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Cultura e Spettacolo
Il thriller d'esordio, conteso da 14 editori, diventato un nuovo caso IA
Oggi 01-08-26, 08:13
AGI - È salito e precipitato con una rapidità sorprendente "Call Me, I’ll Hide the Body", romanzo crime dell'esordiente Jerry Falade, finito al centro di dubbi sul possibile utilizzo dell'intelligenza artificiale. Il caso, raccontato dal Wall Street Journal e dal Guardian, in poche settimane ha portato il libro da una feroce asta editoriale a un brusco stop. Falade nega però di aver utilizzato l'IA e sostiene che dietro le accuse ci sia anche un pregiudizio nei confronti degli autori neri. L'agente letterario Marc Gerald ha raccontato di aver firmato Falade circa un mese fa, dopo aver letto il manoscritto inviato spontaneamente dall'autore. Gerald è poi volato a Dallas per incontrare lo studente della Southern Methodist University, e pochi giorni più tardi la proposta del libro è stata inviata agli editori e ai rappresentanti di Hollywood. "Bastava leggere la lettera di presentazione e il primo capitolo per capire che era davvero un libro fantastico", ha detto Gerald, fondatore di Europa Content, agenzia letteraria che rappresenta tra gli altri Mel Robbins ed Eminem. Quattordici editori hanno presentato offerte per i diritti statunitensi. A vincere l'asta è stata Minotaur Books, marchio di Macmillan, che secondo le pubblicazioni di settore ha firmato con Falade un accordo per due libri del valore di oltre 2 milioni di dollari. HarperCollins Publishers si è invece assicurata i diritti per il Regno Unito. Il romanzo sarebbe dovuto essere pubblicato nel 2028. I dubbi sull'uso dell'IA Poco dopo la chiusura degli accordi, Europa Content ha però comunicato agli editori di non poter più sostenere il libro, dopo che erano emerse preoccupazioni sul possibile ricorso all'intelligenza artificiale da parte dell'autore. In una mail agli editori visionata dal Guardian, l'agenzia ha spiegato che Falade aveva prodotto "un manoscritto incredibile" che aveva impressionato alcuni dei principali professionisti dell'editoria mondiale, ma di non essere più in grado di verificare come il testo si fosse sviluppato dall'origine alla versione finale. Durante il processo di presentazione del libro agli editori, l'agenzia aveva affrontato con l'autore la questione dell'IA e aveva inizialmente ritenuto credibili le sue rassicurazioni sul fatto che non fosse stata utilizzata né nella scrittura né nell'editing. In seguito, però, Europa Content ha affermato di non essere più in grado di confermare quelle rassicurazioni e ha quindi ritirato il libro. Gerald ha raccontato che, durante la presentazione del manoscritto agli editori, uno di loro aveva segnalato alcuni passaggi nei quali tono e ritmo sollevavano dubbi sul possibile utilizzo dell'intelligenza artificiale. L'agenzia decise tuttavia di non sottoporre il testo a software di rilevamento dell'IA perché le spiegazioni fornite da Falade erano apparse "chiare e credibili". La situazione è cambiata dopo un nuovo incontro con l'autore il 29 luglio. Secondo Gerald, "alcuni aspetti" della ricostruzione di Falade erano cambiati e l'agenzia ha deciso di interrompere il rapporto, sostenendo di avere bisogno di una fiducia totale nel proprio autore. Falade nega: "Non l'ho usato l'IA" In una dichiarazione, Falade ha respinto le accuse di aver utilizzato l'intelligenza artificiale e ha sostenuto che la reazione alla vicenda rifletta anche un pregiudizio razziale presente nel mondo dell'editoria. L'autore ha osservato che tre scrittori neri hanno ottenuto importanti contratti editoriali quest'anno e che tutti e tre hanno successivamente visto i propri accordi cancellati o messi in discussione dopo sospetti sull'utilizzo dell'IA. Secondo Falade, esisterebbe "un'inquietante supposizione" secondo cui, quando uno scrittore nero produce un'opera capace di attirare grande attenzione, quel lavoro non possa essere interamente suo. Falade ha contrapposto questa situazione a quella di alcuni scrittori bianchi popolari che hanno dichiarato pubblicamente di utilizzare l'intelligenza artificiale nei propri processi di scrittura e che, ha sottolineato, continuano comunque a pubblicare senza conseguenze analoghe. Il Guardian ricorda che altri due autori neri negli Stati Uniti, Mia Ballard e HM Wolfe, autrice del romance diventato virale "Daggermouth", sono stati accusati quest'anno di aver utilizzato l'IA. Entrambe hanno negato le accuse. Falade ha contestato anche la rapidità con cui l'industria editoriale ha reagito alle indiscrezioni. "Nel mio caso, hanno iniziato a circolare delle voci e, nel giro di sei ore, la mia agenzia mi aveva lasciato, gli accordi erano stati sospesi e venivano diffusi comunicati stampa", ha raccontato. L'autore ha inoltre messo in dubbio l'affidabilità degli strumenti utilizzati per individuare testi prodotti dall'intelligenza artificiale, sottolineando che i software di AI detection sono ampiamente noti per poter produrre falsi positivi. Lo studente ha infine indicato come elemento a propria difesa lo stesso percorso seguito dal manoscritto prima dell'esplosione del caso. Il romanzo, ha spiegato, era passato attraverso primi lettori, seconde letture, editor e responsabili delle acquisizioni di numerose case editrici. Secondo l'autore, se il testo avesse mostrato reali segnali di essere stato generato dall'intelligenza artificiale, sarebbe difficile credere che potesse ingannare tutti quei professionisti esperti. Un nuovo caso di romanzo sospetto La vicenda è l'ultima di una serie di controversie legate all'intelligenza artificiale che hanno investito il settore editoriale, alle prese con questioni ancora aperte sull'utilizzo della tecnologia da parte di autori ed editor, sulla titolarità del copyright, sui sistemi per individuare contenuti generati dall'IA e sull'affidabilità delle dichiarazioni degli scrittori sull'origine dei propri testi. All'inizio dell'anno Hachette Book Group aveva annullato la pubblicazione negli Stati Uniti del romanzo horror "Shy Girl" di Mia Ballard dopo l'emergere di dubbi su un possibile ricorso all'intelligenza artificiale, circostanza negata dall'autrice. Una portavoce di Macmillan ha confermato al Wall Street Journal che l'editore aveva partecipato all'asta per "Call Me, I’ll Hide the Body" e che "alla fine l'agente ha ritirato il libro". Non ha però chiarito quale sia lo stato attuale dell'accordo tra Minotaur e Falade. HarperCollins non ha invece commentato nell'immediato. Gerald non rappresenta più Falade, ma continua a riconoscerne il talento. "Sappiamo che è un narratore incredibilmente dotato e questo è un libro straordinario", ha affermato. Al Guardian ha ribadito il giudizio sul manoscritto: "Il libro in sé è geniale: comunque sia stato scritto, è straordinario".
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