Il Giornale (dalla fondazione sino al 1983 il Giornale nuovo) è un quotidiano nazionale italiano fondato a Milano nel 1974 da Indro Montanelli, il quale lo diresse ininterrottamente fino al 1994. Dal 1979 è proprietà della famiglia Berlusconi (dal 1992, di Paolo Berlusconi). È il decimo quotidiano italiano per diffusione (l'ottavo escludendo i quotidiani sportivi).
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Pensioni, verso l'addio alla Fornero "La smonteremo entro l'anno"
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Oggi 22-06-18, 08:40

Pensioni, verso l'addio alla Fornero "La smonteremo entro l'anno"

Roma L'ultima arma delle opposizioni contro il governo gialloverde è pensare che tutti proclami e gli annunci di questi giorni (con Salvini a fare la parte del leone) siano soltanto fumo. E che di arrosto non ci sia traccia. Per il neo ministro degli Interni è un po' come colpirlo nell'onore e nell'orgoglio. Ed ecco che il suo ultimo annuncio ha già una road map ben dettagliata, tanto da lasciare senza parole non soltanto gli oppositori. Intervenendo alla trasmissione di Rai3 Agorà, Matteo Salvini più in qualità di vicepremier che di ministro degli Interni ha annunciato che entro la fine dell'anno "la riforma Fornero sarà smontata". Molto probabilmente ripartendo dalla cosiddetta quota 100."Il ministro dell'Economia fa il suo mestiere - ha aggiunto Salvini -. Noi vedremo, rispettando le regole, di cercare di ottenere più spazio in Europa per fare quello che abbiamo promesso in campagna elettorale". Con ogni probabilità non sarà necessaria una vera riforma del sistema pensionistico. Basterà, spiega lo stesso Salvini, inserire lo smantellamento della Fornero nella legge di Bilancio. E così dal prossimo anno potremmo trovarci con un sistema pensionistico dove varrà principalmente il principio matematico della quota cento con un minimo di 42 anni di contributi versati.E che su questo punto ci sia piena sintonia con l'altro vicepremier lo dimostra anche il fatto che Luigi Di Maio va ripetendo che entro l'anno saranno ridimensionate le pensioni d'oro, viste dai pentastellati come un indebito privilegio. Nei giorni scorsi Di Maio ha incontrato anche il presidente dell'Inps per discutere il progetto di istituire un fondo nel quale far confluire i tagli dei vitalizi degli ex parlamentari e i tagli delle pensioni d'oro. Un fondo che servirebbe proprio per poter aumentare le pensioni minime come gesto di equità sociale. "Smontare la Fornero" come dice Salvini è un auspicio comune. Dai Cinque Stelle alla Lega, passando per i sindacati. Questi ultimi, però con necessari distinguo."La legge Fornero - avverte il segretario generale della Ui, Carmelo Barbagallo - è come un muro che pezzo dopo pezzo intendiamo smontare". Senza però "soluzioni generalizzate". La Uil si mostra perplessa circa l'efficacia della cosiddetta "quota 100". "Può funzionare per i lavoratori che hanno un numero rilevante di anni di contributi - osserva Barbagallo -. Rischia invece di essere una beffa per i giovani che, entrando tardi nel mondo del lavoro a tempo pieno e costante, vedrebbero paradossalmente aumentare la loro soglia per l'età pensionabile".
Così M5s e Lega si spartiscono la guida dei "parlamentini"
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Oggi 22-06-18, 08:39

Così M5s e Lega si spartiscono la guida dei "parlamentini"

L'alleanza di governo Movimento 5 stelle-Lega fa il pieno di Commissioni parlamentari. Un'elezione - quella di presidenti, vicepresidenti e segretari - che fa sì che il motore di Camera e Senato ora possa girare a pieni giri, con le istituzioni nella loro piena operatività.Sono i Cinquestelle a incassare il dividendo maggiore con 17 presidenze mentre la Lega ne ottiene 11 (e dei 28 presidenti ben 10 sono alla prima esperienza parlamentare). M5s ora presiede 9 commissioni alla Camera e 5 al Senato; la Lega ne ha 5 alla Camera e 6 a palazzo Madama. Le opposizioni dovranno dividersi la guida del Copasir, della Vigilanza Rai e dell'Antimafia. Si tratta delle commissioni di garanzia sulle quali non è ancora stato raggiunto un accordo. Nuova fumata nera del Parlamento, invece, per l'elezione di un giudice della Corte costituzionale. Anche il terzo scrutinio è andato a vuoto. Si dovrà quindi procedere a una successiva votazione, la quarta, ma questa volta il quorum sarà più basso.I nomi dei neo-presidenti di commissione che colpiscono maggiormente sono quelli dei leghisti Claudio Borghi (Bilancio della Camera) e Alberto Bagnai (Finanze del Senato), due economisti vicini a Salvini dalla posizione fortemente critica sull'euro. Una scelta che da alcuni osservatori è stata interpretata come una sorta di miccia per l'aumento dello spread, arrivato a toccare quota 243 per chiudere a 240. Secondo altre interpretazioni avrebbero, invece, inciso le dichiarazioni di Matteo Salvini che ha paventato il taglio del contributo dell'Italia al bilancio Ue senza un accordo sull'immigrazione e ha indicato lo smantellamento della riforma Fornero entro fine anno. Dichiarazioni controbilanciate dalle parole del ministro dell'Economia Giovanni Tria che a Lussemburgo ha detto che "l'euro non è in discussione".Per quanto riguarda le commissioni Affari costituzionali e Giustizia si è scelto di affidare nello stesso ramo del Parlamento presidenze dello stesso colore politico. Ai grillini sono andate la Affari Costituzionali della Camera con Giuseppe Brescia e la Giustizia con Giulia Sarti, mentre ai leghisti quelle del Senato con Stefano Borghesi e Andrea Ostellari, quest'ultimo alla sua prima esperienza in Parlamento. Non è decollata, quindi, l'indiscrezione sulla volontà di M5s di mettere le mani sulle due Commissioni Giustizia. La nomina di Brescia, molto vicino a Roberto Fico, secondo alcuni potrebbe essere propedeutica alla creazione di un contraltare parlamentare alle iniziative di Salvini sull'immigrazione visto che la commissione Affari Costituzionali dovrà vagliarne alcune misure. Su questo fronte i grillini potranno giocarsi un'altra carta avendo ottenuto la commissione Esteri in entrambi i rami del Parlamento con Marta Grande e Vito Petrocelli, rispettivamente alla Camera e al Senato e le Politiche Ue con Sergio Battelli ed Ettore Antonio Licheri.I Cinquestelle hanno premiato alcuni grandi esclusi del totonomine governativo come il senatore Mauro Coltorti, fino a pochi minuti dall'annuncio della squadra dato in pole position per l'incarico di ministro delle Infrastrutture. Coltorti è diventato presidente della commissione Trasporti. Pierpaolo Sileri in predicato di diventare ministro della Salute, è il nuovo presidente della commissione Sanità.Poltrone utili anche ad alleggerire la tensione interna ai Cinquestelle nelle cui file cova malumore per lo strapotere leghista di queste prime settimane di governo.
Scioperi, cambia l'aria: "Sanzioni più dure per difendere gli utenti"
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Oggi 22-06-18, 08:39

Scioperi, cambia l'aria: "Sanzioni più dure per difendere gli utenti"

Il momento deve essergli sembrato quello giusto. Una maggioranza nuova di zecca, attenta agli umori degli italiani e affamata di annunci, non può lasciarsi sfuggire l'occasione di assecondare la rabbia degli utenti dei trasporti. Pendolari funestati dagli appuntamenti quasi fissi con gli scioperi primaverili dei trasporti, di quelli casualmente indetti in mezzo a un ponte. Oppure, ancora peggio, ingannati dalle proteste annunciate e poi revocate all'ultimo momento. Un popolo ancora senza voce.Per questo il presidente dell'Autorità per gli scioperi Giuseppe Santoro Passarelli ha dedicato la parte centrale della tradizionale relazione al Parlamento ad avanzare al governo alcune proposte per contrastare l'abuso di astensioni dal lavoro.Sarebbe opportuno, ha spiegato, pensare a un "intervento normativo rivolto alla verifica della rappresentatività sindacale". Poi dare alla stessa Commissione un potere di "differimento motivato dello sciopero". Un modo per tutelare i cittadini e sottrarre alle mini organizzazioni il potere di provocare un danno non proporzionato alle loro dimensioni.I dati danno bene l'idea di quale sia la situazione. Il numero di scioperi nel settore dei servizi pubblici essenziali nel 2017 (anno che non è stato caratterizzato da vertenze sindacali particolarmente importanti) è risultato "in lieve aumento rispetto al precedente anno: 2.448, rispetto alle 2.352 del 2016".A seguito delle "revoche spontanee" il numero di astensioni effettive dal lavoro si dimezza. È il risultato del fenomeno tipico del trasporto locale: scioperi annullati all'ultimo momento. Scioperi inutili, dai quali "nessuno appare trarre benefici". Solo danni per gli utenti.Altra situazione tipo del trasporto pubblico locale: scioperi proclamati con "generiche motivazioni politico-sociali" da piccole sigle, portano le aziende a chiudere gli impianti. I manager non si prendono la responsabilità di fare scelte, i sindacati ottengono quello che vogliono (visibilità e piccoli poteri). A rimetterci sono ancora una volta i cittadini. A Milano, ha ricordato l'autorità, "in occasione di uno sciopero proclamato da un sindacato che in tale azienda conta un solo iscritto, il cui annuncio ha" mandato in tilt la città.Per questo Santoro Passarelli chiede una norma per misurare il peso dei sindacati. All'Autorità potrebbe essere dato il potere di "raggruppare in un'unica data azioni di sciopero" diverse.Quindi alzare le sanzioni per i sindacati che abusano del diritto di sciopero, ma anche per le aziende che non tutelano gli utenti. E per queste ultime si potrebbe pensare a mettere in discussione la concessione del servizio pubblico. Negative le reazioni dei sindacati alla relazione.Ma neppure la maggioranza ha mostrato troppo interesse per il tema. Nessuna reazione alla relazione. Nemmeno il ministro del lavoro Luigi Di Maio, esponente del M5s. Movimento che in alcune realtà, come Roma, ha tra i dipendenti del trasporto locale una bella fetta di elettorato. Forse un tema troppo populista anche per questa maggioranza.
I censimenti dei nomadi? Ce li chiedeva l'Europa
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Oggi 22-06-18, 08:29

