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L'annuncio choc della Serbia: "Mladic sarà sepolto con tutti gli onori di Stato". Mosca: "...
Oggi 28-08-26, 16:26
AGI - Il ministro della Giustizia della Serbia, Nenad Vujic, ha annunciato all'emittente locale K1 che l'ex leader militare serbo-bosniaco e criminale di guerra, Ratko Mladic, "riceverà tutti gli onori militari e di Stato a cui ha diritto". Mladic, soprannominato il 'macellaio di Srebrenica' per la sua brutale reputazione durante la guerra in Bosnia, è morto giovedì 27 agosto all'età di 84 anni in un ospedale penitenziario dell'Aja, a seguito di diversi ictus, mentre scontava l'ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Lo riferisce l'emittente statale serba RTS. L'ex militare ha avuto un ruolo determinante nel massacro di Srebrenica del 1995, durante la guerra nei Balcani. Funzionari statali serbi e la famiglia di Mladic avevano chiesto la sua liberazione per le sue precarie condizioni di salute, richieste respinte dal tribunale dell'Aja. Vucic: "Volevano che morisse dietro le sbarre" "L'Aja voleva che Ratko Mladic morisse dietro le sbarre, ma se la su famiglia lo vorrà, verrà sepolto in Serbia in modo dignitoso". Lo ha dichiarato il presidente serbo, Aleksandar Vucic, come riportano i media serbi. "Abbiamo visto che l'Aja voleva che Mladic morisse dietro le sbarre, non volevano che il generale morisse in Serbia, che morisse dove voleva lui, questo è un comportamento incivile, un comportamento senza precedenti e senza giustificazione" ha aggiunto, secondo quanto riporta Rts. Vucic ha poi denunciato che "tutti coloro che hanno partecipato a crimini contro i serbi nel territorio della Jugoslavia sono sempre stati rilasciati". La carneficina ordinata da Milošević Mladic era il volto militare di un brutale trio, guidato sul piano politico dall'ex presidente jugoslavo Slobodan Milošević e dall'ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic, mentre l'ex Jugoslavia sprofondava nella carneficina seguita alla caduta del comunismo. Durante la guerra in Jugoslavia del 1992-1995 morirono circa 100 mila persone, con 2,2 milioni di sfollati. In quel contesto, le forze serbe guidate da Mladic giustiziarono 8 mila uomini e ragazzi musulmani bosniaci che avevano cercato rifugio in quella che avrebbe dovuto essere un'enclave protetta dalle Nazioni Unite. I filmati dell'epoca mostravano Mladic distribuire dolciumi ai bambini prima di deportarli insieme alle donne di Srebrenica, mentre gli uomini venivano condotti in una foresta e giustiziati. I loro corpi furono gettati in fosse comuni, molte delle quali vennero poi dissotterrate e seppellite nuovamente nel tentativo di nascondere le prove. I pochi sopravvissuti raccontarono storie strazianti di omicidi, torture e stupri perpetrati dalle forze serbo-bosniache. La fuga e il processo all'Aja Nel novembre del 1995, il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY) incriminò l'ex militare, che fu rimosso dal suo incarico. Ma questi riuscì a sfuggire alla cattura per altri 16 anni. Inizialmente condusse una vita di lusso, con la complicità dei militari serbi, dove ancora oggi alcuni lo considerano un eroe. L'omaggio choc di RS: "Mladic è un eroe" Tra questi, il presidente della RS, Sinisa Karan, che lo ha definito "una delle figure militari più importanti del popolo serbo durante l'epoca cruciale in cui fu creata e difesa la Repubblica Srpska". Ma la pressione su di lui aumentò dopo la caduta di Milošević nel 2000. Mladic fu finalmente arrestato nel maggio del 2011 e trasferito all'Aja. Il leader di RS ha anche accusato il Tribunale dell'Aja di essere colpevole della sua morte per non aver agito "in conformità con i più alti standard di protezione dei diritti umani fondamentali e il diritto a un trattamento medico adeguato e dignitoso". A lui ha fatto eco il ministro del lavoro e della protezione dei veterani della RS, Radan Ostoji, che ha detto alla RTRS: "Il generale Ratko Mladi è un eroe, un eroe che il popolo serbo deve ricordare per sempre". Da parte sua, la rappresentante serba alla presidenza della Bosnia-Erzegovina, Zeljka Cvijanovic, ha affermato che il popolo serbo lo ricorderà "come il comandante che, nel periodo più difficile, è stato a capo del celebre esercito della Republika Srpska, che difese il popolo e le frontiere della nostra Repubblica". Mosca: "Mladic vittima di un trattamento disumano" Il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Serghei Shoigu, ha espresso le sue condoglianze per la morte dell'ex comandante dell'esercito serbo-bosniaco e criminale di guerra Ratko Mladic. "Sono profondamente rattristato dalla morte del generale Mladic nella prigione dell'Aja. Le mie più sentite condoglianze al figlio del generale, Darko Mladic, e alla famiglia e agli amici del defunto", ha dichiarato Shoigu. E ha aggiunto: "L'ingiusta sentenza pronunciata dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia nei confronti di Mladic e le condizioni disumane della sua detenzione sono un esempio della negligenza nei confronti delle norme del diritto internazionale e dei principi di trattamento equo e umano dei prigionieri".
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