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Cultura e Spettacolo
Il Mendelssohn che i nazisti preferirono non perseguitare
Oggi 03-11-26, 16:12
AGI - Che fosse ebreo era sicuro, anche perché il fratello del nonno era il padre del compositore Felix Mendelssohn che i nazisti avevano messo al bando perché ebreo (nonostante la famiglia si fosse convertita al luteranesimo) e considerato uno degli autori simbolo della “musica degenerata”, come indicato con disprezzo da Richard Wagner. Eppure Franz Viktor Mendelssohn non solo non fu toccato dal regime che aveva promulgato a Norimberga le Leggi razziali, ma gli fu persino consentito di mantenere il suo cognome al quale aveva orgogliosamente dichiarato che non avrebbe mai rinunciato, diversamente dal fratello Ernst che preferì assumere quello per linea materna di von Leyden. Figlio del celebre giurista Alexander Joseph Otto e discendente del filosofo tedesco Moses Mendelssohn, bisnonno di Franz Viktor che venne alla luce a Potsdam nel 1887 in una famiglia ricca e autorevole, e non solo per Felix, morto quarant’anni prima della sua nascita e che comunque era cugino di terzo grado. Progettista di U-Boote e di dirigibili Zeppelin nel primo conflitto mondiale Laureato in ingegneria era entrato nella Marina imperiale di Guglielmo II come sottotenente di vascello della riserva e verso al fine del 1914 era ingegnere navale col grado di capitano di corvetta. Durante la grande guerra aveva progettato e costruito gli U-Boote della flotta sottomarina e i grandi dirigibili Zeppelin. Con la Repubblica di Weimar era stato reintegrato nei ranghi della rinata Marina depotenziata come funzionario tecnico. Il primo segnale allarmante per lui e la sua famiglia arrivò con la presa del potere da parte di Adolf Hitler e del Partito nazista: nel 1933 venne rimosso da direttore dell’Automobilclub von Deutschland di Königsberg a causa del cognome definito “inaccettabile” perché ne denunciava chiaramente le origini ebraiche. Era stato questo il motivo per cui un ramo familiare, proprio quello del padre di Felix Mendelssohn, un ricco e stimato banchiere che aveva aggiunto al cognome Bartholdy permutato da una proprietà terriera di famiglia a Berlino, su suggerimento del fratello della moglie. I Mendelssohn volevano evitare discriminazioni e ripercussioni a causa dell’antisemitismo che serpeggiava nella società tedesca. Si rifiutò orgogliosamente di cambiare il nome, diversamente dai fratelli Fu allora che i fratelli Ernst e Alexander adottarono quello della madre Jenny von Leyden, ma non lui. Nonostante tutto a marzo 1935 venne nominato capo dell’Ufficio tecnico presso il Comando dei servizi della Marina da guerra e mantenne questa carica fino alla fine del 1939, quando da due anni era stato promosso consigliere superiore ai lavori pubblici. Alla memoria del cugino Felix era andata molto peggio, nonostante fosse stato uno dei massimi compositori del romanticismo. La sua musica, che per i nazisti era “musica giudaica”, proibita alla radio e nelle sale da concerto, e addirittura il 9 novembre 1936 era stata abbattuta e distrutta la statua in bronzo di Mendelssohn davanti al teatro Gewandhaus di Lipsia dove il musicista aveva risieduto a lungo e lavorato come direttore d'orchestra. Con lo scoppio della guerra Franz Viktor divenne, fino a luglio 1940, consulente per la costruzione navale presso il Comando di collaudo per le nuove unità da guerra quindi presso il Comando trasporti marittimi a Parigi. Nonostante fosse per un quarto ebreo (Vierteljude) era stato ammesso al Partito perché protetto dai contrammiragli Ernst Wolf ed Eugen Lindau, a capo dell’Ufficio della Marina da guerra di Amburgo, e quindi del grand’ammiraglio Erich Reader che lo riteneva indispensabile per l’elevata e insostituibile competenza tecnica. Al più alto grado di responsabile delle costruzioni navali Fino a maggio 1942 prestò servizio come consulente per la costruzione navale e capo dell’Ufficio tecnico presso lo Stato maggiore dei cantieri navali a Parigi, e successivamente allo Stato maggiore dei cantieri navali per il Mar Nero. Da aprile 1943 e per circa un anno fu distaccato all’Ufficio centrale per la costruzione di navi da guerra, e da aprile 1944 direttore dell’Ispettorato alle costruzioni navali a Saint-Nazaire e poi a Bordeaux dove nell’agosto venne catturato dagli americani, che lo rilasceranno nel marzo 1946. Durante la guerra, come responsabile tecnico della pianificazione e dello sviluppo degli U-Boote, era arrivato all’altissimo grado di Marineoberbaurat, capitano di vascello per le funzioni ingegneristiche e di comando tecnico. In aiuto degli ebrei sfruttando le aderenze militari e politiche Nello stesso tempo, dalla sua posizione di rilievo e di privilegio, sfruttando i suoi solidi contatti nel milieu militare e politico del Terzo Reich, si adoperò per proteggere dalle persecuzioni e addirittura salvare dalla deportazione diversi ebrei, tra i quali il francese René Fould nel 1941. A metà 1946 Franz Viktor Mendelssohn venne chiamato come direttore della sede principale di Amburgo dell’Ufficio centrale per l'economia, che diventerà Ufficio amministrativo per l’economia dove resterà fino a settembre 1949, per poi entrare a far parte del Ministero federale dell'economia come consigliere governativo superiore. L’ultimo incarico fu nel 1951 quello di console generale Bombay, tenuto fino al 1953. Rimase in Germania fino alla morte avvenuta a Friburgo in Brisgovia nel 1971. I suoi diari personali, scritti durante la guerra, erano stati confiscati dagli Alleati. Il fratello Ernst von Leyen avendo cambiato cognome e pertanto non riconoscibile come Mischling di origine ebraica era stato arruolato come ufficiale della Wehrmacht e si spegnerà nel 1980.
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