Il Giornale (dalla fondazione sino al 1983 il Giornale nuovo) è un quotidiano nazionale italiano fondato a Milano nel 1974 da Indro Montanelli, il quale lo diresse ininterrottamente fino al 1994. Dal 1979 è proprietà della famiglia Berlusconi (dal 1992, di Paolo Berlusconi). È il decimo quotidiano italiano per diffusione (l'ottavo escludendo i quotidiani sportivi).
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Salvini attacca Conte e toglie la mascherina. È caos al Senato
Politica
Oggi 28-10-20, 14:49

Salvini attacca Conte e toglie la mascherina. È caos al Senato

Martina Piumatti Il leader della Lega attacca il Dpcm e toglie la mascherina in Senato. Calderoli lo richiama. Salvini: "Se la metta Conte per corpire la vergogna" Gli scontri sul nuovo Dpcm arrivano anche al Senato. Protagonista: Matteo Salvini. Latmosfera, martedì 27 ottobre, è già tesa quando il leader della Lega prende la parola. Mascherina sulla bocca, sferra un affondo durissimo al premier Giuseppe Conte, accusandolo di disertare il Parlamento. Ma durante la foga dellattacco si sfila la mascherina. Calderoli lo richiama. I grillini insorgono. Scoppia il caos a Palazzo Madama. Salvini toglie la mascherina in Senato Mentre Salvini parla dai banchi delle opposizione, si levano urla e contestazioni dalle postazioni pentastellate. "Vi domando, vi domando se ritenete normale, al di là delle urla di qualche M5s nervoso, che mentre il Senato e la Camera stanno lavorando il presidente del Consiglio si faccia gli affari suoi in televisione. Non è accettabile. Non è normale. È un insulto a milioni di famiglie, a milioni di lavoratori", urla il senatore del Carroccio, sfilandosi la mascherina. E qui il presidente di turno, Roberto Calderoli, è costretto a richiamare il suo leader che ha violato il divieto: "Senatore Salvini si metta la mascherina". In diretta dal Senato, state con noi. https://t.co/6zBIoeu4aD — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 27, 2020 Laffondo contro Conte Il leader del Carroccio, bacchettato dal compagno di partito e vicepresidente del Senato, esegue, ma rilancia lattacco alla maggioranza targata Conte: "Io mi metto la mascherina, voi dovreste mettervi la maschera per vergognarvi di coprire una situazione surreale - tuona girandosi verso i banchi dei giallorossi -. Cè lItalia col fiato sospeso. Ci sono tassisti, commercianti, lavoratori della cultura e dello spettacolo: noi siamo qua a votare. E Conte non è in Senato, non è alla Camera ma è in televisione, senza Casalino perché è a casa (perché positivo al Covid). Non è accettabile", chiosa Salvini. Il premier, infatti, snobbando i lavori parlamentari, era impeganto in contempranea nella conferenza stampa di presentazione del dl Ristori, appena varato dal Consiglio dei ministri. Mentre Salvini interviene in Senato, Giuseppe Contea con i ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli è a palazzo Chigi per illustrare i contenuti del decreto. "Abbiamo appena varato il decreto ristori, che vale complessivamente oltre cinque miliardi che saranno usati per dare risorse immediate a beneficio delle categorie penalizzate dallultimo Dpcm. Io ho firmato il Dpcm, alluna di notte circa, solo quando siamo stati sicuri che queste risorse cerano", assicura il premier ignaro dello scontro in scena a Palazzo Madama. La bagarre in aula infiamma un clima già surriscaldato dalla polemica del centrodestra per la ritenuta non urgenza di votare al Senato i regolamenti europei e alla Camera la legge sulla omotransfobia. Il botta e risposta con la maggioranza giallorossa, a margine del duro intervento del segretario della Lega, non fa che aggiungere benzina al fuoco. E al Senato esplode il caos. [[video 1899466]] Tag:  mascherina Speciale:  Coronavirus focus Persone:  Matteo Salvini
È morto Pino Scaccia, storico inviato Rai
Oggi 28-10-20, 14:42

È morto Pino Scaccia, storico inviato Rai

Si è spento a Roma il giornalista Pino Scaccia, 74 anni, ex corrispondente Rai. Da settimane era ricoverato in una struttura della Capitale per coronavirus. Inviato sui principali eventi internazionali degli ultimi 40 anni, fu il primo reporter occidentale a entrare a Chernobil dopo il disastro. In prima linea anche su importanti temi di cronaca italiani, si occupò di mafia, terrorismo e sequestri di persona oltre a terremoti e disastri naturali. Il suo vero nome era Giuseppe Scaccianoce. Dopo una lunga carriera nel giornalismo portava avanti la sua passione come blogger e scrittore. In passato era stato anche docente del master di giornalismo radiotv all'Università Lumsa di Roma.Il ricordo dei colleghiSui social sono molti i ricordi commossi del giornalista. "Addio, Pino - scrive Toni Capuozzo -. Adesso i ricordi più belli fanno ancora più male. Pino Scaccia, l'inviato del Tg1 Rai, il collega e amico, l'uomo che aveva ancora tanti progetti e con cui era bello ritrovarsi da vecchi reduci non c'è più". L'Usigrai scrive: "È venuto a mancare Pino Scaccia, inviato sui principali eventi internazionali degli ultimi 40 anni. In prima linea anche su temi italiani, dalla mafia al terrorismo. Cronista di razza. Ha dato lustro al Tg1, alla Rai, interpretando i valori del Servizio Pubblico". L'associazione Articolo 21 sul proprio sito lo ricorda così: "Ci ha lasciato Pino Scaccia inviato del tg1 tra i fondatori di Articolo 21, uno che ha davvero illuminato le vite degli altri senza mai dimenticare gli ultimi di qualsiasi fede e colore della pelle. Lo ricorderemo domani all'apertura del premio dedicato al suo amico Roberto Morrione".
Galli provoca Zangrillo: "Non posso denunciarlo per negazionismo"
Oggi 28-10-20, 14:26

Galli provoca Zangrillo: "Non posso denunciarlo per negazionismo"

Il professor Massimo Galli, responsabile del reparto di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, non ha fatto passare molto tempo prima di rispondere alla provocazione del professor Alberto Zangrillo. Il prorettore dell'Università San Raffaele aveva attaccato in diretta Galli: "Questo accusare senza mai fare chiaramente il nome è forse figlio della sua antica militanza sessantottina di cui si fa vanto".La provocazione di Zangrillo: "Mi denunci"Tutto era iniziato da una domanda di Myrta Merlino che aveva chiesto al primario, ospite della trasmissione "L'Aria che tira", un commento sulle parole di Galli riguardo la seconda ondata. Il quale aveva parlato di una folle estate di liberi tutti. La risposta di Galli non si è fatta attendere e, intervenuto a "Carta Bianca", la trasmissione di Raitre, ha risposto alla provocazione di Zangrillo che aveva chiesto a Galli di denunciarlo, dato che lo accusava neanche troppo velatamente. Il professore del San Raffaele aveva in quella occasione ricordato a Galli di avere un modo molto semplice per risolvere il suo problema. Ovvero, quello di presentare una denuncia alla procura della Repubblica contro il professor Alberto Zangrillo.Galli: "Il negazionismo in Italia non è un reato""Non posso querelarlo perché il reato di negazionismo e riduzionismo non esiste in questo paese. Forse per fortuna... Ciascuno è responsabile di quello che dice e delle basi scientifiche su cui parla. Se lui ritiene di essere stato attaccato, è un problema suo. Il mio problema non è occuparmi di questa persona o di altri che hanno passato l'estate a dire cose che puntualmente non si sono avverate" ha risposto Galli. L'infettivologo ha anche affermato di non volersi iscrivere tra coloro che hanno sottovalutato il virus. E questo, a suo dire, gli è anche costato, visto che da mesi passa da menagramo, e la cosa non è piacevole, né divertente, nelle relazioni sociali che le persone intrattengono. Ha infine sottolineato che ciascuno è responsabile di quello che dice. E delle basi scientifiche su cui parla.Zangrillo aveva anche parlato di una divisione tra gli esperti, ovvero tra coloro che sono pessimisti e quelli invece ottimisti. Secondo lui i secondi avrebbero un contatto più diretto con la realtà clinica. Importante comunque affrontare la pandemia con tranquillità, responsabilità e una certa organizzazione. Aveva infine sottolineato che tutti stavano cooperando con le regioni per cercare di tenere la situazione sotto controllo. Sicuramente non mancheranno ancora botte e risposte tra i due professori.
Ecco la satira del giorno: gli aiuti ai ristoratori
Politica
Oggi 28-10-20, 13:43

Ecco la satira del giorno: gli aiuti ai ristoratori

Fonte foto: La PresseEcco la satira del giorno. Aiuti ai ristoratori 1Sezione: Politica Giovanni Zola
"Chi vuol chiudere Milano, Ricciardi o il ministero?" È scontro sul lockdown
Oggi 28-10-20, 13:40

