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Guerriglia a Milano, bombe carta contro la polizia: 50 i fermati. La CGIL annuncia lo scio...
Ieri 17-10-26, 23:29
AGI - Alle nove della sera quando il grosso del corteo si scioglie Milano si specchia atterrita senza riconoscersi e conta oltre 50 portati in Questura, la meta' sono minorenni, e almeno una quindicina di feriti. Numeri destinati a crescere di molto. Vetrine distrutte, il negozio di 'Foot Loker' saccheggiato, transenne e vasi rotti per strada, ceneri di roghi appiccati in diversi punti, sassi divelti dalle strade, pali e cartelli stradali danneggiati. Ricorda la città devastata dai black bloc il primo maggio del 2015 ma questa volta non è un gruppo di 'professionisti' ad averla ridotta così ma la furia di una parte dei ragazzi di seconda generazione che hanno partecipato a una manifestazione non considerata preoccupante alla vigilia. A dare il preavviso alla Questura era stato il movimento 'Italia in Piazza', attivo nelle proteste contro il 'caro vita', che aveva fatto circolare la notizia della manifestazione sui canali social, TikTok in particolare. Il campo di battaglia scelto è proprio sotto le guglie del Duomo in una mite giornata autunnale che prende una piega non prevista per i numerosi turisti. I più prudenti scappano, altri, e sono tanti, si improvvisano video-maker o colgono l'occasione per un selfie in posa con le macerie sullo sfondo prendendosi i rimproveri degli genti impegnati a contenere i ragazzi che spuntano in diversi angoli del centro città. Volano sassi, petardi e bombe carta. A un certo punto si alzano pure le fiamme da un cantiere al centro della piazza perché prende fuoco un bagno chimico. Guerriglia nel cuore di Milano: cariche e panico in Piazza Duomo Pochissime bandiere, qualcuna della Palestina, un solo striscione con scritto: "'Se mi punti una pistola dopo che sono andato a ballare chi dei due è un criminale?". C'è chi si nasconde dietro a un passamontagna. Continui ed estenuanti i 'faccia a faccia' tra i poliziotti e chi protesta col dirigente della polizia Angelo De Simone preso alla testa da un sampietrino e ferito ma che non ha lasciato il servizio. Arrivano tante ambulanze a soccorrere persone centrate dagli oggetti. I fermi avvengono sotto lo schermo puntato dei telefoni dei manifestanti che chiedono con rabbia alle forze dell'ordine perché ammanettino dei "ragazzini". Vengono chiusi gli accessi centrali della metropolitana Duomo, quelli laterali sono aperti e le persone escono lamentandosi di avere inalato fumo dai lacrimogeni. In diversi punti le parti vengono a contatto ravvicinato, la Polizia cerca di disperdere i manifestanti coi fumogeni e alla fine con gli idranti. Verso le otto della sera, un dirigente della Polizia in via Mazzini grida: "Avete fatto feriti, devastazioni e altri reati, che altro volete fare?". In serata i milanesi, anche chi lo è diventato pur essendo nato non in Italia, cominciano a riappropriarsi della città e di loro iniziativa si mettono a liberare le strade e a pulirle. Qualcuno urla 'Basta!' verso i giovani che alimentano gli ultimi focolai violenti. Torna alla mente sempre il primo maggio 2015 quando si mise all'opera quello poi passato alla memoria come il 'popolo delle spugnette' che restituì ordine e bellezza alla città. Domani per Milano si conteranno i danni e ci si chiederà che cosa abbia animato la rabbia dei ragazzini. Disordini a Torino a manifestazione contro il carovita A Torino, dove migliaia di persone sono tornate in piazza per manifestare contro il carovita. Come avvenuto in occasione del No Meloni Day, alcuni giovani hanno lanciato oggetti contro le forze dell'ordine a protezione dell'ingresso della stazione ferroviaria di Porta Nuova, che hanno risposto con i lacrimogeni. Un gruppo è comunque riuscito a raggiungere la libreria Feltrinelli all'interno della stazione, rovesciando per terra i libri. Tensione a Bologna: "Inaccettabile devastazione" Scene analoghe si sono verificate a Bologna, in