica avveniristica, umorismo efficace e una linea narrativa ben sviluppata.Guai ad alzarsi prima della fine dei titoli di coda: l'attesa regala, come sempre, due scene extra.
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Oggi 18-08-18, 11:06

Il cardinale Burke: "Gli abusi sessuali sono atti omosessuali"

Secondo il cardinale Raymond Leo Burke "la maggior parte degli atti di abusi sessuali sono in realtà atti omosessuali commessi con giovani adolescenti".La denuncia è stata lanciata dal porporato americano attraverso un intervista concessa a Thomas McKenna, il presidente dell"americana Catholic Action for Faith and Family."C'è stato un tentativo studiato di ignorare o negare questo rapporto con l"omosessualità", ha dichiarato il cardinale. "Sembra chiaro che in effetti esista una cultura omosessuale, non solo tra il clero ma anche all'interno della gerarchia, che deve essere purificata alla radice. È ovviamente una tendenza che è disordinata".Il porporato americano, senza peli sulla lingua, ma sempre con carità, è noto per la difesa della tradizione bimillenaria della Chiesa che si articola nell"intima e indivisibile connessione tra Tradizione apostolica, Sacra Scrittura e Magistero della Chiesa.Questa sua missione lo ha portato ad entrare in disaccordo anche con qualche scelta del Papa regnante. In particolare è nota la lettera, firmata con altri tre porporati, mediante la quale esprimeva a Papa Francesco dei "Dubia" in merito a dei contenuti riportati dall"esortazione post sinodale Amoris Laetitiae.Raymond Leo Burke, punto di riferimento di gran parte dell"episcopato americano non "catto-progressista", adesso ha fatto sentire la sua voce anche su un tema scottante per la Chiesa americana."L'atto sessuale non ha alcun significato se non tra un uomo e una donna nel matrimonio poiché l'atto coniugale è per sua stessa natura per la procreazione", ha rilanciato l"alto prelato, che ha citato come circostanza aggravante la cultura contro la vita in cui vive l"Occidente, la cultura contraccettiva che separa l'atto sessuale dall'unione coniugale."Credo che sia necessario riconoscere apertamente che abbiamo un problema molto grave di una cultura omosessuale nella Chiesa, specialmente tra il clero e la gerarchia, che deve essere affrontato onestamente ed efficacemente".Il Cardinal Burke, dopo avere ricordato che non sono necessarie nuove procedure perché già esistono, da secoli, nella disciplina della Chiesa, ha puntato l"indice sulle azioni efficaci per sanzionare i responsabili e vigilare per evitare che simili situazioni si ripresentino.Per l"ex prefetto vaticano della Segnatura Apostolica, una conferenza dei vescovi non può essere investita della responsabilità della questione degli abusi."È il Romano Pontefice che ha la responsabilità di disciplinare queste situazioni, ed è lui che deve agire seguendo le procedure che sono date nella disciplina della Chiesa. Così si affronterà la situazione in modo efficace".Il Cardinale Burke ha messo in guardia i fedeli cattolici anche dalla grande tentazione che la giustificata rabbia su questi atti gravemente immorali porti a perdere la fede nella Chiesa o ad essere arrabbiati con la Chiesa, "invece di arrabbiarci con coloro che, anche se hanno avuto la più alta autorità nella Chiesa, hanno tradito quell'autorità e hanno agito in modo immorale".Per tale motivo il Cardinale Patrono del Sovrano Ordine Militare di Malta ha invitato ad allontanare dallo stato clericale i pastori che sono andare fuori strada, anche in modo grave.
Il dossier del ministero che inchioda Autostrade: "Aumento dei pedaggi e tagli agli investimenti"
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Oggi 18-08-18, 10:42

Il dossier del ministero che inchioda Autostrade: "Aumento dei pedaggi e tagli agli investimenti"

