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Economia e Finanza
Fumarola (Cisl) all’Agi: “Ecco le nostre proposte al governo”. E sull’Ilva “non diventi Bagnoli”
Oggi 14-09-26, 15:30
AGI - Il lavoro che cambia, le opportunità da costruire e le sfide ancora aperte per imprese e lavoratori. Daniela Fumarola guarda ai prossimi mesi partendo dai risultati ottenuti sul fronte dell'occupazione, ma anche dalla necessità di consolidare questa crescita e trasformarla in lavoro stabile, qualificato e capace di offrire prospettive soprattutto ai giovani e alle donne. Nell'intervista rilasciata al direttore dell'AGI Rita Lofano, la segretaria generale della Cisl affronta i principali dossier al centro del confronto con il governo: dall'ex Ilva alle crisi industriali, dai salari alle pensioni, fino alla rappresentanza e ai rapporti con Cgil e Uil. Dai braccianti alla guida della Cisl È un approccio che parte da una convinzione maturata in una lunga esperienza sindacale: dietro i numeri dell'economia ci sono sempre persone, famiglie e territori. Fumarola ricorda di aver iniziato il proprio percorso occupandosi dei braccianti agricoli, in un settore nel quale erano particolarmente forti fenomeni come caporalato e sottosalario. Da allora il suo impegno si è sviluppato attraverso diversi livelli del sindacato, fino alla guida della Cisl, mantenendo al centro il tema della tutela e della qualità del lavoro. Il dossier ex Ilva tra salute, lavoro e ambiente Uno dei dossier più importanti è oggi quello dell'ex Ilva, una vicenda che Fumarola ha seguito direttamente fin dalla crisi esplosa nel 2012. “Taranto - osserva - ha vissuto per anni una contrapposizione molto forte tra chi difendeva lo stabilimento, la produzione e l'occupazione e chi riteneva invece che la chiusura fosse la soluzione ai problemi ambientali e sanitari”. La posizione della Cisl, però, continua a essere quella di cercare un punto di equilibrio. “Noi non abbiamo mai commentato le sentenze e quindi accettiamo quello che i giudici decidono” - chiarisce, ma aggiungendo che i diversi diritti costituzionali possono essere tutelati contemporaneamente: “lavoro, salute, sicurezza e ambiente insieme al valore dell'impresa e alla strategicità della produzione dell'acciaio per il Paese”. Per questo la segretaria della Cisl ritiene che ci sia ancora la possibilità di realizzare l'”ambientalizzazione” dello stabilimento, una trasformazione che il sindacato chiede da tempo. Per riuscirci, però, servono risorse, soggetti capaci di governare una realtà industriale di quelle dimensioni e una presenza chiara dello Stato. “Bisogna individuare risorse, bisogna individuare soggetti che se ne devono occupare»”dice Fumarola. E in questo percorso “lo Stato deve essere presente”, con una funzione di coordinamento e, se necessario, anche attraverso un intervento più diretto. La scelta del soggetto che dovrà governare il futuro dell'ex Ilva è quindi decisiva. La Cisl chiede che l'impianto non venga consegnato a chi potrebbe avere interessi diversi rispetto. Occupazione, giovani e manovra di bilancio Il dossier ex Ilva si inserisce in un quadro industriale più ampio che, nonostante il miglioramento dei dati sull'occupazione, continua a presentare numerose criticità. La segretaria della Cisl riconosce che i numeri dell'occupazione sono “importanti”e “positivi”, ma avverte che non è sufficiente fermarsi alla quantità. La priorità è far crescere l'occupazione stabile, un “lavoro degno, ben contrattualizzato, sicuro”, capace di includere sempre di più giovani e donne. Il tema del lavoro si intreccia inevitabilmente con quello dei giovani. Fumarola guarda con preoccupazione alla continua uscita di ragazzi dall'Italia e individua nelle condizioni del mercato del lavoro una delle ragioni del fenomeno. “I giovani oggi hanno un'idea diversa di quello che deve essere il rapporto di lavoro. Chiedono stabilità, possibilità di crescita professionale, benessere lavorativo e un welfare più forte. Non vogliono soltanto trovare un'occupazione, ma costruire intorno al lavoro un progetto di vita, compresa la possibilità di formare una famiglia. È un cambiamento che, secondo la Cisl, deve essere raccolto dalle politiche pubbliche e dalle imprese”. Da qui la richiesta di interventi nella prossima legge di bilancio. Tra le proposte della Cisl ci sono la defiscalizzazione delle tredicesime, l'allargamento della quattordicesima e l'ampliamento del secondo scaglione Irpef ai redditi fino a 60 mila euro. Misure che, nelle intenzioni del sindacato, dovrebbero contribuire a sostenere il reddito e il potere d'acquisto delle famiglie. Salario minimo e rappresentanza con Cgil e Uil La questione salariale, del resto, è indicata da Fumarola come la prima preoccupazione del sindacato. E sul salario minimo la posizione della Cisl resta quella del salario minimo contrattuale. Fumarola rivendica il ruolo della contrattazione collettiva e delle organizzazioni comparativamente più rappresentative, ritenendo che sia questo lo strumento attraverso il quale garantire livelli salariali adeguati e contrastare le distorsioni del mercato del lavoro. Un tema che si collega direttamente alla rappresentanza sindacale, dove la segretaria della Cisl che il rapporto con Cgil e Uil possa continuare a essere costruito sui contenuti, evitando che i mesi che precedono le elezioni diventino un terreno di scontro permanente. “Noi speriamo che questi ultimi mesi prima delle elezioni non diventino un'arena nella quale le diverse parti se ne dicono di ogni tipo, stando lontano invece dai problemi che devono essere necessariamente affrontati”. Oggi noi abbiamo una situazione diversa, stiamo lavorando sul merito di alcune questioni, a partire dall'esigenza di rinnovare l'accordo sulla rappresentanza. "Il decreto primo maggio - ha aggiunto la segretaria - nell'individuare le organizzazioni sindacali e professionali comparativamente piu' rappresentative impone anche la misurazione, per cui noi abbiamo sottoscritto con Cgil e Uil un accordo nel quale abbiamo fissato dei principi, la misurazione della rappresentanza per le organizzazioni sindacali che di fatto avviene attraverso i numeri degli iscritti e le RSU elette, ma abbiamo anche inserito altri aspetti fondamentali: salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la partecipazione e la formazione. Le differenze tra le tre confederazioni, riconosce, ci sono. “Abbiamo nature diverse, origini diverse, valori diversi”. Ma questo non significa che non si possano trovare punti di convergenza. “Quello che ci deve unire con Cgil e Uil non devono essere slogan ma devono essere scelte di merito”. Noi auspichiamo che con le 14 associazioni con le quali noi stiamo trattando si possa raggiungere un accordo in tempi brevi perche' l'obiettivo che ci siamo posti e' quello non solo della misurazione ma anche di sconfiggere la contrattazione pirata che fa del male alle imprese e nuoce sicuramente anche ai lavoratori. In questi giorni stiamo trattando e speriamo di riuscire a chiudere questo accordo entro il mese di settembre.
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