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Israele: domani Herzog nominerà il nuovo premier. Chi è e cosa intende fare Eisenkot
Ieri 07-11-26, 22:00
AGI - Finisce l'era Netanyahu. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha comunicato al leader del partito Yashar, Gadi Eisenkot, la propria intenzione di affidargli l'incarico di formare il nuovo governo. Il presidente Herzog ha invitato Eisenkot alla residenza presidenziale, dove domani alle ore 17:00, gli conferirà ufficialmente l'incarico di formare il governo. Dal momento in cui avrà l'incarico Eisenkot avrà 28 giorni per formare l'esecutivo. In caso di necessità, il presidente Herzog può dare una proroga di ulteriori 14 giorni. Ex capo di stato maggiore delle forze armate è nuovo sulla scena politica e capace di attrarre gli israeliani laici e liberali. Yashar, il partito guidato da Gadi Eisenkot ha invitato gli alleati del Likud, il partito del premier in carica Benjamin Netanyahu, a unirsi alla sua coalizione. Eisenkot, ha promesso che compirà ogni sforzo per formare un nuovo governo: "E' giunto il momento di formare un governo di emergenza nazionale. Faro' di tutto per dimostrare che ne siamo all'altezza", ha scritto Eisenkot su X, nel suo primo commento dopo l'annuncio della sua designazione. זו העת להקמת ממשלת חירום לאומית. אעשה הכל כדי שנהיה ראויים https://t.co/18Q3eIE6g0 — Gadi Eisenkot - גדי איזנקוט (@gadi_eisenkot) November 7, 2026 L'alleanza Per gli avversari di Netanyahu, questa mossa rappresenta un primo passo verso l'estromissione del premier più longevo nella storia del Paese. Il blocco di opposizione guidato da Eisenkot - ex capo di stato maggiore, nuovo sulla scena politica e capace di attrarre gli israeliani laici e liberali - ha aperto alla possibilità di un'alleanza, un tempo impensabile, con gli ebrei ultra-ortodossi; un'intesa che potrebbe fornire i numeri necessari per formare una coalizione. Nessuna maggioranza Herzog ha dichiarato che, al termine delle consultazioni con tutte le forze politiche svoltesi nel corso della settimana, ha deciso di affidare a Eisenkot il primo tentativo di formare un governo dopo le elezioni del 27 ottobre. Nessuno dei due schieramenti ha ottenuto una maggioranza, in un Paese profondamente polarizzato dal governo di Netanyahu e logorato da tre anni di guerra. L'ufficio di Herzog ha reso noto che l'incarico formale verrà conferito nel corso di una cerimonia ufficiale, prevista per domani presso la residenza del presidente a Gerusalemme. Perché Eisenkot Eisenkot ha ricevuto il sostegno di partiti che rappresentano 67 parlamentari, contro i 46 che sostengono il blocco di Netanyahu. Tuttavia, tra i sostenitori di Eisenkot figurano anche esponenti della minoranza araba - il cui numero di seggi è aumentato notevolmente alle elezioni, sulla scia del risentimento verso Netanyahu - mentre alcune componenti di destra dell'opposizione si oppongono all'idea di dipendere dai voti arabi. Herzog, proveniente dal Partito Laburista (ormai scomparso) ma oggi super partes, e capace di instaurare un rapporto di lavoro con Netanyahu - ha fatto capire di voler esplorare la possibilità di un governo di unità nazionale, che riunisca israeliani ebrei provenienti da tutto lo spettro politico. La pressione a favore di un governo di unità potrebbe intensificarsi qualora Netanyahu desse seguito alle sue minacce di riprendere la guerra contro l'Iran; un'eventualità per la quale, peraltro, non è giunto il via libera dal presidente statunitense Donald Trump, il quale ha a sua volta subito una pesante sconfitta nelle elezioni di metà mandato di martedì. Cosa vuole Netanyahu Netanyahu ha già invocato la formazione di un governo di unità nazionale, ma l'opposizione resta ferma sulla richiesta preliminare delle sue dimissioni. Oggi il capo del governo in carica ha dichiarato che un'eventuale coalizione tra i partiti di opposizione e le liste arabe - da lui etichettate come "islamiste" - finirebbe per "smantellare lo Stato di Israele dall'interno". Ha quindi sollecitato la creazione di un governo di unità nazionale composto da "tutti i partiti sionisti che desiderano salvaguardare il nostro Stato". In risposta, il partito "Yashar" di Eisenkot ha esortato gli alleati di Netanyahu e i membri del suo partito, il Likud, a formare un governo di unità nazionale guidato da Eisenkot, chiedendo loro di "annunciare pubblicamente la rottura dell'alleanza con gli estremisti". Avigdor Liberman, esponente del blocco di opposizione - un tempo stretto collaboratore di Netanyahu e oggi suo acceso critico, pur condividendone le posizioni intransigenti verso i palestinesi - ha chiarito che non siederà al fianco di Eisenkot qualora quest'ultimo dovesse fare affidamento sui voti degli arabi israeliani. Tuttavia ieri Liberman - convinto laico, il cui bacino elettorale è costituito in gran parte da immigrati di lingua russa - ha operato un dietrofront su un altro fronte, dichiarandosi aperto a discutere una legge che sancirebbe l'esenzione dal servizio militare obbligatorio per gli ebrei ultra-ortodossi. In precedenza, Liberman e un altro leader dell'opposizione, Naftali Bennett, avevano fatto dell'abolizione di tale esenzione un punto centrale del loro programma elettorale, criticando duramente gli ultra-ortodossi e definendoli un peso per lo Stato. Eisenkot ha proposto di rendere obbligatorio un servizio nazionale per tutti i cittadini israeliani, offrendo pero' la possibilità di scegliere un'attività civile in alternativa a quella militare: una soluzione che aprirebbe la strada all'integrazione degli ultra-ortodossi. Cosa farà Eisenkot Dopo la sua nomina, Eisenkot avrà a disposizione 28 giorni per ottenere i 61 voti necessari a formare un governo. Se non ci riuscisse, Herzog potrà concedere una proroga di 14 giorni, trascorsi i quali dovrà affidare l'incarico a qualcun altro. Se nessuno dei due schieramenti dovesse riuscire, Israele andrà verso nuove elezioni. Tra il 2019 e il 2022, a causa di ripetuti stalli politici, il Paese ha già affrontato cinque tornate elettorali.
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