"La rottura di uno strallo è un'ipotesi di lavoro seria". Ieri Antonio Brencich, docente dell'università di Genova e membro della commissione delle Infrastrutture che deve accertare le cause del crollo, ha fatto un breve sopralluogo nell'area dove si è sbriciolato Ponte Morandi. Non è voluto entrare nel merito del lavoro della commissione, ma ha lasciato trapelare che "il collasso sia stato attivato dalla rottura di uno strallo". Sul tavolo della commissione ci sono, infatti, testimonianze e video che lo provano. Tra questo materiale c'è anche una realazione del ministero delle Infrastrutture che la Stampa pubblica oggi in esclusiva ma che è stata redatta molto tempo prima che avvenisse la strage di genova. Da questa analisi emergono con chiarezza che gli aumenti dei pedaggi sono "superiori a quelli dell"inflazione", che gli investimenti sono "inferiori a quelli programmati" e che durante le ispezioni di controllo sono cresciute le irregolarità."In quanto casalinga posso dire che dobbiamo stare sempre attenti a pulire bene, questi calcestruzzi non piovono solo sulle macchine, ma sulle finestre, sulle persiane, sulle tende, e lavare lo laviamo, però i nostri polmoni, insomma, dobbiamo pensare anche a questo". A parlare, come riporta il Corriere della Sera, è Mimma Certo. È il 18 luglio 2018, poco meno di un mese prima della strage. da una parte ci sono i comitati dei cittadini che chiedono maggiore sicurezza, dall'altra c'è mauro Moretti, responsabile degli interventi di Autostrade per l'Italia che ad oggi gestisce una rete di quasi 3mila chilometri. Che spiega: "L'opera è un po' come il corpo umano, dobbiamo farci passare qualcuno che evidenzia mali o danni dei quali si cominciano a vedere i primi segni. Per questo è previsto un intervento molto importante in futuro, che andrà a risarcire il danno a oggi subito e i danni di possibile e futura generazione per quanto riguarda le opere di sostegno, quindi gli stralli, ovvero i tiranti, che lavorano all'inverso rispetto a quello che è il normale funzionamento delle strutture, e questo nel tempo ha generato grazie all"azione vuoi del carico, vuoi degli agenti esterni, necessità di manutenzione". Col senno di "poi", è chiaro che quei lavori andavano eseguiti prima. Molto prima. Qualcuno lo sapeva. Tanto che, come svelato giorni fa dal Giornale.it, in aprile Autostrade per l'Italia aveva bandito un maxi appalto da 20 milioni di rinforzare per rinforzare i tiranti. Segno che la società era comunque a conoscenza delle criticità del Morandi. Peccato che, nonostante l'urgenza, sia sato rinviato tutto a dopo l'estate.L'intervento ipotizzato la scorsa primavera sarebbe dovuto consistere nella "disposizione di nuovi cavi esterni che vanno dal traversone dell'impalcato fino alla sommità delle antenne del ponte". "L'intervento di adeguamento strutturale (retrofitting, ndr) - si legge nel documento - interessava proprio la zona a sistema bilanciato e in particolare gli stralli 9 e 10". Guarda caso il crollo ha coinvolto proprio la pila numero 9. I lavori di manutenzione sul ponte Morandi sarebbe durato ben 784 giorni con evidenti conseguenze sulla viabilità. Lo slittamento dei lavori ora pesa come un macigno su quanto accaduto. Anche a fronte di quanto contenuto nel report di 650 pagine compilato dal ministero delle Infrastrutture. Nonostante le ispezioni su Autostrade per l'Italia siano minime, secondo quanto riporta la Stampa, le irregolarità triplicano nel giro di un paio anni. "Alcune vengono sanate dall'azienda, altre restano - si legge - 100 nel 2014, 317 nel 2016 (anche in questo caso più che triplicate)". Le sanzioni, invece, se si esclude una procedura da 40mila euro, sono praticamente inesistenti. E, se da una parte tra il 2008 e il 2016 le tariffe sono aumentate del 25% (il doppio rispetto alla crescita dell'inflazione), dall'altra gli investimenti sono stati inferiori del 15% rispetto a quanto promesso. Negli ultimi dieci anni sulla A10, tanto per capirci, sono stati sborsati 76 milioni di euro anziché 280 milioni. Il 73% in meno. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Ogni italiano versa allo Stato 8.300 euro di tasse all'anno
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Oggi 18-08-18, 10:35

Ogni italiano versa allo Stato 8.300 euro di tasse all'anno

Ogni italiano versa mediamente all'erario quasi 8.300 euro di tasse all'anno. Le più gravose sono l'Irpef e l'Iva che incidono sul gettito tributario totale, che nel 2017 è stato di 502,6 miliardi di euro, per oltre la metà: precisamente per il 55,4 per cento. Se alle tasse aggiungiamo anche i contributi previdenziali, il peso complessivo del fisco su ciascun italiano si aggira attorno ai 12.000 euro all'anno. Nel 2017 la pressione fiscale si è attestata al 42,5 per cento. A dirlo è la Cgia. "Per capire se nel 2018 pagheremo più o meno tasse dell'anno scorso - dichiara il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo - dovremo attendere la pubblicazione della nota di aggiornamento al Def prevista per il prossimo mese di settembre. Tuttavia, a seguito del rallentamento del Pil, è molto probabile che rispetto al 2017 la pressione fiscale sia destinata ad aumentare di qualche decimale, nonostante il carico fiscale per l'anno in corso non abbia subito alcun inasprimento. Per il 2019, invece, dovremo attendere la legge di Bilancio che dovrà essere approvata dal Parlamento entro la fine di quest'anno".È importante ricordare che la pressione fiscale è data dalla somma delle entrate tributarie e previdenziali rapportata al Pil. L'Ufficio studi della Cgia, che da anni monitora il panorama fiscale italiano, è giunto alla conclusione che, nel complesso, il sistema è troppo esoso e molto frammentato, anche se la stragrande maggioranza delle entrate è riconducibile all'applicazione di poche tasse. Se Irpef e Iva assicurano il 55,4% del totale del gettito tributario, quando si allarga lo sguardo alle prime 10 imposte elencate per importo riscosso, emerge che l'incidenza sul totale incassato sale addirittura all'85,2%.
Il senatore M5s Airola ha tentato il suicidio: ​salvato dalla sorella
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Oggi 18-08-18, 10:23

