s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
I sindacati europei a Utøya: commozione e rose rosse per i 69 ragazzi uccisi da Breivik
Oggi 06-10-26, 20:32
AGI - I nomi dei 69 giovani socialisti e laburisti, trucidati il 22 luglio 2011 a Utøya, sono tracciati nel memoriale, a forma di anello, sospeso in aria tra gli alberi dell'isola. La lastra metallica è perforata da quei nomi, leggibili solo grazie alla luce che li attraversa. I leader sindacali europei, in raccoglimento, hanno deposto rose rosse dentro quei nomi. Maurizio Landini ha scelto di fissare il suo fiore sul nome di Haakon Ødegaard, allora 17enne. Haakon tentò la fuga a nuoto per sfuggire alla mattanza armata di Anders Behring Breivik. Il lago gelido e i vestiti inzuppati d'acqua non gli consentirono di terminare la traversata fino alla terraferma. Breivik scelse l'isola di Utøya proprio "per estirpare alla radice" quei valori che hanno portato in Europa il multiculturalismo. Lui vuole cacciare tutti gli immigrati dai Paesi occidentali entro il 2083, data simbolo perché cade quattro secoli dopo il fallito assedio degli Ottomani a Vienna. A Utøya si riuniscono ogni luglio, per il tradizionale campeggio estivo, i giovani socialisti e laburisti di tutta Europa da quando Willy Brandt aveva i pantaloncini corti. Landini, emozionato, afferma: "Quei 69 ragazzi sono stati uccisi proprio perché professavano le loro idee. Sono idee di libertà, di tutela dei diritti, di uguaglianza, di giustizia sociale contro ogni forma di razzismo. È bene che migliaia di giovani continuino anche oggi a discutere e ragionare su come difendere e rafforzare la democrazia". Il monito di Landini contro la rinascita dei fascismi "Io credo – prosegue Landini – che noi, tutti insieme, dobbiamo continuare la lotta contro ogni forma di razzismo, contro ogni forma di fascismo e di nazismo perché purtroppo queste idee stanno tentando di ritornare". La "Dichiarazione di Utøya" approvata dalla CES Il Comitato esecutivo della CES (Confederazione Europea Sindacati) approva oggi in Norvegia la dichiarazione di Utøya: "Le vittime vennero prese di mira deliberatamente, in un luogo di amicizia e di gioia, perché credevano nella solidarietà internazionale, nell'inclusione, nell'antirazzismo e nel fatto che i lavoratori, organizzandosi insieme, possano costruire un mondo più giusto e migliore. L'odio di estrema destra che sta dietro all'attacco terroristico e agli omicidi del 22 luglio 2011 non è scomparso. Si è diffuso. In tutta Europa, e oltre, i movimenti di estrema destra stanno guadagnando terreno. Normalizzano il razzismo. Normalizzano la misoginia e l'omofobia. Fanno dei migranti e delle minoranze dei capri espiatori. Cercano di dividerci perché la divisione rende le persone più facili da manipolare, controllare e sconfiggere. Noi lavoratori siamo migliori di così. Costruiamo un potere collettivo invece di lasciare le persone sole. Ecco perché chi prospera sulla paura e sulla divisione ci vede come una minaccia ed ecco perché saremo sempre in prima linea nella lotta contro l'estrema destra". L'impegno dei sindacati per la democrazia e l'antirazzismo "Per noi – conclude la dichiarazione di Utøya della CES – non è una novità. È ciò che siamo. Solidarietà tra lavoratori, tra generazioni, tra popoli. Libertà. Uguaglianza. Solidarietà. Non discriminazione. Il rifiuto di accettare come normali le forze antidemocratiche. Questi principi sono la nostra ragion d'essere. Utøya ci ricorda perché tutto questo è importante. Non combatteremo l'estrema destra con la paura. La combatteremo con la stessa convinzione che portò quei giovani sull'isola nel 2011: la convinzione che una società più giusta, più equa e più democratica sia possibile e valga la pena lottare per essa, combattendo l'intolleranza, la divisione, il razzismo e il sessismo. Questo è il nostro impegno".
CONTINUA A LEGGERE
6
0
0
