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Estero
La Turchia richiede il mandato di arresto internazionale per Netanyahu
Oggi 21-08-26, 14:38
AGI - Il ministro della Giustizia turco, Akin Gurlek, ha annunciato che è stata richiesta l'emissione di un mandato di cattura per perseguire il primo ministro israeliano Benajamin Netanyahu, accusato da Ankara di "genocidio" nell'ambito dell'intercettazione della Flotilla per Gaza. La Turchia ha chiesto l'emissione di un codice rosso da parte dell'Interpol per garantire l'arresto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e di un altro cittadino israeliano, Afek Moskovitch, nell'ambito del procedimento relativo il genocidio a Gaza e l'attacco contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla avvenuto in acque internazionali. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia turco Gurlek. Il processo per il caso Flotilla Il ministro ha precisato che il procedimento giudiziario sull'accaduto, che coinvolge attivisti impegnati nel tentativo di portare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, è tuttora in corso davanti all'undicesima Corte penale di grado elevato di Istanbul. Il procedimento, registrato con il numero di fascicolo 2026/108, coinvolge 35 imputati, tra cui Netanyahu e Moskovitch. Gurlek ha poi ricordato che già lo scorso 14 luglio sono stati emessi mandati di arresto nei confronti di Netanyahu e Moskovitch con l'accusa di genocidio. A seguito dei due provvedimenti, il ministero della Giustizia ha chiesto al ministero dell'Interno di avviare la procedura per la richiesta di codice rosso Interpol, affinché i due potessero essere ricercati a livello internazionale. La relativa documentazione è stata inoltre trasmessa al ministero degli Esteri. Le accuse contro il premier Netanyahu Le accuse comprendono crimini contro l'umanità, genocidio, privazione aggravata della libertà personale, lesioni intenzionali, tortura, danneggiamento di proprietà, rapina aggravata e dirottamento di mezzi di trasporto. Gurlek ha affermato che la Turchia respinge quella che ha definito la convinzione secondo cui il governo Netanyahu sarebbe immune da qualsiasi forma di responsabilità per le proprie politiche nella Striscia di Gaza. "Non permetteremo che i crimini commessi a Gaza vengano insabbiati né che i responsabili siano protetti da uno scudo di impunità", ha dichiarato. Il ministro ha aggiunto che la Turchia continuerà a ricorrere ai meccanismi giuridici nazionali e internazionali, ribadendo che il presidente Recep Tayyip Erdogan continuerà a schierarsi al fianco del popolo palestinese e di quanti subiscono forme di oppressione. "Adotteremo con determinazione tutte le misure necessarie affinché coloro che commettono crimini contro l'umanità siano chiamati a risponderne davanti alla legge", ha concluso Gurlek.
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