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Il Papa al meeting di Rimini: "Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre ...
Oggi 22-08-26, 19:38
AGI - Una lunga standing ovation, centinaia di foulard gialli e bianchi sventolati, decine di striscioni: tifo da stadio e accoglienza da rockstar per Papa Leone XIV al suo arrivo al Villaggio Ragazzi, all'interno del Meeting di Rimini, dove nei 6 mila metri quadrati del padiglione erano stipati in oltre cinquemila, soprattutto famiglie, con passeggini e figli piccoli al seguito, provenienti da ogni parte d'Italia e anche dall'estero. Il pontefice è stato accolto da un entusiasmo strabordante, che Prevost ha ricambiato dispensando sorrisi. Al suo ingresso, in golf car, i ragazzi hanno intonato la canzone "L'amico", di Claudio Chieffo, brano molto conosciuto nell'ambito della musica di ispirazione cristiana e tra gli scout con il titolo di "Ho un amico grande grande". Prima del breve indirizzo di saluto, Leone XIV ha ricevuto in dono una t-shirt e un badge personalizzati del Villaggio e una sacca del Meeting 2026: a consegnargli i doni è stato Orlando, 10 anni, di Rimini. Il Villaggio Ragazzi è un progetto nato nel 2022, dopo il Covid, da un gruppo di amici, papa' e mamme, insieme ad altri volontari amici storici del Meeting, che hanno sempre vissuto la pienezza dell'evento insieme ai loro figli. Negli anni si è evoluto, fino a diventare un Meeting in miniatura: accanto all'area ludica, sono state organizzate mostre e incontri. "Non vogliamo che sia un parcheggio per ragazzi - spiega una delle volontarie che presidia l'area -: è uno spazio perfettamente integrato con l'evento principale, capace di riprendere con un linguaggio diverso i grandi temi del Meeting" Il Papa al meeting di Rimini Il santo Padre nel suo discorso si è rivolto personalmente ai moltissimi giovani presenti sottolineando come "Nell'amore non c'è'mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella liberta', nel confronto vivo, nel dono generoso di se'". Ha continuato Papa Leone "Cari giovani, oggi il mondo sembra stupirsi della vostra adesione a Cristo, dell'attrazione che sentite per Lui e per la sua Parola, della vostra appartenenza alla Chiesa. Che siate cristiani è oggi per molti una sorpresa", ha aggiunto il Pontefice. "Non è una questione di numeri, sebbene commuovano le migliaia di vostri coetanei che chiedono il Battesimo in società considerate tra le piùsecolarizzate del mondo. È una questione di liberata: la verità si incontra solo nella libertà'", ha rimarcato Leone. Un invito alla responsabilità Prevost non ha mancato di invitare i presenti alla presa in carico delle proprie azioni. "Si', cari amici - ha continuato- è l'ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura" ha detto Papa Leone. "Le diverse edizioni del Meeting, in effetti, hanno saputo attingere al grande patrimonio del passato le ragioni che vi impegnano oggi nel confronto con l'arte, la musica, la letteratura, la scienza, l'economia e con ogni espressione dell'animo umano", ha sottolineato il Pontefice. "Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l'alienazione e la disperazione, l'altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia", ha proseguito, aggiungendo anche che "Al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità". "Il peccato esiste, certo, ma più forte è l'amore redentore di Cristo, che ci impegna a purificare pensieri, interessi, abitudini, frequentazioni, progetti, investimenti - ogni aspetto della vita - da tutto ciò che la cultura della potenza ha inquinato", ha sottolineato. Il peso dei giovani "Grazie per essere qui, grazie per questa accoglienza e per questo entusiasmo: è il segno dello Spirito". Cosi' Papa Leone, a braccio, in un breve saluto nella Città dei Ragazzi del Meeting di Rimini. "Non avete