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I coniugi Moretti in procura a Sion: "Vogliamo collaborare, siamo stati massacrati"
Oggi 05-06-26, 10:16
AGI - "Vogliamo collaborare con la giustizia, siamo sempre stati massacrati. Noi abbiamo sempre risposto alle domande e sono state dette tante falsità su di noi". È la dichiarazione spontanea di Jessica Moretti agli inquirenti a Sion nell'ambito dell'indagine sull'incendio al 'Le Constellation'. Per la prima volta lei e il marito Jacques Moretti vengono sentiti insieme con la formula della 'procedura del confronto', cioè rispondono nella stessa stanza alle domande che gli vengono poste. Secondo quanto riferito da fonti legali all'AGI, dopo la dichiarazione spontanea della moglie Jacques Moretti ha affermato che "è stato molto male, tanto da non riuscire nemmeno a parlare" dopo la strage nel locale di Crans-Montana dove sono morte 41 persone, per lo più giovanissimi, e oltre un centinaio sono rimaste ferite. All'interrogatorio partecipano numerosi avvocati delle parti civili che potranno a loro volta formulare delle domande alla coppia accusata di omicidio, incendio e lesioni, a titolo colposo. La tragedia di Capodanno e i precedenti interrogatori L'ultimo interrogatorio di Moretti, principale sospettato nell'inchiesta, era previsto per il 7 aprile ma era stato rinviato per motivi di salute. I due proprietari sono già stati ascoltati due volte dall'inizio dell'indagine penale; l'uomo era stato posto in custodia cautelare il 9 gennaio e poi rilasciato il 23 gennaio dietro cauzione di 200.000 franchi svizzeri (220.000 euro), prima che la coppia venisse sottoposta a misure restrittive. Il quadro dell'inchiesta: 14 indagati e l'ipotesi sulle cause Complessivamente sono 14 le persone indagate con l'accusa di omicidio colposo, lesioni personali e incendio doloso per negligenza. Tra queste figurano diversi funzionari eletti ed ex dipendenti del comune, i cui vertici hanno ammesso subito dopo il disastro che nel locale mancavano i controlli di sicurezza e antincendio dal 2019. I primi risultati dell'indagine suggeriscono che il rogo sia stato causato dalle scintille di candele a fontana che hanno incendiato la schiuma fonoassorbente sul soffitto del seminterrato. Oltre a chiarire le potenziali responsabilità del comune, l'inchiesta punta a esaminare le misure di prevenzione adottate dai proprietari e a ricostruire l'esatta sequenza degli eventi.
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