"Chi vuol chiudere Milano, Ricciardi o il ministero?" È scontro sul lockdown

Incombe l'incubo lockdown su Milano e Napoli, almeno secondo quanto paventato dal consulente del ministero della salute Walter Ricciardi. I sindaci delle due città si sono sentiti telefonicamente per confrontarsi sulla questione e poi hanno contattato direttamente il ministro Roberto Speranza per avere dei chiarimenti e comprendere se si tratti di una posizione ufficiale del dicastero da lui diretto o si sia trattato invece di una semplice esternazione a titolo personale del suo collaboratore.È lo stesso Giuseppe Sala, sindaco di Milano, a spiegare durante una diretta social come sono andate le cose. "Stamattina ci siamo sentiti con il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, perché ieri il consulente del ministero della Salute, il professor Ricciardi, ha evocato un lockdown per Napoli e Milano", ha spiegato ai suoi follower il primo citttadino. "Ora, abbiam fatto una cosa molto semplice: abbiamo scritto al ministro per sapere se quella è un opinione del suo consulente o è un'opinione del ministero. E nel caso in cui fosse un'opinione del ministero se è basata su dati e informazioni che il ministero ha e invece noi non abbiamo".La preoccupazione c'è tutta, e si legge tra le righe del discorso di Sala, il quale evidentemente non si aspettava di essere colto alla sprovvista con una dichiarazione del genere, senza essere direttamente coinvolto. "Dico questo perchè prepotentemente è tornato al centro della discussione il tema del lockdown. E io per quello che osservo ad oggi ritengo che il lockdown oggi sia una scelta sbagliata. Io ragiono con la testa e col cuore", ha aggiunto il sindaco, che poi ha gettato acqua sul fuoco, snocciolando dei dati che sembrano indicare in modo chiaro una situazione tutt'altro che drammatica, al contrario di quella vissuta durante la scorsa primavera. "Guardo i dati: oggi noi abbiamo meno di 300 terapie intensive. Ne abbiamo avute 1700 nella primavera scorsa. Ok, sono in crescita, ma stiamo facendo dei sacrifici e vediamo cosa succederà".Il timore resta soprattutto per le condizioni degli anziani, per i quali sarebbe efffettivamente meglio restare a casa: "Guardate, è brutale, ma il 90% dei decessi riguarda gli over 70". Il comune di Milano e la regione Lombardia, dopo gli scontri registrati negli ultimi mesi, ora collaborano per gestire al meglio la situazione. "C'è il problema di creare spazi di ricovero per gli asintomatici e le quarantene, e stiamo lavorando con Ats e quindi con la Regione. C'è tempo per la polemica e c'è tempo per la collaborazione. Ma a questo punto io non credo che sia giusto fare un lockdown. E lo dico vedendo che qui ci sono due partiti: c'è chi dice "chiudi tutto" e chi dice "non si può", aggiunge in conclusione il primo cittadino di Milano. "Noi siamo qui per assumerci le nostre responsabilità".
Gf Vip, Selvaggia Roma ha il coronavirus. Non può entrare nella Casa
Cultura e Spettacolo
Oggi 28-10-20, 13:36

Gf Vip, Selvaggia Roma ha il coronavirus. Non può entrare nella Casa

Francesca Galici Ecco chi è la concorrente del Grande Fratello Vip che non ha potuto fare il suo ingresso in Casa perchè contagiata dal coronavirus Selvaggia Roma ha o non ha contratto il coronavirus? Da lunedì sera tra il pubblico del Grande Fratello Vip aleggia un alone di mistero attorno allinfluencer, ex concorrente di Temptation Island. La ragazza avrebbe dovuto fare il suo ingresso nella Casa, assieme a Stefano Bettarini e a Giulia Salemi, proprio nella prima puntata settimanale del reality ma il conduttore già in partenza ha rivelato la verità, affermando che uno dei tre nuovi concorrenti avrebbe potuto avere il coronavirus. È immediatamente scattata la caccia al contagiato da parte dei social network, mentre ai concorrenti in Casa non è stato rivelato il motivo del rinvio. Alcuni hanno sospettato che potesse esserci stato un contagio ma Francesco Oppini, al termine della puntata, si è detto sicuro che il ritardo fosse dovuto allingresso di sua madre. Uneventualità che ha dimostrato di non gradire. [[nodo 1899078]] La realtà, invece, è unaltra. Dopo lannuncio del conduttore del Grande Fratello Vip, le prime indiscrezioni sul possibile contagiato avevano condotto a Selvaggia Roma. Il silenzio dei tre, però, non ha aiutato i social a capire cosa stesse succedendo e così, poche ore dopo, sia Stefano Bettarini che Giulia Salemi si sono esposti sui loro profili Instagram, affermando di non essere loro i concorrenti con il coronavirus. Se due su tre hanno dichiarato di non avere il coronavirus, quello che resta è il concorrente contagiato. Invece no, perché anche Selvaggia Roma poche ore dopo ha detto la sua: "Ho fatto il tampone prima di entrare al Gf Vip e il risultato è negativo. Scoppio di salute! Basta con questa caccia alle streghe". Allarme rientrato al Gf Vip? Non esattamente. Nella serata di ieri, il sito Giornalettismo ha spifferato che a essere positiva sarebbe proprio lex concorrente di Temptation Island, che a differenza degli altri due aspiranti gieffini non si trovava più nellhotel in cui alloggiano i concorrenti prima di entrare in Casa. Una fattispecie che ha avvolto nel mistero lingresso di Selvaggia Roma al Grande Fratello, fino alla comunicazione di questa mattina. "Sono io la concorrente del Gf Vip positiva al Covid, ho una carica virale molto bassa ma sono stata contagiata", ha scritto Selvaggia Roma, che quindi almeno per ora deve rinunciare a fare il suo ingresso nella Casa. Considerando che il reality è previsto finisca il prossimo febbraio non è escluso un suo ingresso nelle prossime settimane. Selvaggia Roma ha dichiarato di non aver avuto nessun con Bettarini e la Salemi. È probabile, comunque, che i due dovranno ricominciare da zero la quarantena prima del loro ingresso, che non sarebbe previsto per la prossima puntata. Tag:  Grande Fratello Vip Persone:  Selvaggia Roma
Patrimoniale spagnola, occhio: ora mettono le mani sui conti
Economia e Finanza
Oggi 28-10-20, 13:31

Patrimoniale spagnola, occhio: ora mettono le mani sui conti

Andrea Muratore Url redirect: https://it.insideover.com/economia/patrimoniale-e-record-di-investimenti-ecco-la-manovra-della-sinistra-spagnola.html?utm_source=ilGiornale&utm_medium=article&utm_campaign=article_redirectPatrimoniale spagnola, occhio: ora mettono le mani sui conti
Zingaretti vuol dare case a stranieri e occupanti abusivi: "Favore alla Raggi"
Oggi 28-10-20, 13:30

Zingaretti vuol dare case a stranieri e occupanti abusivi: "Favore alla Raggi"

Case popolari per occupanti abusivi e stranieri. È la proposta della regione Lazio, governata dal leader Dem Nicola Zingaretti, che in una delibera di giunta, la numero 16171 del 23 ottobre, chiede ai Comuni e alle Ater di riservare una quota del 10 per cento degli alloggi popolari a chi non è in possesso dei requisiti.Nel testo del documento si parla di "situazioni di emergenza abitativa oggetto di esame e di procedure di sgombero stabilite in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica" e "provvedimenti esecutivi di rilascio forzoso dell'alloggio occupato nell'ambito del quale hanno priorità le famiglie con reddito inferiore al limite di accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica". Insomma, chi ha occupato abusivamente una casa, ora potrebbe scalzare chi, mettendosi regolarmente in graduatoria, da anni aspetta le chiavi di un alloggio.Non solo. Sempre secondo la delibera, che sembra andare incontro alle rivendicazioni fatte in questi mesi dai Movimenti per la casa, una quota degli alloggi "individuati quale riserva per le situazioni di emergenza abitativa" potrà essere assegnata temporaneamente, "per una durata massima di due anni eventualmente prorogabile di un ulteriore anno", anche a chi non è residente o non lavora "nel comune a cui si riferisce il bando di concorso"."Dopo il tentativo di sistemare gli immigrati irregolari nelle case popolari bloccato dal governo perché violava la costituzione, oggi in giunta il Pd di Zingaretti ci riprova sistemando coloro che sono oggetto di procedure di sgombero stabilite in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, facendo sostanzialmente un favore alla giunta Raggi", attacca Laura Corrotti, consigliere della Lega."È impensabile - prosegue la leghista - che in piena emergenza sanitaria il primo pensiero di Zingaretti sia quello di accontentare gli amici del Pd e del M5s: la Regione, soprattutto in un momento così delicato, ha bisogno di un governatore che pensi al bene del territorio e non agli interessi del proprio partito o alle tattiche pre-elettorali capitoline". "In Regione Lazio - denuncia ancora Corrotti - dopo aver avuto mesi di tempo, siamo inspiegabilmente impreparati ad affrontare la seconda ondata del virus ma la giunta Zingaretti preferisce impegnare il suo tempo a sistemare gli sgomberi e gli occupanti senza titolo negli alloggi di edilizia residenziale pubblica, in una quota pari al 10 per cento, andando a discapito di chi invece attende un alloggio popolare da anni".Le fa eco un altro consigliere leghista, Daniele Giannini. "Nella Regione guidata dal segretario del Partito democratico di fatto si concede, in deroga alla normativa vigente, assistenza alloggiativa agli extracomunitari", denuncia sulle colonne del quotidiano Il Tempo, ipotizzando una prossima "sanatoria" per gli abusivi che potrebbe alimentare "il malcontento nelle fasce più deboli".Quello delle occupazioni delle case popolari è un fenomeno che spesso cela un vero e proprio racket, come dimostra l'ultimo blitz dei carabinieri ad Acilia, che ha portato all'arresto, la scorsa settimana, di 35 persone e al sequestro di 13 appartamenti. Le accuse vanno dall'invasione di edifici, alla ricettazione, fino al furto aggravato, sostituzione di persona e truffa.A gestire il racket delle occupazioni era una famiglia di origini campane che prendeva possesso degli alloggi popolari liberi e poi li rivendeva arbitrariamente a chi era in cerca di una sistemazione.
Soleil punta sempre più in alto. E Iconize? "Deve stare zitto e farsi curare"
Oggi 28-10-20, 13:23