fatto del 'Meeting' una sorta di enclave: al contrario, esso è diventato un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini". Il Papa Lenone ha poi continuato lodando i partecipanti: "Ringraziamo il Signore per questa eredita viva, che vi dà una grande responsabilità storica, nella comunione più grande della Chiesa, a servizio di un'umanità che ha fame e sete di giustizia", ha aggiunto il Pontefice Il ricordo di Giovanni Paolo II Il Pontefice ha ricordato anche le parole di Giovanni Paolo II, "se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa è la comunione". "Ancora oggi possiamo ripetere le stesse parole e se ci sarà comunione nel mondo - ha sottolineato Leone - comincia con voi giovani, perché voi sapete costruite la comunione con amicizia, sapete rispettare gli uni gli altri per costruire la pace e il mondo ha bisogno di voi, del vostro entusiasmo, della vostra carità della vostra fedeltà. Dio vi benedica tutti voi, e che siate sempre fedeli a Gesù Cristo". Il nostro cuore che è così grande, cosi capace di amare, non deve essere mai chiuso. Cerchiamo tutti la strada per camminare insieme, per costruire un mondo di pace e di amore". Così Papa Leone, in un saluto a braccio ai giovani di Comunione Liberazione, al Meeting di Rimini. "Non sapete quanto è bello vedere tutti voi qui insieme, e siete solo una piccola parte - ha detto sorridendo - perché dall'altra (parte) ce ne sono di più. Bravissimi!". "Ci sono tante opportunità qui per riflettere sulla nostra vita, sulla società, sulla fede", ha proseguito il Pontefice che ha ricordato Sant'Agostino per rimarcare che "l'amore è la forza che può davvero cambiare il mondo". "Se noi tutti vogliamo cambiare il mondo, cominciamo con noi stessi, come dice Sant'Agostino". "Continuate con questo bellissimo cammino. Vivete sempre con questo entusiasmo e vedrete che possiamo davvero costruire un mondo di pace e amore", ha concluso Leone che ha esortato a riservare "gli applausi più forti" per Gesù Cristo, "siamo tutti discepoli di Gesù". Un incontro speciale Un incontro a sorpresa per Papa Leone, durante il suo giro tra i partecipanti al Meeting: Il Pontefice ha salutato e conversato con Louis "Blue Lou" Marini, sassofonista e compositore statunitense, noto come membro della band dei Blues Brothers, e di cui Prevost è un grande fan. Proprio nel documentario vaticano "Leo from Chicago", veniva ritratta una foto di un giovane Robert Francis Prevost travestito da un componente della band. Il saluto della Fondazione Meeting "Quando san Giovanni Paolo II visito il Meeting nel 1982, ci consegnò il compito di costruire, attraverso questa amicizia, la civiltà dell'amore. Abbiamo cercato di seguire questa consegna con tutto il nostro cuore scoprendo in modo sempre più tangibile che quell'Amore, che Dante contempla nella Divina Commedia, e da cui prende il titolo questa 47esima edizione, è la vera forza che regge la vita e la storia". È uno dei passaggi del saluto che il presidente della Fondazione Meeting, Bernhard Scholz, ha rivolto a Papa Leone XIV in occasione della visita del Pontefice all'evento di Comunione e Liberazione. "Fin dalle sue origini - ha ricordato -, il Meeting ha voluto essere un luogo di incontro e di dialogo, spazio espressivo di quell'umanita', per sua natura spalancata sulla realta' in tutte le sue dimensioni, e, allo stesso tempo, sempre in attesa del proprio compimento". "Solo con stupore - ha sottolineato Scholz - possiamo riconoscere la ricchezza che si è generata in tutti questi anni, grazie alle migliaia di persone che ci raggiungono da ogni parte del mondo. Con loro ogni anno il Meeting si rinnova come un luogo fecondo di cultura e di amicizia, un'amicizia che diventa cammino di pace, ricerca della giustizia e sostegno alla liberta' di ogni singolo uomo". E poi una rassicurazione rivolta a