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Gli Stati Uniti colpiscono siti missilistici in Iran. Khamenei: "I Paesi del Golfo non far...
Oggi 26-05-26, 09:49
AGI - In Iran le forze statunitensi hanno attaccato siti missilistici nel sud del paese e imbarcazioni dei pasdaran che tentavano di posare mine nello Stretto di Hormuz mettendo a repentaglio il fragile cessate il fuoco e gettando nuovi dubbi sulla prossimità di un accordo per porre fine alla guerra. Gli Usa, gli attacchi in Iran per autodifesa Gli attacchi sono stati compiuti "per autodifesa", ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti, mentre i negoziatori iraniani arrivavano a Doha per l'ultimo round di colloqui. "Le forze statunitensi hanno condotto oggi attacchi di autodifesa nel sud dell'Iran per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane", scrive Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale, in un comunicato che non fornisce dettagli sugli attacchi, limitandosi a dire che gli obiettivi includevano siti di lancio missilistici e imbarcazioni che tentavano di "posare mine". Rubio: un accordo tra Usa e Iran rimane a portata di mano Il Segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito che un accordo rimane a portata di mano. "Oggi si sono svolti alcuni colloqui in Qatar, quindi vedremo se riusciremo a fare progressi. Credo che ci siano molti scambi di opinioni su specifici passaggi del documento iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni", ha detto durante la visita in India dove è per partecipare alla ministeriale Quad. Lo Stretto, ha affermato, "sarà aperto in un modo o nell'altro". Khamenei: "I Paesi del Golfo non proteggeranno gli Usa" I paesi del Golfo Persico non proteggeranno più gli Stati Uniti. Ad assicurarlo è stato il leader supremo iraniano Mojataba Khamenei nel messaggio per l'Hajj. "Le nazioni e i territori della regione non serviranno più da scudo per le basi statunitensi. Gli Stati Uniti non solo non avranno più un rifugio sicuro per le loro malefatte e per l’istituzione di basi militari nella regione, ma giorno dopo giorno si stanno allontanando sempre più dal loro status precedente", ha assicurato L'Iran ha inflitto un'umiliazione agli Stati Uniti. Con queste parole l'ayatollah supremo ha poi richiamato oggi alla "resurrezione dell'umma islamica" (la comunità di tutti i fedeli musulmani) dopo la sconfitta degli Usa. "La Repubblica Islamica dell'Iran, con l'appoggio dell'arma 'Allahu Akbar' (Dio è il più grande), è riuscita a mettere in difficoltà il regime sionista nella seconda guerra imposta, nel giugno 2025, sotto i suoi colpi devastanti, a sferrare un duro schiaffo all'America aggressore e a sventare il nemico nel suo obiettivo di ottenere la resa dell'Iran", ha scritto in un messaggio per l'Hajj, il pellegrinaggio annuale alla Mecca. Attacchi incrociati tra Usa e Iran Secondo l'emittente statale iraniana Irib diverse forti esplosioni sono state udite nei pressi di Bandar Abbas intorno alla mezzanotte ora locale (21,30 di ieri in Italia), ma la situazione nella città portuale è normale. Un alto funzionario militare statunitense ha affermato che i missili terra-aria iraniani hanno minacciato la flotta schierata nel Golfo dell'Oman e nel Mar Arabico per imporre il blocco navale alle imbarcazioni che tentano di entrare o uscire dai porti iraniani. La fonte, citata dal New York Times, ha aggiunto che gli attacchi statunitensi hanno colpito proprio nei pressi di Bandar Abbas le batterie missilistiche che avevano preso di mira le navi statunitensi. Trump e il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, hanno sempre sostenuto che la campagna militare israelo-americana ha gravemente indebolito o distrutto gran parte della potenza bellica iraniana, ma le agenzie di intelligence statunitensi hanno comunicato ai responsabili politici che l'Iran ha riguadagnato accesso alla maggior parte dei suoi siti missilistici, lanciatori e strutture sotterranee. I pasdaran e la flotta delle zanzare Sebbene gli Stati Uniti abbiano affondato la maggior parte della marina convenzionale iraniana, i pasdaran hanno ancora centinaia di piccole imbarcazioni veloci che possono essere utilizzate per posare mine nello Stretto. La cosa più allarmante, secondo le fonti citate dal quotidiano, è la prova che l'Iran ha ripristinato l'accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici lungo lo Stretto di Hormuz: una minaccia tanto per le navi da guerra che per le petroliere americane che transitano nello stretto. La linea di fuoco iraniana lungo lo Stretto Fonti informate affermano che, a seconda del livello di danni subiti dai diversi siti, gli iraniani possono utilizzare lanciatori mobili per spostare i missili in altre posizioni, ma anche lanciare direttamente dalle rampe. Alti funzionari militari statunitensi hanno anche espresso preoccupazione per le scorte americane estremamente basse di missili a lungo raggio e altre munizioni pesanti – proprio le armi necessarie per distruggere i siti missilistici sotterranei fortificati dell'Iran. La strategia del Pentagono Invece di puntare alla distruzione totale, il Pentagono ha optato per munizioni più leggere, destinate a sigillare gli accessi a quei siti, hanno affermato i funzionari, e gli iraniani si sono dimostrati più abili nel dissotterrarli di quanto previsto dal Pentagono. Secondo le stime, l'Iran mantiene ancora circa il 70% dei suoi lanciatori mobili e ha conservato circa il 70% del suo arsenale missilistico prebellico fatto sia di missili balistici in grado di colpire altre nazioni della regione, sia di una minore quantità di missili da crociera utilizzabili contro obiettivi terrestri e navali a corto raggio
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