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Le aziende statali in Russia stanno tornando a comprare i telefoni fissi
Oggi 15-10-26, 14:46
AGI - Le aziende statali russe tornano al telefono fisso. Tra gennaio e agosto hanno speso per le linee fisse più del triplo rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i blackout dell’internet mobile, che colpiscono quasi l’80% del Paese, spingono ministeri e imprese a cercare alternative alle reti cellulari. Lo rivela il quotidiano economico russo Vedomosti, citato da Euronews. Secondo i dati sugli appalti pubblici, la spesa ha raggiunto i 118 milioni di rubli (circa 1,26 milioni di euro) nei primi otto mesi dell’anno, e le gare d’acquisto sono aumentate del 12,5%. Gli acquisti si concentrano nei principali poli economici e infrastrutturali del Paese e, secondo Meduza, sono stati 3.595, il 12,5% in più rispetto all’anno precedente. Gli operatori del settore sentiti da Vedomosti attribuiscono l’impennata a tre fattori. Il primo sono le restrizioni alla rete mobile. Il secondo è il passaggio di ministeri e aziende a centralini software di produzione nazionale, dopo che i fornitori occidentali hanno lasciato il mercato russo in seguito all’invasione dell’Ucraina nel 2022. Il terzo è la domanda di canali di comunicazione sicuri. Blackout diventati routine I primi blackout dell’internet mobile in Russia risalgono a maggio 2025. In vista delle celebrazioni per il Giorno della Vittoria, la rete fu spenta in oltre 40 regioni. Da allora le interruzioni sono diventate sempre più frequenti, fino a entrare nella quotidianità. Un progetto di monitoraggio indipendente ne ha contate 655 a giugno 2025 e 2.099 a luglio. Secondo gli analisti citati da Euronews, quel dato mensile supera il totale registrato nel mondo in tutto l’anno precedente. I disagi hanno riguardato banche, taxi, consegne a domicilio e sistemi di navigazione, con effetti più pesanti nelle zone rurali. Il governo presenta gli spegnimenti come una misura di difesa contro i droni ucraini, che a suo dire si orienterebbero grazie al segnale della rete mobile. Gli esperti non sono d’accordo. I droni, spiegano, possono volare su rotte programmate senza bisogno di connessione, e i blackout hanno colpito anche regioni molto lontane dal fronte. Durante i blackout restano accessibili solo i servizi inseriti nelle “liste bianche” del ministero dello Sviluppo digitale, tra cui banche, servizi pubblici e il messenger statale Max. Telegram ne è escluso. A luglio, secondo dati citati da Kommersant, nel Distretto federale centrale solo il 30,5% delle connessioni mobili era libero da restrizioni. Il Cremlino “usa il fisso” A marzo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, interpellato sugli effetti delle restrizioni nel centro di Mosca sul lavoro dell’ufficio presidenziale, aveva risposto che l’amministrazione “usa i telefoni fissi”. Poco dopo il presidente della compagnia statale di telecomunicazioni Rostelecom, Mikhail Oseyevsky, aveva invitato i russi a tornare alle linee fisse: “Come un estintore, dovrebbe essercene uno in ogni casa”. La frase di Peskov era arrivata durante il blackout che dal 5 marzo ha lasciato il centro di Mosca per quasi tre settimane senza rete mobile, bloccando pagamenti con carta e prelievi e lasciando isolata anche la Duma. A febbraio Putin aveva firmato una legge che obbliga gli operatori a sospendere i servizi su richiesta dell’FSB. In Russia ci sono circa 12,2 telefoni fissi ogni 100 abitanti. A Mosca circa 2 milioni di famiglie utilizzano le linee di MGTS, il principale operatore telefonico della città. In tutto il Paese le utenze fisse domestiche nelle aree urbane sono circa 17,4 milioni. Il ministero dello Sviluppo economico prevede che entro il 2029 il numero complessivo di linee fisse scenderà a 8,2-8,5 ogni 100 abitanti.
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