Leone: "La voglio assicurare che desideriamo contribuire con tutto noi stessi a seguire il suo incessante invito a 'custodire l'umano' in questo cambiamento d'epoca". "Siamo consapevoli che questo è il presente della nostra vocazione che ci chiama - ha concluso Scholz -, davanti a un futuro pieno di incognite, a rinnovare ogni giorno il nostro impegno responsabile e creativo e, soprattutto, la nostra fiducia nell'amore che tutto muove e tutto compie". Le parole del Pontefice a "Comunione e Liberazione" E proprio al "popolo" di Comunione e Liberazione, il Santo Padre si è rivolto con parole piene di amicizia cristiana: "Cari amici, amate sempre la Chiesa. Amate e preservate l'unità della 'compagnia' attraverso la quale Cristo vi ha raggiunti e vi attrae a se'". Prevost ha poi ricordato il cammino di Prevost spiegando che: "Come ebbe a dirvi Papa Francesco in occasione del centenario della nascita del vostro fondatore, 'anche i momenti difficili possono essere momenti di grazia e possono essere momenti di rinascita. Comunione e Liberazione nacque proprio in un tempo di crisi, quale fu il '68. In seguito, don Giussani non si è spaventato dei momenti di passaggio e di crescita della Fraternità, ma li ha affrontati con coraggio evangelico, affidamento a Cristo e in comunione con la madre Chiesa'", ha ricordato. "Ebbene, carissimi, proprio nel travaglio del cambiamento d'epoca, in questo mondo lacerato da molteplici crisi, possiamo riscoprire il 'gusto spirituale' di essere Popolo di Dio, riunito da ogni tribù, lingua, popolo e nazione, che vive in contesti e culture diverse", ha aggiunto. La gioia di Prosperi "La gratitudine del nostro popolo per il dono ricevuto in questa giornata straordinaria è incalcolabile". Lo afferma Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, al termine della visita del Pontefice al "Meeting per l'amicizia fra i popoli" di Rimini. "Le parole di Papa Leone XIV ci hanno raggiunto come un abbraccio vigoroso e paterno. Siamo colmi del desiderio di rispondere alla 'responsabilità storica' che ci ha affidato: testimoniare, a partire dall'educazione che abbiamo ricevuto, la forza dell'amore di Cristo, promuovendo il bene attraverso una vita che sappia generare amicizia e speranza". "Il Santo Padre ci provoca ad aprirci all'incontro con tutti: è questa la 'vera cattolicità'' di cui il movimento vuole rendere testimonianza"., sottolinea Prosperi. "Ci ha colpito che questo invito lo abbia rivolto anzitutto ai giovani. Sento particolarmente importante l'indicazione di Papa Leone a onorare le diversita' e facilitare l'armonia. Per il nostro movimento è un'indicazione decisiva: le diverse sensibilità ed esperienze sono chiamate a contribuire, ciascuna con la propria ricchezza, a costruire l'unica casa. Per questo abbiamo bisogno di crescere nell'ascolto reciproco, nella libertà e nella sequela, in costante sintonia con i pastori della Chiesa". L'incontro col Papa "è stata una grande festa: ci riempie di gioia, ci conferma nel cammino e ci rilancia nella nostra responsabilità", ha concluso La messa al Porto di Rimini Dopo essere stato accolto dal presidente della Regione Emilia Romagna, Michele de Pascale, e il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaa, Leone si è fermato in Duomo, dove ha salutato 480 invitati speciali: anziani, persone fragili, detenuti, sacerdoti anziani, le Clarisse di Rimini e le Carmelitane di Sogliano di Rubicone, che non hanno potuto raggiungere il porto, dove il Pontefice presiederà la celebrazione eucaristica. Sul posto sono presenti ventimila sedute, davanti all'ampio palco al porto dal quale Papa Leone XIV presiederà la funzione, che concluderà la visita prima nella Repubblica di San Marino e quindi al Meeting. Altrettante persone sono in spiaggia, mentre più del doppio sono coloro che hanno atteso il passaggio