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Estero
La ricetta di Netanyahu per Israele, tra Sparta e blockchain
Oggi 26-10-26, 17:59
AGI - Dall'ideale di Israele come una moderna "super-Sparta", con un'economia autarchica capace di sconfiggere l'isolamento imposto dai nemici, all'ipotesi di utilizzare le criptovalute per creare "un'economia alternativa" e aggirare temute "sanzioni internazionali": sono alcune delle 'ricette economiche' suggerite in questi anni dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, che hanno provocato a più riprese un'alzata di scudi nel Paese. Contro queste proposte si sono fatte sentire non solo le opposizioni, ma anche figure e istituzioni solitamente più defilate, dal presidente Isaac Herzog alla Banca d'Israele, dal potente settore hi-tech ad Arnon Bar-David, il capo di Histadrut, il principale sindacato del Paese. Israele, il boom dell'hi-tech nonostante le guerre Al di là delle polemiche, in Israele, nonostante i conflitti e le turbolenze politiche degli ultimi tre anni, il settore tecnologico ha continuato a registrare risultati sempre migliori, i mercati hanno messo a segno forti rialzi, i capitali esteri hanno continuato ad affluire e le operazioni di fusione e acquisizione hanno raggiunto un valore di circa 82 miliardi di dollari, comprese le due più grandi acquisizioni straniere nella storia del Paese, Wiz e CyberArk. Risultati eccezionali che fanno da contraltare alle difficoltà dell'economia reale vissute dai singoli cittadini, che hanno pagato il prezzo delle guerre a ripetizione. A pesare, tra l'altro, l'aumento dei giorni di richiamo in servizio per i riservisti, lo sfollamento interno dovuto agli attacchi con missili e droni di Hezbollah e le conseguenze dell'attacco di Hamas alle comunità del sud, intorno a Gaza. Complice anche una polarizzazione interna alla società sempre più acuta, alcune stime hanno parlato di circa 150mila israeliani che hanno lasciato il Paese, tra cui anche ingegneri altamente specializzati nel settore tecnologico e nell'intelligenza artificiale. Netanyahu rivendica i risultati dell'economia israeliana Su X Netanyahu ha celebrato i risultati economici di questi anni, rivendicando di aver "salvato l'economia d'Israele". In un lungo video ha citato gli investimenti diretti esteri, la bassa inflazione, il balzo dei mercati e la diminuzione dei prezzi degli appartamenti. Tuttavia, alcuni investitori intravedono ulteriori margini di crescita qualora l'opposizione dovesse sconfiggerlo alle elezioni del 27 ottobre. Questo cambiamento al potere, ritengono alcuni analisti citati da Reuters, potrebbe allentare le tensioni regionali e ridurre il rischio politico. Borsa di Tel Aviv in rialzo del 130%, shekel più forte del 25% Dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, la Borsa di Tel Aviv ha registrato un rialzo del 130%, mentre lo shekel si è apprezzato del 25%, attestandosi tra le valute con le migliori performance a livello globale. Gli analisti attribuiscono questa solidità al settore tecnologico israeliano e al boom globale dell'intelligenza artificiale, mentre la spesa per la difesa, quasi raddoppiata fino a raggiungere circa l'8% del Pil, ha fornito un ulteriore impulso. Elezioni in Israele, JPMorgan stima oscillazioni dello shekel fino al 3% JPMorgan stima che lo shekel potrebbe subire oscillazioni fino al 3% a seconda dell'esito del voto. Una vittoria dell'opposizione, che potrebbe portare a un miglioramento dei rapporti con gli alleati occidentali e allo stop del controverso progetto di riforma del sistema giudiziario, potrebbe rafforzare la valuta, mentre un nuovo governo guidato dal leader del Likud potrebbe indebolirla. Anche la società israeliana di servizi finanziari e investimento IBI Investment House prevede che una vittoria dell'opposizione darebbe slancio ai mercati. Tuttavia, come rimarcato da Reuters, l'ipotesi di benefici sotto un governo di opposizione non implica che gli investitori temano necessariamente un peggioramento degli asset israeliani in caso di conferma di Netanyahu al potere. Azioni e obbligazioni hanno dimostrato una notevole resilienza nel corso degli anni di guerra e di sconvolgimenti politici, e alcuni investitori continuano a nutrire fiducia nell'economia, a prescindere dall'esito elettorale. Il rischio dello stallo politico e le possibili ripercussioni sui mercati Secondo alcuni analisti, il rischio maggiore è rappresentato da un esito elettorale inconcludente, che prolungherebbe l'incertezza politica.Una situazione di stallo potrebbe provocare nel breve periodo anche forti oscillazioni, solitamente recuperate nei mesi successivi alle elezioni, come ha dimostrato una ricerca condotta dalla Borsa di Tel Aviv sulle ultime dieci tornate elettorali. Dopo aver registrato guadagni per gran parte dell'anno, i mercati israeliani hanno subito un netto calo all'inizio di ottobre, per poi risalire gradualmente.Nella seduta del 26 ottobre, l'indice TA-125 della Borsa di Tel Aviv ha chiuso a 4.108,05 punti, in rialzo dell'1,81%.
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