Il senatore M5s Airola ha tentato il suicidio: ​salvato dalla sorella

Alberto Airola, senatore M5s, ha tentato di suicidarsi nella sua abitazione di Torino. Secondo quanto riferisce La Stampa, è stato trovato dalla sorella sanguinante nella vasca da bagno. Soccorso e trasportato in ospedale, è fuori pericolo. L'esponente M5S ha provato a togliersi la vita nel bagno di casa sua. Provvidenziale l'intervento della sorella, che si trovava fuori città e ha avvertito l'ambulanza, notando che Airola non rispondeva alle sue chiamate e ai messaggi. Il senatore è stato trasportato in ospedale, dove è al momento ricoverato. Il Movimento 5 Stelle intanto si stringe attorno ad Airola. "La notizia riportata dalla stampa questa mattina che riguarda Alberto Airola ci colpisce e ci addolora profondamente. Siamo vicini ad Alberto e ai suoi familiari, cui manifestiamo il massimo sostegno possibile e tutto il nostro affetto e vicinanza", scrivono in una nota i senatori grillini. "In questo momento così delicato - proseguono i pentastellati - chiediamo agli organi di stampa e a tutti di dimostrare il dovuto rispetto evitando appostamenti in ospedale ed ogni altro atto possa disturbare la famiglia di Alberto"."Sono vicina ad Alberto Airola e sono convinta che con l'affetto dei suoi cari e dei colleghi riuscirà a superare questo momento difficile". Lo scrive in una nota Maria Rizzotti, senatrice di Forza Italia.
La A fa sul serio. I pruriti stranieri lo confermano
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Oggi 18-08-18, 10:17

La A fa sul serio. I pruriti stranieri lo confermano

Si ricomincia con quelle buone. Subito la Juventus, contro il Chievo. E, a seguire, il Napoli contro la Lazio. Si va in campo e si entra nel vivo, per capire e scoprire. La serie A cerca di fare sul serio, dopo anni di miseria e nobiltà. Di solito guardavamo alla Liga spagnola gelosi di Messi e di Ronaldo. Ce ne siamo presi uno e la cosa ha creato allergie nel presidente spagnolo della medesima liga, Javier Tebas, quello che, per i deboli di memoria, venne indicato e candidato, dai soliti noti paesani, come amministratore delegato della rivoluzione italiana. El senor Tebas ha detto che l'Inter, come il Psg, ricorre a trucchi di mercato, che il City di Guardiola e la Juventus nell'affare Ronaldo dovranno chiarire. Segnalo a Tebas che, a proposito di trucchi, sia Messi sia Ronaldo hanno dei sospesi fiscali con la Spagna, aggiungo che il Real ha acquistato il diciottenne brasiliano Vinicius jr per 45 milioni e che il Barcellona ha preso Coutinho per 160 milioni. Tebas se ne faccia una ragione, la Spagna non è più campione del mondo e nemmeno d'Europa. La serie A, dunque, titilla la curiosità dei forestieri e questo è già interessante. L'interesse è figlio dei movimenti di mercato, non soltanto Ronaldo. Oggi pomeriggio si vedrà il portoghese in azione contro una squadra che, non per colpa sua ma di chi la comanda, non dovrebbe figurare tra le partecipanti al campionato. Ma la giustizia degli uomini è diversa da quella divina, dunque il Chievo gioca e cerca una plusvalenza di campo, vera e non farlocca. Mentre, a sera, il Napoli vuole sapere se Ancelotti ha le stesse capacità di Sarri e questo mi provoca una risata colossale, anzi kolossal per restare nel linguaggio cinematografico del De Laurentiis Aurelio che una ne pensa e mille ne dice, l'ultima relativa al conflitto di interessi degli americani, Pallottafriends, tra Roma e Liverpool. Lo stesso De Laurentiis Aurelio è quello che avrebbe salvato il Bari dalla vergogna ma si era dimenticato, lui come gli altri alpinisti in cordata, di effettuare il salvataggio quando il Bari ne aveva effettivamente bisogno, cioè in serie B. Ma sono cose del nostro bel football. A proposito, è sfida titanica con Lotito Claudio che si è limitato all'ordinaria amministrazione per una Lazio che, invece, avrebbe bisogno, una volta per tutte, di togliersi la maschera e di danzare con le altre. Si vedrà. Godiamoci questo spettacolo, allo stadio, alla radio, su qualche emittente televisiva, con applicazioni misteriose, complicate, laboriose ma chissenefrega degli utenti, l'abbonamento è assicurato, la visione è improbabile. Buon divertimento. Pensando a Genova e a questa nostra terra bellissima che i maledetti ci stanno portando via.
Tanto fumo e poco arrosto al mercato
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Oggi 18-08-18, 10:11