I censimenti dei nomadi? Ce li chiedeva l'Europa

Roma - No, il censimento no! Di censimenti, ricognizioni, indagini sui campi nomadi (rom, sinti e camminanti) si sono occupati negli ultimi vent'anni ministeri, regioni, comuni, prefetture e associazioni. Gli obiettivi vanno dal semplice monitoraggio dei flussi all'ordine pubblico, dall'istruzione alla verifica dei protocolli sanitari. É logico e necessario per ragioni facilmente intuibili capire quanti sono i nomadi, dove si trovano, come si spostano, quali mezzi di sostentamento hanno, come avviene per tutti i cittadini. E questa esigenza è stata sentita anche dalle Nazioni Unite e dall'Unione Europea che negli scorsi anni hanno bacchettato l'Italia a questo proposito.L'assenza di dati certi sulla "composizione etnica e razziale" della popolazione rom in Italia è stata segnalata dal Comitato per l'eliminazione della discriminazione razziale - organismo dell'Onu - nelle sue "osservazioni conclusive" del diciannovesimo e ventesimo rapporto periodico sulla situazione italiana, datate 9 dicembre 2016, riporta l'agenzia Agi. Questo documento è stato trasmesso dal Comitato all'Ue, che lo ha a sua volta consegnato all'Italia in forma di "raccomandazione". "Mentre vanno notati i recenti sforzi da parte dello Stato per migliorare la raccolta di dati sui reati commessi con movente razziale - si legge - il Comitato ribadisce le sue preoccupazioni riguardo alla mancanza di dati particolareggiati sulla composizione razziale e etnica della nazione. Tali dati sono un punto di partenza essenziale per una successiva disaggregazione di più dettagliati indicatori socio-economici per singolo gruppo sociale, che può rivelare fino a che punto sia differenziato il godimento dei diritti previsti dalla Convenzione per quegli individui protetti ai sensi dell'articolo 1 della stessa Convenzione".Il Comitato Onu sottolinea poi che "tale disaggregazione dei dati statistici è indispensabile per definire una base empirica su cui individuare particolari gruppi soggetti a discriminazione per razza, colore, provenienza o origine etnica o nazionale, per adottare le opportune misure - anche speciali - per correggere situazioni diseguaglianza, e per valutare l'impatto delle misure adottate". L'Associazione 21 Luglio, che tutela i nomadi, nel suo rapporto ha richiamato espressamente le conclusioni del Comitato Onu. "Già nel dicembre 2016 - si legge - il Comitato sull'Eliminazione della Discriminazione Razziale dell'Onu aveva espresso la sua preoccupazione riguardo all'assenza di un sistema per la raccolta di questa tipologia di informazioni" sulla popolazione rom in Italia. "Nell'agosto 2017 la Commissione Ue ha sottolineato la persistente mancanza di dati, indicatori e meccanismi di monitoraggio efficaci nell'indagare l'impatto sulle azioni a contrasto della discriminazione". Insomma, al netto delle tempeste mediatiche, il concetto è chiaro: il censimento e la conoscenza delle condizioni di vita dei nomadi sono fondamentali per aiutarne l'integrazione.I rom e i sinti che vivono nel nostro Paese sono circa 180mila. Peraltro soltanto il 3% è effettivamente nomade. Circa 26mila vivono in emergenza abitativa in baraccopoli formali (insediamenti gestiti dalle amministrazioni locali) e informali (campi abusivi). Circa il 43% ha la cittadinanza italiana. Nelle baraccopoli informali e nei micro insediamenti vivono nell'86% dei casi cittadini di origine romena.
Migranti nei lager. Sgominata la banda dell'accoglienza
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Oggi 22-06-18, 08:28

Migranti nei lager. Sgominata la banda dell'accoglienza

Ci sono i migranti, vittime due volte, e chi lucrava su di loro incassando fiumi di denaro per occuparsene e che invece gli riservava un trattamento disumano, costringendoli a vivere ammassati in veri e propri tuguri senza riscaldamento, talvolta senza acqua ed elettricità, senza materassi e coperte, senza vestiti di ricambio né pocket money.Era un sistema criminale che lucrava sull'accoglienza quello scoperchiato dalla Procura di Benevento e che ha portato all'arresto di cinque persone, tra cui un funzionario pubblico, un impiegato del ministero della Giustizia e un appartenente alle forze dell'ordine, accusati a vario titolo di truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode in pubbliche forniture, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio. Ci sono anche 36 indagati. Tutto ruotava intorno a Paolo Di Donato, il "re dei rifugiati", che intercettato ammette di guadagnare anche 50mila euro al giorno sulla testa dei migranti. Amministrando il consorzio Maleventum che gestisce tredici centri di accoglienza arrivando ad ospitare anche mille immigrati ha costruito un impero. Quando ha cominciato a sentire il fiato degli investigatori sul collo, visto che c'era un carabiniere infedele che gli spifferava le notizie coperte da segreto, per evitare conseguenze giudiziarie ha rinunciato alle cariche operative rimanendo un semplice consulente, ma nonostante questo la Procura è riuscita ad ottenere dal gip la misura cautelare e adesso è ai domiciliari. Stessa misura per Giuseppe Pavone, dipendente del ministero della Giustizia, per il funzionario della prefettura Felice Panzone, poi trasferito, per il carabiniere Salvatore Ruta e per uno dei gestori dei centri, Angelo Collarile.L'indagine va avanti dal novembre 2015, quando un esposto aveva denunciato una serie di irregolarità. È emerso un vero e proprio business sulle assegnazioni pilotate dei migranti, sul sovraffollamento dei centri, sulla falsa attestazione di presenze degli ospiti. Tutto grazie alla compiacenza del funzionario della prefettura che consentiva a Di Donato di ottenere l'assegnazione di un numero di immigrati ben oltre le capacità dei suoi centri. I fondi lievitavano ulteriormente grazie a qualche trucchetto, come quello di non denunciare l'allontanamento degli ospiti, che continuavano ad essere censiti attraverso firme false apposte palesemente con la stessa grafia o gonfiando il registro delle presenze. Errori talmente evidenti da convincere gli investigatori che dovesse esserci un nesso tra controllore e controllato. Grazie alla dritta di Panzone, che dalla prefettura avverte i gestori ("Passate la cera"), nel gennaio 2016 i centri-lager riescono a passare indenni anche un'ispezione Onu dell'alto commissariato per i rifugiati. I tuguri vengono sistemati, vengono preparati pasti decenti, forniti abiti puliti ai migranti, ai quali viene consentito di lavarsi e di non farsi trovare ammassati. Ma qualcuno è meno scaltro e lascia tracce che si riveleranno utili all'inchiesta.La Procura aveva chiesto il sequestro delle strutture, il gip ha detto no. Le indagini hanno portato alla luce situazioni ai limiti della decenza. I migranti venivano ammassati anche in dieci in stanze che potevano ospitarne al massimo quattro, con servizi igienici assolutamente insufficienti e condizioni sanitarie ben al di sotto degli standard richiesti. Ma ottenere l'autorizzazione della prefettura di Benevento non era un problema, sempre grazie alla compiacenza di Panzone.
Grecia, finita l'era della Troika: c'è l'accordo sui debiti
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Oggi 22-06-18, 08:20