del Pontefice, nei due chilometri scarsi dall'Arco di Augusto a Piazzale Boscovich. Intorno al grande palco sul mare, dove campeggia una riproduzione del Crocifisso di Giotto, ci sono 650 volontari provenienti dalle diocesi di Rimini, Cesena e Ravenna: riconoscibili per una t-shirt a strisce bianche e rosse, i colori di Rimini, disegnata direttamente da monsignor Nicolò Anselmi. Le musiche sono state eseguite da 110 strumentisti della scuola Eyos, l'orchestra giovanile innovativa del Liceo Einstein di Rimini, diretti dal maestro Davide Tura, accompagnati da 650 coristi. Autorità e servizio a ogni livello Il messaggio del pontefice è sempre più chiaro: "Nella Chiesa, a ogni livello, l'autorità è servizio". Lo ha rimarcato anche durante l'omelia della messa presieduta al porto di Rimini. "Il Papa, i Vescovi, i sacerdoti e i diaconi sono chiamati per primi a viverla cosi', e a essi deve unirsi tutto il Popolo di Dio, ciascuno secondo la sua specifica chiamata", ha sottolineato il Pontefice che ha ricordato la testimonianza del Servo di Dio don Oreste Benzi, il quale diceva "La nostra vocazione consiste (...) nel lasciarci conformare a Cristo povero, a Cristo servo, a Cristo che espia il peccato del mondo, a Cristo, l'Uomo Dio incarnato che vive in mezzo a noi in una forma di condivisione diretta a partire dagli ultimi". "Nella Chiesa, infatti - ha ribadito -, la missione di 'legare' e di 'sciogliere', se da una parte riguarda il ruolo di quanti, nel nome del Signore, siamo chiamati a esercitare l’autorità, dall'altra descrive uno stile e un compito che coinvolge ogni battezzato: quello di abbracciare, riunire, accogliere, liberare, perdonare, emancipare chiunque sia prigioniero del peccato e delle sue conseguenze, facendoci amministratori retti e sapienti dei beni che Dio ci affida, perché tutto concorra, nella carità, al bene di tutti". Rimini, non solo divertimento Sempre durante la celebrazione, Leone ha sottolineato che "Tutto ciò che siamo e abbiamo è dono di Dio, affidatoci perché, nelle sue mani, possiamo essere gli uni per gli altri, strumenti di salvezza nella giustizia, a partire dai luoghi e dalle persone con cui viviamo e lavoriamo ogni giorno, per rivolgerci, con un cuore grande e aperto, al mondo intero" ha spiegato. "Questi valori di onesta, di gratuità, di benevolenza, sono notoriamente cari alla gente di Romagna, schietta e di indole gioviale, laboriosa e solidale". Ha aggermato Leone, incoraggiando la città "a portare avanti l'impegno con cui cercate di far sì che questo territorio sia accogliente, oltre che per il ristoro e il divertimento, anche per lo spirito". Il Pontefice ha ricordato i numerosi esempi di santi e beati che qui hanno avuto i loro natali, "esercitando la carità e vivendo il Vangelo, a volte fino al martirio". "Il mondo in cui viviamo - ha osservato Leone - offre tante forme di svago, alcune delle quali, però, portano piuttosto alla dispersione e alla rovina che non a un vero 'tornare in se'', e lasciano il vuoto nel cuore. C'è chi le chiama 'evasione', come se la vita ordinaria fosse una prigione da cui fuggire". "Ma noi sappiamo che il luogo più vero in cui trovare ristoro, in cui incontrare Dio per incontrarci davvero tra noi, non è fuori, nel caos, ma dentro di noi, nel profondo dell'anima", ha aggiunto il Papa. Come comunità cristiana "siamo dunque chiamati in modo speciale a coltivare tale esperienza e a trasmetterla, nell'apertura e nell'ospitalità personale e delle strutture, nella cura e nel raccoglimento delle chiese, nella predisposizione all'aiuto e alla carità". "E questo sia nei confronti di chi cerca un meritato tempo di riposo dopo un anno di lavoro, sia verso chi, ferito nel corpo e nello spirito, chiede rifugio, cibo e assistenza lontano dalla propria terra".
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