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Estero
Gelo sui negoziati tra Iran e Usa. Araghchi è (di nuovo) a Islamabad. Trump: "Vinceremo"
Oggi 26-04-26, 17:43
AGI - Dopo il rinvio dei colloqui tra Iran e Usa, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha lasciato Muscat, capitale dell'Oman, ed è arrivato a Islamabad. Un ritorno in Pakistan a cui seguirà la visita a Mosca. Intanto rimane alta la tensione tra Iran e Usa e il gelo sui negoziati. Donald Trump è convinto che la guerra in Iran "finirà molto presto e noi saremo vincitori", le parlole del presidente americano ai microfoni di Fox News. Rimangono intricati i nodi in particolare su Hormuz (lo Stretto è tappato da un doppio blocco iraniano e americano) e il programma di Teheran sul nucleare. "La nuova proposta dell'Iran non è sufficiente", avverte Donald Trump. Mentre Teheran con il presidente iraniano Pezeshkian respinge quelle che legge come "forzature" nelle trattative sotto "le minacce" degli Stati Uniti Durante la sua precedente sosta in Pakistan, Araghchi aveva incontrato il capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Asim Munir, il vice primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar e il primo ministro Shehbaz Sharif. Gli incontri si sono concentrati sulle relazioni bilaterali e sugli sviluppi regionali. Secondo Al Arabiya, che cita fonti pakistane, Araghchi ha ricevuto il via libera da Teheran per discutere i punti di una proposta di accordo che Islamabad vorrebbe presentare agli Stati Uniti. Il fronte diplomatico tra Turchia e Stati Uniti Araghchi ha inoltre avuto oggi un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Hakan Fidan, il quale ha successivamente contattato i diplomatici americani del team negoziale, come riferito da una fonte del ministero degli Esteri turco. Ieri, il presidente Donald Trump si è rifiutato di far affrontare al genero Jared Kushner e all'inviato speciale Steve Witkoff un volo di "15 o 16 ore" per colloqui che, a suo dire, possono svolgersi agevolmente per telefono. "Troppo tempo perso in viaggio, troppo lavoro! Nessuno sa chi comanda in Iran, nemmeno loro stessi", ha scritto il presidente Usa su Truth Social. Araghchi e il team negoziale iraniano hanno quindi lasciato il Pakistan senza incontrare la controparte statunitense, dopo i colloqui con il primo ministro Shehbaz Sharif e il capo di stato maggiore dell'Esercito pakistano, Asim Munir Pezeshkian: "No a negoziati forzati sotto minaccia" In questo clima di tensione, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran non condurrà "negoziati forzati" sotto la pressione e le minacce degli Stati Uniti. Lo ha riferito l'emittente statale IRIB, riportando i contenuti di una telefonata tra Pezeshkian e il premier pakistano Shehbaz Sharif, avvenuta proprio dopo l'interruzione dei colloqui di Islamabad. Il presidente iraniano ha accusato le recenti azioni di Washington di compromettere il dialogo, aggiungendo che una svolta sarà impossibile finché gli Stati Uniti non cesseranno le loro "azioni ostili e le pressioni operative". Le condizioni di Teheran e il ruolo di Islamabad Pezeshkian ha esortato gli Usa a rimuovere gli ostacoli concreti, a partire dal blocco delle navi in entrata e in uscita dai porti iraniani, per creare le condizioni necessarie alla ripresa dei negoziati. Da parte sua, il Pakistan ha confermato l'impegno del premier Sharif, il quale ha promesso a Pezeshkian che Islamabad proseguirà nei suoi "sforzi sinceri e onesti" per promuovere la pace e la sicurezza regionale, mantenendo aperto il canale diplomatico tra le due potenze Trump: "La Proposta non basta" Parlando alla stampa il presidente americano ha detto: "L'Iran ci ha consegnato un documento che non era abbastanza e, dopo che ho cancellato" il viaggio degli inviati Usa in Pakistan, "in dieci minuti ce ne ha mandato un altro migliore".
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