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"Emma Bonino appartiene ai giovani", i funerali di Stato a Roma [VIDEO]
Oggi 15-09-26, 15:19
AGI - La politica ‘bipartisan’ rende omaggio alla 'monella di Montecitorio'. Emma Bonino "appartiene ai giovani", il ricordo di Enrico Letta che la nominò ministra degli Esteri del suo governo. Ci sono anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni nella sala Promoteca del Campidoglio, nel cuore di Roma, per l’ultimo saluto alla storica leader radicale. Fuori dal palazzo del Comune tante persone seguono la cerimonia dal maxi schermo allestito in piazza. I funerali di Stato di Emma Bonino Ministri, leader politici e rappresentanti istituzionali partecipano ai funerali laici di Stato della leader radicale morta venerdì scorso a 78 anni. Sul feretro la bandiera blu dell’Europa con le dodici stelle dorate. “Gli Stati Uniti d’Europa sono stati la sua più grande battaglia, l’obiettivo politico che sentiva più urgente”, è stato ricordato. Una vita vissuta sempre "contro", eppure quasi sempre dentro le istituzioni, battendosi "per i deboli e per gli indifesi", come sottolinea Romano Prodi. Alle esequie sono presenti, tra gli altri, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, oltre al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Poi molti politici del presente e del passato: Elly Schlein, Matteo Renzi, Carlo Calenda, Pier Ferdinando Casini, Enrico Letta, Paolo Gentiloni. E veri e propri 'compagni' di viaggio come Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, parlamentari di Più Europa, l'ultima 'creatura' politica della leader radicale. Terminati i funerali di Stato, lacrime e applausi in piazza quando è uscito il feretro dal Campidoglio con dietro i familiari di Emma Bonino e poi la schiera dei politici 'guidata' dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalla premier Giorgia Meloni. Il ricordo della storica assistente Dal palco allestito in una gremita sala della Promoteca (contiene circa 200 persone) a ricordare per prima Emma Bonino è stata la sua storica assistente, Carla Taibi che poi ha introdotto gli interventi di amici, politici e ‘compagni’ di lotta fuori e dentro le istituzioni. “Emma non ha mai pensato di essere sola ma ha sempre riconosciuto il ruolo di Marco Pannella e della politica radicale. Pensava agli Stati Uniti d’Europa come all’unico possibile destino delle persone e delle loro libertà. Il modo migliore di ricordarla è tenere insieme le sue battaglie". L'Associazione Luca Coscioni: "Un distillato di accoglienza" Filomena Gallo dell'associazione Luca Coscioni ha ricordato che dietro il “carattere spigoloso” della storica leader radicale c’era un “distillato di accoglienza profonda e di generosità molto rara da raggiungere tra donne”. “Sono certa” che se avesse potuto “la sua “impertinenza da ‘monella di Montecitorio’ ci avrebbe affidato un messaggio politico anche in questa occasione”. Ad esempio sulla Corte penale internazionale che “oggi rischia di essere smantellata dalla prepotenza di chi applica la legge del più forte”. Magi: "Emma, parliamo di te al futuro" E' forte il tributo dei suoi compagni di viaggio. “Emma era convinta che gli Stati Uniti d’Europa fossero il nostro destino comune, l’obiettivo politico più urgente”, le parole di Riccardo Magi, segretario di Più Europa. “Il modo migliore per ricordarla è impegnarsi facendo quello che voleva portare avanti. Continueremo a parlare di te al futuro oggi ci sentiamo un po' più donne e uomini di altri tempi, facciamo in modo che siano tempi futuri, ciao Emma”. Prodi: "La battaglia per i deboli la sua stella polare" "Io ho per la prima volta collaborato con lei su due battaglie per i diritti civili: contro la pena di morte e contro l’uso di mine anti-uomo". Inizia così il ricordo di Romano Prodi. "La tenacia di Emma nella difesa dei diritti non è mai venuta meno noi non abbiamo sempre condiviso tutto ma la battaglia per i deboli e gli indifesi è stata la sua stella polare", ha proseguito Prodi ricordando che "Emma è stata al mio fianco nel mio secondo governo, come responsabile delle Politiche europee e del commercio estero". "Una battaglia - ha rimarcato l'ex premier - che ha affrontato con la stessa determinazione di quelle affrontate per i diritti civili. Un suo punto fermo è stato il legame inscindibile tra destino italiano e destino europeo, non mi sono sorpreso per la sua preoccupazione nei confronti dell’andamento del processo europeo". "Con la scomparsa di Emma il Paese ha perso una donna straordinaria, intelligente e determinata". Poi un messaggio che lo stesso Professore confida essere "di grande attualità". "Se la democrazia non cambia il Paese, il Paese abbandona la democrazia" Il video dell'arrivo dei rappresentanti delle istituzioni e dei politici Enrico Letta: "Emma appartiene ai giovani" Anche Enrico Letta, che nominò Emma Bonino ministra degli Esteri del suo governo, inizia il suo intervento con un aneddoto personale (che guarda al futuro) legato all'insediamento del esecutivo da lui guidato, dove la leader radicale era titolare della Farnesina. "Quando lessi 'ministro degli Esteri Emma Bonino percepii in sala un mormorio di approvazione tra gli astanti. Da allora ho sempre associato il nome di Emma a quella 'ola', di meraviglia e ammirazione. Per noi che abbiamo conosciuto Emma, meraviglia e ammirazione sono ancora quei sentimenti che possiamo condividere con lei". "Emma appartiene ai giovani, ai giovani di oggi, ogni volta che l’ho invitata a parlare con gli studenti, non la lasciavano andare via. - ricorda ancora l'ex presidente del Consiglio - Sapeva che per i giovani era importante avere dei maestri, aveva imparato l'importanza di avere delle figure di riferimento, di cui ti fidi e alla cui parola dai valore". Letta ha tracciato il ritratto di una Bonino che "sapeva rispettare le Istituzioni e sapeva rompere l’inerzia e lo spirito naturalmente conservatore delle istituzioni". "L’ho ammirata in questa capacità di essere donna delle istituzioni senza farsi intrappolare dalle istituzioni. In tutte le sue battaglie mai è caduta nella tentazione dell' auto celebrazione. Non voleva essere un'anima bella, voleva provocare il cambiamento, voleva unire alla battaglia ideale la concretezza della realizzazione", ha poi sottolineato Letta, che ha concluso ricordando "la battaglia" di Bonino "per l'Ucraina".
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