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La messa del Papa in Place de la Concorde: "Non nascondete la fede, fatela traboccare"
Oggi 26-09-26, 17:46
AGI - Una moltitudine immensa si è radunata per ascoltare le parole del Pontefice. Secondo quanto riferito dai media vaticani, sono 800 mila i fedeli che partecipano in Place de la Concorde e nelle aree vicine, alla celebrazione eucaristica presieduta da Papa Leone. La messa a Place de la Concorde e la presenza di Brigitte Macron Tra di loro vi è anche la Premiere Dame di Francia Brigitte Macron, presente all'evento nonostante l'assenza del marito. Il presidente Emmanuel Macron, infatti, aveva ribadito nei giorni scorsi la linea istituzionale della laicità di Stato annunciando che non avrebbe partecipato alle celebrazioni liturgiche. Prevost era arrivato a Place Charles-de-Gaulle e da qui, a bordo dell'auto scoperta, ha percorso il tragitto fino al luogo designato per la celebrazione della messa votiva di Maria Vergine, fonte della Salvezza. L'omelia di Leone ai francesi: non nascondete la fede, fatela traboccare "L'essere umano è fondamentalmente un essere 'desiderante' e solo Dio può colmare questo vuoto interiore". Cosi' Papa Leone nell'omelia della messa presieduta in Place de la Concorde. "Quaggiù nulla riesce mai ad appagarci pienamente. Quando riteniamo finalmente concluso il nostro impegno e ricompensati i nostri sforzi, molto spesso il vuoto interiore riemerge, ancora più profondo", ha osservato il Pontefice. "Allora, per colmarlo, può capitare che cerchiamo nuovi piaceri, che vogliamo possedere nuove cose, che facciamo di tutto per 'divertirci' pur di non provare quel malessere interiore!", ha aggiunto Leone che ha sottolineato che la Liturgia odierna "ci invita a scrutare il nostro cuore". "Aspirate a riscoprire un orizzonte luminoso, a costruire una nazione rinnovata a partire dalle sue radici irrigate dalla fede. Non tenete la fede in Gesù Cristo solo per voi stessi, ma lasciatela traboccare per dissetare e colmare le persone che incontrate". Poi Prevost ha proseguito. "Spetta a voi portare la speranza là dove regnano lo scoraggiamento e l'aridità spirituale". "Infatti, è accettando di vivere nella verità sotto lo sguardo di Gesù che possiamo essere autentici, che possiamo guardare alle nostre vite con lucidità. Esse sono certamente fragili, vulnerabili, destinate al passaggio della morte, ma sono anche meravigliose, miracolose, capaci di rinnovarsi nelle loro relazioni e di aprirsi al vero amore", ha aggiunto il Pontefice. Uno dei passaggi dell'omelia ha voluto sottolineare un aspetto chiave della vita cristiana: "Tutti aspiriamo alla felicità, all'amore, alla realizzazione. Ma a quale fonte cerchiamo di placare la nostra sete? Ci accontentiamo dei beni materiali, delle soddisfazioni immediate, dei tanti piccoli idoli che promettono mari e monti ma lasciano il nostro cuore vuoto?". Il Santo Padre: "nessuno è un numero su carta identità" Agli occhi di Dio ha spiegato il Santo Padre "nessuno di noi è un numero su una carta d'identità, né un codice identificativo, ma una persona, una persona unica e insostituibile" perché Gesù "conosce ciascuno e ciascuna di noi per nome. Nulla gli sfugge dei nostri segreti, delle nostre intenzioni, delle nostre debolezze. Scruta le profondità del nostro cuore. Egli ha dato la sua vita per noi e continua a darla attraverso i Sacramenti. Porta sulle spalle le pecore stanche o ferite, e riporta con delicatezza quelle che si sono smarrite. Gesù rivela l'amore incondizionato di Dio per noi", ha proseguito il Pontefice. "Vedendovi qui riuniti, cari fratelli e sorelle, eredi di una lunga e bella storia santa in Francia, vi dico: abbeveratevi, a vostra volta, a questa fonte che è il Cuore trafitto di Gesù. Sì, avete sete di Dio, di vita, di verità, di unità, di pace, di comunione, di felicita'". Un momento centrale ha poi coinvolto i numerosissimi ragazzi presenti tra la folla: "Cari giovani: voi siete la Chiesa di oggi! Com'è bello vedere il vostro entusiasmo, il vostro dinamismo, il vostro impegno e la gioia all'interno delle comunità cristiane". "Da questa bella città di Parigi, prego con fervore affinché l'acqua viva dello Spirito Santo si diffonda su tutta la Francia. Penso a voi, care famiglie, che nonostante le molteplici difficoltà che affrontate quotidianamente, perseverate coraggiosamente nella vostra missione. Vi ringrazio di tutto cuore per tutto il bene che si realizza attraverso di voi; e che