Soleil punta sempre più in alto. E Iconize? "Deve stare zitto e farsi curare"

Per Soleil Stasi, ex corteggiatrice di Uomini e Donne e influencer italo-americana, questo è senza dubbio un periodo d'oro. La sua carriera va infatti a gonfie vele e si augura presto di poter lavorare sempre più in televisione.Tuttavia, non si può dire lo stesso della sua vita sentimentale. Di recente, infatti, Soleil è stata protagonista di numerosi gossip, non ultimo quelli che la vedevano coinvolta in una storia d'amore con nientemeno che l'ex di Belen Rodriguez, Andrea Iannone. Ma lei smentisce, ribadendo che tra loro non c'è nient'altro che una bellissima amicizia. D'altronde è lei stessa a dichiararsi felicemente single.Ma c'è anche un'altra questione che l'ha vista recentemente protagonista delle pagine di cronaca rosa. Parliamo della discussa vicenda di Iconize, ex di Tommaso Zorzi, che secondo alcuni avrebbe finto un'aggressione omofoba. Dal canto suo, Soleil crede che ormai non ci sia più molto da dire dato il fallito tentativo da parte di Marco Ferrero di cercare di uscirne pulito.Insomma, una cosa è certa. Soleil Stasi è sempre al centro di qualche gossip, ma è proprio grazie al suo forte carattere che riesce a vivere bene la popolarità.Com'è stato trascorrere la tua quarantena ai Caraibi?"Molto bene devo ammettere, inizialmente ero spaventata dall'essere bloccata all'estero, ma poi ho deciso di guardare il lato positivo e godermi il tempo con mio padre e focalizzarmi su alcuni progetti che avevo in mente da tempo".E quando sei rientrata in Italia qual è stata la prima cosa che hai fatto?"Abbracciare la mia cagnolina e ordinare di tutto dal delivery. Mi mancava troppo la cucina italiana!".Cosa ti ha spinto a partecipare a Uomini e Donne con l'obiettivo di trovare l'amore davanti a milioni di italiani?"Era un periodo in cui non riuscivo a provare sentimenti per nessuno e volevo provare degli stimoli in quel senso. Poi il fatto che lo avrei potuto fare in televisione mi divertiva!".Ti aspettavi che dopo questa esperienza in tv la tua carriera decollasse così tanto?"No, ero certa che mi avrebbe dato visibilità ma non mi sarei aspettata così tanta notorietà in seguito al programma, mi ha sorpreso vedere quanta gente lo seguisse".Ti ha mai dato fastidio che c'è chi pensa che il tuo successo sia solo per via del legame con il mondo del gossip?"In realtà non mi interessa molto da dove pensino che il mio successo provenga, ma mi spiace che molte persone non si informino abbastanza da sapere che ho iniziato a lavorare come presentatrice sportiva per l'AS Roma e che ho fatto molte altre cose oltre agli amatissimi gossip di cui si parla. E poi credo che il gossip sia una diretta conseguenza del successo, dunque il legame è comprensibile...".Tra tv e social, cosa sceglieresti?"Apprezzo moltissimo i social, ma tra i due sceglierei la televisione perché penso che offra infinite possibilità di creatività e comunicazione, ha fatto la storia e credo che abbia ancora un infinito potenziale. Inoltre, ha un ottimo filtro a differenza dei social: non dà infatti il diritto di parola a chiunque senza doverci mettere la faccia".Se la carriera va a gonfie vele, con gli uomini sembra non andare altrettanto bene - pensiamo a Luca Onestini, Marco Cartasegna e Jeremias Rodriguez - secondo te perché?"Sapete come si dice, fortunata nel gioco sfortunata in amore!".E con Iannone cosa è successo?"Nulla, puro gossip. Solo amici".Quindi qual è la tua attuale situazione sentimentale?"Felicemente single!".In questi giorni è stata resa pubblica una lettera da parte di Iconize che smentiva le tue convinzioni, come stanno davvero le cose?"In realtà si è scusato ancora per le sue azioni, non credo ci sia più spazio di smentire dopo che lui stesso ha ammesso di aver finto l'aggressione. Credo fosse solo l'ennesimo tentativo di arrampicarsi sugli specchi per uscirne pulito infangando come al solito gli altri. Dovrebbe solo restare in silenzio e farsi curare come ha detto di voler fare".Come vive la tua famiglia la tua popolarità? "Sono felici che io stia intraprendendo una carriera che mi piace e che mi permetta di vivere le mie passioni. Certo, a volte si preoccupano per la mia sensibilità agli attacchi o alle critiche, ma sanno anche che ho un carattere molto riflessivo e ci vuole altro per buttarmi giù, quindi credo che vivano la mia popolarità molto bene". Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it?
Limmunità di gregge funziona? Ecco dove "protegge" gli italiani
Cronaca
Oggi 28-10-20, 13:23

Limmunità di gregge funziona? Ecco dove "protegge" gli italiani

Martina Piumatti I contagi crescono in tutte le regioni. Meno nelle province più colpite dalla prima ondata di Covid. A Bergamo e Brescia limmunità di gregge funziona Dal 2 al 23 ottobre nelle province della Lombardia lincremento dei contagi viaggia oltre il 50%. Ma non dappertutto, però. Limmunità di gregge, raggiunta nelle zone più colpite dalla prima ondata di Covid, pare risparmiarle dalla nuova recrudescenza del virus. Nella lista nera dei picchi di nuovi casi Varese: +64,7%, Monza-Brianza: +61,3%, Milano: +60,7%. Si scende, invece, a Como (+39,9%), Mantova (+15,5%), Lodi (+18,1%), Pavia, Lecco, Sondrio. Mentre, riporta Il Fatto Quotidiano, gli incrementi più bassi rigestrano a Bergamo (+6,9%), Cremona (+9,2%), Brescia (+9,7%). Qualcosa come dieci volte meno rispetto ai casi limite di Varese, Milano e Monza-Brianza. Le prove dellimmunità di gregge Anche dai risultati dei test sierologigi effettuati nella bergamasca limmunità di gregge pare un dato di fatto. Luca Lorini, infatti, primario di Anestesia e rianimazione dellospedale di Bergamo, spiega gli attuali livelli di contagio sotto la media regionale, come effetto di una risposta immunitaria diffusa. "Nellorganismo di chi è stato contagiato, si sviluppano anticorpi - aggiunge Lorini - ce lo dimostrano le analisi sierologiche, che ci dicono proprio chi ha incontrato in passato il virus. Le analisi sierologiche nella popolazione della provincia di Bergamo provano che lha incontrato il 35-40 per cento della popolazione". Un dato che colloca larea di Bergamo tra le più colpite al mondo, dove la media delle persone che hanno contratto il virus si attesta tra l11 e il 20%. "Gli anticorpi proteggono da nuovi contagi. Ecco perché nelle zone di Bergamo e Brescia oggi ci si ammala di meno. È leffetto vaccino naturale", chiosa Lorini. Ma limmunità è per sempre? Se i dati sui contagi sono tangibili, non si conosce ancora la durata dellimmunità al Covid. "Gli anticorpi - dice Lorini - dopo un certo periodo di tempo svaniscono, così come si esaurisce, per esempio, leffetto del vaccino antinfluenzale, che infatti dobbiamo ripetere ogni anno".[[nodo 1899243]] Ma i numeri delle province di Bergamo, Brescia, Cremona parlano chiaro. Dove in primavera il virus ha picchiato più forte, oggi si diffonde meno. Bergamo: si passa 14,2 a un incremento del 6,9, il più basso della Lombardia. Varese: dal 5,3, il più basso della regione allattuale 64,7, il più alto. E Milano: ieri incidenza 8,9; oggi incremento del 60,7. Il piano B di Ilaria Capua I dati della bergamasca, isomma, sembrerebbero confermare lipotesi di Ilaria Capua, direttore dellOne Health Center of Excellence dellUniversità della Florida. La virologa è tornata sullimmunità di gregge come opzione valida, dati i dubbi su tempistiche e efficacia del vaccino anti Covid.[[nodo 1897748]] "Non abbiamo certezza che i vaccini che sono in via di sviluppo siano efficaci; terzo, non sappiamo neanche se lefficacia possa essere raggiunta con una dose o se ce ne vorranno di più. È necessario che le persone capiscano che al primo giro non ce ne sarà abbastanza per tutti". E la soluzione starebbe nel raggiungere un buon livello di immunità di gregge. "Bisogna far girare il virus lentamente, perché se gira troppo velocemente avremo le pecore morte. Bisogna stare lontani e distanziarsi in modo che lindice di contagio sia basso, mantenere sotto soglia la circolazione virale e immunizzarsi piano piano. Poi il vaccino darà il suo contributo". Questa la ricetta secondo la virologa. Tag:  immunità di gregge Speciale:  Coronavirus focus Persone:  Ilaria Capua Luoghi:  Bergamo Brescia
Covid, Sala: "Un lockdown a Milano ora sarebbe sbagliato"
Politica
Oggi 28-10-20, 13:15

