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Cronaca
Garlasco, Sempio: "Non ci sono argomenti per processarmi". Impronta 33? "Non è attribuibil...
Oggi 02-10-26, 20:05
AGI - "Io ossessionato da Chiara? Se vogliamo pensare che Sempio fosse ossessionato da Chiara, va bene. Ci sono 3 chiamate che se le metti assieme non arrivano forse neanche a 30 secondi. Non mi sembra una grande operazione di stalking, anche perché non c'è nessun collegamento con Chiara in nessun altro caso, non è stato riscontrato da nessuna parte. Lei non ha mai parlato di me e io non avevo il suo numero". Andrea Sempio parla a "Quarto Grado" dopo la seconda chiusura delle indagini sull'omicidio di Chiara Poggi di cui è accusato. La sua è una difesa a tutto campo rispondendo alle domande di Guglielmo Mazzola nel programma condotto da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero in onda questa sera su Retequattro. A cominciare dall'accusa di avere ucciso Chiara perché ossessionato da lei, come ritiene la Procura di Pavia. Sempio su ossessione e movente "Non c'è proprio la base per arrivare all'ossessione verso di lei. Qual è il collegamento con cui è stato chiuso il tutto? Il movente, che per Stasi non si era trovato, e invece con me dicono di averlo trovato che trova il suo punto principale in quell'intercettazione in macchina dove oggettivamente si sente un po' sì e un po' no e dove tecnici diversi non sentono le stesse parole. Quindi siamo arrivati all'elemento interpretabile fumoso. L'unica prova certa su questo elemento è sempre una consulenza della Procura, che è quella sui PC e, alla fine di tutto il loro tecnico, dice: i famosi filmati che si pensa io abbia visto, di cui secondo loro sono entrato in possesso, non sono mai stati né visti né copiati né trasferiti su supporti che non siano o il computer di Stasi o il computer di Chiara o la chiavetta di Chiara. Ogni volta che c'è un accesso a questi filmati è sempre riconducibile a un'azione di uno di loro due o ad attività automatiche del computer. Io dei video l'ho saputo dai media". Caso Garlasco, la chiusura delle indagini Andrea Sempio si definisce "sollevato" dopo la chiusura delle indagini nei suoi confronti. "Sono più sollevato, sperando che effettivamente siamo arrivati alla chiusura, quantomeno di questa prima parte - spiega a "Quarto Grado" -. Spero sia arrivato finalmente il momento di affrontare davvero tutte le questioni che ci saranno e levarsi un po' da questo marasma di supposizioni, piste inventate, notizie che poi venivano smentite. Spero che adesso si vadano a vedere davvero i fatti concreti". "Credi che si arriverà a un rinvio a giudizio?" gli viene chiesto. "Credo che si potrebbe già risolvere tutto in udienza preliminare. Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo. Se capiterà di dover andare proprio a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo, l'affronteremo. Per quello che ho visto finora, credo sia tutto spiegabile e che facendo le dovute verifiche si possa acclarare tutto. Parlando con la mia difesa non c'è qualche argomento che ci preoccupa più di altri". L'impronta 33? "Non attribuibile a nessuno" Nell'intervista a "Quarto Grado" Andrea Sempio risponde anche su uno degli elementi ritenuti fondamentali dalla Procura, l'ormai nota impronta 33, quella che sarebbe della sua mano sul muro. "Se guardiamo la 33, e l'abbiamo controllata, a noi quelle minuzie non risultano - dice Sempio -. Quindi per noi non solo non è attribuibile a me, ma non è attribuibile a nessuno in generale". "Se comunque non sarà accettata la nostra visione e verrà acclarato che quella è una mia impronta, va bene. Però è un'impronta su un muro - fa scena dire vicino al cadavere - dove ci sono altre impronte di altre persone che scendendo la scala si appoggiavano lì, quindi c'è un motivo per cui è lì. Non è che deve essere per forza legato all'omicidio. Oltre al fatto che ai tempi hanno fatto i vari esami e non hanno trovato sangue. Oggi si può dire quello che si vuole. Per me tutta la storia dell''abbiamo fatto sperimentazioni sul muro e in realtà non si potrebbe escludere che'. A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere, cosa non si può escludere. Devi avere una certezza: c'era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C'era del sangue? No. Fine. Per come la vedo io, la questione finisce lì". Secondo la consulenza della professoressa Cattaneo è plausibile che il piede di Sempio calzasse con quello della famosa impronta del killer. Ma l'indagato ribadisce in un'intervista a "Quarto Grado" che il suo piede era ed è taglia 44 e non è mutato, come ipotizzato dall'accusa. "Se tu avessi trovato a casa di Andrea Sempio una scarpa riconducibile a quella, magari sporca del sangue di Chiara, è un conto. Ma finché dici è compatibile, non hai un elemento vero che ti collega a quello" afferma. "Il tuo piede è cambiato nel tempo? Che misura avevi e che misura hai adesso?" gli viene domandato. E lui: "Avevo il 44 ai tempi e ce l'ho ancora oggi". Nella sentenza definitiva di condanna di Alberto Stasi, la scarpa del killer viene individuata come una calzatura modello Frau numero 42.
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