Grecia, finita l'era della Troika: c'è l'accordo sui debiti

Dopo otto anni, finisce l'era della Troika che ha commissariato la Grecia. È stato trovato nella notte infatti l'accordo all'Eurogruppo dopo ore di discussione.Tra le misure chiave anche l'estensione delle scadenze dei rimborsi di dieci anni su 97 miliardi di prestiti relativi al secondo intervento di salvataggio. Inoltre Atene ha ottenuto un nuovo prestito di 15 miliardi per fronteggiare eventuali problemi di liquidità sui mercati. Infine i creditori verseranno 600 milioni ogni sei mesi fino al 2022: si tratta di un incentivo per mantenere l'attuale percorso di riforme economiche."Il problema del debito ellenico adesso è alle spalle", ha dichiarato il ministro francese Bruno Le Maire. E il commissario agli affari economici Pierre Moscovici ha aggiunto: "Momento storico, la crisi finisce questa notte". Ma la supervisione dei creditori non finisce qui, anche se la Grecia potrà dal 20 agosto prossimo tornare a finanziarsi sui mercati.Nel dettaglio le misure definite dall'Eurogruppo sono tre. La prima è l'abolizione del margine del tasso di interesse relativo alla restituzione della tranche del secondo programma di salvataggio fino al 2018 (per l'esattezza si tratta di 96,9 miliardi di euro). La seconda misura è l'uso dei profitti del 2014 realizzati dall'Esm e dei trasferimenti di quelli derivanti dai titoli detenuti dalle banche centrali nazionali e dalla Bce: saranno trasferiti alla Grecia ogni sei mesi a dicembre e giugno fino al 2022 per essere usati per ridurre le necessità finanziarie lorde o finanziare altri investimenti concordati. Queste due misure, ha indicato l'Eurogruppo, "sono condizionate al rispetto degli impegni di policy e al monitoraggio". Infine l'ulteriore dilazione degli interessi dovuti all'Efsf, l'ammortamento di dieci anni e un'estensione della scadenza media ponderata massima di 10 anni.L'analisi della sostenibilità del debito da parte delle istituzioni europee sarà rifatta nel 2022, quando verranno valutate eventuali altre misure per assicurare il rispetto dei target del debito (attualmente al 178% del pil). I bisogni finanziari della Grecia devono restare soto il 15% del pil nel medio termine e sotto il 20% del pil successivamente assicurando che il debito resti in un percorso di riduzione "sostenuta". In ogni caso, resta sempre possibile un intervento di emergenza, come concordato un anno fa.
Fratture e minacce: ora l'Unione può esplodere
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Oggi 22-06-18, 08:08

Fratture e minacce: ora l'Unione può esplodere

I Paesi di Visegrad le voltano la schiena. Il falco di Baviera Horst Seehoofer è pronto a scavarle la fossa sotto i piedi. L'Italia per la prima volta prova a rivoltarglisi contro. E il trattato di Schengen sembra a un passo dalla rottamazione. Insomma la Cancelliera Angela Merkel e l'Europa disegnata a sua immagine e somiglianza tremano, traballano e si sgretolano. Il tutto a meno di una settimana da un Consiglio Europeo in cui l'Unione dovrà decidere come uscire da quella crisi dei migranti che rischia di distruggerla.Ma la resa dei conti inizia dal peccato originale. Anzi dalla peccatrice. Da quella Angela Merkel colpevole di aver spalancato le porte a un fenomeno migratorio di cui non comprese la devastante portata. Tre anni dopo, la prima a subirne le conseguenze è lei. Ieri Seehofer non ha usato mezzi termini e ha attaccato a muso duro una Cancelliera pronta a licenziarlo pur di frenare il "masterplan" anti immigrazione con cui il falco della Csu bavarese vorrebbe respingere alla frontiera chiunque si è visto rifiutare l'asilo in un altro Paese o non è in grado di esibire un documento. "Sarebbe la prima volta al mondo che uno licenzia un ministro soltanto perché si preoccupa e si prende cura della sicurezza e dell'ordine del suo Paese", ha dichiarato Seehofer. "Io sono presidente della Csu, uno dei tre partiti della coalizione di governo, e guido il mio partito con totale sostegno. Se qualcuno nella cancelleria è insoddisfatto del lavoro del ministro dell'Interno, allora deve porre fine alla coalizione".Ma mentre la Cancelliera si arrovellava per tenere in piedi la sua stessa casa, a oriente veniva giù un altro pezzo d'Europa. I Paesi del blocco di Visegrad, Ungheria in testa, guidavano la rivolta contro il vertice preparatorio tra Italia, Spagna, Francia, Germania e Austria (ma forse anche Bulgaria Olanda e Belgio) che domenica dovrebbe segnare le tappe d'avvicinamento al Consiglio d'Europa del 28 giugno sul tema migranti. Il pomo della discordia capace d'innescare la sollevazione di Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca è come sempre la ripartizione dei richiedenti asilo. Un argomento considerato una sorta d'inviolabile tabù dai quattro Paesi dell'Est europeo. "Apprendiamo che ci sarà un mini-summit, ma noi non vi parteciperemo perché questo è contrario alle abitudini dell'Ue", ha annunciato il premier ungherese, Viktor Orban spiegando che il responsabile dell'organizzazione dei summit "è il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk e non la Commissione europea".Prima ancora che succedesse tutto questo le linee guida della Merkel erano state messe in dubbio anche da un Giuseppe Conte costretto a confrontarsi con l'ignobile bozza di lavoro sottopostaci in vista dello stesso vertice preparatorio. Una bozza che ribadiva l'obbligo di riprenderci, con tante scuse, i migranti sbarcati sulle nostre coste, ma acciuffati al confine di altri Paesi dopo esser sgusciati tra le maglie dei controlli. Comunque non illudiamoci, la rivolta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte prontissimo nel rispedire al mittente la bozza minacciando il ritiro dell'Italia non è certamente una vittoria definitiva. Lo scontro tra Seehofer e la Cancelliera dimostra inequivocabilmente come dietro la sopravvivenza di quella clausola iniqua ci fosse il tentativo della Merkel d'abbassare il livello dello scontro con il proprio ministro dell'Interno. La reazione dell'Italia e la cancellazione della clausola ha dato fuoco alle polveri. Ma anche messo a nudo lo stato di decomposizione in cui versa ormai l'Unione.
Mondiale 2018, l'Argentina crolla contro la Croazia: 0-3 ed eliminazione vicina
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Ieri 21-06-18, 21:54

Mondiale 2018, l'Argentina crolla contro la Croazia: 0-3 ed eliminazione vicina

L'Argentina di Jorge Sampaoli esce con le ossa rotte nel big match della giornata contro la Croazia del ct Dalic che infligge una sconfitta pesante all'Albiceleste. I croati vincono con grande merito per 2-0 frutto delle reti dell'ex Fiorentina Ante Rebic e del fuoriclasse del Real Madrid Luka Modric che a diecim minuti dalla fine ha letteralmente seppellito le speranze di Lionel Messi e compagni che ora sono appesi ad un filo e rischiano di dover salutare il Mondiale anzitempo. La Pulce ha deluso ancora le aspettative mentre il gioco collettivo della Croazia ha lasciato tutti a bocca aperta visto che il risultato avrebbe potuto essere anche più rotondo. Croazia a punteggio pieno agli ottavi di finale, Argentina ad un passo dal baratro. Domani alle 17 ci sarà la sfida tra la Nigeria e l'Islanda, mentre nell'ultimo turno la nazionale di Sampaoli se la vedrà contro gli africani: le possibilità di passare per Messico sono ridotte al lumicino.Nel primo tempo la Croazia parte forte con Caballero che si esibisce in una gran parata al quinto minuto su Perisic, Meza al 15' ha una grande chance per portare avanti l'Argentina mentre al 19' Tagliafico e Caballero per poco non combinano un pasticcio. Acuna colpisce la traversa al 23, mentre Perez alla mezz'ora si divora il gol del vantaggio. Mandzukic al 33' ha un occasione d'oro ma la cestina malamente così come Rebic sul finire di primo tempo. Nella ripresa, però, l'ex viola si riscatta e trova il gol del vantaggio al 53' frutto della follia del portiere Albiceleste Caballero che gli regala il gol del vantaggio. L'Argentina si riversa in avanti per cercare il gol ma senza impensierire il numero uno croato. All'80' la mente del centrocampo di Dalic Modric sigla il 2-0 con una gran bomba di destro che lascia di sale Caballero. Rakitic all'87' colpisce la traversa, mentre al 90' Dybala viene murato da Vida. In pieno recupero e in contropiede Rakitic sigla il 3-0 con la difesa argentina in bambola.
Salvini: "Finalmente ora i barconi iniziano ad andare altrove"
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Ieri 21-06-18, 21:50

Salvini: "Finalmente ora i barconi iniziano ad andare altrove"