Tanto fumo e poco arrosto al mercato

Sotto Ronaldo niente. Andando per sintesi ecco cosa ci lascia il mercato nostrano che ha accalappiato l'attenzione di tutti con il grande colpo della Juve. Ma poi? Qualche ritorno a prezzo stracciato, giri interni a magnificare doti di giocatori magari ingombranti, la caccia a qualche giovane (chissà mai non beccarci), il low cost innanzitutto, tanti giri di parole e alcune milionate spese male. L'inganno c'è e si vede. Le grandi squadre hanno sollevato fumo e poco arrosto. Solo la Juve ha lavorato per essere Champion e da Champions: c'è Cristiano Ronaldo, ma pure Emre Can e se Cancelo migliora difensivamente Il problema, a differenza di quanto pensa il fumantino presidente della Liga spagnola tutto proteso a difendere gli interessi del Real (ti pareva!), è che i nostri club hanno promesso tanto e mantenuto poco. Vi rendete conto che dovremo rivedere Soriano e Gervinho, Zaza e Keita, in fondo il migliore del gruppo fatto passare per grande acquisto. In Francia lo hanno mollato dopo un anno: non viene qualche dubbio? Real e Barcellona possono stare tranquille. Guarda caso Modric non si è mosso. I club italiani si sono agghindati dei colpi di giro interni: Nainggolan e Higuain, Caldara e De Vrij, aggiungete Verdi, Bonucci e Reina. Ma chi parlava di Vidal e Modric, magari Pogba e Benzema? Solo i giornali? Siamo riusciti a far diventare Milinkovic Savic, giocatore di buone qualità, fenomeno da oltre cento milioni. Peccato che il mondiale non lo abbia dimostrato tale. Il campionato ricomincia con qualche certezza in meno (Torreira e Jorginho, Allisson, Felipe Anderson, Rafinha) e qualche scommessa in più: Kluivert e Lautaro Martinez, Ospina e Fabian Ruiz (povero Ancelotti, vedete un po' come è ridotto!), Castillejo, gli stessi N'Zonzi e Bakayoko, nonostante il pedigrèe. Il Milan ha pensato in grande: ha migliorato la squadra, ma il tanto per restare nella zona alta della classifica. In fondo Laxalt è uno scarto dell'Inter. Higuain e Caldara messi alla porta dalla Juve. L'Inter cercava un centrocampista di personalità ed è rimasta con il cerino in mano. Il Napoli è prigioniero del braccino corto del suo padrone. La Roma rivoluziona per nascondere le partenze importanti: Pastore torna perché a Parigi non ci faceva più nulla. Ogni squadra, a cominciare dalla Juve, ha manchevolezze in qualche reparto. Questo è il campionato italiano: ci farà pur divertire, ma Cristiano Ronaldo non basta.
Zaza, Gervinho e Soriano ultimi "cavalli di ritorno" di un'estate nostalgia
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Oggi 18-08-18, 10:10

Zaza, Gervinho e Soriano ultimi "cavalli di ritorno" di un'estate nostalgia

"La nostalgia è la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare". Un desiderio che, seguendo la celebre citazione del drammaturgo Milan Kundera nella sua "L'ignoranza", pare aver contagiato diversi calciatori in questa sessione estiva di calciomercato. Si ripresentano nel nostro campionato dopo più o meno lunghe esperienze all'estero, richiamati da un'innata nostomania di serie A. Per un Modric che non è arrivato, ci sono stati almeno 10 inattesi rimpatri di alto profilo.Il Torino ha riportato a casa dalla fuga spagnola Roberto Soriano e Simone Zaza, strappato alla Samp. Il centrocampista non ha mai trovato con il Villarreal la stessa continuità mostrata con la Sampdoria, soprattutto tra il 2014 e il 2016. L'attaccante è reduce da una brillante stagione al Valencia e torna nella città che aveva salutato due anni fa, quando vestiva la maglia della Juventus. Un colpo a effetto lo ha piazzato il Parma, che si è assicurato con un triennale l'ivoriano Gervinho. L'ex attaccante della Roma in Cina non si è mai ambientato e ha voluto sfruttare l'offerta emiliana per rientrare in un campionato che lo ha visto esaltarsi tra il 2013 e il 2015. Un "cavallo di ritorno" imprevedibile e imprevisto.In realtà i primi, in ordine di tempo, ad aprire il valzer dei rientri sono stati due ballerini prestati al calcio: Javier Pastore, che con dribbling danzanti ed eleganza aveva fatto innamorare i tifosi del Palermo ben otto stagioni fa, e Kevin-Prince Boateng, che aveva festeggiato l'ultimo Scudetto vinto dal Milan esibendosi in un moonwalk degno del miglior Michael Jackson. L'argentino ha scelto la Roma, dopo otto stagioni decisamente vincenti a Parigi. A 29 anni compiuti, voleva ritornare in Italia, Paese ricco di suoi estimatori, per strappare l'ultimo contratto importante della carriera. Il trequartista ghanese, galvanizzato da due ottime stagioni in Spagna (Las Palmas) e Germania (Eintracht Francoforte), sentiva da tempo il richiamo della penisola. Il Sassuolo gli ha dato la possibilità di riavvicinarsi alla sua amata Melissa Satta. Avventura stimolante, in nuovo ruolo da leader di una società da sempre ambiziosa.L'Inter di ex espatriati nel Belpaese ne ha riportati addirittura due. Sime Vrsaljko dall'Atletico Madrid e Keita Balde dal Monaco. Il terzino croato, vice-campione del mondo in Russia, è stato plasmato e migliorato cholisticamente da Diego Simeone, prima di sposare il nuovo progetto interista. Il senegalese non ha mai dimenticato il campionato che lo ha reso un giocatore vero e apprezzato. Con la Lazio, due stagioni orsono, aveva messo in mostra tutto il suo potenziale. Con Spalletti potrebbe riesibirlo, cancellando le scorie di un'annata tormentata nel Principato monegasco. Pur giovane, Keita non ha resistito e alla prima vera opportunità di tornare, ha colto l'attimo, accettando l'offerta nerazzurra. Nostalgico come lo erano i talentuosi Mario Pasalic (Atalanta) e Joaquin El Tucu Correa (Lazio). Il primo chiamato a vestire i panni del Cristante a Bergamo, il secondo selezionato da Inzaghi e Tare per sostituire Felipe Anderson. Entrambi ancora innamorati dell'Italia e del suo calcio, entrambi consapevoli dell'appeal di cui gode ancora questo torneo.Ha riabbracciato il nostro campionato anche Albin Ekdal. Scoperto dalla Juventus, con esperienze formative tra Siena, Cagliari e Bologna, il centrocampista svedese ha lasciato dopo quattro stagioni l'Amburgo per vestire la maglia blucerchiata della Sampdoria e ritrovare quel Marco Giampaolo che proprio a Siena, nel 2009/10, lo aveva lanciato. Più che nostalgia e malinconia, una storia di amicizia e stima professionale, avvalorata dal costante desiderio di ritornare.
Inter-Tebas, caos sul sogno sfumato Modric
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Oggi 18-08-18, 10:10