Covid, Sala: "Un lockdown a Milano ora sarebbe sbagliato"

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, in un video messaggio da Palazzo Marino: "No al lockdown ora. Ma serviranno realismo e prudenza". / Facebook Beppe Sala Agenzia Vista coprifuoco lockdown coronavirus Persone:  Beppe Sala 
Riders padroni dei treni a Milano: minacce e aggressioni a chi non li fa salire
Oggi 28-10-20, 13:04

Riders padroni dei treni a Milano: minacce e aggressioni a chi non li fa salire

Riders sui treni di Milano: una situazione che sta diventando davvero insostenibile per quanti siano costretti quotidianamente a viaggiare per raggiungere il posto di lavoro e per i controllori, spesso minacciati o addirittura aggrediti per il fatto di aver chiesto agli stessi il rispetto delle regole.In particolar modo ciò si verifica sui convogli in servizio lungo la tratta Mortara-Milano, dove i fattorini salgono con le loro bici infischiandosene delle regole, così da raggiungere rapidamente il centro del capoluogo meneghino per le consegne a domicilio. I mezzi a due ruote, che come riferito da un capotreno a "Il Corriere" non potrebbero neppure essere trasportati a bordo, si trovano ammassati a decine nei vestiboli ed impediscono il passaggio degli altri viaggiatori.A Mortara, stazione ferroviaria a circa 80 chilometri da Milano, i riders arrivano a frotte verso le 16:30, cioè in orario non compatibile al trasporto dei mezzi a due ruote sui convogli: questo, infatti sarebbe possibile nelle corse delle 10:33 e delle 15:33, ma in questa fascia le carrozze restano pressoché vuote. Il risultato della situazione è un accumulo di ritardi da una stazione all'altra, senza contare le forti tensioni che si registrano a bordo, come spiega un capotreno. "Perché ha fatto ritardo il treno?" chiede un uomo nel video pubblicato da "Il Corriere"."Eh, in poche parole, dobbiamo distribuire le biciclette ad ogni fermata. Su questi treni qua non possono salire le biciclette, non si può. Noi in via del tutto eccezionale facciamo partire il treno, perché abbiamo i viaggiatori. Lei era su questo treno?" "Sì", replica il passeggero."Ecco, immagino che dopo un giorno di lavoro vuole tornare a casa. Stiamo diventando dei parcheggiatori. Nel senso che quando arrivano questi ragazzi noi li distribuiamo lungo ogni vestibolo, però la situazione è ingestibile", spiega ancora il controllore."Sono nella maggior parte dei rider. Anzi, sono solo rider. E questa è la situazione, è molto pericoloso, però noi facciamo il possibile per distribuire e almeno cercare di partire. A me è capitato l'anno scorso... Sono finito in ospedale per non far salire più di un numero di bici, e sono stato aggredito", racconta l'operatore ferroviario. "Dall'aggressione alle minacce... le minacce sono all'ordine del giorno. Le minacce capitano proprio... non dico su tutti i treni, ma una volta al giorno sì".E in effetti già alle 17:30 il treno è così stracolmo di bici da rendere impossibile non solo il passaggio da una carrozza all'altra ma anche salire sul convoglio da terra. Neppure il macchinista, che in caso di conclamata emergenza dovrebbe poter raggiungere immediatamente l'altro capo del treno, ha libertà di movimento. E quando qualcuno osa chiedere il rispetto delle regole paga pegno ricevendo minacce o addirittura subendo un'aggressione: il convoglio più pericoloso in tal senso resta quello delle ore 22:30, cioè quello preso dai riders per tornare a casa. "Il paradosso è che se chiamiamo la Polfer per farla intervenire ci prendiamo gli insulti degli altri passeggeri perché in questo modo il ritardo aumenta e giustamente dopo una giornata di lavoro vogliono tornare a casa", dice ancora il capotreno.
"Infame, minacce da squadrista". Alba Parietti perde il controllo (e il senno)
Oggi 28-10-20, 12:47

"Infame, minacce da squadrista". Alba Parietti perde il controllo (e il senno)

Gira che ti rigira il vip è sempre pronto allo scivolone social. Gli odiatori del web provocano e i personaggi famosi non riescono proprio a trattenersi. Senza esclusione di colpi e senza "asterischi" a bippare parolacce e offese anche questa settimana gli hater hanno forzato la mano dei vip di turno. Così, immancabile come i Dpcm e sboccata al punto giusto, ecco la nuova (esilarante) carrellata di risposte dei vip ai loro hater.La più infervorita, questa settimana, è senza dubbio Alba Parietti. Che la showgirl non abbia peli sulla lingua è risaputo, ma l'entrata al Grande Fratello Vip del figlio, Francesco Oppini, ha scatenato la "mamma tigre" che è in lei. E che ruggiti per difenderlo dagli attacchi trasversali sui social network! Tra un "vergognati infamone" e "il tuo fidanzato va a dormire con tutte per gioco fottendosene di te" (che già basterebbero per chiudere la nostra rubrica) l'Alba nazionale con il fanclub di Zorzi l'ha toccata piano (magari). Il commento pubblicato dalle "bimbe di Zorzi" sotto l'ultimo post Instagram di Oppini: "Francesco se provi a fregare Tommaso ti facciamo saltare il profilo" ,ha letteralmente infiammato la Parietti: "Senti Imbecille, queste minacce da squadrista le conosco. Sistema conosciuto e squallido. Ora pubblico il tuo commento sul mio account". Occhio per occhio....Chi mancava da tempo negli annali del botta e risposta social è il rapper Gue Pequeno. Qualche anno fa i suoi schiaffi virtuali a hater e odiatori di turno diventarono quasi leggenda, poi il silenzio (sai che perdita). Oggi a distanza di tempo il cantante è tornato a colpire. Nel mirino due finti fan che a stuzzicarlo non ci hanno pensato due volte: "Pequeno è giustificato dopo la sega in diretta", "Dicci a che età hai provato la coca". E così ecco servita la replica di Gue al primo: "See certo...ma vai ad aggiustarmi il computer va babbo di minchia". E al secondo: "Ma finisci prima le scuole medie rincoglionito". Bam Bam...a raffica e sotto a chi tocca!Chi invece è diventata ormai una abitué della nostra rubrica è Antonella Mosetti. Sarà per quelle sue origini romanesche che la fanno così gajarda che se la provochi lei "te ce mannà". Se n'è accorto (a sue spese) l'utente Instagram che, per scherzare, le ha scritto: "Se te metti un altro filtro ti dissolvi". "Se ti fai li cazzi tua campi meglio", gli ha risposto la Mosetti. Li mortacci."Signori" si nasce non si diventa. Ma a decretare chi tra Mario Luigi Favoloso e l'odiatore seriale sia il predestinato al titolo lasciamo a voi l'ardua sentenza. "Ancora non se ne è scopato un altro? Record", ha scritto un utente su Instagram riferendosi alla sua fidanzata (o forse moglie) Elena Morali. "No ancora no, se li fa tutti tua mamma". Che galanteria.Se pensate che sia finita qui vi sbagliate di grosso. Tra una settimana saremo da voi con nuovi insulti e nuove volgarità. La firma sarà sempre la stessa, quella dei vip.
Adesso parlano le escort: "Lockdown? Mi hanno chiamato..."
Oggi 28-10-20, 12:42

Adesso parlano le escort: "Lockdown? Mi hanno chiamato..."