"I barconi iniziano finalmente ad andare da un'altra parte. Per farsi ascoltare occorreva dire qualche no, non signor sì signora Merkel o signor Macron a qualsiasi richiesta. Questo non vale solo per l'immigrazione, ma per il sistema bancario, economico, turistico, per l'agricoltura. Tutte queste direttive ci hanno massacrato e tolto posti di lavoro". Così Matteo Salvini a Terni, dove questa sera è intervenuto a sostegno della campagna elettorale del candidato sindaco di centrodestra in vista del ballottaggio di domenica prossima.Il ministro dell'Interno poi è tornato sul caso della Ong Lifeline che, ignorando le indicazioni di Roma e di Tripoli, ha caricato a bordo 400 migranti. "Siccome la nave Ong Lifeline è fantasma, io le navi fantasma nei porti italiani non le voglio. Vadano altrove, vadano a Malta che è più vicina", ha tuonato Salvini.Che sulla querelle con Roberto Saviano ha aggiunto: "La mafia si combatte con i fatti e non con i bla bla andando in televisione a fare i fenomeni. Sciascia parlava dei professionisti dell'antimafia che guadagnano discutendo di mafia e di camorra. Noi vediamo di parlare poco ma di portare via anche le mutande a questi disgraziati. Rispondiamo con i fatti. La mafia mi fa schifo. Gli unici che devono aver paura sono i delinquenti in Italia, tutti gli altri possono stare tranquilli".E sui rom Salvini ha spiegato: "Non mi interessa di fare le schedature e i censimenti, ma voglio sapere chi ci vive nei campi, che lavoro fa, se paga le tasse e se manda i figli a scuola. Sono stufo che nei campi rom possano fare quello che vogliono senza una conseguenza che sia una. E via a dirmi che sono razzista, populista, leghista e sovranista. Mi scivola tutto addosso, perché penso di rappresentare il 99% degli italiani perbene che vogliono vivere tranquilli".
Scontrini e condono: ecco le novità in arrivo
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Ieri 21-06-18, 21:28

Scontrini e condono: ecco le novità in arrivo

Anche per la Guardia di finanza è arrivato il momento della svolta. Le Fiamme gialle intendono "sostenere con convinzione il cambiamento nei rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuenti", ha ribadito il comandante generale Giorgio Toschi in occasione del 244simo anniversario di fondazione sottolineando la necessità di "un nuovo approccio fondato sulla semplificazione fiscale, sulla buona fede e sulla cooperazione tra le parti, teso, più in generale, ad eliminare le misure che penalizzano i cittadini onesti, favorendo invece l'adeguamento spontaneo agli obblighi tributari e riducendo al minimo, ove possibile, l'invasività dei controlli".Nel mirino dei finanzieri, pertanto, non ci sono più i piccoli commercianti, gli artigiani e gli imprenditori, che rappresentano l'ossatura economica del Paese e che, magari, hanno omesso di rilasciare uno scontrino. L'obiettivo dell'azione di contrasto sono i grandi evasori, soggetti fiscalmente pericolosi i cui patrimoni sono espressione diretta di gravi reati tributari o economico-finanziari commessi. Queste fattispecie, considerate tutte insieme, in un anno e mezzo hanno sottratto allo Stato 2,3 miliardi di euro (in media, più di 2 milioni ciascuno). Per 1,3 miliardi di euro si tratta di valori e beni dapprima "congelati" e poi confiscati.I nuovi percorsi intrapresi dalla Guardia di Finanza mirano, infatti, a "stanare" gli evasori qualificando e quantificando la sproporzione esistente tra i redditi dichiarati e il patrimonio della persona interessata da procedimenti di prevenzione patrimoniale. Insomma, più analisi incrociata dei dati, frutto della collaborazione con l'Agenzia delle Entrate sullo spesometro, e meno controlli random, quelli che spesso generano un sentimento di insofferenza da parte dei contribuenti onesti."La rigorosa azione di contrasto alle frodi più gravi e pericolose consente di difendere la capacità competitiva delle imprese sane, incentivando l'iniziativa economica privata", ha concluso il generale Toschi. In particolare, sono stati effettuati 128mila verifiche e controlli nei confronti delle persone e delle imprese considerate maggiormente a rischio di evasione fiscale che hanno portato nell'arco di diciotto mesi alla denuncia di 23mila reati fiscali. Il 67% di questi sono rappresentati da emissione di fatture false, dichiarazione fraudolenta e occultamento di documentazione contabile. I sequestri di disponibilità patrimoniali e finanziarie sono ammontati a 1,1 miliardi di euro, cui si aggiungono le ulteriori proposte di sequestro già avanzate, per 5,7 miliardi di euro. Gli evasori totali scoperti sono stati 12.824. A loro è stata contestato il mancato versamento di 5,8 miliardi di Iva.L'azione antimafia ha portato alla confisca di beni e valori per 2 miliardi di euro e al sequestro di ulteriori 3 miliardi, mentre le richieste di sequestro in corso ammontano a 4,6 miliardi di euro. Il valore accertato del riciclaggio di evasori, corrotti e mafiosi si è attestato sui 3 miliardi di euro, un fiume di soldi intercettato grazie a 1.300 indagini di polizia giudiziaria, con denunce per riciclaggio e autoriciclaggio nei confronti di 2.508 persone.La lotta alla corruzione, invece, ha consentito di riscontrare irregolarità per 2,9 miliardi su un totale di 7,3 miliardi di euro di valore di gare d'appalto controllati. Questo significa che il 40% delle aggiudicazioni presenta evidenti illegittimità. In totale sono state denunciate per delitti contro la Pubblica amministrazione oltre 6mila persone, il 10% delle quali è finito in manette (644). Anche i sequestri eseguiti per 800 milioni di euro in tutto il comparto della tutela della spesa pubblica danno il senso dell'efficacia delle misure intraprese se si pensa che 600 milioni sono i sequestri nel solo settore degli appalti e del contrasto alla corruzione.
Genova, ambulanza bloccata dalle auto in sosta: muore 60enne
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Ieri 21-06-18, 20:19

Genova, ambulanza bloccata dalle auto in sosta: muore 60enne

Si tratterebbe quasi di una tragedia annunciata, come lamentano giustamente i cittadini che vivono nella zona di via Capraia, l"incidente verificatosi nella serata di questo mercoledì. Ci troviamo infatti in uno di quei quartieri già noti al comune di Genova, oltre che alle forze dell"ordine, per essere una zona di impervio accesso per i soccorsi a causa anche del parcheggio selvaggio di cui è fatta oggetto ad ogni ora del giorno.Sono circa le 20:30 quando il 118 riceve una richiesta di intervento a causa di un malore di cui è vittima un uomo di 60 anni. Purtroppo però la strada, già di per sé stretta, era resa ulteriormente imperaticabile all"ambulanza e all"auto medica giunte sul posto, proprio dalle numerose vetture posteggiate lungo la carreggiata e da una catena che delimitava un"area di parcheggio privato.Si è richiesto così anche l"intervento della Polizia Municipale, che ha chiamato il carro attrezzi e ha cercato di risalire ai proprietari delle autovetture per velocizzare lo sgombero della strada e consentire ai soccorsi di raggiungere la vittima del malore. Per una tragica fatalità una delle vetture in questione apparteneva proprio a quest"ultimo.Gli operatori del 118 hanno comunque preferito non attendere oltre e sono accorsi sul luogo della chiamata a piedi; ormai era troppo tardi ed il 60enne era già spirato al loro arrivo, quindi è stato possibile solo dichiararne il decesso.Il vice presidente della Croce Blu di Castelletto, Guido Bragoni, ha così commentato la vicenda: "Non so se le auto che hanno impedito all"ambulanza di transitare hanno provocato la morte del paziente, di certo occorre maggiore attenzione da parte gli automobilisti, perché in quella zona rimaniamo bloccati una volta alla settimana", riporta il "Secolo XIX". "Invece di perdere tempo a fare manovre o aspettare i proprietari delle auto, i soccorritori sono scesi dall"ambulanza e sono corsi a piedi con le attrezzature di rianimazione sino al palazzo dove c"era il paziente che stava male", ha proseguito nelle sue dichiarazioni Bragoni, "Siamo arrivati nella casa in pochi minuti. Purtroppo il nostro intervento è servito a poco perché il sessantenne, che era una persona malata, è morto appena abbiamo iniziato la pratica di rianimazione".Sulla morte del 60enne gli agenti della Polizia Locale hanno presentato una segnalazione diretta alla Procura della Repubblica, che potrebbe avviare delle indagini alla ricerca delle reali responsabilità dell"accaduto.
Venezia, una famiglia in ritardo invade pista di decollo per non perdere il volo
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Ieri 21-06-18, 19:23

Venezia, una famiglia in ritardo invade pista di decollo per non perdere il volo

Episodio di follia quello avvenuto all"aeroporto "Marco Polo" di Venezia e raccontato su "La Nuova Venezia".Lunedì scorso una coppia di nostri connazionali, peraltro in compagnia dei due figli minorenni, si è forzatamente introdotta all"interno dell"area delle piste di decollo dell'aeroporto veneto: lo scopo dell"intrusione era quello di raggiungere l"aereo diretto a Napoli sul quale sarebbero dovuti salire seguendo le normali procedure di imbarco.Evidentemente, però, il ritardo dei viaggiatori era eccessivo e l"aeromobile era in procinto di decollare, motivo per il quale la coppia ha pensato bene di forzare i controlli varcando l"ingresso del gate 7 e facendo scattare così l"allarme. Repentino l"intervento della sicurezza, che ha impedito ai quattro di raggiungere il velivolo, un aereo della compagnia Easyjet. La giustificazione addotta dalla coppia sarebbe stata quella del loro ritardo e dunque della necessità di non perdere il volo diretto a Napoli."Sembra che i quattro fossero in notevole ritardo e non avessero intenzione di perdere l"aereo, così hanno cercato una scorciatoia per raggiungerlo", conferma per l"appunto una dichiarazione sul fatto rilasciata dalla Questura della città lagunare. Per i trasgressori un"ammenda di 4100 euro in totale (per la precisione 2074 euro per ciascuno degli aventi maggiore età), che quanto meno sarà da incentivo, la prossima volta, per una maggiore puntualità in aeroporto e per il rispetto delle misure di sicurezza.
Macron attacca ancora: "Populisti lebbra dell'Europa"
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Ieri 21-06-18, 18:50