Inter-Tebas, caos sul sogno sfumato Modric

Si fa presto a dire Modric. Quello che è stato il sogno di mezza estate dell'Inter e che si è infranto di fronte al secco "No" del Real Madrid ha sollevato un polverone con tanto di carte bollate e polemiche in serie con le accuse, pesanti, del numero uno della Liga spagnola Javier Tebas e la denuncia del Real contro l'Inter.Tebas è andato pesantemente all'attacco: nel mirino il Psg, il Manchester City ma anche l'Inter e la Juve, colpevoli (a suo dire) di utilizzare trucchi sul mercato. "Bisognerebbe domandarsi perché esistono club-Stato che stanno inflazionando il mercato portandosi via giocatori. Mi riferisco al Psg, ma anche alla Juventus con l'acquisto di Ronaldo o alle offerte dell'Inter che non ha soldi per comprare giocatori ma poi offre una montagna di denaro che non si capisce da dove arriva...". Tebas parla apertamente di comportamenti scorretti. "L'offerta dell'Inter a Modric nasconde dei trucchi; è truccata anche la questione Psg-Neymar. Il Psg è un club di soli trucchi come il Manchester City, e questo genera circostanze che destabilizzano il mercato". Parole pesanti, di quello che sarebbe potuto diventare il presidente ella lega italiana, che hanno portato a una replica ufficiale della stessa lega di serie A "sorpresa e amareggiata" per "dichiarazioni che senza alcuna base conoscitiva ledono l'immagine e mettono in dubbio l'integrità ed il buon operato di due club italiani e della stessa lega". Dichiarazioni definite "strumenti mediatici atti a destabilizzare lo scenario internazionale". Durissima anche la replica dell'Inter che sul proprio sito annuncia che adirà le vie legali nei confronti di Tebas.Il tutto mentre va avanti l'azione del Real Madrid contro la società nerazzurra colpevole per i blancos di aver trattato l'acquisto di Luka Modric contattando il calciatore senza avvisare la società, come previsto dai regolamenti. Che poi sono, notoriamente, aggirati da tutti ma questa è un'altra storia. Sta di fatto che il 14 agosto l'Inter ha ricevuto una lettera della Fifa ufficiale dopo la denuncia del Real con la comunicazione di un'investigazione preliminare. Secca la replica dell'Inter: "Non abbiamo mai avuto contatti direttamente con il giocatore". Il che può essere anche vero, perché i contatti ci sono stati eccome ma sono stati avviati con l'entourage del talento croato. Anzi, sono gli stessi procuratori di Modric che avrebbero cercato la società nerazzurra facendo leva sulla volontà del giocatore e non il contrario. Una denuncia che l'Inter ritiene quindi priva di ogni fondamento, in attesa di quanto deciderà la Uefa. Il mercato è chiuso ma tra polemiche e denunce, l'estate resta caldissima.
Milan, Milinkovic-Savic: "Per ora no"
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Oggi 18-08-18, 10:08

Milan, Milinkovic-Savic: "Per ora no"