Il distanziamento sociale conseguenza del virus cinese, il Covid-19, ha imposto a tutti uno stato di fedeltà forzata, ma non di fedeltà virtuale, e i portali per gli incontri extraconiugali dall'inizio del lockdown hanno vissuto un periodo d'oro. Lo testimoniano i dati forniti da internet.Il caso più vistoso è il sito Escort Advisor: nonostante il lockdown, sulle pagine web restavano visibili più di 68.700 profili di escort con relative recensioni. Le ricerche interne da parte degli utenti continuavano sfogliando i profili che le sex worker curano per promuoversi, a dimostrazione che la voglia dei clienti di informarsi sulle escort non calava.Tra il 16 e il 22 di marzo, Escort Advisor ha tracciato in media il 94% di annunci in meno pubblicati dalle escort (che segna il down dell'intero settore). Prima della crisi, sulle principali bacheche di annunci in Italia si trovavano 24.000 numeri al giorno legati a sex worker. In quella settimana si è arrivati a soli 1.600 al giorno.Da marzo in poi il sito Gleeden ha incrementato le registrazioni del 150%, e non solo di profili maschili, visto che di queste ben il 43% sono di utenti di sesso femminile. La maggioranza proviene da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, proprio le prime zone rosse, e ciò fa pensare a un boom dovuto proprio alla ricerca di uno sfogo dall'isolamento forzato con mariti e mogli.Ogni prigioniero o prigioniera in casa ha appagato in qualche modo la fame di socialità e di relazione. L'app di incontri Tinder ha raggiunto nuovi record di profili sfogliati dagli utenti a livello giornaliero. Rispetto a febbraio 2020, nel mese di aprile il numero di "swipe" delle donne under 30 è aumentato del 37%, così come sono aumentati, con una media del 30%, i messaggi scambiati sulle app e sui siti per incontri. Non a caso è stata introdotta la funzione videochat tra gli utenti. Virtuale però non vuol dire reale e come tutte le attività economiche anche quella del sesso a pagamento ha risentito di una crisi epocale dovuta al Coronavirus.In media si contano 120.000 sex worker in Italia ogni anno, e non tutti hanno il materasso pieno di contanti.Così, durante il lockdown, anche questo settore ha dovuto innovarsi per arrangiarsi, ricorrendo a fantasie prima sconosciute. Se gli chef e i ristoranti hanno ripiegato sulle consegne a domicilio, le escort hanno dovuto specializzarsi nell'uso della telecamera per videochiamate hot. Racconta una escort di Milano che i clienti chiusi in casa, ognuno con la propria famiglia, dovevano rinchiudersi in bagno e, stando rigorosamente zitti, mettere le cuffie e ascoltare.Alcuni invece riuscivano ad andare in ufficio e avere così una qualche privacy. Il pagamento avveniva con una "pay per call" o mettendo in conto per la fine del lockdown, nel caso di clienti di lunga data.Francesca, escort di Milano: "Appena ho capito la gravità della situazione non ho esitato ad avvisare i miei clienti attraverso il mio profilo. Ho deciso che non avrei ricevuto più nessuno fino al passare del blocco totale che stiamo vivendo. Io resto a casa. E pure voi dovreste! Così io e molte delle mie colleghe abbiamo deciso di sospendere l'attività come tutti per seguire la legge e non favorire la diffusione del virus. La cosa particolare è che alcuni dei miei clienti mi hanno contattata anche solo per cercare compagnia al telefono. Ora mi sto attivando per fare delle chat e delle videochiamate erotiche: alcuni mi chiedono di vedermi mentre mi "prendo cura di me", mentre mi spoglio, altri vogliono davvero solo parlare perché sono da soli, altri ancora chiedono foto. Mi ha fatto molto ridere quello che mi ha chiamato con la doccia aperta bisbigliando. Era chiuso in bagno e fingeva di lavarsi per non farsi beccare dalla moglie!".Nella classifica di questa nuova attività di sesso online, Roma e Milano si sono trovate subito al primo posto con più del 20% delle escort disponibili al servizio. A seguire Verona12%, Bologna 11%, Napoli 10%. Le escort hanno utilizzato le videochat non solo per avere una fonte di guadagno alternativa, ma anche per trovarsi clienti nuovi con cui si promuovono in vista della possibilità di incontrarsi dal vivo alla fine del lockdown, in città o durante i loro "tour" in Italia.Ci sono anche persone che chiamano solo per uscire da una condizione di estrema solitudine. Come racconta Tiffany, escort lombarda: "In questi giorni drammatici ho capito che in Italia ci sono moltissime persone sole. Soltanto ieri ho ricevuto oltre 250 chiamate. Nessuna chiamata erotica. In un momento così drammatico molti chiamano semplicemente per sentirsi meno soli".Così il sesso a pagamento ai tempi del coronavirus si è trasformato anche in un servizio d'ascolto gratuito, una sorta di comunità terapeutica aperta. Molti clienti chiamano in preda al terrore. Studenti, operai, imprenditori che temono il virus e la morte dei loro familiari. Però la paura più ricorrente sembra essere un'altra. Dice Tiffany che "moltissimi, sia ragazzi che uomini, sono terrorizzati per il loro futuro lavorativo: temono che una volta passata l'emergenza saranno licenziati o dovranno chiudere l'azienda che guidano".Anche i guadagni delle escort sono crollati. Smartworking sì, ma non per tutti allo stesso stipendio, soprattutto se oltre a essere "imprenditrice", lo sei in un settore non riconosciuto.Inoltre non tutte sono riuscite ad arrangiarsi con le videochiamate e si sono ritovate a vivere in un fortissimo disagio, costrette a chiedere aiuto ad associazioni ed enti come la Caritas per sopravvivere. Molte hanno provato a chiedere i 600 euro all'Inps: delle oltre 2 milioni di domande arrivate ci sono anche quelle di un 12% delle sex worker. Un grido d'aiuto.Racconta una escort: "Siamo abbandonate a noi stesse. Quello che sta accadendo è l'esempio di una fascia della popolazione lasciata indietro come e più di altre. Noi paghiamo tasse, affitti, bollette e tutte le spese che ognuno ha, ma in questi momenti di crisi non abbiamo nulla dallo Stato. Io ho anche due bambini".© 2020 Mondadori Libri S.p.A. per il marchio PiemmePer gentile concessione di Mondadori Libri S.p.A.
"Non ce la faccio più". Dopo 11 giorni la Pellegrini è ancora positiva al virus
Oggi 28-10-20, 12:28

"Non ce la faccio più". Dopo 11 giorni la Pellegrini è ancora positiva al virus

Per Federica Pellegrini la strada è ancora tutta in salita. La celebre nuotatrice che da sempre ha popolato le prime pagine dei settimanali non solo per le sue prodezze in campo sportivo, da più di 10 giorni è in isolamento fiduciario perché positiva al Covid-19. Per puro caso e dopo alcuni accertamenti routine, la Pellegrini ha scoperto di essere affetta dal virus che ancora oggi sta attanagliando l'Italia. E questo, per lei, ha rappresentato un altro stop per le attività di nuotatrice. Molto attiva sui social, soprattutto su Instagram, nelle ultime ore ha rivelato proprio attraverso il suo profilo e in una serie di video di essere ancora positiva al virus, nonostante siano passati 11 giorni dalla prima diagnosi.La fase acuta sarebbe già un lontano ricordo, dato che Federica Pellegrini, per il momento, non avrebbe febbre e dolori, ma il tampone parla chiaro. Fino a quando non sarà negativo dovrà continuare il suo isolamento. La Pellegrini però è stanca di vivere in questa condizione, e sui social si lascia andare a una serie di riflessioni. "Ho fatto il secondo tampone e ho ancora il virus - afferma-. Sono però debolmente positiva. Spero giovedì di avere il via libera perché, detto tra noi, non ce la faccio proprio più di stare dentro casa". I video in cui Federica Pellegrini racconta le condizioni di salute ai fan, sono accompagnate dal suo dolce cagnolino che, più spesso, si intromette tra la nuotatrice e la video camera del telefono."Sto bene -aggiunge subito dopo-. Ma quando tutto questo sarà finito dovrò comunque fare tutto dall'inizio. Compresi i test al cuore e ai polmoni", afferma con un tono di voce basso. Nonostante il brutto momento, la Pellegrini non ha di certo le intenzioni di mollare la presa. Anzi, torna su i suoi passi e ammette che non appena sarà tornata in salute, è pronta a tornare in acqua. "Dovrò fare il doppio dello sforzo per tornare in forma, ma voglio tonare a gareggiare", rivela. E non è da sola in questa battaglia personale. La nuotatrice può contare sulla vicinanza del suo coach che, tutti i giorni, la sprona ad avere un atteggiamento positivo e ad affrontare a testa alta le avversità. Si attendono periodi migliori per Federica Pellegrini. E proprio grazie a questo momento così particolare, pare che la nuotatrice abbia trovato un nuovo modo di dialogare con i fan e di imporre la sua immagine a livello mediatico.
Hai incontrato un positivo? Ecco cosa devi fare
Oggi 28-10-20, 12:25

