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L'allarme nella base Raf di Fairford, rilasciati su cauzione i cinque arrestati. Burnham c...
Oggi 28-09-26, 18:36
AGI - Sono stati rilasciati su cauzione i cinque uomini arrestati per l'allarme scattato ieri, domenica 27 settembre, alla base della Royal Air Force di Fairford (Raf), nell'Inghilterra occidentale. I sospettati - tutti cittadini britannici di età compresa tra i 23 e i 25 anni - restano però sotto indagine e sottoposti a rigide restrizioni. Lo ha annunciato il responsabile della polizia antiterrorismo britannica, Laurence Taylor. La polizia antiterrorismo britannica non esclude che nell'episodio siano coinvolti intermediari o individui al servizio di uno Stato straniero ha dichiarato Taylor, sottolineando che gli investigatori mantengono aperte tutte le ipotesi. "So che c’è un forte interesse a capire se l'attuale contesto geopolitico abbia un peso in questo episodio", ha detto ai giornalisti. "Alla polizia antiterrorismo lavoriamo ogni giorno in questo contesto e, in questa fase, manteniamo una mente aperta nell'indagine". "Stiamo esaminando ogni possibile angolazione, compresa la possibilità che ad agire siano intermediari o individui che, consapevolmente o inconsapevolmente, operano per conto di uno Stato straniero", ha aggiunto Taylor. Gli investigatori stanno verificando un possibile legame tra l'Iran e il sospetto piano di attentato con esplosivi, collegamento che Teheran ha negato "categoricamente". La base è utilizzata dall'aeronautica statunitense nell'ambito delle operazioni contro l'Iran. Il rilascio su cauzione dei cinque sospettati e l'ombra dell'Iran "Posso confermare che, dopo approfonditi interrogatori e accertamenti, i cinque uomini arrestati vengono rilasciati su cauzione questo pomeriggio", ha dichiarato ai giornalisti. "Sia ben chiaro: questo non significa che l'indagine sia conclusa. Sono soggetti a condizioni rigorose sui loro spostamenti e sui contatti con altre persone. Restano assolutamente sotto indagine mentre esploriamo molteplici piste". Taylor ha confermato che i cinque viaggiavano a bordo di tre veicoli, successivamente perquisiti "con il supporto di mezzi militari ed esperti della scientifica". Sul posto restano dispiegate "risorse significative" e l'area è ancora delimitata da un cordone di sicurezza. "Tuttavia, lo ridurremo nel corso della giornata e faremo rientrare i residenti nelle loro case", ha aggiunto Per i media britannici, c’è però un solo sospettato per l'allarme scattato ieri: l'Iran. Dal sito militare sono decollati caccia che hanno partecipato alla guerra e dunque per la stampa il collegamento era ovvio. Sempre secondo i media inglesi, il premier britannico, Andy Burham, presiederà una riunione del comitato di emergenza Cobra per discutere del presunto complotto dinamitardo. La stampa inglese punta il dito contro Teheran Intervistato dalla Bbc su una possibile rappresaglia di Teheran per il sostegno dato a Donald Trump, il ministro alla Difesa Wes Streeting aveva chiarito: "Non sto indicando un collegamento con l'Iran". Detto questo, "sappiamo che l'Iran e i loro proxy desiderano farci del male. Sappiamo che odiano la nostra democrazia", aveva aggiunto. Ma le ultime indiscrezioni sull'attentato fallito alla base della Raf lo hanno smentito. Ancora tensione a Whelford La base della Raf a Fairford, intanto, è sotto strettissima sorveglianza ed è stato mantenuto il cordone di sicurezza di circa 400 metri imposto ieri. Questo significa che ancora non sono potuti rientrare gli abitanti delle 85 case del vicino villaggio di Whelford evacuate subito dopo che era scattato l'allarme. Molti hanno trascorso la giornata di ieri e la notte da amici o parenti, per gli altri il Comune ha organizzato una sistemazione. L'Iran nega categoricamente i legami con i sospettati In questo quadro di tensione, l'ambasciata iraniana a Londra ha respinto "categoricamente" e condannato le "speculazioni infondate e malevole" diffuse da alcuni individui e