Hanno giocato insieme, vinto uno scudetto a braccetto, si sono persi per le strade del mondo e si sono ritrovati sulla tolda del Milan con i gradi sul braccio ma è come se vivessero in simbiosi quotidiana. Leonardo e Maldini, Leo e Paolo come si chiamano tra loro, hanno realizzato in meno di un mese quel che sembrava impossibile, un mercato pieno di arrivi e partenze, una sorta di piccola contro-rivoluzione per completare il puzzle precedente. Senza alterare le cifre del monte-stipendi, "rimasto invariato" la garanzia firmata dal dt rossonero. Cinque i nuovi acquisti sugli 8 complessivi (i primi 3 sono Reina, Strinic e Halilovic della gestione cinese) e il grande colpo rimasto in canna, Milinkovic-Savic. "Mai trattato con la Lazio per i noti paletti dell'Uefa, ho solo parlato col suo agente Kezman che conosco da anni e capito che l'operazione aveva un costo altissimo" la spiegazione didascalica di Leonardo deciso a scolpire sulla pietra il primo comandamento del Milan americano. "Non esiste una squadra che vince senza una società che comanda": ecco l'antico insegnamento berlusconiano che torna finalmente di moda a casa Milan e che consente a Scaroni di avvicinare l'ingresso dell'ad ("ancora qualche settimana") e a Leonardo di chiudere l'intervento con un pronostico sul campionato dominato dalla Juve che sembra quasi una macumba. "I cicli prima o poi finiscono" sostiene e a Torino hanno facoltà di toccare ferro.L'altro direttore (sviluppo strategico area sport) Paolo Maldini, che non mena vanto del lavoro fatto ("guidava Leo sul mercato, io facevo il passeggero") ha ancora negli occhi l'accoglienza del Bernabeu e di Sergio Ramos (l'inchino fatto in tribuna prima di ricevere il trofeo). "Ho visto con piacere il grande rispetto che c'è sia per me che per il club, il presidente del Real Perez si augura che il Milan torni grande" il souvenir messo in valigia dopo quel debutto emozionante. Adesso tocca a lui "rendere l'inserimento dei nuovi il più naturale possibile", scommettere sull'ultimo arrivato, lo spagnolo Castillejo ("sarà la sorpresa") e dare impulso anche al settore giovanile dove il contratto (firmato da Mirabelli) fatto a Mario Beretta ha impedito il reintegro di Filippo Galli. "Investiremo soldi e tempo" è la promessa di Maldini papà che scherza sulla presenza nei ranghi del figlio (molto promettente) Daniel ("per evitare conflitti d'interesse lo seguirà Leonardo" la battuta). Insieme Leo e Paolo sono pronti a definire la missione del loro Milan. Con sfumature diverse il traguardo è sempre lo stesso: "Champions league". Che vuol dire tante altre cose: migliorare il sesto posto, entrare nel salotto buono dell'Europa calcistica e provare a dare la caccia a qualche trofeo. L'ultimo della collezione è a Doha, 29 dell'era Berlusconi."Il Milan ha vinto più della Juve" la frase galeotta di Bakayoko probabilmente impressionato dalla sala delle coppe. Si è dichiarato pronto a ripetere le gesta di un altro francese, Marcel Desailly. "Ma lui era un difensore" il ricordo impreciso. Già, perché da Capello fu trasformato in un centrocampista. Avrà tempo per studiare meglio la storia.
Ancelotti I, c'è la Lazio. Ma ADL sbaglia romana e gioca contro la Roma
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Oggi 18-08-18, 10:08

Ancelotti I, c'è la Lazio. Ma ADL sbaglia romana e gioca contro la Roma

Napoli - È sull'asse Napoli-Roma che viaggia la prima polemica della stagione. Non sponda Lazio, che in serata sarà l'avversario degli azzurri per il debutto in campionato. Ma fronte giallorosso, che in questo momento con Ancelotti e Hamsik c'entra come il cavolo a merenda. C'è lo zampino di De Laurentiis, che ne ha inventate e dette una al giorno per distogliere i riflettori da una squadra ossessionata dal fatto di non aver vinto niente con i 91 punti della passata stagione e quindi, nell'inconscio collettivo dei suoi fedelissimi, obbligata a vincere perché adesso in panchina è arrivato il mago degli scudetti e delle Coppe.La strana estate del Napoli fatta di promesse non mantenute, di accuse al sistema politico e al palazzo del calcio, di uccellini maldestri che portano messaggi fasulli al presidente. "Volevo Alisson, ho offerto 60 milioni ma ho capito subito che sarebbe finito al Liverpool perché, con la Roma, forma un'unica proprietà": testuale don Aurelio. Tra l'ironico e il risentito la replica romanista, piovuta direttamente da Boston, quartier generale di Pallotta: "Ma cosa sta fumando De Laurentiis a Napoli? Si fida degli uccellini sbagliati, magari se ascolta i cinguettii giusti si accorgerà che siamo anche i proprietari di Bayern e Barcellona". All'inizio era stato CR7 a smuovere i pensieri del patron napoletano: "Mi era stato offerto ma non l'ho preso perché sarebbe stato un investimento troppo oneroso, senza ricavi immediati".La squadra al lavoro sulle Dolomiti in silenzio, alla ricerca di un equilibrio che non ha ancora trovato perché alla fine 9-10 undicesimi sono rimasti gli stessi, e tutti hanno nella testa meccanismi e movimenti provati fino alla noia con lo stesso allenatore. È come se inconsciamente il Napoli si sentisse orfano di Sarri, anzi del suo calcio. Ha provato a gestire la difficile fase di transizione ma il campo (sconfitte contro Liverpool e Wolfsburg) ha detto che manca ancora saggezza tattica, e in tal senso il match dell'Olimpico potrà fornire aggiornamenti utili. Il presidente è stato abile nell'attirarsi le antipatie generali pur di lasciar lavorare sereni Ancelotti e i calciatori: ha litigato con il Comune mandando all'aria la convenzione sulla gestione dello stadio, sfidato gli ultrà delle curve che hanno fortemente contestato il suo operato, annullato la campagna abbonamenti e criticato (tanto per cambiare) la Lega di A per aver stilato male i calendari. Niente top-player come promesso a giugno, in compenso ha portato a casa la proprietà del Bari, strappandola a Lotito che stasera medita vendetta, magari per mano di Milinkovic-Savic che ha trattenuto con tutte le forze dicendo no al Milan fino all'ultimo.Ancelotti non ha il ritmo per stargli dietro, dice che questo Napoli gli sta bene così: "Avevo chiesto al presidente di non cedere i migliori e sono stato accontentato. Abbiamo molti campioni che possono ripetersi, anzi addirittura migliorare: giocheremo con il 4-3-3 e proveremo a vincere qualcosa per questa piazza passionale, affascinante e che emoziona. Ci sarà bisogno di tempo per trovare il punto d'incontro tra ciò che era e ciò che sarà": quel tempo che De Laurentiis gli ha già concesso ma che il popolo azzurro non intende più subire.
Così finì la Primavera di Praga
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Oggi 18-08-18, 10:05