Macron attacca ancora: "Populisti lebbra dell'Europa"

Emmanuel Macron ancora una volta finisce nella bufera. Il presidente francese in una intervista a Le Figarò ha difeso la politica dell'accoglienza e ha nuovamente attaccato i partiti populisti definendoli "lebbra d'Europa". Una frase forte quella del presidente francese che riapre lo scontro anche col governo italiano: "Li vedete crescere un po' ovunque in Europa, in Paesi in cui credevamo fosse impossibile vederli riapparire. I nostri amici vicini dicono le cose peggiori e noi ci abituiamo! Fanno le peggiori provocazioni e nessuno si scandalizza", ha affermato l'inquilino dell'Eliseo nell'intervista al quotidiano transalpino.Dura la risposta del vicepremier Luigi Di Maio che ha puntato il dito contro l'Eliseo: "Parole offensive e ipocrite". E ancora: "La vera lebbra è l'ipocrisia di chi respinge gli immigrati a Ventimiglia e vuole farci la morale sul diritto sacrosanto di chiedere una equa ripartizione dei migranti. La solidarietà o è europea o non è". Insomma dalla Francia arrivano ancora lezioni agli altri Paesi che devono quotidianamente fare i conti con l'emergenza sbarchi del Mediterraneo. Proprio la Francia al confine con l'Italia prosegue nella sua politica di rispingimenti, sconfinando anche in territorio italiano con la Gendarmeria per controllare il confine. Macron però punta il dito contro gli altri Stati europei, Italia inclusa: "Quando gli altri tradiscono, anche l'asilo, fanno le peggiori provocazioni umanitarie - ha proseguito - ed è questo che bisogna denunciare e contro cui bisogna battersi. Non dividendoci tra noi stessi. E' contro quelli che bisogna scandalizzarsi. Contro il nazionalismo che rinasce, contro le frontiere chiuse che propongono alcuni", ha affermato. Insomma lo scontro tra Parigi e gli Stati europei che sono in prima linea sul fronte dei barconi e degli sbarchi resta aperto.
"Agli islamici la sala gratis mentre le suore ​devono pagare"
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Ieri 21-06-18, 18:42

"Agli islamici la sala gratis mentre le suore ​devono pagare"

Una nuova polemica su rapporti tra islam e cristianesimo. Questa volta siamo a Verbania, piccolo e meraviglioso centro sul Lago Maggiore. A finire nel mirino della consigliera di opposizione, Stefania Minore, è la decisione del Comune guidato da una civica di sinistra di concedere l'utilizzo della villa storica Villa Giulia per una cerimonia musulmana. Gratis. E al tempo stesso invece avrebbe chiesto, scrive Libero, il pagamento di una quota alle suore Rosminiane per l'uso del Teatro maggiore per la recita di fine anno."Disparità di trattamento da parte dell"amministrazione comunale tra musulmani e cattolici", ha detto la consigliera a VCOAzzurraTv .Alle polemiche della consigliera sono arrivate le pronte repliche del sindaco. "Come tutte le scuole e le associazioni hanno sperimentato, - ha detto Marchionini - il teatro è stato finora concesso per ogni manifestazione, così come Villa Giulia, nei limiti della programmazione. Alle illazioni astiose non ho altro da dire"."La delibera in questione concede gratuitamente due sale al piano giardino di Villa Giulia all"associazione culturale italo araba per un incontro religioso. La richiesta - spiega ancora la consigliera Minore - è datata 12 giugno e la sindaca Marchionini ha riunito in due giorni la Giunta per emettere l"atto di concessione gratuita". A scandalizzarla è il fatto che "l"Istituto Rosmini ha chiesto al Comune di Verbania di ottenere come le altre scuole il Teatro Maggiore per la recita di fine anno e l"ente ha presentato alla scuola cattolica un preventivo di circa 800 euro". Il motivo? "Il fatto che c'era poco tempo per poter ottenere gli spazi gratuitamente".
Brasile, gli anglicani approvano i "matrimoni" gay in chiesa
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Ieri 21-06-18, 18:30

Brasile, gli anglicani approvano i "matrimoni" gay in chiesa

In Brasile il Sinodo Generale della Provincia autonoma della Comunione Anglicana (la Igreja Episcopal Anglicana do Brasil, IEAB) ha approvato la celebrazione dei matrimoni religiosi tra persone dello stesso sesso.In questo modo la Chiesa episcopale anglicana del Brasile si è conformata, sul piano religioso, alla situazione legislativa del paese, che ha legalizzato il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso nel 2012.La scelta, molto significativa perché mostra una tendenza sempre più forte tra gli anglicani in tutto il mondo, è stata presa con il voto favorevole di cinquantasette delegati, due sono stati i contrari, tre gli astenuti.L"arcivescovo Francisco de Assis da Silva, il primate anglicano del Brasile, ha dichiarato di avere "sentito che la decisione era il risultato della presenza e dell'azione dello Spirito Santo . Questo espande i nostri confini e ci consente di accogliere meglio la diversità della gente del nostro paese", mentre Josiah Idowu-Fearon, segretario generale della Comunione anglicana, critico verso la decisione, pur riconoscendo l' autonomia della provincia brasiliana di approvare le proprie norme canoniche, ha detto che la decisione "mette la Chiesa episcopale del Brasile in disaccordo con la posizione di maggioranza che il matrimonio è l'unione per tutta la vita di un uomo e una donna" e che si tratta "di un allontanamento dalla fede e dall'insegnamento sostenuti dalla stragrande maggioranza delle province anglicane sulla dottrina del matrimonio. La posizione della Comunione anglicana sulla sessualità umana è esposta nella risoluzione I.10 approvata alla conferenza di Lambeth del 1998 e rimarrà tale fino a quando non sarà revocata".Anche se gli episcopali anglicani del Brasile sono una comunità numericamente piccola (circa centomila membri), la misura è significativa perché è la terza provincia anglicana ad aver approvato il matrimonio religioso dello stesso sesso. La prima era stata la Chiesa episcopale degli Stati Uniti nel 2015, seguita dalla Chiesa episcopale scozzese lo scorso anno.È facile prevedere che la tendenza pro nozze gay tra gli anglicani continuerà in Canada visto che il Sinodo generale aveva approvato la modifica già nel 2016 ma tale approvazione dovrà essere ribadito dal Sinodo del prossimo anno, prima di entrare in vigore. Per ora le altre 36 province anglicane di tutto il mondo rimangono ufficialmente fedeli alla dottrina biblica del matrimonio eterosessuale. Tuttavia si notano spinte verso l"accettazione delle nozze gay oltre che in alcune province dell"Europa occidentale, anche nelle province del Sud Africa, dell"India del Sud e della Polinesia.Quella brasiliana non era una scelta inaspettata. Lo stesso segretario generale della provincia, il pastore Arthur Cavalcante, che vive con un altro uomo con il quale ha contratto un'unione civile, si è detto orgoglioso di assistere "a questa storica giornata" e che la Chiesa episcopale è "come un faro in questo momento in cui il paese e il mondo affrontano così tante difficoltà, come l'intolleranza e il fondamentalismo religioso". Il segretario generale dell'IEAB ha aggiunto anche che come membro della comunità LGBT, ha "seguito questo dibattito fin dall'inizio, prima come laico e poi come sacerdote ordinato. Quando sono stato eletto Segretario generale nel 2011, la Chiesa era consapevole del mio orientamento sessuale e del fatto che stavo in stabile unione con il mio compagno, il dott. David Morales. Questo non era un impedimento a una funzione così cruciale".La misura adottata in Brasile non implicherà cambiamenti nella liturgia. Infatti, dal 2015 la liturgia del matrimonio anglicano del grande paese sudamericano usa una "neutralità di genere" linguistica, in modo che gli stessi testi possano essere usati per l'unione di un uomo e una donna o due persone dello stesso sesso.All'interno della Chiesa anglicana brasiliana, come nelle altre parti del mondo, c'è un'ala progressista e una conservatrice. Quest'ultima (Chiesa anglicana in Brasile), guidata dal vescovo Primate Miguel Uchoa, divisasi dall"ala progressista nel 2005, ha emesso una nota attraverso la quale rafforza la sua posizione sul matrimonio biblico e lamenta la decisione degli altri gruppi anglicani.Intanto nel resto del mondo anglicano crescono le defezioni dalla Comunione che fa capo alla Regina Elisabetta II. Sono tanti gli anglicani che, per il fatto di non essere favorevoli alle unioni dello stesso sesso e all'accesso delle donne al sacerdozio/episcopato (diffuse tra gli anglicani) stanno aderendo alla Chiesa Cattolica, che con Papa Francesco si è sempre dimostrata contraria alle nozze religiose gay e alle ordinazioni femminili.
Incinta a soli 11 anni, condanna per il nigeriano che la violentò
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Ieri 21-06-18, 18:24

