s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Cronaca
Il sovraffollamento nelle carceri è al 140%. Da gennaio almeno 38 suicidi
Oggi 05-08-26, 09:51
AGI - Le carceri italiane hanno raggiunto livelli di saturazione "insostenibili". È quanto denuncia Antigone nel rapporto di metà anno sul sistema penitenziario, aggiornato al 28 luglio: le persone detenute sono 64.741, a fronte di 46.343 posti effettivamente disponibili, con un tasso reale di affollamento del 139,7%. Secondo l'associazione, si tratta di numeri "in continua crescita" e che non si registravano dal 2013, anno della condanna dell'Italia da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo per trattamenti inumani e degradanti. Sovraffollamento, Puglia oltre il 180% La situazione è particolarmente grave in alcune regioni. La Puglia registra un tasso di affollamento del 180,4%, seguita da Molise con il 165,9%, Basilicata con il 162,5% e Lombardia con il 157,9%. In sei istituti penitenziari i detenuti sono più del doppio dei posti disponibili. I valori più alti si registrano a Lucca, con un tasso del 256,8%, a Milano San Vittore con il 223,6% e a Latina con il 220,8%. Nelle 72 visite effettuate dall'associazione negli ultimi dodici mesi è inoltre emerso che nel 44% degli istituti sono presenti celle in cui lo spazio calpestabile è inferiore al limite minimo di tre metri quadrati a persona. Nel 2025 sono stati accolti dalla magistratura di sorveglianza 6.539 reclami per trattamenti inumani o degradanti, il 12% in più rispetto al 2024. Almeno 38 suicidi nei primi sette mesi Nei primi sette mesi del 2026 almeno 38 persone si sono tolte la vita in carcere. La vittima più giovane aveva 21 anni ed era detenuta a Trento, la più anziana aveva 73 anni ed era a Padova. Secondo Antigone, il 50% dei suicidi riguarda persone di origine straniera. È in aumento anche l'autolesionismo, con una media di 26,5 episodi ogni 100 detenuti. Il rapporto segnala inoltre che il 9,3% della popolazione detenuta presenta diagnosi psichiatriche gravi, mentre resta cronica la carenza di ore di assistenza di psichiatri e psicologi. Il 20,5% dei detenuti fa regolarmente ricorso a stabilizzanti dell'umore, antipsicotici e antidepressivi e il 46% utilizza sedativi o ipnotici. Caldo oltre i 40 gradi e celle sovraffollate Alle criticità strutturali si aggiungono quelle legate alle temperature estive. Secondo Antigone, oltre il 60% della popolazione detenuta è sottoposto al regime di "custodia chiusa" e trascorre la maggior parte della giornata in celle sovraffollate dove le temperature possono superare i 40 gradi. In alcuni istituti le finestre risultano schermate, ostacolando anche il passaggio dell'aria. A Rebibbia femminile, nel reparto Camerotti, il caldo si accompagna a un sovraffollamento che porta fino a cinque persone in camere destinate a tre. Problemi analoghi vengono segnalati a Milano San Vittore, soprattutto ai piani più alti, mentre nel carcere di Bancali, a Sassari, alcuni detenuti hanno sistemato i materassi sul pavimento nel tentativo di trovare refrigerio. L'associazione denuncia anche la carenza di ventilatori, soprattutto per i detenuti che non possono permetterseli, e gli effetti della direttiva del Dap dello scorso aprile che ha vietato frigoriferi nelle celle e nei corridoi, limitandone l'uso agli spazi comuni. Una misura che, secondo Antigone, rende più difficile l'accesso autonomo all'acqua fresca durante la notte. Il rapporto segnala inoltre infestazioni di cimici da letto negli istituti di Venezia, Monza e Pisa e gravi problemi idrici nel carcere di Milano Opera, dove un guasto ha costretto a ricorrere a bottiglie d'acqua fornite dalla Croce Rossa. Antigone: "Il sistema continua a peggiorare" Antigone critica duramente l'approccio dell'esecutivo, accusato di aver puntato su "populismo penale" e logiche emergenziali, aumentando i reati e inasprendo le pene senza intervenire sulle cause strutturali della crisi. L'associazione ricorda che il piano di edilizia penitenziaria avviato nel 2025 avrebbe dovuto creare 10 mila nuovi posti entro la fine del 2027, mentre dopo oltre un anno e mezzo i posti effettivamente disponibili sarebbero diminuiti di 424 unità. Quanto alle misure alternative, Antigone osserva che il provvedimento sui detenuti con dipendenze, indicato dal ministro della Giustizia come potenzialmente in grado di coinvolgere 10 mila persone, prevede una copertura finanziaria annuale per un massimo di 600. "Il sovraffollamento carcerario che stiamo documentando è l'effetto diretto e drammatico di un governo che crea in continuazione nuovi reati e inasprisce le pene", afferma il presidente di Antigone Patrizio Gonnella. Secondo l'associazione, nel primo semestre del 2026 le misure alternative sono diminuite del 7%. "Investire sul reinserimento è l'unica via d'uscita per un sistema che, con almeno il 60% di recidivi tra i detenuti, oggi riproduce solo ulteriore marginalità e crimine", conclude Gonnella.
CONTINUA A LEGGERE
8
0
0
