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Estero
Interferenze straniere nel voto, indagine dello Shin Bet. I sospetti sul Qatar
Oggi 29-10-26, 10:27
AGI - Il presidente della Commissione elettorale centrale israeliana (Cec), il giudice Noam Sohlberg, ha chiesto al capo dello Shin Bet, David Zini, di indagare sulle possibili ingerenze straniere nelle elezioni di martedì. "Stati portati alla mia attenzione seri sospetti riguardo a un'influenza impropria sulle elezioni, esercitata tramite finanziamenti forniti da enti stranieri che agiscono contro gli interessi israeliani", ha scritto Sohlberg in una lettera pubblicata dai media israeliani. L'appello per un'indagine approfondita "Anche se non posso comprovare la veridicità di questi sospetti, dato che coinvolgono entità straniere, ritengo che vi sia l'obbligo di indagare a fondo", ha spiegato ancora Sohlberg. Dunque, "ordino di fare tutto il possibile per indagare su questi sospetti, utilizzando l'autorità dello Shin Bet per scoprire prove che sostengano o smentiscano" le indiscrezioni. "Solo in questo modo possiamo garantire la fiducia pubblica nel processo elettorale e l'integrita' della procedura democratica", ha il giudice che ha dato allo Shin Bet una settimana di tempo per presentare le sue conclusioni. I sospetti sul Qatar Immediatamente è scattata un'indagine: e il sospetto maturato all'esito dei primi accertamenti è che queste interferenze possano vedere un coinvolgimento del Qatar. Lo riporta Yedioth Ahronoth, riferendo che dà conto del colloquio che ieri sera il direttore dell'agenzia d'intelligence, David Zini, ha avuto con il giudiceSohlberg, al quale ha fornito "elementi concreti" a conferma di tali sospetti secondo cui il Qatar potrebbe aver trasferito "somme di denaro molto ingenti" per influenzare i risultati delle elezioni. Il Likud del premier Benjamin Netanyahu, già durante il voto, aveva lanciato accuse, sostenendo che erano in corso tentativi da parte dei partiti arabi di "rubare le elezioni". Il partito conservatore ha consegnato a Sohlberg delle registrazioni in cui alcuni esponenti arabi ammettevano di aver corrotto gli elettori offrendo loro buoni per il carburante e denaro contante. Mercoledì 28 ottobre il Likud, su X, ha postato un duro comunicato di accusa, chiedendo un'indagine: "Le elezioni nello Stato di Israele sono state rubate da partiti arabi che sostengono il terrorismo e la distruzione dello Stato ebraico, attraverso gravi reati che includono corruzione, minacce, violenza, falsificazione e l'uso di software proibiti per mobilitare gli elettori". Alcune ore prima del voto di martedì, la polizia ha arrestato tre residenti beduini, delle comunità di Segev Shalom e Ar'ara BaNegev, sospettati di aver tentato di corrompere degli elettori affinchè votassero per Ra'am. Durante la perquisizione delle abitazioni, sono state rinvenute e sequestrate buste contenenti decine di migliaia di shekel in contanti, oltre a schede elettorali e altro materiale. I tre sono stati fermati alcune ore prima dell'apertura delle urne "lontano dai seggi elettorali", ha affermato la Commissione elettorale centrale. Il partito arabo martedi' ha respinto "categoricamente i tentativi, da parte di elementi all'interno della polizia, di collegare Ra'am a una compromissione dell'integrità elettorale", sottolineando che i tre sospetti non si trovavano "nelle vicinanze dei seggi elettorali o degli elettori".
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