Incinta a soli 11 anni, condanna per il nigeriano che la violentò

Barriera di Milano (TO). Arriva oggi la condanna a 7 anni di reclusione per il nigeriano di 35 anni accusato di aver ripetutamente abusato di una bambina di 11 anni, della medesima nazionalità, fino a metterla incinta. L"accusa aveva in realtà chiesto 10 anni per l"imputato, tuttavia alla fine del rito abbreviato è arrivata la suddetta decisione definitiva da parte del Gup Alessandra Pfiffner.Il fatto risale alla fine dello scorso anno, quando la madre della figlia, notando un rigonfiamento anomalo del ventre della piccola aveva deciso di portarla dal medico per degli accertamenti. In seguito ai controlli la sconvolgente notizia, l"11enne era incinta di 22 settimane.Inizia da quel momento la ricerca del responsabile, individuato proprio in quel connazionale, amico di famiglia, che la bambina era solita chiamare "zio", e che aveva approfittato di quel legame speciale per abusare di lei in più occasioni.Fortunatamente l"orco era stato fermato, grazie soprattutto alle testimonianze della bambina, ed era finito dietro le sbarre dallo scorso mese di novembre; oggi la conclusione con la condanna, anche se nulla potrà restituire alla piccola l"innocenza rubata.
Caso scorta, Saviano a Salvini: "Sei il ministro della Malavita, minacce mafiose"
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Ieri 21-06-18, 18:05

Caso scorta, Saviano a Salvini: "Sei il ministro della Malavita, minacce mafiose"

Scontro aperto tra Roberto Saviano e il ministro degli Interni, Matteo Salvini. Il titolare del Viminale ha spiegato in mattinata che il Ministero valuterà la situazione di Saviano riguardo alla sua scorta e lo farà con gli organi competenti. "Sulla scorta allo scrittore Roberto Saviano saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perchè mi pare che passi molto tempo all"estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani. Gli mando un bacione", ha affermato Salvini. Parole, le sue, che hanno immediatamente scatenato la reazione della sinistra con Bodlrini e Grasso che hanno critica le dichiarazioni del ministro. Lo stesso leader del Carroccio ha poi precisato la sua posizione: "Non spetta a me questa scelta. Chi di competenza valuterà, dico solo che, slegato dalla fattispecie singola, l"Italia ha il record europeo dei servizi di scorta e vigilanza".Ma nel pomeriggio è stato proprio Saviano a rompere il silenzio e a rispondere a Salvini con un lungo post su Facebook in cui chiama Salvini "Ministro della malavita": "Vivere sotto scorta è una tragedia e l'Italia è il Paese occidentale con più giornalisti sotto scorta perché ha le organizzazioni criminali più potenti e pericolose del mondo. Eppure, nonostante questo, invece di liberare dai rischi i giornalisti sotto protezione, Matteo Salvini, ministro degli Interni, li minaccia".Poi l'autore di "Gomorra" parla dell'elezione di Salvini in Calabria e aggiunge: "Vivere sotto scorta è una tragedia e l'Italia è il Paese occidentale con più giornalisti sotto scorta perché ha le organizzazioni criminali più potenti e pericolose del mondo. Eppure, nonostante questo, invece di liberare dai rischi i giornalisti sotto protezione, Matteo Salvini, ministro degli Interni, li minaccia". Poi lo scrittore critica il titolare del Viminale e va all'attacco della Lega: "Matteo Salvini è alla costante ricerca di un diversivo e attacca i migranti, i Rom e poi me perché è a capo di un partito di ladri". Infine fa una lista dei "nemici di Salvini": "Salvini ha scelto i suoi nemici: gli italiani del Sud, italiani di cui non si occupa e di cui non si occuperà mai, gli stranieri che vivono e lavorano in Italia, le ragazze e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, ragazzi che parlano italiano, "che amano italiano". I suoi nemici sono i Rom". Parole pesanti quelle di Saviano che di certo non spegneranno lo scontro che si è aperto già dopo il caso Aquarius.
Il bambino piange in chiesa e il prete gli dà uno schiaffo
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Ieri 21-06-18, 18:03

Il bambino piange in chiesa e il prete gli dà uno schiaffo

Le immagini stanno facendo il giro della rete. E c'è chi sta commentando negativamente quanto si vede nelle immagini che, secondo quanto scrive Fanpage, sarebbero state pubblicate su Facebook da una persona presente ai fatti. La scena si sarebbe svolta in Martinica, isola delle Antille. E il dialogo è tutto in francese. Nel video si vede un anziano parroco, probabilmente impegnato a battezzare un bambino, mentre cerca di rassicurare il pargolo per cercare in qualche modo di fermarne il pianto. L'operazione, a sentire dalle grida del piccolo, non raggiunge però secondo l'esito sperato. E così a un certo punto si vede il prete dare uno schiaffo al bambino. I parenti, presenti lì vicino al presbitero, restano di sasso. E dopo un po' di esitazione il un uomo, forse il padre, decide di allontanare il bimbo dalle braccia del prete. Anche una persona alle spalle del parroco si accorge della tensione sorta sulla scena e prova ad allontare il don.
Cito: "Oliviero Toscani? Non è un fotografo. Così lucra sulla pelle dei migranti"
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Ieri 21-06-18, 17:58

Cito: "Oliviero Toscani? Non è un fotografo. Così lucra sulla pelle dei migranti"