Hai incontrato un positivo? Ecco cosa devi fare

Nuovi record per casi di Covid e vittime nella giornata di martedì 27 ottobre. A fronte di 174.398 tamponi processati, si sono contati 21.994 positivi e 221 morti. Era dal 5 maggio che non si registrava un numero così alto di decessi, allora furono 236. Il numero dei ricoveri ordinari è salito di 958 unità, portando così il totale a 13.995. Ben 1.411 i pazienti in terapia intensiva, 127 persone in un solo giorno. Ancora una volta le regioni maggiormente colpite sono la Lombardia (+5.036), la Campania (2.761) e il Piemonte (2.458). A seguire l'Emilia Romagna, il Veneto, il Lazio, la Toscana e la Liguria. Se da un punto di vista sanitario la situazione è critica, lo stesso si può affermare a livello sociale. Le proteste contro l'ultimo Dpcm varato da Giuseppe Conte hanno visto protagonista Roma. Piazza del Popolo si è, infatti, trasformata in un campo da battaglia con sirene, bombe carta, petardi e cariche con gli idranti da parte dei poliziotti.Distanziamento sociale, mascherina e frequente lavaggio delle mani. Queste norme sono ormai note, tuttavia si nutrono ancora dubbi sul corretto atteggiamento da adottare nel caso in cui si sia stati a contatto con un soggetto positivo al Covid. Come ci si deve comportare, dunque? Le regole variano a seconda della presenza o meno di sintomi. Se si scopre di aver avuto un contatto con un positivo ma si è asintomatici, non è utile eseguire subito il tampone, meglio attendere 4-5 giorni. L'isolamento, invece, deve essere immediato e il rispetto della quarantena è fondamentale. Trascorsi 10 giorni, il tampone va ripetuto (è sufficiente anche quello rapido, ovvero l'antigenico) e se questo è negativo l'individuo può tornare alla vita normale. Nel caso in cui non si riesca a ottenere il tampone, considerata la saturazione del sistema, dopo 14 giorni che si è asintomatici si può comunque interrompere la quarantena.Discorso a parte per coloro che accusano sintomi, situazione questa che merita una diagnosi celere e per la quale l'isolamento è ancora una volta indispensabile. Se i segni clinici sono lievi e, dunque, il ricovero non è necessario, si esegue un nuovo tampone dopo 17 giorni (a sintomatologia scomparsa), il cui responso negativo pone fine alla quarantena. Sorge, però, spontaneo un altro interrogativo, quando si può essere considerati contatti stretti? Il Ministero della Salute elenca una una lunga casistica: se si vive in casa con un positivo al Covid, se si hanno avuto contatti fisici e non fugaci con un positivo (abbraccio, stretta di mano). Ancora se si è rimasti a lungo in una stanza con un positivo (magari per una riunione di lavoro) senza indossare la mascherina.Esiste, poi, una casistica legata ai trasporti e in particolare a quei mezzi dove è possibile il tracciamento perché i biglietti sono nominativi (aereo, treno). Secondo il Ministero della Salute è un contatto stretto chi ha viaggiato seduto entro due posti, in qualsiasi direzione rispetto a un caso di Covid. Sono, altresì, contatti stretti i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione del mezzo di trasporto dove il caso indice era seduto. Solitamente sono le Asl ad avvisare il soggetto che ha viaggiato con un positivo e a chiedergli di rispettare l'isolamento. L'ideale sarebbe effettuare un tampone ma, essendo in questi giorni i drive in molto affollati, l'alternativa è quella di rivolgersi a una struttura privata per fare l'antigenico. Se viene accertata la positività (almeno per quanto riguarda la regione Lazio) il laboratorio invia il prelievo a un centro di analisi pubblico per l'esame molecolare di conferma.
Così i figli di immigrati hanno devastato Torino: "Una gara a chi fa più casino"
Oggi 28-10-20, 12:06

Così i figli di immigrati hanno devastato Torino: "Una gara a chi fa più casino"

"Tra gli arrestati e le persone in corso di identificazione non c'è alcuna brava persona. Parliamo di soggetti criminali che aderiscono alle tifoserie e giovani già dediti alla delinquenza". Parlava così, ieri, il questore di Torino, Giuseppe De Matteis, analizzando quanto successo sotto la Mole. Intorno a piazza Castello petardi, roghi di cassonetti, fumogeni, bombe carta e lanci di bottiglie. Una vera e propria guerriglia, dal bollettino consistente: 10 arresti e 4 denunce. Oltre alla coda di polemiche.Se in piazza Vittorio i commercianti delusi dall'ultimo Dpcm hanno manifestato in tranquillità, nella vicina piazza Castello qualcosa è andato storto. Per gli investigatori chi ha preso d'assalto gli agenti schierati a difesa di Prefettura e Regione erano "professionisti" della violenza. Potrebbe esserci stata una "regia", forse anche delle frange ultras di Juve e Torino. Magari collegate con le altre città dove si sono registrati disordini: Milano, Napoli, Roma, Catania. Di certo tra i violenti di Torino ci sono ragazzi delle periferie, attirati in centro da volantini e tam tam sui social per fare "casino". A raccontarlo alla Stampa è Nizar H., un 18enne che vive in Barriera e che risulta essere tra gli 10 arresti. "L'altra sera in piazza c'era una gara a chi faceva più casino. A chi faceva di più. Tra noi e gli altri gruppi di periferia: Vallette, Mirafiori, Barriera Milano". Genitori di nazionalità marocchina, Nizar è nato a Torino e ora aspetta di comparire in tribunale. In quel "casino" c'erano anche Mohamed (19 anni) e Mostafa (16), due fratelli egiziani residenti nello stesso quartiere. Sono accusati di aver distrutto la vetrina del negozio di Gucci e di aver arraffato quel che hanno trovato all'interno. Il maggiorenne, dice la Stampa, sarebbe stato già condannato per resistenza e lesioni. Mostafa invece aveva infilato la refurtiva in un cantiere nella speranza di recuperarla alla fine della guerriglia. Per la madre "sono bravi ragazzi, non lo so. Davvero non lo so". Per gli antagonisti dell'Askatasuna quello di lunedì è stata una giornata di "mobilitazione e conflitto diffuso su tutto il territorio". "Questa rabbia è esplosa come una pentola a pressione senza sfoghi - si legge in un articolo di Infoaut e condiviso sulla pagina del centro sociale - La mancanza di supporti al reddito, di adeguate tutele nella crisi è stato il detonatore". Non si capisce però perché questo debba tradursi in vetrine sfasciate, agenti aggrediti, sassi, petardi, bombe carta. In piazza c'era "una composizione mista", ovvero "ultras, giovani proletari metropolitani delle periferie, seconde generazioni, lavoratori dipendenti della ristorazione e dello spettacolo". Nessuno di loro proprietario di un bar, insomma. E la vetrina di Gucci devastata? "Appropriazione della ricchezza". Dalle banlieu al centro ricco. Per "fare casino", distruggere, rubare. Un esproprio proletario.Già, perché è proprio il fattore "periferie" la novità di questa ondata di proteste. A Milano tra i 28 fermati ben 10 sono appartenenti alla comunità straniera. Marocchini, tunisini, romeni e sudamericani. Molti di loro sono giovanissimi: 14 i minorenni. Qualche precedente, furto, spaccio, ricettazione, porto abusivo di armi, rapina. Tra i fermati anche una ragazza della realtà anarchica, come raccontato dal Giornale. Sono stati tutti denunciati a piede libero per danneggiamento e violenza a pubblico ufficiale. Per chi indaga manca una regia politica, come a Torino. Diversi disagi si mescolano in una miscela esplosiva. L'estrema destra, l'estrema sinistra, i giovani stranieri, le periferie, i delinquenti comuni. Una "alleanza di ostili", come scrive Infoaut.
La verità sul video modificato solo per infangare i poliziotti
Estero
Oggi 28-10-20, 11:57