media britannici per collegare l'Iran all'arresto dei cinque sospettati. In un comunicato, la rappresentanza diplomatica ha affermato che la diffusione di queste "speculazioni inventate", soprattutto dopo quelli che ha definito "atti criminali di aggressione commessi dagli Stati Uniti e dal regime israeliano contro il popolo iraniano", serve soltanto ad alimentare "la propaganda iranofoba nel Regno Unito". La Repubblica islamica, aggiunge la nota, "si riserva il diritto di adottare le opportune misure legali, se necessario", per tutelare i diritti e gli interessi del Paese e della sua popolazione di fronte a ricostruzioni mediatiche "fuorvianti e dannose". L'allarme lanciato da una agricoltrice del villaggio "Se qualcuno è sveglio... sta succedendo qualcosa di molto strano nel villaggio. La strada vicino alla sala comunale è bloccata da tre furgoni bianchi e abbiamo visto un gruppo di uomini mascherati. Ho chiamato la polizia". È il messaggio inviato nella chat WhatsApp del paese dall'agricoltrice che ha dato l'allarme nei pressi della base della Raf di Fairford, dove cinque giovani britannici sono stati arrestati per sospetti reati di terrorismo e in materia di esplosivi. La donna, che ha chiesto di restare anonima, denuncia ora il ritardo nell'evacuazione dei residenti: oltre cinque ore dalla sua prima telefonata. Alla Bbc ha raccontato di aver visto un gruppo di uomini incappucciati e con il volto coperto nelle prime ore di domenica. "Quando mi hanno vista sono corsi via davanti a me, alcuni nel campo e altri verso il villaggio vicino. A quel punto ho capito che stava succedendo qualcosa di decisamente insolito". Secondo la sua ricostruzione, intorno alle 00:45 ha chiamato la polizia e il referente della base per i rapporti con la comunità locale. Sono seguite altre telefonate: al numero non urgente 101 alle 01:36, al numero di emergenza 999 alle 01:40 e al ministero della Difesa alle 01:51. Nel frattempo, ha avvertito i vicini attraverso il gruppo WhatsApp. "Nessuno ha detto a nessuno nel villaggio che cosa stesse succedendo, a parte me", ha dichiarato a Sky News. La donna colloca l'evacuazione alle 06:09, oltre cinque ore dopo il primo allarme. "Nel frattempo quei furgoni erano proprio in mezzo al villaggio, accanto alle case di tutti, e nessuno ha fatto nulla", ha denunciato. Il ritardo nell’evacuazione A suo giudizio, l'apparato di sicurezza era troppo concentrato sull'interno dell'installazione militare e poco su ciò che accadeva all'esterno. "Sono molto focalizzati su quello che succede nella base, quasi come se quello che c'è fuori non fosse rilevante", ha sostenuto. "Credo che abbiano sbagliato proprio per questo, perché tutta la pianificazione era concentrata entro i confini di quella recinzione e non immediatamente fuori". Il ministro della Difesa, Wes Streeting, ha ringraziato l'agricoltrice, sottolineando che ha agito "rapidamente e con attenzione" e ha fatto "la cosa giusta". Interpellato sull'eventualità che le autorità fossero già a conoscenza della minaccia, non ha fornito dettagli: "Non posso commentare gli aspetti specifici delle operazioni e della sicurezza". Ha pero' aggiunto che la donna dispone "soltanto di un quadro parziale" della situazione. L'operazione ha portato all'evacuazione di decine di abitazioni nella zona rurale delle Cotswolds, attorno alla base utilizzata dall'aeronautica statunitense per agevolare gli attacchi contro l'Iran. I cinque arrestati, tutti del centro di Londra e di eta' compresa tra i 23 e i 25 anni, restano in custodia. Nei loro confronti non sono state formalizzate accuse. La coordinatrice nazionale della polizia antiterrorismo, Vicki Evans, ha descritto un'operazione "estremamente complessa e su vasta scala", invitando a evitare speculazioni sulle motivazioni e sui possibili risvolti geopolitici. L'ambasciata iraniana a Londra ha respinto come "infondate e malevole" le ricostruzioni che tentano di collegare Teheran agli arresti.
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