"Oliviero Toscani? Non definitelo un fotografo". Queste parole non fanno parte di una pagina dell'ennesima lite a distanza con il ministro dell'Interno Matteo Salvini. A pronunciarle è Francesco Cito, fotoreporter napoletano che da oltre 30 anni, attraverso il suo obiettivo, ha raccontato al mondo le realtà più estreme. Dall"Afghanistan alla Cisgiordania, dalla Palestina al Kuwait, dall"Arabia Saudita al Pakistan, Cito ha catturato i drammi, le storie e i volti di guerre lontane, ma ha raccontato anche le realtà nostrane, dalla mafia alla Camorra passando, tra le altro cose, per il Palio di Siena grazie al quale ha vinto il primo premio al World Press Photo 1996.Insomma, quando la critica arriva da un addetto ai lavori, da uno che lavora nello stesso settore ha un peso differente.Cito, diciamo che Toscani non le sta proprio simpatico..."Non posso dire che le foto fatte da lui col suo marchio siano delle belle foto. Ho visto le foto sui bambini a Gaza che indossano le magliette Benetton e mi hanno fatto rizzare il cervello. Non c'è una foto che ti dia una sensazione. Fotograficamente io non lo ritengo all'altezza di esser un bravo fotografo. Invece a Toscani do pieno merito per il suo modo di comunicare ma ci vuole anche una certa onestà".A cosa si riferisce?"Mi riferisco alla foto utilizzata dalla Benetton, quella dei migranti sul gommone. Se creo una campagna pubblicitaria e utilizzo le foto fatte da altri non capisco perché non lo si faccia presente. Tutto qui".Sicuro?"No, continuo. Se tu lo sentissi parlare in certe trasmissioni, lui non ha mai amato la fotografia di reportage, anche perché sinceramente non è capace di farla, ma lui non ha mai amato nemmeno i fotografi di reportage. Nonostante ciò, utilizzi una fotografia di reportage per il tuo fine di creare una campagna choc dove i giornali ti corrono dietro e parlano di Benetton garantendo all'azienda un notevole risparmio dal punto di vista pubblicitario. Per carità, chapeau. Tanto di cappello. Da questo punto di vista non fa una grinza, però c'è un particolare".Quale?"Se tu hai sempre sostenuto che la fotografia di reportage non è la fotografia, ma la fotografia vera è invece quella che tu realizzi, allora perché hai utilizzato questa fotografia per farne un uso specifico?".Per fare pubblicità e allo stesso sensibilizzare sul tema. No?"No. Faccio un altro esempio. La foto del morto a Palermo è di Franco Zecchin. Toscani l'ha comprata e l'ha manipolata colorando di rosso la macchia di sangue. Ma quella era una foto di croanca in bianco e nero e si sapeva esattamente chi fosse il morto perché venne pubblicata da tutti i giornali nazionali. E già questa cosa a me darebbe fastidio perché una foto dovrebbe essere usata per così come è nata. E come se non bastasse non è servita a fare una campagna di sensibilizzazione sulla piaga della mafia, ma è servita per vendere i prodotti Benetton ed è una cosa che secondo me non è giusta".Cioè lei contesta l'utilizzo della foto in relazione allo scopo ultimo."C'è una sorta di ambiguità. Qui non parliamo di foto create in studio, come quelle famose tipo "Chi mi ama mi segua scritto sui jeans" o del cavallo nero che monta un cavallo bianco, quelle sono foto prettamente pubblicitarie e mi sta bene. Anche la foto del bacio tra la suora e il prete (che poi era una cosa già vista negli anni 70' quando Dino Risi realizzò il film La moglie del prete con Mastroianni e la Loren), lì sono due attori che stanno recitando, poi puoi fare un discorso contro la religione contro il perbenismo della chiesa e mi sta pure bene".E allora il punto qual è?"Usare una foto che fa parte di un contesto diverso, un contesto di immigrazione nel Mediterraneo dove ci sono poveri cristi che muoiono durante le traversata, ma per quale motivo quella foto deve sponsorizzare delle magliette? Se mi dicessero che con quella foto tutto ciò che raccoglieranno in termini di fondi li utilizzeranno per creare un centro di accoglienza o una struttura nel paese da cui queste persone partono, allora avrebbe un senso. Ma qui il messaggio è: "Attraverso questa foto comprate le nostre magliette". Se devo mettere una foto di gente che sta morendo in mare e dire come è bella la maglietta Benetton mi girano i co...ni. Perché devo lucrare sulla disgrazia altrui?". E poi la famosa legge sulla privacy? Hanno chiesto la liberatoria a tutti quelli che stanno sul gommone?".In teoria, anche un editore lucra sull'immagine che un fotografo vende a un giornale."Certo, ma in quel caso si fa informazione".È ancora innamorato della fotografia?"Oggi molto meno. Non c'è più la cultura di raccontare quello che succede attraverso le immagini. Prima nel mondo dell'editoria era tempo di vacche grasse, poi la pubblicità ha cominciato a dettare legge. Perché io produttore di champagne devo avere al mia pubblicità accanto alla foto dei bambini che stanno morendo in Africa?. E allora si toglie foto dei bambini in Africa. Sono rari i giornali che ti commissionano i lavori. E oggi non si cerca più il racconto ma si punta solo ai premi pensando che poi si apra chissà quale futuro. Le faccio un esempio?".Dica."Io mi ricordo che Giulio Piscitelli, fotografo napoletano, aveva fatto il viaggio su un barcone con un centinaio di migranti dalla Tunisia a Lampedusa. Quando mi fece vedere il lavoro, gli chiesi: "Quante ne hai venduto?". La risposta fu: "Neanche una".Come mai secondo lei?"Perché non interessava. Oggi a parte qualche dramma in cui in qualche modo sono coinvolti gli italiani per il resto non conosciamo nulla. Hai visto foto sullo Yemen? E pure sta succedendo qualcosa di peggiore della Siria".Ma se Toscani paradossalmente avesse usato una delle foto scattate da Piscitelli durante la traversata sul bancone gli avrebbe dato molto più risalto di quello che in realtà ha avuto. Non crede?"Sì, avrebbe. Ma a quel punto Toscani avrebbe dovuto dire: grazie al mio operato, alla mia lungimiranza, al mio modo di vedere io do spazio a questa foto affinché possa essere vista da tutti. Ma questo lui non l'ha mai fatto. Il problema sorge anche nel contesto nei media che sulle campagne Benetton hanno sempre attribuito le foto a Toscani nello stesso modo in cui si attribuisce a Corona il nome il fotografo dei vip. Ma lui non ne ha fatta una in vita sua. Corona è un agente, non è mai stato un fotografo. Eppure se tu vai in giro e chiedi chi è il fotografo italiano più conosciuto in Italia ti diranno Toscani e le foto della Benetton".Che colpa ne ha Toscani se i media scrivono che Toscani è autore delle foto?"Ma lui si è sempre guardato dal dire che quelle foto non sono sue". Nelle foto però, seppur scritto in piccolo, compare il nome del fotografo che le ha scattate."Sui manifesti pubblicitari degli anni '80 non c'era una solo foto che avesse il credit".Ma se Toscani volesse comprare una sua foto accetterebbe?"No. A meno che non mi dica che tipo di pubblicità vuole fare e come vuole costruirla. Se fosse per un fine giusto allora sì".In teoria anche la foto del gommone avrebbe il fine di sensibilizzare l'opinione pubblica."Ma i migranti che stanno sul gommone sono contenti di essere stati pubblicizzati con una campagna Benetton? Questo è un tema da affrontare. I personaggi che appaiono in una foto pubblicitaria vengono pagati, i migranti no. Lei lo sa perché Toscani è stato cacciato da Benetton?".Ricordo qualcosa."Perché lui andò negli Usa chiedendo un permesso al ministero di Grazia e giustizia per fare le foto ai condannati sulla sedia elettrica. Non so se gli scatti li fece lui o qualcun altro, ma probabilmente li fece lui perché sono tutte uguali. E alla fine venne fuori che queste foto furono utilizzate per una campagna pubblicitaria, l'America si arrabbiò e fece l'embargo sui prodotti Benetton. Ripeto, il problema fotografico è un problema etico".L'Ong Sos Mediterranee ha preso le distanze dall'uso della foto. Probabilmente è stata ceduta o venduta dal fotografo che l'ha scattata. Anche lui eticamente ha commesso un errore?"Nella misura in cui non ha chiesto cosa ne facesse. Se poi sapeva che sarebbe stata usata per una campagna Benetton ha fatto un ulteriore sbaglio. Avrebbe dovuto chiedere il permesso a chi ha commissionato il lavoro, ma poi davanti ai soldi tutti calano i pantaloni".Cosa significa essere un fotografo vero?"È uno che mette in discussione se stesso, che si rapporta con la società in cui vive".
Claudia Gerini: "Bene governo, giusto censimento rom"
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Ieri 21-06-18, 17:46

Claudia Gerini: "Bene governo, giusto censimento rom"

Anche Claudia Gerini sale sul carro del governo gialloverde. L'attrice di fatto ai microfoni di Un giorno da pecora commenta le prime mosse del nuovo governo. La Gerini di fatto promuove il piano Salvini sul fronte dell'immigrazione e sottolinea il suo cambiamento di linea dopo un passato con simatie a sinistra. "e ideologie in questo Paese non ci sono più. Bene coloro che fanno qualcosa per gli italiani, qualcosa di giusto, come i provvedimenti per far crescere le aziende o per far si che si possa convivere in una società multiculturale", ha affermato la Gerini. Poi sul governo aggiunge: "I primi passi sono stati buoni a mio avviso".Poi (a sorpresa) si dice anche d'accordo con il censimento sui rom che ha proposto il titolare del Viminale qualche giorno fa: "Non mi sembra una mossa razzista ma ottima. Perché mai dobbiamo essere censiti noi e i rom no?". Una posizione chiara quella della Gerini che di fatto si schiera dalla parte di Salviuni. Promuove anche Di Maio: "Ha fatto un discorso in Confindustria, o in Confcommercio, non ricordo, che mi è piaciuto. Insomma, si capisce che stanno dalla parte di chi vuole crescere". Infine confessa di non aver votato per M5s o Lega e sottolinea: "L"importante - ha detto la Gerini a Rai Radio1 - è che si facciano dei passi dalla nostra parte, anche se ci sono stati degli sfondoni tipo quelli sulle famiglie Arcobaleno". Insomma anche la Gerini come Scamarcio si "riposiziona".
Pure Putin contro Salvini? Il video è una fake news: l'ambasciata lo sbugiarda
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Ieri 21-06-18, 17:34

Pure Putin contro Salvini? Il video è una fake news: l'ambasciata lo sbugiarda

"I sottotitoli a corredo di questo video sono assolutamente errate, perché Il Presidente Putin in questo filmato parla dell'attentato in Turchia, della lotta al terrorismo, dell'operazione in Siria e non ha nemmeno menzionato l'Italia".Così alle 14 di oggi l'Ambasciata russa in Italia mette una pietra tombale sulla più grottesca fake news in circolazione in queste ore sui social network italiani. Una bufala che aveva nel mirino il ministro degli interni, Matteo Salvini, e che per metterlo sotto tiro chiamava in ballo addirittura il presidente russo Vladimir Putin.Il video diventato quasi virale nelle scorse ore conteneva una intervista in russo a Putin, corredata da sottotitoli italiani con la presunta traduzione dell'intervista. Stando ai sottotitoli, il giornalista chiedeva una valutazione al capo del Cremlino sulla decisione del governo italiano di non concedere l'attracco nei porti della Penisola alla nave Aquarius e al suo carico di profughi.Nella traduzione, a Putin vengono attribuiti giudizi assai severi nei confronti della politica salviniana. Si parla di "decisione indegna di un paese civile come l'Italia" "non stiamo parlando di animali ma di donne e bambini", "Salvini dice di ispirarsi a me ma io non mi sognerei mai di negare l'accesso nel mio paese a delle persone che hanno bisogno di aiuto". E ancora: "non si possono sacrificare le vite di 629 persone per alzare la voce con l'Europa".Alcuni passaggi potevano indurre alla diffidenza, come quello in cui Putin diceva "io avrei soccorso personalmente quei mugranti, ma questa è la Russia, il Paese che accoglie più migranti sia rifugiati che migranti economici, noi sappiamo come gestirli" on in cui rimproverava gli italiani per la poca disponibilità a lavorare nei campi. Ma non sono bastati evidentemente a rendere ovvio che si trattasse di un fake.Fino alla smentita ufficiale della ambasciata russa: false le domande, false le risposte. Una domande senza risposta: chi si è preso la briga di sottotitolare tutto?
Ecco tutti i trucchi (illegali) delle Ong: così i clandestini vengono portati in Italia
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Ieri 21-06-18, 16:51