la presenza concreta di Gesù non si esaurisca mai in voi!" La scelta della location Place de la Concorde è una delle piazze più sontuose e grandi della capitale francese, ed è uno dei massimi simboli della laicità repubblicana e della storia rivoluzionaria de Pases. La scelta di celebrare qui l'evento aveva suscitato polemiche, ma la decisione è densa di significati di riconciliazione e dialogo. Il risveglio della fede in Francia Continua nel segno dell'ascolto, della memoria e della vicinanza agli ultimi il viaggio apostolico di Papa Leone in Francia. Dopo i primi appuntamenti della sua visita parigina, il Pontefice ha toccato nelle scorse ore i luoghi più simbolici della capitale, intrecciando la riflessione sul futuro della fede in una società secolarizzata con la concretezza dell'impegno sociale nelle periferie umane della città. Nel suo discorso pronunciato all’Institut Catholique de Paris, il Pontefice ha espresso profonda gratitudine per il fenomeno, decisamente non scontato, del ritorno alla fede di tanti adulti nel Paese: "Avverto anzitutto tanta gratitudine per l'imprevedibile opera di Dio. Come voi e insieme a voi sono stupito dal numero di persone che si riaffacciano sulle soglie della fede e da quanti adulti chiedono i sacramenti dell'iniziazione cristiana", ha dichiarato Papa Leone. Leone XIV ha sottolineato come la riscoperta del Vangelo stia avvenendo all'interno di una cultura fortemente secolarizzata come quella francese. La testimonianza dei catecumeni e dei neofiti, ha evidenziato il Santo Padre, rappresenta il segno tangibile della grazia divina che supera ogni analisi sociologica o atteggiamento disfattista, superando quel "pessimismo sterile" a cui faceva spesso riferimento Papa Francesco. L'omaggio del Papa ai martiri della Rivoluzione Francese Prima di prendere la parola all’Institut Catholique, il Santo Padre si è raccolto in un breve e intenso momento di preghiera all'interno della struttura, sostando davanti alla lapide che commemora i martiri del 2 settembre 1792. Si tratta di un gruppo di 191 tra ecclesiastici, religiosi e laici uccisi a Parigi durante gli anni della Rivoluzione Francese per essersi rifiutati di prestare giuramento alla Costituzione civile del clero. La visita alla Maison Bakhita nel XVIII Arrondissement La visita di Prevost era stata preceduta da una tappa profondamente simbolica, che lo ha portato nelle periferie sociali e umane della capitale. Il Papa, infatti, aveva scelto di vistare il Centro di accompagnamento e integrazione sociale Maison Bakhita, una struttura di 1.400 metri quadrati inaugurata nel settembre 2021 nel XVIII arrondissement e nata in risposta all'appello di Papa Francesco ad "accogliere, proteggere, promuovere e integrare" le persone migranti. A guidare il papa nella struttura c'erano l'arcivescovo metropolita di Parigi, monsignor Laurent Ulrich, la direttrice del Centro Valérie Moniod e i rappresentanti delle realtà associative impegnate sul campo. All'interno della struttura - intitolata alla santa sudanese simbolo della lotta contro ogni schiavitù - il Santo Padre aveva svelato una placca commemorativa e ascoltato le toccanti testimonianze di un rifugiato afghano e di due donne assistite dalle associazioni Aux Captifs la Libération /dedita al supporto delle persone senza fissa dimora e vittime di prostituzione) e À Bras Ouverts, impegnata nell'inclusione di giovani con disabilità. Il discorso ai volontari e agli accolti: "I poveri sono la carne di Cristo" Nel suo accorato saluto alla Maison Bakhita, il Pontefice ha anche ricordato il valore profondamente teologico, e non solo assistenziale, dell'attenzione agli ultimi: "I poveri per i cristiani non sono una categoria sociologica, ma la stessa carne di Cristo", ha spiegato il Santo Padre spiegando che per entrare nel mistero dell'Incarnazione occorre riconoscere il Signore nella carne di chi ha fame, sete, è malato o carcerato. Concludendo il suo intervento con un'esortazione a proseguire nell'opera di accoglienza e carità nel solco dei grandi testimoni della storia francese, il Leone ha afidato alla platea una riflessione sul senso del servizio: "La storia dell'umanità non è scritta da chi sembra vincere, imponendosi e occupando lo spazio, ma da chi 'fa spazio', avvia processi di pace, genera fiducia e incoraggia alla vita". Ora gli occhi sono tutti puntati sulla città Lourdes, dove il Pontefice si recherà nel primo pomeriggio.
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