particolare nella zona della stazione, e a Torino, dove le forze dell'ordine sono state bersagliate con sassi, petardi e fumogeni, allungando la scia di violenza dopo i disordini dei giorni precedenti che avevano già visto oltre 20 agenti feriti. È intervenuto fermamente il sindaco di Bologna, Matteo Lepore: "Le scene a cui stiamo assistendo in queste ore nella zona della stazione sono inaccettabili. La devastazione dei beni pubblici, i danneggiamenti e la violenza non hanno alcuna giustificazione. Mi rivolgo ai ragazzi che stanno scendendo in piazza: siate i primi a isolare chi usa una manifestazione come pretesto per sfogare la propria rabbia. Chi usa la violenza scredita le ragioni di chi manifesta. Siamo vicini alle forze dell'ordine che stanno provando a contenere i disordini e una manifestazione che non ci risulta fosse autorizzata". I disordini hanno immediatamente acceso il dibattito politico tra centrodestra e opposizioni. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, ha attaccato duramente le opposizioni. "Mentre diverse città d'Italia sono teatro di intollerabili scene di guerriglia urbana, con le Forze dell'Ordine sotto attacco, le sinistre e Maurizio Landini preferiscono sfilare in piazza in piena frenesia da campagna elettorale - ha sottolineato Bignami - da Elly Schlein, Fratoianni&Bonelli e Giuseppe Conte non è arrivata una sola parola di condanna per gli agenti oggetti di un vile linciaggio: un silenzio ambiguo che diventa complicità per non scontentare le frange più estremiste. Rilanciamo con forza l'appello alla responsabilità istituzionale del Presidente Giorgia Meloni: la sinistra esca dall'ambiguità e si schieri al fianco delle donne e degli uomini in divisa". Dello stesso avviso la senatrice di Noi Moderati, Mariastella Gelmini: "Protestare è legittimo, ma non lo è ricorrere alla violenza. A Schlein ricordo che nel centrodestra nessuno vuole criminalizzare il dissenso, ma condanniamo con fermezza ogni forma di violenza. Cosa che dovrebbe fare anche la sinistra in maniera inequivocabile. Questo clima di odio non fa bene al Paese: basta aizzare le piazze". Landini dal palco di Roma: "Sciopero generale il 20 novembre" Mentre nelle piazze del Nord si consumavano gli scontri, a Roma si teneva la manifestazione della Via Maestra. Dal palco è arrivato l'annuncio del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, che ha proclamato ufficialmente una mobilitazione nazionale: "Il 20 novembre la CGIL proclamerà lo sciopero generale in questo Paese, perché noi ci mettiamo a disposizione di questo processo democratico e di cambiamento che rimetta al centro il lavoro, i diritti e la giustizia sociale. Lo sciopero è lo strumento più solidale che esiste: quando fai sciopero non lo fai solo per difendere i tuoi diritti, ma per estenderli agli altri. Il cittadino lavoratore, nei confronti del cittadino capitalista, da solo è più debole; può difendersi solo con l'organizzazione collettiva. Non ci fermerà nessuno, andiamo avanti con forza e solidarietà". Borgonzoni, atto grave imbrattare San Petronio "Quanto accaduto oggi a Bologna, con l'imbrattamento della Basilica di San Petronio, è un atto grave, che offende un simbolo della storia e dell'identità di Bologna e di tutti gli italiani. Il diritto a manifestare è sacrosanto, ma non può diventare la scusa per rovinare il nostro patrimonio culturale". Lo dichiara in una nota il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni. "Grazie alla legge contro gli eco-vandali voluta da questo Governo - aggiunge - chi ha compiuto questo scempio verrà chiamato a risponderne, con sanzioni previste che possono partire dai 10mila e arrivare fino a 60mila euro, a seconda dell'entità del danno, se si tratta di imbrattamento o di danneggiamento. Forse, quando arriverà la multa a casa, direttamente ai genitori in caso di minori, chi ha sbagliato comprenderà pienamente la gravita' di ciò che ha fatto rovinando ciò che è patrimonio di tutti".
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