s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Dall'antrace a Chernobyl, quando Mosca nasconde la verità
Oggi 05-10-26, 21:32
AGI - Mosca sta cercando in ogni modo di ridimensionare l'allarme per la morte di una donna, tecnico di laboratorio, che secondo alcune fonti sarebbe stata uccisa dalla fuga del virus della peste mentre maneggiava una provetta. Ma se le autorità russe assicurano che gli esami post-mortem non hanno rilevato la malattia, Washington ha fatto sapere di seguire da vicino la situazione, memore delle molte omissioni da parte dell'Unione Sovietica prima e della Russia poi quando si tratta di disastri e incidenti vari. Il segreto di Stato di epoca sovietica ancora in vigore rende impossibile sapere quanti incidenti minori o medi non siano mai emersi. Ma se consideriamo soltanto i casi gravi oggi ben documentati nei quali Mosca occultò l'evento, mentì sulle cause, ne minimizzò la portata o ne ritardò deliberatamente la comunicazione, si mette insieme un discreto elenco. Ecco i principali: Incidenti nucleari e ambientali della Guerra Fredda (1949-1970) 1949-1956 – Contaminazione del fiume Techa, complesso nucleare di Mayak: Per anni furono scaricate grandi quantità di radionuclidi nel sistema fluviale, esponendo le popolazioni locali. La vicenda rimase segreta fino a quando le autorità russe e gli studi successivi riconobbero tre grandi episodi di contaminazione. 1957 – Disastro nucleare di Kyshtym/Mayak: È probabilmente il più clamoroso precedente di Chernobyl. L'esplosione di un serbatoio di rifiuti altamente radioattivi provocò la cosiddetta East Urals Radioactive Trace. Decine di migliaia di persone furono coinvolte e migliaia evacuate. L'Urss non ammise ufficialmente l'incidente per più di trent'anni, fino alla glasnost. 1960 – Catastrofe di Nedelin a Baikonur: Un missile balistico R-16 esplose sulla rampa durante i preparativi per il lancio: morirono almeno una novantina di persone, probabilmente più di cento. L'URSS riconobbe pubblicamente la tragedia soltanto nel 1989. 1961 – Incidente nucleare del sottomarino K-19: La perdita del refrigerante di un reattore provocò esposizioni enormi, otto uomini morirono rapidamente per sindrome acuta da radiazioni e altri negli anni successivi. Per ragioni di segretezza perfino le diagnosi mediche furono mascherate come "sindrome asteno-vegetativa". L'equipaggio fu obbligato al silenzio. 1967 – Lago Karachay/Mayak: Il prosciugamento parziale del lago usato come deposito di scorie permise al vento di disperdere polveri radioattive su un territorio molto vasto. Anche questo episodio rimase praticamente sconosciuto fuori dall'apparato sovietico. 1968 – Sottomarino K-129: Affondò nel Pacifico con tutto l'equipaggio e tre missili balistici nucleari. Mosca non annunciò pubblicamente la perdita. Gli Stati Uniti localizzarono il relitto e avviarono segretamente il gigantesco Project Azorian per recuperarne una parte. 1970 – Sottomarino K-8: Il primo sottomarino nucleare sovietico perduto in mare per un incendio a bordo. I morti furono 52 e quattro siluri nucleari finirono sul fondo dell'Atlantico. Emergenze biologiche, disastri navali e la catastrofe di Chernobyl (1979-1986) 1979 – Epidemia di antrace a Sverdlovsk: È forse il caso più impressionante dopo Chernobyl. Decine di persone morirono per antrace inalatorio. Mosca sostenne per anni che l'epidemia fosse stata causata da carne contaminata. Dopo il crollo dell'Urss emerse invece che era avvenuta una fuoriuscita accidentale di spore da un impianto militare di ricerca biologica. Gli studi epidemiologici mostrarono che le vittime erano distribuite lungo una stretta fascia sottovento rispetto al laboratorio. 1982 – Baia di Andreev, penisola di Kola: Un deposito della Marina sovietica cominciò a perdere acqua altamente radioattiva. Le operazioni di bonifica durarono anni e coinvolsero circa un migliaio di persone. La vicenda restò segreta durante l'epoca sovietica. 1985 – Baia di Chazhma, vicino Vladivostok: Durante il rifornimento del reattore del sottomarino K-431 avvenne un'esplosione con dispersione radioattiva. È stato definito da studi successivi il più grave incidente della storia delle flotte nucleari sovietica e russa. Fu tenuto segreto per anni e le informazioni cominciarono a emergere soltanto nel 1993. 1986 – Chernobyl: È il caso più celebre. L'esplosione avvenne il 26 aprile, Mosca non avvertì immediatamente il mondo e l'anomalia fu scoperta all'estero quando, il 28 aprile, livelli anomali di radioattività furono rilevati in Scandinavia. Solo allora l'Urss cominciò ad ammettere pubblicamente l'accaduto. La crisi contribuì poi alla Convenzione internazionale sulla notifica tempestiva degli incidenti nucleari. Gli incidenti nell'era post-sovietica e russa (2000-2019) 2000 – La tragedia del Kursk: Il 12 agosto il sottomarino nucleare Kursk affondò nel Mare di Barents con 118 uomini. Nei primi giorni le autorità diffusero versioni contraddittorie e informazioni risultate false sulla dinamica, sullo stato dell'equipaggio e sull'efficacia dei soccorsi. 2019 – L'esplosione di Nenoksa: Durante un test militare nel Mar Bianco si verificò un'esplosione con vittime e un aumento temporaneo della radioattività. Per giorni vi furono comunicazioni incomplete e contraddittorie sulla natura dell'incidente. È generalmente collegato al programma di un missile a propulsione nucleare.
CONTINUA A LEGGERE
11
0
0