Così finì la Primavera di Praga

La primavera di Praga finì in un caldo giorno d'agosto di 50 anni fa. Ricordo quella mattina: ero in treno, alla stazione di Monaco di Baviera, di ritorno da un viaggio di studio in Norvegia, quando lessi le prime notizie sullo "sbarco", avvenuto proprio a cominciare dalla sera del 20, dei carri armati sovietici e dei Paesi satelliti (tranne la Romania) nella capitale ceca che pose termine alle nostre speranze giovanili e alle illusioni del Sessantotto: era l'amara conclusione di un sogno di mezz'estate durato troppo poco. Un sogno che, comunque, non tramontò del tutto perché lasciò tracce importanti oltrecortina tanto che, a cominciare dagli anni '80, quella specie di rivoluzione silenziosa voluta dal riformista Alexander Dubcek, passata alla storia come "rivoluzione di velluto", dette il "la", per quanto possibile, a un comunismo dal volto più umano.Tutto cominciò, nel gennaio '68, quando Dubcek salì al potere e portò aria fresca in Cecoslovacchia: se a Budapest, dodici anni prima, il vento riformista sfociò subito nella rivoluzione ungherese, a Praga il primo segretario del Partito Comunista, assieme all'economista Ota Sik e a pochi altri, cercò di accelerare in modo soft il processo di destalinizzazione che nelle Repubblica cecoslovacca stava progredendo più lentamente rispetto ad altri Paesi del Patto di Varsavia. Le riforme di quello che Dubcek chiamò "socialismo dal volto umano", da una certa democratizzazione a un parziale decentramento dell'economia, da una maggior libertà di movimento a minori censure per i giornali, non intendevano mettere in discussione la fedeltà a Mosca, ma non furono condivise dall'Urss di Breznev che non poteva rischiare una defezione cecoslovacca nel periodo più caldo della "guerra fredda" con l'Occidente. Il Cremlino dette così il via alla "normalizzazione" e in quella notte di mezzo secolo fa circa settemila tra carri armati e veicoli corazzati del Patto di Varsavia entrarono nella capitale: il dado era tratto e Dubcek finì come manovale in un'azienda forestale.Su quella stagione, il segretario nato vicino a Bratislava si soffermò in un'intervista quando, vent'anni dopo, venne in Italia per incontrare Giovanni Paolo II, il Papa polacco con il quale dialogò a lungo in slavo, e per ricevere la laurea honoris causa a Bologna. Parlò di "rinascita", sulla scia delle riforme in Urss di Gorbaciov, e trovò una specie di continuità tra la "primavera di Praga" e la perestrojka anche se - in quell'Unione Sovietica che si sarebbe dissolta nel 1991 - era ancora definito "il fallito uomo politico". Molto più lusinghiero fu invece il giudizio su Dubcek e sulla "primavera di Praga" che dette Gorbaciov quando venne ad Arcore nel '94, poco prima della discesa in campo del Cavaliere. Ma di quella grande stagione oggi non è restato molto, oltre alla suddivisione politica tra Repubblica Ceca e Slovacchia, proposta dallo stesso Dubcek, attuata pochi anni dopo. E anche in Italia i ricordi della "primavera di Praga" si sono affievoliti, a parte la canzone di Francesco Guccini e il busto dedicato a Dubcek alla facoltà di Scienze politiche dell'Università di Forlì. Eppure fu proprio lui a dare la scossa al blocco comunista finita in quella notte di mezz'estate.
Ceramiche, bronzi e pesce. Ecco l'"altro" Lucio Fontana
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Oggi 18-08-18, 10:04