La verità sul video modificato solo per infangare i poliziotti

Franco Iacch La frase "cerchiamo di ammazzarli col fumo" modificata in "cerchiamo di ammazzarne qualcuno" per provocare una precisa reazione emotiva contro la Polizia Da qualche ora circola un video, pubblicato dal portale Fanpage.it, effettuato durante le proteste di Milano avvenute poche ore fa. Il video originale, effettuato alle spalle di una linea di poliziotti in tenuta antisommossa, immortala le parole di un funzionario (probabilmente) che afferma: "Se, porca puttana, si avvicinano unaltra volta avanziamo tutti quanti, spariamo e cerchiamo di ammazzarli col fumo". Frase riportata, testualmente, nel video originale pubblicato da Fanpage.it. Tuttavia in queste ore lo stesso video è stato digitalmente modificato, alterando la parte finale del testo. La frase "cerchiamo di ammazzarli col fumo" è stata modificata in "cerchiamo di ammazzarne qualcuno". Chi ha modificato il video, divenuto immediatamente virale, lo ha fatto solo per uno scopo: provocare una precisa reazione emotiva nel popolo contro la polizia, espressione dello Stato sul campo. I due screenshot allegati a corredo del testo spiegano bene l’intervento digitale effettuato. Nel primo possiamo leggere la trascrizione originale effettuata da Fanpage.it. Nel secondo il video modificato con la falsa trascrizione. "Cerchiamo di ammazzarli col fumo": la forma dalla sostanza "Se si avvicinano unaltra volta avanziamo tutti quanti, spariamo e cerchiamo di ammazzarli col fumo". L’ultima parte della frase proferita dal funzionario è inopportuna. Probabilmente partirà anche una indagine interna. Posto quanto appena affermato, dobbiamo scindere la forma dalla sostanza. Un funzionario della polizia di Stato, preposto al comando di agenti in tenuta antisommossa ed in pieno teatro operativo, si appresta a preparare i propri uomini ad avanzare. Non avrebbe dovuto dire, lo ripetiamo, l’inopportuna frase "li ammazziamo col fumo". Adesso, però, analizziamo il contesto. La linea antisommossa si trovava a pochi metri da una manifestazione violenta in corso, con potenziale picchi di situazioni a rischio e probabilità di ingaggio elevatissima. Quel funzionario al comando aveva la responsabilità di valutare e il contesto e decidere la tattica (ritirarsi, presidiare o confrontarsi per disperdere). Probabilmente, mentre davanti i suoi occhi una via di Milano veniva devastata, il poliziotto al comando non ha prestato attenzione al bon ton lessicale e non ha pensato a calibrare un contenuto linguistico diverso. [[fotonocrop 1899425]] Quel funzionario comandava una linea antisommossa, non una banda musicale (con tutto il rispetto per i musicisti). Quei poliziotti erano stati schierati per sedare, potenzialmente, un’azione violenta a difesa del popolo e di coloro che esercitavano il diritto costituzionale di protestare pacificamente. La frase "li ammazziamo col fumo" è certamente inopportuna, ma valutiamo lintero contesto. La presenza della polizia di Stato, schierata nei punti strategici di Milano per il controllo antisommossa, ha fatto sì che le azioni violente non dilagassero, sigillando un perimetro per prevenire danni diffusi. Il vero fine del video: alterare la percezione Determinati eventi specifici possono servire come punti di svolta per catalizzare i movimenti sociali e portare le persone a ridefinire la loro comprensione dello scopo del gruppo dimostrante. Una nuova percezione della violenza diviene accettabile quando lo Stato risponde in modo ingiustificato e sproporzionato. Quando, invece, l’espressione dello Stato è vista come legittima, il disordine diminuisce. Nelle prossime ore potrebbero verificarsi altre proteste anti-restrizioni. Molte saranno pacifiche, altre potrebbero essere violente con episodi di vandalismo e violenza. Qualsiasi risposta dello Stato dovrà essere attentamente calibrata. E’ necessario un equilibrio nella risposta tattica dello Stato, nella consapevolezza che una determinata azione (confronto) o inazione (adattabilità) sul campo potrebbe innescare ulteriore violenza o disinnescarla del tutto. Il confine tra protesta pacifica e violenza caotica può essere offuscato in un istante. Information Warfare entry level, ma dal grande potenziale Il cyberspazio, sia nella sua forma immateriale attraverso le reti informatiche che nelle sue infrastrutture fisiche, è l’architettura dellinformazione globale. È la soggettiva percezione della realtà a determinare la creazione di modelli mentali e la formulazione di idee. Attraverso le interconnessioni nell’ambiente virtuale, le idee dell’utente si perfezionano. Nell’ambiente virtuale gli utenti interagiscono, condividono idee e convinzioni senza instaurare un reale senso di fiducia per la qualità delle informazioni scambiate spesso progettate per influenzare il pensiero. Il dominio delle informazioni non si applica solo in tempo di pace ma è costante poiché strutturato per creare persistenza e profondità strategica. Tag:  milano proteste Polizia di Stato
Plexiglas, gel e distanze: i ristoratori si adeguano, Conte li chiude lo stesso
Cronaca
Oggi 28-10-20, 11:55

Plexiglas, gel e distanze: i ristoratori si adeguano, Conte li chiude lo stesso

Alessandro Ferro Dal 18 maggio, tutta la ristorazione si è adeguata ai nuovi protocolli per rimanere aperta e garantire la sicurezza ai clienti ma il governo, senza prove scientifiche sul contagio nei locali, ha deciso lo stop a queste attività fino al 24 novembre "Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui pub, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 alle ore 18.00": è quanto scritto sul nuovo Dpcm del 24 ottobre di cui ormai tutti conoscono i contenuti ma soprattutto i ristoratori, la categoria più penalizzata dai nuovi provvedimenti anti-Covid. Oltre al danno la beffa Non solo, ma adesso il "consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo salvo che siano tutti conviventi". Eppure, loro ce lavevano messa tutta adeguandosi alle nuove disposizioni di regole e distanziamenti dopo il lockdown di marzo ed aprile: alle graduali riaperture di maggio, infatti, sono stati (giustamente) costretti a correre ai ripari acquistando materiali necessari a garantire la sicurezza tra le persone (come plexiglas ed igienizzanti) e distanziando i tavoli allinterno ed allesterno delle proprie strutture secondo le nuove normative per contenere il virus. Nonostante tutto questo ed una stagione estiva comunque altamente zoppicante, adesso si ritrovano nuovamente chiusi per un altro mese, almeno fino al 24 novembre. Perché, diciamoci la verità, i guadagni veri si fanno la sera, non certo durante le ore centrali del giorno con la gente a lavoro, specialmente adesso che vige per lo più un regime di smart working. [[nodo 1898994]] Distanziamento e plexiglas Dopo due mesi di lockdown, il 18 maggio scorso è iniziata la "Fase 2" e la ristorazione ha rialzato le saracinesche secondo i nuovi diktat del governo, e sono tanti: lo spazio tra ogni cliente doveva essere triplicato rispetto a prima passando da 1,2 a 4 metri quadrati e la distanza tra i tavoli di almeno due metri. Nello stesso tavolo, però, se il distanziamento non fosse stato sufficiente, si doveva procedere installando una barriera divisoria trasparente (plexiglas). Spaziature sufficienti vanno garantite anche per chi prepara il cibo in cucina pena multe salatissime. La riorganizzazione di questi spazi ha imposto, di conseguenza, una drastica riduzione di tavoli e personale della ristorazione. “Con una persona ogni 4 metri quadri, i ristoranti italiani perderebbero in un sol colpo 4 milioni di posti a sedere, ovvero il 60% del totale”, scriveva la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi. Buffet, ricambio daria e menu Ma qui siamo soltanto allinizio: pena la chiusura, tutti i locali di ristorazione hanno dovuto cancellare dalle loro abitudini i tradizionali buffet, molto in voga soprattutto per gli aperitivi. Al tradizionale menù cartaceo, invece, è stato richiesto un menù digitale tramite il cosiddetto Qr code: si tratta di un codice a barre tridimensionale che, tramite luso degli smartphone, ha consentito di leggere il menù direttamente dal cellulare. In alternativa, si è chiesto di stampare i menù su fogli di carta usa e getta. Anche in questi casi, tutta la ristorazione si è adeguata investendo cifre importanti. AI ristoratori, inoltre, è stato imposto un adeguato ricambio d’aria attraverso gli impianti di ventilazione, soprattutto in quelle aree dei locali più chiuse e lontane da finestre ed in quelle vicino ai servizi igienici. Capitolo mascherina: se è vero che i clienti debbono indossarla fino a quando non ci si trova al tavolo e quando si ha la necessità di andare in bagno, per camerieri e personale di sala vige lobbligo di indossarla costantemente. Igienizzanti, termometri ed elenco clienti All’entrata di ogni locale, il governo ha stabilito che dovessero essere messi a disposizione dei clienti spray o gel sanificanti per le mani. Il personale del ristorante, inoltre, ha lobbligo di verificare che i clienti indossino le mascherine, di tipo chirurgico o di tipo riutilizzabile (le cosiddette mascherine di comunità), fino al momento della consumazione. Il personale dei ristoranti e dei locali in genere è tenuto anche a misurare la temperatura corporea, che non deve essere superiore a 37,5°C, a tutti i clienti in entrata. Inoltre, è stato fortemente consigliato di prenotare prima di recarsi nella struttura, così da evitare assembramenti e file allingresso dei locali. Anche in questo caso, gli imprenditori hanno comunicato alla propria clientela le nuove disposizioni e, fino alla chiusura di pochi giorni fa, da questo punto di vista non sono state registrate criticità di alcun tipo. Capitolo clienti: il Dpcm del 17 maggio, che di fatto ha dato il via alle riaperture, ha obbligato ogni ristoratore a munirsi di un elenco con le presenze ed i dati della clientela per un periodo di 14 giorni. Nello specifico, la scheda tecnica di ristorazione riporta: “Negli esercizi che dispongono di posti a sedere privilegiare l’accesso tramite prenotazione, mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato, per un periodo di 14 giorni”. Quindi, ad ogni persona, è stato fatto firmare un foglio con nome, cognome e numero di telefono. Se si trattava di congiunti, bastavano i dati anche soltanto di una persona. [[nodo 1882379]] Il rebus dei tavoli Ultimo ma non ultimo per importanza, il "balletto" dei tavoli: in quanti si può stare seduti? E soprattutto, chi? Inizialmente, si è fatto riferimento soprattutto ai congiunti, persone dello stesso nucleo familiare o conviventi, ma senza imposizioni sul numero. Nelle ultime settimane, però, il governo ha cambiato idea per ben due volte nel giro di pochi giorni: il Dpcm del 18 ottobre aveva fissato in "sei" il numero di persone massimo consentite attorno ad un tavolo al ristorante (così come il "consiglio" di invitare in casa al massimo sei persone, ci siamo occupati della vicenda in questa intervista). Come per magia, soltanto 5 giorni dopo, con lultimo Dpcm datato 24 ottobre, il numero massimo consentito è passato da 6 a 4. Ed anche questa volta, per i ristoratori è stata unulteriore mazzata. Insomma, da maggio a pochi giorni fa, chi fa questa attività è stato sottoposto a pressioni e cambiamenti repentini che ammazzerebbero il morale anche della persona più ottimista. Sono state rispettate regole, protocolli, misure di sicurezza, sono state investite cifre di un certo tipo a carico esclusivo dei ristoratori ma soprattutto, non cè evidenza di contagi nei ristoranti, nei bar, nelle pizzerie o nei pub. Non ci sono numeri che dimostrino che la gente si sia contagiata mentre consumasse la colazione od un pasto. Eppure, dalle 18 alle 5, questi esercizi commerciali rimarranno chiusi. Fino al 24 novembre. Tag:  ristoratori
Con l'emergenza Covid le negano la mammografia: donna umbra chiama i carabinieri
Oggi 28-10-20, 11:52