Ecco tutti i trucchi (illegali) delle Ong: così i clandestini vengono portati in Italia

Ordini della Guardia costiera italiana non rispettati, soccorsi anche all'interno delle acque territoriali libiche, battaglie navali sul recupero dei migranti con le unità di Tripoli donate dall'Italia, gommoni avvistati addirittura da droni e "appuntamenti" in mezzo al mare per recuperare i clandestini. Da quando è stato applicato il codice delle Ong dal precedente ministro dell'Interno, Marco Minniti, le Organizzazioni non governative hanno continuano a fare quello che volevano pur di recuperare migranti e sbarcarli in Italia. Un dossier di 300 pagine su tutte le operazioni delle Ong davanti alla Libia dal luglio scorso a maggio di quest'anno dimostra le furberie dei talebani dell'accoglienza, che aggirano codici e divieti. Le stesse carte, con maggiori dettagli, sono sul tavolo del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro che indaga sulle Ong. Il settimanale Panorama è stato il primo a pubblicare i dati cominciando dai 17.178 migranti, in gran parte clandestini, arrivati da luglio 2017 a maggio nel nostro paese grazie alle Ong.Il numero più alto di recuperi, 44, spetta proprio a nave Aquarius protagonista del braccio di ferro con il Viminale degli ultimi giorni, che ha dovuto portare i migranti in Spagna. E spesso le segnalazioni sono a dir poco ambigue. Panorama rivela che il 28 gennaio nave Aquarius grazie ad una telefonata a Roma da "utenza sconosciuta" soccorre un "gommone con 87 clandestini", ma nelle acque territoriali libiche a 10 miglia dalla costa. Solo nei primi quattro mesi dell'anno le Ong sono intervenute ben 14 volte nelle cosiddette acque contigue, non internazionali, entro le 24 miglia dalla Libia. E tutti i recuperi in mare dal codice Minniti in poi sono avvenuti nelle 80 miglia dichiarate da Tripoli zona di ricerca e soccorso della guardia costiera libica. Oggi la flotta umanitaria conta su sei navi e due aerei che decollano da Malta oltre ai droni a bordo. Il 17 settembre il velivolo senza pilota Moonbird della tedesca Sea watch individua un gommone "con 120 clandestini soccorsi da motonave Astral" si legge nel dossier.In marzo nave Open arms è stata prima sequestrata e poi lasciata andare a Pozzallo per aver portato in Italia centinaia di migranti, che dovevano venir soccorsi e fatti tornare indietro dai libici. La nave era stranamente partita da Malta con una rotta dritta come un fuso sul luogo dell'"appuntamento" al largo di Khoms ancora prima che i gommoni con i clandestini salpassero dalla Libia.L'ultima battaglia navale delle Ong è del 24 maggio quando la motovedetta Zwara salpa da Khoms per intercettare un gommone. Panorama ha pubblicato i fax dell'assunzione da parte di Tripoli di "responsabilità dell'operazione di ricerca e soccorso" che invita espressamente "tutti gli altri assetti nell'area a rimanere ad una distanza di 5 miglia dall'evento". Il centro di soccorso della Guardia costiera a Roma ribadisce che il comando è di Tripoli. L'equipaggio della nave dell'Ong tedesca Sea watch se ne frega e recupera 157 migranti raccogliendone altri 295 il giorno dopo. Tutti sbarcati in Italia.Il grosso delle segnalazioni dei gommoni avvengono attraverso chiamate dirette al Centro di Roma. Però subito dopo sono ben 47 le segnalazioni partite direttamente dalle navi o velivoli delle Ong, che fanno scattare il "soccorso".L'assurdo è che talvolta chiamano direttamente i trafficanti a Roma con dei cellulari libici spacciandosi per parenti dei clandestini appena salpati. Panorama rivela che nel dossier un sospetto trafficante si presenta come "sig. Mohammed" per informare dell'arrivo di un "barchino con 40 clandestini". Tutti presi dalla Sea Fuchs, che poi vengono trasbordati su tre navi diverse, contravvenendo al codice Minniti, prima di arrivare in Italia.
Immigrazione, Orban: "I Paesi del gruppo Visegrad non parteciperanno al summit"
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Ieri 21-06-18, 16:33

Immigrazione, Orban: "I Paesi del gruppo Visegrad non parteciperanno al summit"

Il summit di domenica prossima tra i leader europei per definire nuove regole per gestire l'emergenza migranti sarà decisivo. Nelle ultime ore infatti è emerso uno scontro tra l'Italia e la Germania per la bozza preparata per il summit totalmente respinta dall'esecutivo gialloverde.Solo una telefonata della Merkel a Conte che considera quella bozza di fatto superata e dunque apre ad una nuova intesa con gli latri Paesi europei.Il premier Giuseppe Conte ha dunque accettato di partecipare al vertice ma all'incontro di Bruxelles mancheranno tutti i Paesi del gruppo Visegrad. Ad annunciarlo infatti è stato il premier ungherese Viktor Orban. La decisione è arrivata dopo un vertice con il premier slovacco Peter Pellegrini, il premier Ceco Andrej Babis e quello polacco Mateusz Morawiecki. A questi si è poi aggiunto anche il premier austriaco Sebastian Kurz. Il premier polacco ha poi spiagato i motivi della sua decisione: "Il mini-summit di domenica è inaccettabile. Non vi parteciperemo, vogliono riproporre una vecchia proposta che avevamo già respinto".
Santoro e Vauro invocano un giudice contro Salvini: "Incita all'odio razziale"
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Ieri 21-06-18, 16:26

Santoro e Vauro invocano un giudice contro Salvini: "Incita all'odio razziale"

È scontro aperto contro Matteo Salvini. Ora Michele Santoro e il vignettista Vauro Senesi, con una lettera pubblicata dall'HuffPost, si rivolgono al Presidente della Repubblica e alle più alte autorità italiane ed europee per protestare contro le ultime azioni e dichiarazioni del ministro dell'Interno.I due accusano Salvini di adottare un comportamento "contrario alla legge" nell'incitamento all'odio razziale e segnalano che "nessun giudice ha ritenuto di dover procedere d'ufficio nei suoi confronti". Santoro e Vauro chiedono pertanto che"le istituzioni democratiche facciano sentire la loro voce". "Il ministro dell'Interno di un Paese democratico è il garante dell'ordine pubblico e della sicurezza di tutti i cittadini. La nostra Costituzione, la Costituzione su cui Salvini ha giurato, all'articolo 54, impegna tutti i cittadini alla fedeltà alla Repubblica. Dunque non è oggettivamente accettabile che egli possa pronunciare frasi che assumono il tono di una minaccia anche nei confronti di un singolo individuo", scrivono Santoro e Vauro nella missiva rivolta al Capo dello Stato Sergio Mattarella, ai Presidenti delle due Camere Fico e Casellati, al presidente del Consiglio Conte ma anche, tra gli altri, all"Europarlamento, al Presidente della Corte di Giustizia dell'Unione Europea e al Presidente della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.Secondo Santoro e Vauro la minaccia di Salvini di cacciare "tutti i componenti di una etnia, segnatamente quella Rom, ma che "purtroppo quelli di cittadinanza italiana dobbiamo tenerceli" espone una intera minoranza a rischi assai gravi e viola contemporaneamente interi capitoli della nostra Costituzione". Non solo. Salvini andrebbe contro la legge che punisce l"incitamento all'odio razziale e la Carta dei diritti dell"Ue."Il comportamento di Salvini è contrario alla legge ma nessun giudice ha ritenuto di dover procedere d'ufficio nei suoi confronti. Evidentemente - si legge ancora nella missiva - è intervenuta una sorta di assuefazione ai gesti che trasformano l'attività di governo in una dittatura della maggioranza, sovvertendo il principio che ogni maggioranza deve comunque sottostare alla Costituzione e non viceversa". Santoro e Vauro, per avvalorare la loro tesi, citano l"articolo 2 della Costituzione che garantisce i diritti inviolabili dell"uomo e l"articolo 16 che riguarda il diritto di ogni cittadino a circolare e soggiornare liberamente in tutto il territorio nazionale."Né può essere fonte di discriminazione l'appartenenza ad una minoranza nazionale, - aggiungono - quali sono i cittadini italiani di etnia rom e di lingua romanì, che si intende schedare con appositi censimenti e la creazione di liste di proscrizione". "Con le sue dichiarazioni, Matteo Salvini è venuto meno al suo ruolo, ha tradito il suo giuramento e ha violato la Costituzione, la legge delle leggi, nelle sue parti fondamentali. Ci auguriamo che questa denuncia possa servire a qualcosa e che le istituzioni democratiche facciano sentire la loro voce", attaccano e promettono: "Ma se ciò non dovesse avvenire, non rinunceremo a batterci in tutte le sedi e con tutte le nostre forze".