Ceramiche, bronzi e pesce. Ecco l'"altro" Lucio Fontana

Dispiace dirlo, ma l'effetto è un po' questo: cartoline da un'Italia che non c'è più. Non c'è più quella spensieratezza, quell'innocenza, quella voglia di divertirsi che caratterizzarono il nostro Paese dagli anni '50 al '68. Celebrato in lungo e in largo ma pur sempre in modo unilaterale, non ci potevamo dimenticare che il 7 settembre di mezzo secolo fa moriva Lucio Fontana, l'artista più rivoluzionario del secondo '900 italiano, lui che di politica si disinteressava e che all'ansia sperimentale volle sovrapporre la leggerezza e la gioia del vivere.A Fontana piaceva passare l'estate ad Albissola, incantevole cittadina ligure baciata dal clima mite, polo d'attrazione degli artisti fin dai tempi del Secondo Futurismo, quando Tullio Mazzotti (in arte d'Albisola, non è un errore, si scrive con una o con due esse), prese il mestiere familiare di ceramista e lo evolvette aderendo al movimento di Marinetti, convogliando in Liguria pittori, scultori, intellettuali e architetti. Non solo sperimentale nella concezione artigiana, Tullio commissionò nel 1932 a Nicolay Diulgheroff la progettazione della Casa Mazzotti, esempio di laboratorio in stile ventennio che non solo è ancora lì, ma anzi si è sdoppiato in una costruzione gemella. Albisola cresce ancora dopo la guerra. Ci viene a vivere Asger Jorn, esponente del Gruppo Cobra, malato ai polmoni: compra una dimora diroccata in collina, la trasforma in una casa-museo utilizzando gli scarti della ceramica e dipingendo le pareti. Finalmente riportata alla luce. Ci passa Pinot Gallizio, scoprendo un'inedita vocazione alla pittura per interminabili notti passate a bere e discutere con quei pazzi dei Situazionisti che bazzicavano nei dintorni con le loro strampalate, rabdomantiche, teorie. Soprattutto, c'è Fontana e basta rivedere le fotografie dell'epoca per provare un brivido di nostalgia. Che Italia felice! Lo troviamo alla festa del pesce, in maglietta bretone, a organizzare convivi nello studio di Pozzo Garitta, ciabatte e camicia aperta sul petto a mostrare il fisico asciutto, gran seduttore e sciupafemmine anche dopo i cinquanta; fine stagione a modellare la terra con gusto informale insieme all'amico Agenore Fabbri; a progettare le tre Nature, sfere di bronzo che stanno sulla Passeggiata degli Artisti, segno così abitudinario che i turisti ci appoggiano, noncuranti, le biciclette.Per non dimenticare, il giovane studioso Luca Bochicchio, curatore del MuDA di Albisola, professore dell'Università di Genova, ha messo su l'originale percorso "Nascita della materia. Lucio Fontana e Albisola" che ci permette di scoprire due cose. La prima, che la storia dell'arte, quando studiata bene, è foriera di sempre nuove scoperte che danno gioia. E dunque Bochicchio, con il supporto di Enrico Crispolti, decano degli studi fontaniani (nonché mio maestro) e di Paola Valenti, merita il plauso. La seconda, che Fontana è l'esatto contrario dell'artista monocorde e ripetitivo. Chi lo identifica con i Tagli e i Buchi non ne conosce che un aspetto: Fontana era un vulcano di idee, amante della materia, conoscitore delle tecniche, gran sperimentatore, disegnatore eccezionale.Ad Albisola lo leggiamo, soprattutto, ceramista. Rivoluzionario anche in questo. Nelle sale del MuDA sono esposti alcuni capolavori: la Donna con fiore del '48, la Dama bianca del '53, i pannelli realizzati per la decorazione del transatlantico Conte Grande del '49. Usciti dal museo, si percorre l'itinerario dei luoghi fontaniani, cominciando dallo studio di Pozzo Garitta, rilevato dall'architetto Gianluca Peluffo, che presenta un allestimento documentario. Nel giardino di Casa Mazzotti ecco il famoso Coccodrillo con serpente del '36, all'interno il busto di Esa Mazzotti, nipote di Tullio, del '53. Al giardino Pacetti nello studio Ernan Design ad Albisola Superiore si riscopre il Concetto spaziale, pannello a muro in ceramica, realizzato come site specific nel '57, accanto a opere di Garelli, Scanavino, Capogrossi, Crippa. E poi si prenda l'auto per brevi spostamenti: la Chiesa dell'Assunta a Celle Ligure, il ristorante Kursaal Margherita a Varazze, per concludere il breve viaggio al Museo d'arte di Palazzo Gavotti di Savona, dove è conservata la collezione Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo: riaperto da giugno, qui la ceramica moderna dialoga con l'arte antica.Tutto questo fino a dicembre, quando il clima sarà ancora più piacevole e rivedere Fontana ancora più bello.
Gallipoli, molesta una 14enne sul molo: arrestato romeno
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Oggi 18-08-18, 09:51

Gallipoli, molesta una 14enne sul molo: arrestato romeno

Un 50enne cittadino romeno è stato arrestato la sera di Ferragosto a Gallipoli per aver molestato sessualmente una ragazzina di soli 14 anni.La vittima, sotto choc, è stata soccorsa e messa al sicuro da una pattuglia del Reparto Prevenzione Crimine della Questura intervenuta prontamente sul luogo dell"aggressione nell"area portuale sul versante denominato "Molo Salvatore Fitto", ex Molo Foraneo.Gli agenti, appena hanno raggiunto il punto dove era stata segnalata la violenza ai danni della minore, sono stati avvicinati da un giovane in chiaro stato di agitazione che ha chiesto aiuto. Il ragazzo ha raccontato ai poliziotti che poco prima lui e una sua amica, mentre si trovavano in zona, erano stati avvicinati da una persona, risultata poi essere un immigrato romeno, che all"improvviso ha iniziato a palpeggiare con una certa insistenza la sua compagna per poi darsi alla fuga.Ma il tentativo dello straniero di dileguarsi facendo perdere le proprie tracce è fallito grazie all"intervento di un coraggioso gruppo di giovani che non ha esitato ad agire bloccando il responsabile delle molestie. A quel punto gli agenti hanno fermato il sospetto e lo hanno accompagnato negli uffici, insieme alla vittima, per effettuare tutti gli accertamenti del caso. La 14enne, sentita alla presenza dei genitori, ha confermato le accuse descrivendo in modo piuttosto preciso i drammatici fatti accaduti poco prima.Acquisiti gli elementi di colpevolezza, il romeno è stato arrestato per il reato di violenza sessuale aggravata dall'aver approfittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all'età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa. Dopo le formalità di rito, l"immigrato è stato tradotto presso la Casa circondariale di Lecce.