Con l'emergenza Covid le negano la mammografia: donna umbra chiama i carabinieri

Il problema del Paese a livello sanitario non è solo il coronavirus. A causa dell'epidemia e della saturazione dei pronto soccorsi, molti ospedali stanno sospendendo momentaneamente tutte le altre prestazioni per dare la priorità ai contagiati che fanno il loro ingresso nei reparti. Molti dei nuovi ricoverati per Covid, così come spiegato anche dai virologi, potrebbero essere validamente seguiti anche al domicilio ma vengono ricoverati a causa delle maglie troppo larghe della medicina territoriale. La presenza dei pazienti Covid in larga misura negli ospedali non crea solo un problema di utilizzo delle risorse ma aumenta esponenzialmente il rischio di contagio e di accensione di nuovi focolai. Ma l'epidemia non può cancellare le altre malattie ma oggi i pazienti no-Covid si trovano in qualche modo discriminati dalla sanità, senza possibilità di accedere alle cure. È, per esempio, quanto accaduto a Federica, umbra, che nel 2018 aveva prenotato una mammografia che ha rischiato di essere annullata.Federica è solo una piccola parte dell'esercito dei pazienti della sanità pubblica, che dopo aver aspettato l'esaurimento delle infinite liste d'attesa, era pronta a effettuare il tanto agognato screening al seno. Con la prenotazione effettuata nel 2018, la prestazione le era stata fissata per la fine di settembre del 2020. Certo, nel 2018 non era ancora nemmeno ipotizzabile la pandemia, ma lo screening di Federica era stato confermato ed era un suo diritto usufruirne. Peccato che, a due settimane dalla prestazione, la donna abbia ricevuto la telefonata da parte dell'ospedale, che le comunicava l'annullamento della prestazione, a due anni e mezzo dalla prenotazione e 14 giorni prima dello svolgimento. "Ho chiesto almeno una nuova data ma mi hanno risposto che non erano in grado di dirmelo e che mi avrebbero fatto sapere. Ho già avuto esperienze simili con quest' ospedale, non mi hanno mai richiamata", ha denunciato Federica a La Stampa. A quel punto, però, a Federica viene un dubbio e decide di telefonare allo stesso ospedale chiedendo di effettuare la prestazione in regime di intramoenia: "Mi danno un appuntamento dopo 6 giorni pagando 212 euro. Stesso macchinario e stesso medico perché il reparto era identico".A quel punto, Federica chiama i carabinieri che le consigliano di rivolgersi al tribunale dei diritti del malato, ha promesso di non arretrare di un solo passo perché sua madre è morta di tumore al seno e i medici le hanno suggerito di sottoporsi a un esame annuale per tenere la sua situazione sotto controllo. Un funzionario dell'azienda sanitaria la chiama per cercare di spiegare che i ritardi sono dovuti all'emergenza Covid, ma la donna non cede: "Ho promesso che sarei andata avanti fino alla Procura della Repubblica". Viene chiamata anche dal direttore dell'ospedale, che racconta di un possibile equivoco e che i suoi controlli dovrebbero essere effettuati ogni due anni ma Federica, forte della sua prenotazione si presenta comunque in ospedale nel giorno fissato per la visita. La mammografia le viene effettuata ma non possono darle nuove date per il prossimo screening. E tutti gli altri pazienti che non hanno fatto ricorso ai carabinieri e al tribunale dei diritti del malato? Per loro gli screening restano sospesi.
Biden Jr nudo e con due ragazze. Ora spuntano anche i sex tape
Oggi 28-10-20, 11:37

Biden Jr nudo e con due ragazze. Ora spuntano anche i sex tape

Sesso, droga e affari. Dopo che nei giorni scorsi alcuni video che immortalano Hunter Biden, figlio del candidato alla presidenza per i democratici Joe, fare sesso con alcune donne dopo aver assunto stupefacenti, sono stati pubblicati su un sito cinese collegato all'ex advisor del presidente Donald Trump, Steve Bannon, ora è The Gateway Pundit, sito di Jim e Joe Hoft vicino alla destra ultra-conservatirce e trumpiana, a pubblicare un nuovo videotape in cui Hunter fuma crack con una prostituta. Vista la fonte, bisogna capire se si tratta realmente del figlio del candidato dem. Il sito, riporta Libero, ripreso anche da Dagospia, ha inoltre pubblicato alcuni screenshot di messaggi sms e copie di mail attribuite ad Hunter che, parlando con un amico di famiglia, con lo zio e con un suo socio nella società Burisma, Devon Archer, racconta che una persona l'ha accusato di avere avuto comportamenti impropri con la figlia minorenne. E che, sostiene ancora il sito sulla base di questi screenshot, sia il padre che la madre Jill erano al corrente di queste accuse ed avrebbero aiutato Hunter ad evitare le conseguenze.Sesso con cittadine russe?Ora The Gateway Pundit è passato ulteriormente all'attacco e ha pubblicato altre foto del presunto Hunter Biden in compagnia di alcune cittadine russe e di alcuni amici, in una festa all'insegna del sesso risalente al 2018 e svoltasi in una lussuosa villa di Hollywood. "Hunter ha trascorso un po 'di tempo nel 2018 con alcuni russi in una proprietà a West Hollywood, impegnandosi in attività sessuali perverse. Questi atti sono stati registrati e fotografati". Da qui, scrive il sito dell'estrema destra Usa, "i Biden divennero oggetto di ricatto". Sappiamo, scrive sempre The Gateway Pundit, che almeno una delle donne nella villa di West Hollywood era una cittadina russa che si è recata negli Stati Uniti nel 2017-2018 con un visto turistico. "Lo sappiamo perché abbiamo una copia del suo passaporto".Gli affari dei Biden in Cina e UcrainaNelle scorse settimane il New York Post era entrato in possesso di email che riguardano il candidato dem e suo figlio. I messaggi rivelano che Hunter presentò a suo padre un alto dirigente di Burisma, la società energetica ucraina in cui lavorava, prima che l'allora vice presidente Usa facesse pressioni sui funzionari del governo di Kiev affinché licenziassero un procuratore che stava indagando sull'azienda. Una vicenda più volte trattata sulle colonne di questa testata. L'incontro, mai rivelato prima d'ora, secondo il tabloid sarebbe menzionato in un messaggio che un membro del board di Burisma, Vadym Pozharskyi, avrebbe inviato a Biden Jr il 17 aprile 2015, circa un anno dopo che Hunter era entrato nel consiglio con uno stipendio che arrivava ai 50 mila dollari al mese.Più di recente alcuni sms pubblicati in esclusiva da Fox News sembrano far supporre che l'ex vicepresidente incontrò, nel maggio 2017, gli emissari di una società energetica cinese, nonostante il candidato dem avesse smentito questa ricostruzione. Fox News ha ottenuto gli sms da Tony Bobulinski, un tenente in pensione della Marina degli Stati Uniti, nonché ex Ceo di SinoHawk Holdings e socio in affari di Hunter, che ha confermato la "autenticità" dei messaggi.
Il “ristoro” del governo? Lo pagano i nostri figli
Politica
Oggi 28-10-20, 11:35

Il “ristoro” del governo? Lo pagano i nostri figli

Nicola Porro Url redirect: https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/il-ristoro-lo-pagheranno-i-nostri-figli/Il “ristoro” del governo? Lo pagano i nostri figli
Code delle ambulanze e posti letto agli sgoccioli. Ceccardi: "Di chi è la colpa?"
Cronaca
Oggi 28-10-20, 11:30

Code delle ambulanze e posti letto agli sgoccioli. Ceccardi: "Di chi è la colpa?"

Situazione sempre più difficile, causa Covid, negli ospedali toscani. La denuncia di un primario di Pisa. E Susanna Ceccardi punta il dito: "Criticavano la Lombardia quando era in piena emergenza, ora invece di chi è la colpa?" ospedali Covid-19 emergenza Covid-19 Raffaello Binelli  Coronavirus focus Url redirect: https://larno.ilgiornale.it/2020/10/28/ambulanze-in-coda-e-posti-letto-che-scarseggiano-ceccardi-ora-di-chi-e-la-colpa/Toscana, caos ospedali tra code e posti esauriti Ceccardi: Di chi la colpa? Persone:  Susanna Ceccardi
Cena alle 5 per Brugnaro in un ristorante a Mestre per sostenere ristoratori ed esercenti
Politica
Oggi 28-10-20, 11:29

Cena alle 5 per Brugnaro in un ristorante a Mestre per sostenere ristoratori ed esercenti

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: "Alle 5:00 inizio della giornata con cena al Osteria Plip di Mestre per sostenere ristoratori ed esercenti. Cultura, ristorazione, sport: chiediamo al Governo che riveda il Dpcm e dia fiducia alle persone che hanno investito in sicurezza e che si sono comportate correttamente". / Facebook Luigi Brugnaro Agenzia Vista dpcm coronavirus Persone:  Luigi Brugnaro